Alberta Tiburzi è una fotografa di moda italiana, nata a Roma, dove vive e lavora. Negli anni Sessanta è stata una modella internazionale, fotografata da Richard Avedon, Helmut Newton, Irving Penn e Gian Paolo Barbieri; dal 1975 è fotografa professionista. Colori intensi, ambienti esterni e luce riflessa dagli specchi le sono valsi il soprannome di «Signora della luce».

In Sintesi
- Chi è: fotografa di moda romana, ex modella, nota come «Signora della luce».
- Carriera da modella: anni Sessanta, Vogue America e Harper’s Bazaar a New York, davanti all’obiettivo di Richard Avedon e Helmut Newton.
- Svolta: Hiro (Hiro Wakabayashi) la incoraggia a fotografare; dal 1975 è fotografa di moda professionista.
- Riviste e clienti: L’Espresso, L’Uomo Vogue, Amica, Lui, Il Venerdì di Repubblica; lavori per Valentino, Roberto Capucci e Pino Lancetti.
- Mostra: A Brilliant Epoch. Italian Fashion of the 1980s, Mosca 2021, poi San Pietroburgo 2022-2023.
Gli anni da modella
Le fonti raccontano gli inizi in modo concorde nella sostanza. Tiburzi è nata a Roma e, ancora giovanissima, viene notata per strada da un talent scout di un’agenzia (lo riferiscono l’Istituto Italiano di Cultura attraverso il sito del ministero degli Esteri, il museo MAMM di Mosca e il museo Erarta). Negli anni Sessanta lavora come modella a Roma, e la pagina di Pattern Vault ricorda che in quel periodo posa per i cartamodelli Vogue Patterns con abiti di sarti italiani: nel 1966 modelli di Galitzine, Federico Forquet, Fabiani e Simonetta. Negli Stati Uniti prepara anche cartamodelli per McCall’s, tra cui un abito di Pauline Trigère del 1968.
Secondo RD Editore la nota Consuelo Crespi, corrispondente romana di Vogue America, che le fa firmare un contratto con la rivista e la porta a New York. Lì ottiene copertine importanti e posa per Helmut Newton e Richard Avedon. Il Giornale OFF aggiunge che avrebbe avuto un contratto di un anno con Vogue senza riconoscersi nell’immagine glamour della rivista. La mostra di Mosca ricostruisce questa fase con fotografie di vari autori, tra cui Gian Paolo Barbieri; secondo la Fondazione Barbieri i due si conoscono a Roma durante una campagna per Valentino e lui la considera subito una musa.
Tiburzi ricorda di aver lavorato spesso con Newton, che non amava la fotografia di moda ma non poteva rifiutare Vogue America. Newton preferiva modelle molto alte: lei misura 172 centimetri e lavorava spesso con uno sgabello sotto i piedi. Fu fotografata più volte insieme a Veruschka, e con Newton nacque un’amicizia duratura. Le fotografie di Avedon sono parte dello stesso periodo; per il lavoro di Avedon si veda la sua scheda. Altri maestri dell’obiettivo del Novecento sono raccolti tra i grandi nomi della fotografia.
Nel 1969 interpreta se stessa, una modella di successo a New York, nel film The Fall di Peter Whitehead (RD Editore e Giornale OFF).
New York e la Factory
Giornale OFF, Erarta e MAMM concordano su un punto: a New York Tiburzi frequenta la Factory di Andy Warhol, dove si incontrano fotografi, artisti, musicisti, attori e registi. Il museo Erarta scrive che da quegli incontri assorbì lo spirito della fotografia. Anni dopo, in Italia, fece un servizio a Warhol in una villa vicino a Roma, e lui scelse di farsi fotografare con una Polaroid e un bassotto al guinzaglio (Giornale OFF). Erarta cita tra i suoi lavori un ritratto di Warhol del 1974 per Bolaffi Arte a Roma.
Nello stesso periodo guarda anche il lavoro di altri fotografi. RD Editore ricorda l’influenza di Irving Penn e Norman Parkinson; Tiburzi, secondo il Giornale OFF, posò anche per Penn. Il Giornale OFF riferisce di una immagine di Tiburzi realizzata da Oliviero Toscani per Vogue inglese.
Hiro e la prima macchina fotografica
Hiro, il fotografo che l’aveva scelta per Harper’s Bazaar, è la figura decisiva del passaggio dietro l’obiettivo. Dal Giornale OFF risulta che durante un servizio a Parigi per Harper’s Bazaar America le regalò una piccola Minolta. Le disse che la tecnica si impara ma che forse a lei mancava il coraggio; Tiburzi sostiene di non sapere allora nulla di tecnica fotografica. Dopo il servizio ai Caraibi, realizzato per Look Magazine, Hiro vide le sue fotografie e la incoraggiò a diventare fotografa. Con la Minolta scattò in libertà, convinta, dice, che il risultato sarebbe stato un disastro.
MAM-e riporta la domanda che Hiro le avrebbe posto dopo aver visto i primi risultati: «Why don’t you became a photographer?». Lei accettò l’invito. Pattern Vault ricorda una fotografia di Hiro del 1967 che la ritrae con un abito Balenciaga per Harper’s Bazaar; il Giornale OFF conferma l’immagine Balenciaga e dice che lo stile di Hiro, lontano dall’immagine glamour, la ispirava più di quello di Vogue. Hiro, tra l’altro, divideva a New York uno studio con Avedon.
Tornata in Italia pubblica le prime immagini su L’Espresso e L’Uomo Vogue, tra cui un ritratto di Dustin Hoffman. Nel 1975, secondo RD Editore, diventa fotografa di moda professionista. MAM-e la accosta a Sarah Moon e a Deborah Turbeville, altre ex modelle diventate fotografe. Per il contesto del settore si veda la storia della fotografia di moda.
Colore, esterni e specchi
MAM-e e Orlando Magazine scrivono che Tiburzi ammira Guy Bourdin e ne riprende i colori accesi e la preferenza per le ambientazioni all’aperto. MAM-e le attribuisce una cura meticolosa per la ricerca e per le luci. Spesso usa la luce in modo indiretto, riflessa da specchi «di ogni dimensione» e da superfici riflettenti, per ottenere una luminosità intensa e tagli netti. Da qui il soprannome di «Signora della luce». Nell’intervista al Giornale OFF ricorda la prima volta che una giornalista la chiamò così e dichiara che la ricerca su luce e riflessi ha salvato la sua carriera.
La Fondazione Gian Paolo Barbieri conferma gli stessi tratti: colori accesi, esterni e luce attraverso specchi. Barbieri, che la chiama «La Signora della Luce», scrive di averla sentita chiamare così. Il museo MAMM aggiunge che le composizioni prendevano a prestito tecniche dall’arte d’avanguardia, tra cui Pop Art, Spazialismo, Arte cinetica e Materia. È la lettura dei curatori della mostra, e le altre fonti non la riprendono.
L’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, nel testo ripreso dal ministero degli Esteri, descrive il corpo femminile nelle sue immagini come «libero e moderno», in movimento e in relazione con acqua, sabbia, rocce ed erba. Per la curatrice Olga Strada, ripresa da Erarta, le sue donne sono libere, moderne, energiche e sensuali, a loro agio in natura, e senza il feticismo centrato sullo sguardo maschile diffuso nelle immagini di moda di quegli anni. Si tratta di una interpretazione critica attribuita alla curatrice.
Tiburzi sceglie le proprie modelle e lancia volti come Simonetta Gianfelici e la canadese Dayle Haddon (Istituto di Cultura, MAMM). Per Krizia lavora con Gianfelici e con Joyce, come ricorda il Giornale OFF.
Riviste, clienti e ritratti
RD Editore elenca tra le testate Anna, Amica, Lui, Il Venerdì di Repubblica e le edizioni italiane di Vogue e Harper’s Bazaar. Orlando Magazine scrive che lavora molto per le case di moda Valentino, Capucci e Lancetti. RD Editore cita servizi per Valentino e Roberto Capucci. Un servizio per Amica con un abito di Capucci, a Roma nel 1982, è citato tra le immagini della mostra di Mosca.
Tra i ritratti, Orlando Magazine ricorda Dustin Hoffman, Andy Warhol, Jack Nicholson, Loredana Bertè e Ornella Vanoni. Il Giornale OFF aggiunge Jerry Hall, Mario Schifano, Warren Beatty, Carol Alt e Hester, ritratta in Senegal. Erarta elenca, tra i soggetti dei ritratti esposti, Giorgio Armani, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, Roman Polanski, Monica Bellucci, Catherine Deneuve, Charlotte Rampling e Ornella Muti, e cita uno scatto del 1987 per Amica con la modella Micaela Bock, uno del 1983 con Carol Alt in Enrico Coveri e uno del 1979 per Rocco Barocco. Secondo MAMM, alla fine degli anni Settanta lavorò anche come fotoreporter per L’Espresso, fotografando a Roma star europee e di Hollywood.
Secondo una leggenda, riportata dal Giornale OFF, da Orlando Magazine e da MAMM, il regista Irvin Kershner si ispirò a lei per il personaggio della fotografa interpretata da Faye Dunaway in Gli occhi di Laura Mars. Nessuna delle fonti la documenta con una dichiarazione del regista, e va quindi letta come tale. Orlando Magazine conclude il proprio ritratto definendola «l’autentica icona della fotografia italiana», un giudizio di quell’autore.
Mostre
- 2021 – A Brilliant Epoch. Italian Fashion of the 1980s (in italiano Un’epoca sfavillante), Central Exhibition Hall Manege (MAMM), Mosca, dal 9 giugno al 28 luglio, nell’ambito della XII Biennale internazionale di Mosca «Moda e stile nella fotografia». Curatrici: Olga Strada e Maria Lavrova. Organizzata dal Multimedia Art Museum con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca.
- 2022-2023 – la stessa mostra al museo Erarta di San Pietroburgo, dal novembre 2022 al 12 marzo 2023. Erarta parla di quasi cento fotografie degli anni Settanta e Ottanta, tra servizi di moda e ritratti.
La mostra si divide in due parti: la prima ripercorre la breve ma intensa carriera di modella, con scatti di vari fotografi; la seconda presenta la sua produzione di fotografa. MAMM e Erarta la presentano come la prima personale di Tiburzi. Nel suo testo per la mostra, Barbieri ricorda il coraggio con cui perseguì la fotografia in un’epoca in cui era difficile per una donna, e parla di uno sguardo «rivoluzionario»; è l’opinione di un collega e amico. Per un quadro più ampio si veda la storia della fotografia italiana.
Date e dati discordanti nelle fonti
- Chi la portò a New York. RD Editore indica Consuelo Crespi, corrispondente romana di Vogue America; Giornale OFF, MAMM ed Erarta parlano di un invito di Diana Vreeland.
- Dove Hiro la incoraggiò. Il Giornale OFF parla di un servizio a Parigi per il regalo della Minolta e di un servizio ai Caraibi (per Look Magazine) per l’incoraggiamento; RD Editore parla di un servizio a Tobago per Harper’s Bazaar.
- Anno di Gli occhi di Laura Mars. Giornale OFF scrive 1977; MAMM indica il 1978 come anno del film. Orlando Magazine colloca l’ispirazione di Kershner nel 1977.
- Date della tappa di San Pietroburgo. Erarta indica l’inizio il 10 novembre 2022; MAMM l’8 novembre 2022. Entrambe indicano come chiusura il 12 marzo 2023.
- Curatori della mostra. La Fondazione Barbieri e MAMM indicano Olga Strada e Maria Lavrova; Erarta nomina solo Olga Strada come autrice del testo.
- Anno del passaggio alla professione. Solo RD Editore indica il 1975; le altre fonti parlano genericamente degli anni Settanta e non lo confermano.
- Numero di opere. Erarta indica quasi cento fotografie; le pagine di Mosca non indicano un numero.
Altri profili di autori e autrici sono raccolti nell’indice I grandi fotografi della storia. Dalla moda all’arte contemporanea è passato Mustafa Sabbagh, nato ad Amman nel 1961 e assistente di Richard Avedon a Londra. Sul fronte della moda e dei ritratti di celebrità lavora Fabrizio Ferri, nato a Roma nel 1952. Alla Factory di Andy Warhol lavorò Gerald Bruneau, fotografo franco-italiano nato a Monte Carlo.
Domande frequenti su Alberta Tiburzi
Chi è Alberta Tiburzi?
Una fotografa di moda italiana nata a Roma. Negli anni Sessanta è stata una modella internazionale e dal 1975 è fotografa professionista.
Perché la chiamano «Signora della luce»?
Per i colori intensi, gli ambienti esterni e l’uso di luce indiretta, riflessa da specchi e superfici riflettenti, che dà alle sue immagini una luminosità netta.
Come passa dalla moda all’obiettivo?
Il fotografo Hiro le regala una piccola Minolta e la incoraggia a fotografare. Tornata in Italia pubblica le prime immagini su L’Espresso e L’Uomo Vogue.
Per quali clienti e testate ha lavorato?
Per riviste come Amica, Lui e Il Venerdì di Repubblica, e per le case di moda Valentino, Roberto Capucci e Pino Lancetti.
Quale mostra le è stata dedicata?
A Brilliant Epoch. Italian Fashion of the 1980s, al museo MAMM di Mosca dal 9 giugno al 28 luglio 2021, ripresa poi al museo Erarta di San Pietroburgo fino al 12 marzo 2023.
Fonti
- Il Giornale OFF – Intervista ad Alberta Tiburzi – carriera da modella, Hiro, Warhol, luce e specchi
- Ministero degli Esteri – Mosca: le foto di Alberta Tiburzi raccontano la moda anni 80 – mostra di Mosca e biografia
- MAM-e Moda – Alberta Tiburzi – scheda biografica, riviste e stile
- Orlando Magazine – Alberta Tiburzi, regina della fotografia di moda – clienti, ritratti, aneddoto su Laura Mars
- Fondazione Gian Paolo Barbieri – A Brilliant Epoch – date e sede della mostra di Mosca, testo di Barbieri
- RD Editore – Alberta Tiburzi – nascita a Roma, New York, primi servizi, 1975
- MAMM – A Brilliant Epoch. Italian Fashion of the 80s – curatrici, struttura della mostra, tecniche, biografia
- Erarta Museum – A Brilliant Epoch (San Pietroburgo) – tappa 2022-2023, opere e soggetti
- Pattern Vault – Alberta Tiburzi – cartamodelli Vogue e McCall’s, immagine di Hiro del 1967
Aggiornato Ottobre 2026
