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Olivo Barbieri

Olivo Barbieri (Carpi, 1954) fotografa città e luoghi dall'alto con il fuoco selettivo, che li fa sembrare plastici. Partecipa a Viaggio in Italia (1984) e dal 2003 realizza la serie site specific_.

La Redazione di Storia della Fotografia 9 min di lettura

Fotografi Italiani I Maestri della Fotografia

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fotografia mancante
Photo by AiCanvas on Pixabay

Olivo Barbieri (Carpi, 1954) è un fotografo e videoartista italiano. Studia al DAMS di Bologna e dagli anni Settanta lavora sulla luce artificiale e sul paesaggio urbano. È noto per le vedute dall’alto con fuoco selettivo che fanno sembrare le città dei plastici, riunite soprattutto nella serie site specific_, avviata nei primi anni Duemila.

In Sintesi

  • Chi è: fotografo nato a Carpi nel 1954; le fonti indicano Carpi, Modena o Milano come luogo in cui vive e lavora.
  • Formazione e inizi: DAMS di Bologna; interesse per la fotografia dal 1971; prima mostra nel 1978; Flippers (1977-78).
  • Svolta: è tra i più giovani fotografi di Viaggio in Italia (1984), con le sole immagini notturne del libro.
  • Tecnica: fuoco selettivo, vedute dall’alto da elicottero, effetto di città in miniatura.
  • Serie principali: Illuminazioni artificiali, site specific_, Seascape# e Riverscape#, The Waterfall Project, Alps – Geographies and People, Spazi Altri.
  • Riconoscimenti e musei: Biennale di Venezia (1993, 1995, 1997), retrospettiva al Museum Folkwang di Essen (1996), mostra al MAXXI (2015), due film nella collezione del MoMA.

Formazione e primi lavori

Barbieri nasce a Carpi, in provincia di Modena, nel 1954. Secondo la UniCredit Art Collection studia alla Facoltà di Pedagogia e al DAMS di Bologna, mentre Wikipedia in inglese cita solo il DAMS. Gallerie d’Italia ricorda che l’interesse per la fotografia comincia nel 1971. Dagli anni Settanta lavora sull’illuminazione artificiale delle città europee e orientali, un nucleo che tornerà in Ersatz Lights, la serie notturna che il sito dell’artista data al 1982-2014 e che la galleria Yancey Richardson descrive come un lavoro notturno dagli anni Ottanta a oggi.

Il primo lavoro documentato è Flippers, del 1977-78. Intervistato da Artribune, Barbieri racconta di aver conosciuto Luigi Ghirri alla fine degli anni Settanta, in occasione di un incontro nel laboratorio di Arrigo Ghi, dopo un dibattito alla Biblioteca Poletti di Modena a cui aveva partecipato. Ghirri curava la programmazione fotografica della Galleria Civica di Modena, dove Barbieri tiene la sua prima mostra personale, con un testo di Franco Vaccari. Dal 1978 espone in Italia e all’estero.

Viaggio in Italia e la notte a colori

Nel 1984 Barbieri è uno dei più giovani fotografi di Viaggio in Italia, il progetto collettivo promosso da Ghirri che segna il nuovo paesaggio italiano. Ad Artribune ricorda le riunioni a casa di Ghirri, dove incontra Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte e altri. Il sito dell’artista data la serie Viaggio in Italia al 1982-1983, gli anni di realizzazione delle immagini, mentre il libro e la mostra sono del 1984.

Le sue sono le uniche immagini notturne del volume. «Mi pareva che nessuno, sino a quel momento, avesse fotografato la notte a colori», dice nell’intervista. Stampava con le alte luci bruciate, in controtendenza rispetto a un’epoca in cui la fotografia doveva essere leggibile in ogni sua parte. Per il contesto si veda la storia della fotografia italiana.

Fuoco selettivo e site specific

Artribune riporta che Barbieri adotta il fuoco selettivo dal 1989, per indicare con precisione il punto di interesse dell’immagine, con l’intento di «rivedere il mondo da un punto fluttuante». Rifiuta l’idea di una fotografia oggettiva, che considera un luogo comune. Il progetto Virtual Truths, tra il 2000 e il 2001, coincide con la scelta di questa tecnica. La UniCredit Art Collection data invece l’uso del metodo a partire dalla metà degli anni Novanta.

Wikipedia in inglese e l’archivio dell’International Center of Photography descrivono il procedimento: l’inclinazione dell’obiettivo rispetto al piano della fotocamera sfuma i bordi alti e bassi (o laterali) dell’immagine e simula la profondità di campo ridotta della macrofotografia. Il risultato è l’effetto di miniatura, per cui la UniCredit Art Collection lo presenta come un fotografo «noto per l’effetto di miniaturizzazione dei paesaggi».

La serie site specific_ riprende le città dall’alto. Yancey Richardson scrive che lavora da un elicottero con una macchina di grande formato e un obiettivo tilt-shift. Il sito ufficiale elenca circa sessantacinque lavori, da Carpi 1964 a Laodikeia Turkey 2023, con città come Roma, Milano, Venezia, Los Angeles, Las Vegas, Istanbul, Città del Messico e Shanghai. Alcuni sono legati a eventi sismici: L’Aquila 2009, l’Emilia 2012, Gibellina 2011 e 2016, le Marche 2017. Artribune parla di oltre cinquanta siti. Barbieri non usa droni, che associa a una dimensione bellica che non gradisce, e le sue prime fotografie aeree risalgono, racconta, all’adolescenza a Carpi. Con questo lavoro dice di voler capire la forma della metropoli contemporanea. Sul suo approccio dichiara: «Cerco di capire, non di spiegare».

I film della serie sono site specific_ROMA 04, SHANGHAI 04, LAS VEGAS 05, SEVILLA → (∞) 06 e MODENA 08, che secondo Wikipedia in inglese hanno circolato nei festival di Locarno, Rotterdam, Toronto, Sundance e Berlino, al MoMA di New York e alla Tate Modern di Londra. Due film della serie sono nella collezione del MoMA (UniCredit e Gallerie d’Italia).

La Cina e Spazi Altri

Secondo Artribune e Gallerie d’Italia, Barbieri comincia a viaggiare in Cina nel 1989, in coincidenza con le proteste di piazza Tienanmen, e ci torna quasi ogni anno fino al 2019. All’inizio lo attirava l’illuminazione artificiale, che considerava più libera e disinvolta; più di recente ha scelto la Cina tradizionale, perché fotografare le megalopoli gli sembra inutile. Questo lavoro confluisce in Spazi Altri, la serie che il sito ufficiale data al 1998-2019. Il sito elenca anche Appunti di Viaggio in Cina (1989) e Paesaggi in Miniatura (1990).

Artribune ricorda inoltre la partecipazione alla Mission photographique Transmanche sulla frontiera franco-belga, di cui fu l’unico italiano invitato, e i lavori italiani Stadi e Tribunali. Il sito ufficiale raggruppa poi i progetti sul paesaggio e sul parco (Parks, 2003-2019), i lavori dedicati ai musei (Paintings, 2002-2007, con PAC Milano, Uffizi, Louvre e Capodimonte) e Virtual Truths.

Le opere principali

  • Illuminazioni artificiali – ricerca sulla luce artificiale; il libro esce a Milano nel 1995 e a Washington nel 1998 (Wikipedia in inglese).
  • Viaggio in Italia (1984) – partecipazione al progetto collettivo di Ghirri.
  • site specific_ (dal 2003) – fotografie e film di città dall’alto: Roma 04, Shanghai 04, Las Vegas 05, Sevilla 06, Modena 08.
  • Seascape# e Riverscape# (dal 2005) – film su mare e fiumi: Seascape#1 (Shenzhen, 2005), Seascape#2 (Castel dell’Ovo, Napoli, 2006), Riverscape#1 (Shanghai, 2007).
  • The Waterfall Project (2006-2007) – Iguazú, cascate Vittoria, Niagara.
  • Beijing Sky (2007), 5 Colori e TWIY (2008), Tuscany in 6 pieces (2010) – altri film.
  • The Dolomites Project (2010), Alps – Geographies and People (2012), Capri (2013), Adriatic Sea (Staged) Dancing People (2015).
  • Site Specific (Aperture, 2013) – monografia sulla serie.
  • Twelve ee hs nine (2023) – serie su dolmen e menhir della Sardegna (Yancey Richardson).

Tra i volumi più antichi, Wikipedia in inglese cita Paesaggi in Miniatura e Notte (Udine, 1991) e Olivo Barbieri seit 1978 (Museum Folkwang, Essen, 1996).

Mostre, premi e collezioni

  • 1978 – prima esposizione in Italia e all’estero.
  • 1990 – Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia.
  • 1992 – Higashikawa Award, Giappone (sezione fotografi stranieri).
  • 1993, 1995, 1997 – Biennale di Venezia; Yancey Richardson aggiunge le edizioni 2011 e 2013.
  • 1996 – retrospettiva al Museum Folkwang di Essen e catalogo Olivo Barbieri seit 1978.
  • 1998 e 1999 – due mostre al Canadian Centre for Architecture di Montréal.
  • 2006 – Las Vegas vince il premio New Visions al San Francisco Film Festival.
  • 2015 – Olivo Barbieri: Images 1978-2014, MAXXI di Roma, con oltre settanta opere.
  • 2018-2019 – Civilization: The Way We Live Now, MMCA di Seul.
  • 2023 – Twelve ee hs nine, MAN di Nuoro.
  • 2025 – Spazi Altri, Gallerie d’Italia, Torino, dal 20 febbraio al 7 settembre, a cura di Corrado Benigni: oltre 150 opere in tre sezioni, tra trittici e polittici, molte inedite, nell’ambito del progetto «La Grande Fotografia Italiana».

La UniCredit Art Collection riferisce che sulla sua opera sono state pubblicate più di cinquanta monografie e cataloghi, e che le sue opere sono in musei e raccolte pubbliche e private in Europa, Asia e Stati Uniti. L’archivio dell’International Center of Photography elenca tra le collezioni la Bibliothèque nationale di Parigi, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e il SFMOMA.

Una lettura critica

Per la UniCredit Art Collection, la serie site specific_ è uno studio sulla forma della città contemporanea: la città è trattata come una «installazione temporanea», in cui centro e periferia, strutture e infrastrutture contribuiscono al senso di appartenenza e di identità, e le città viste dall’alto come modelli in scala mettono in discussione le gerarchie dello spazio. Fırat Arapoğlu, nel blog di Borusan Contemporary, scrive che l’effetto di miniatura crea separazione e straniamento e permette di rivedere le città familiari; che la serie è una meditazione sullo spazio urbano e una critica all’espansione urbana; e che i lavori sulle Alpi e su Capri riguardano il rapporto tra uomo e natura. Arapoğlu nota anche che Barbieri interviene in postproduzione sui colori, sugli elementi e sulla nitidezza. Sono letture critiche di singole fonti, non dichiarazioni dell’artista.

Date e dati discordanti nelle fonti

  • Dove vive. UniCredit dice Carpi; Wikipedia in inglese Milano (con richiesta di fonte); Yancey Richardson e Ronchini Gallery Modena.
  • Inizio del fuoco selettivo. Dal 1989 secondo Artribune; dalla metà degli anni Novanta secondo UniCredit. Virtual Truths è datato 2000-2001 da Artribune e 1996-2002 dal sito dell’artista.
  • Inizio di site specific_. 2003 per UniCredit, Gallerie d’Italia e Ronchini Gallery; 2004 per Yancey Richardson; 1999 per Borusan Contemporary.
  • Numero di città. Oltre cinquanta (Artribune), più di sessanta (UniCredit), circa sessantacinque lavori (sito ufficiale).
  • Droni. Artribune riporta che Barbieri non usa droni; una scheda precedente su questo sito attribuiva a Seascape#2 l’unico uso del drone, ma nessuna delle fonti consultate lo conferma, e quindi l’affermazione non è ripresa.
  • Viaggi in Estremo Oriente. UniCredit parla di viaggi regolari dai primi anni Ottanta; Artribune, Wikipedia in inglese e Gallerie d’Italia dal 1989.
  • Studi. UniCredit cita Pedagogia e DAMS; Wikipedia solo il DAMS.
  • Biennale di Venezia. UniCredit elenca 1993, 1995, 1997 e un «2103», quasi certamente un refuso; Yancey Richardson e Ronchini Gallery indicano anche il 2011, Yancey Richardson il 2013.
  • Tecnica. Wikipedia parla di ottiche tilt-shift, Yancey Richardson di una macchina di grande formato con obiettivo tilt-shift, l’ICP di una camera a banco con basculaggi regolabili.

Fonti

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