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Monica Silva

Monica Silva, fotografa brasiliana cresciuta a San Paolo e attiva a Milano dagli anni Ottanta: ritrattista, autrice di Lux et Filum e Sacro e Profano.

La Redazione di Storia della Fotografia 11 min di lettura

Fotografi Italiani I Maestri della Fotografia

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monica silva
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Monica Silva è una fotografa e artista brasiliana, cresciuta a San Paolo e attiva in Italia da oltre trent’anni, con base a Milano. Autodidatta, arrivata alla macchina fotografica dopo esperienze come modella, conduttrice televisiva e aiuto regista, dal 2001 lavora come fotografa professionista. È nota soprattutto come ritrattista (attori, registi, musicisti, intellettuali, imprenditori) e per progetti personali come Lux et Filum, rilettura contemporanea di Caravaggio, Banana Golden Pop Art e la mostra Sacro e Profano (M.A.C., Milano, 2019). Nell’ottobre 2025 ha tenuto la sua prima personale a Venezia.

In Sintesi

  • Origini: brasiliana, cresciuta a San Paolo; per parte di madre discendente dei Guarani dello Espírito Santo, secondo il suo sito.
  • Formazione: autodidatta; primi scatti con apparecchi usa e getta, Instamatic e Polaroid.
  • Carriera: fotografa professionista dal 2001; dal 2010 collabora con il Corriere della Sera e con La Lettura; dal 2013 contratto con Mondadori Portfolio.
  • Progetti: Life Above All (2008), On My Skin (2010), Lux et Filum (dal 2014), Banana Golden Pop Art, Sacro e Profano (2019).
  • Riconoscimenti: Biennale di Venezia 2011 per il ritratto di Gillo Dorfles; menzione d’onore agli IPA 2014 per Lux et Filum.

Origini e inizi

Monica Silva è cresciuta a San Paolo del Brasile. In un’intervista di Osservatorio Digitale racconta un’infanzia in una famiglia senza grandi mezzi, con le prime fotografie scattate da bambina con macchine usa e getta e Instamatic, e il sogno di avere un giorno una Hasselblad. Il suo sito riferisce che la madre appartiene a una famiglia di origine Guarani della regione dello Espírito Santo.

Gli inizi non sono nella fotografia. Silva racconta di essere diventata modella quasi per caso e di aver trovato più interessante l’ambiente di chi stava dietro l’obiettivo che la moda in sé; di sé modella dice di essersi sentita «come una statuina mossa da qualcun altro». Una televisione locale che trasmetteva videoclip musicali la assume come conduttrice; dopo la puntata pilota parte per l’Inghilterra a studiare inglese. Qui le fonti non coincidono nei dettagli: The Way Magazine e il suo sito parlano di un trasferimento a Londra nel 1986, la scheda di Arte.it dice che vive in Italia dal 1986, Osservatorio Digitale colloca il suo arrivo in Italia verso la fine degli anni Ottanta, su invito di un’amica. Anche il numero di anni trascorsi in Italia varia da «oltre 30» a «oltre 35» a seconda della pagina del sito. Il quadro sicuro è questo: tra la metà e la fine degli anni Ottanta si sposta tra Brasile, Inghilterra e Italia, e si stabilisce a Milano.

Il passaggio alla fotografia

In Italia Silva lavora nel teatro, in televisione e nel cinema e diventa aiuto regista, anche in spot pubblicitari. Osservatorio Digitale cita i nomi di Lucchetti, Richardson, Martinelli e Brugia. Decide poi di passare dietro la macchina fotografica, partendo dalle prime reflex a pellicola. Dal 2001 la fotografia è il suo lavoro: ritrae cantanti per le case discografiche e realizza copertine di album. Lei stessa descrive un metodo: dopo un incarico ricevuto da Gianluigi Colin, direttore creativo del Corriere della Sera, che le chiese poche immagini selezionate, ha adottato la regola di non scattare a caso.

Sul piano tecnico, la stessa intervista (che risale al 2012 circa, quando l’articolo parla della Nikon D3X come novità) cita il medio formato Hasselblad H4D 40, la Nikon D3X e l’iPhone per gli scatti discreti della vita quotidiana. Dal 2008 fa parte dei Nikon Pro Photographers, per cui tiene clinic ed eventi. Oggi il sito la presenta anche come ambassador di Manfrotto e Nikon Italia.

Ritratti e riviste

Il ritratto è il centro del lavoro di Silva. Il suo sito elenca fra i soggetti Paolo Sorrentino, Toni Servillo e il critico Gillo Dorfles; The Way Magazine ricorda anche i ritratti di attori, musicisti, manager e politici per testate come Vogue, Vanity Fair, Harper’s Bazaar, Rolling Stone, Corriere della Sera e Le Figaro. Osservatorio Digitale aggiunge Max, Dove Viaggi, Flair, Io Donna, Style Magazine, Sette, Grazie e Panorama Travel. Conduce da anni workshop sulla psicologia del ritratto e dell’autoritratto, anche per Hasselblad a Tokyo. In occasione della mostra veneziana del 2025, Il Fatto Quotidiano cita nel suo repertorio attori come Brad Pitt, Tilda Swinton, George Clooney e Willem Dafoe, accanto a persone comuni. La storia più ampia del genere è nella fotografia di ritratto.

La sua attività non si limita ai volti: fotografa interni e hotel di design, come il Santa Maria Foris di Ravenna, su proposta dell’interior designer Alvin Grassi, e firma reportage di viaggio. Dal 2010 collabora con il Corriere della Sera, in particolare con l’inserto La Lettura. Nel 2011, secondo Studio Bolzani, è inviata speciale alla Biennale d’Arte di Venezia, dove il ritratto Dorfles infinito e lo sguardo a Ghirri è premiato come miglior fotografia a pari merito. Il suo sito riporta lo stesso riconoscimento senza il «pari merito». Nel titolo compare il nome di Luigi Ghirri.

I primi progetti personali

  • Life Above All (2008): ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters; esposto alla Mazzoleni Arte di Milano e Lugano, alla Stefano Forni Gallery di Bologna e a Codigoro.
  • On My Skin (2010): dedicato al nudo d’autore; presentato ad Arte Fiera Bologna con la Stefano Forni Gallery.
  • L’Io dentro me (2011): a Sansepolcro, Palazzo Pichi Sforza.
  • The Butterfly’s Fall – Postcards from Tokyo (2013): fotografie e video alla Nuova Galleria Morone di Milano.
  • 2009: fotografie per Libertà Perpetua. San Marino Patrimonio Mondiale (Minerva), libro di 224 pagine realizzato in un anno.

Il sito lista anche mostre personali precedenti (Percorsi Illuminati, Bologna 2006; People I Met, Cattolica 2007) e Missing You alla Saatchi Gallery di Londra, mostra che il sito dell’autrice data al 2010 in un punto e al 2013 in un altro.

Lux et Filum

Il progetto più noto è Lux et Filum – una visione contemporanea di Caravaggio, avviato nel 2014 con il supporto di Reda1865. Si chiede come sarebbero dipinte oggi alcune celebri opere di Caravaggio e le rilegge in chiave pop. Il percorso comprende dodici immagini. Secondo la scheda di Arte.it, la sequenza si apre con Sacro Pasto (la Cena di Emmaus), dove il ruolo del Cristo risorto è affidato a una donna; al MIA Fair 2016 sono esposte in anteprima Picturesque (San Gerolamo) e Sacro Pasto. Un testo critico è di Denis Curti. Il progetto parte da San Paolo nel 2014, con il patrocinio culturale dello Stato di San Paolo, ed è presentato all’Istituto Italiano di Cultura nel 2015. Passa poi per il MIA Photo Fair 2016 (galleria Bianconi, 29 aprile–2 maggio, The Mall, Porta Nuova Varesine, Milano) e, nel 2017, per l’Università Statale di Milano durante il Salone del Mobile, nella rassegna Inside Brazil. Nel 2014 ottiene la menzione d’onore agli IPA Awards, secondo il suo sito. Il confronto fra fotografia e pittura antica è un tema ricorrente nella storia della fotografia italiana e Caravaggio è un riferimento obbligato per la luce. Altri autori che hanno dialogato con la pittura sono raccolti tra i grandi fotografi della storia.

Pop art, Sacro e Profano

Con Banana Golden Pop Art (2014 o 2015, a seconda delle fonti: il 2014 per The Way Magazine e Il Fatto Quotidiano, il 2015 per Studio Bolzani, che la espone anche al MIA Photo Fair) Silva rende omaggio ad Andy Warhol. Seguono Flower Power Series Pop Art (2018), Coca Cola Series e Sexy Pop Fruit (2019), questa con frutta ricoperta d’oro, che The Way Magazine collega alla lunga tradizione della metafora sessuale nella pittura di genere. Fra le influenze dichiarate: Marcel Duchamp, Salvador Dalí, Caravaggio, Horst P. Horst, Man Ray, Jeanloup Sieff, Joel-Peter Witkin e Warhol.

Questi lavori confluiscono in Sacro e Profano, la mostra al M.A.C. (Musica Arte e Cultura) di Milano, in piazza Tito Lucrezio Caro, aperta il 17 settembre 2019, a cura di Andrea Dusio e presentata dalla Fondazione Maimeri. Il Fatto Quotidiano parla di circa quaranta fotografie, fra immagini note e inedite, con una sala-Wunderkammer che mostra gli oggetti usati negli scatti. Secondo il testo su Visura la mostra è organizzata in sezioni: una serie caravaggesca al centro, gli still life pop, l’omaggio a Warhol e una selezione di ritratti (Cat Woman e Candy Girl, 2017; Look Over, 2013), e si chiude con Vanitas Khalo (2019), che unisce memento mori, bellezza ed eros. Il titolo allude alla compresenza di un approccio mistico e di uno irriverente. Dusio definisce lo stile di Silva «realismo magico». Lei dice che dietro ogni immagine ci sono mesi o anni di ricerca e messaggi nascosti pensati per far rallentare chi guarda.

Gli ultimi anni

Nel 2019 il suo sito segnala Ode to Silence, rilettura di un’opera di De Chirico per la collezione del Museo Stefano Boschi, e nel 2021 un saggio sul colore nella composizione per la serie Nikon Master of Photography. Nel 2022 e 2023 realizza con Longari Arte Milano l’installazione Art Beyond Imagination, che unisce arte antica e nuovi media; il sito riferisce due premi per le installazioni. Nel giugno 2024 presenta alla Fabbrica del Vapore di Milano l’evento My Hidden Ego e in ottobre 2024 firma una copertina de La Lettura con un NFT legato alla performance 15 Minutes to Be Real. È cofondatrice, con l’artista e designer Valerio Fausti, dello studio Factory of Art. Dal 10 ottobre al 9 novembre 2025, alla Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani di Venezia, tiene la sua prima personale veneziana, Abbiamo bisogno di colori per sopravvivere a questo mondo, a cura di Matilde Nuzzo e Robert C. Phillips: venticinque opere di grande formato, fra immagini già pubblicate e inedite, e l’installazione ANGEL’S – Gabriel White Light con una scultura alata di Fausti. Al centro c’è l’«angelo pop», ispirato a un angelo ligneo di fine Trecento; i curatori definiscono le sue immagini «specchi autobiografici e universali».

Didattica e libri

Silva insegna e parla in pubblico: il sito elenca interventi al Lucca Photography Festival (2010), alla IULM di Milano (2015 e 2016), a TEDx Rovigo (2017, come keynote speaker), a IED/TAU Visual (2018) e al Circolo Fotografico Milanese (2019), oltre a workshop per Manfrotto, Nikon, Hasselblad e Leica. È fotografa ufficiale di EICMA dal 2015, con le campagne «Moto mai viste» (2016) e «Per chi ha la moto dentro» (2017). Tra i libri a cui ha partecipato, The Way Magazine cita No News, Good News (Rizzoli), It’s a Nikon, It’s an Icon, Facce da MAC (Mondadori), Imprimatur Sudari (Mondadori Electa) e Shooting Yourself (Contrasto). Premi e mostre elencati qui provengono in larga parte dal sito dell’autrice.

Per altri profili di autori e autrici si veda l’indice I grandi fotografi della storia.

Domande frequenti su Monica Silva

Chi è Monica Silva?

Una fotografa e artista brasiliana cresciuta a San Paolo, attiva in Italia da oltre trent’anni con base a Milano. È autodidatta e lavora come fotografa professionista dal 2001.

Prima di fotografare che mestieri ha fatto?

La modella, la conduttrice televisiva e l’aiuto regista nel teatro, in televisione, nel cinema e negli spot.

Che cos’è Lux et Filum?

Il suo progetto più noto, avviato nel 2014: una rilettura contemporanea e pop di dodici opere di Caravaggio. Fu presentato al MIA Photo Fair di Milano nel 2016.

Che cos’è Sacro e Profano?

La mostra al M.A.C. di Milano, aperta il 17 settembre 2019 a cura di Andrea Dusio, che riunisce la serie caravaggesca, gli still life pop e un omaggio a Warhol.

Quali riconoscimenti ha ricevuto?

Nel 2011 il suo ritratto di Gillo Dorfles è stato premiato alla Biennale di Venezia, e nel 2014 Lux et Filum ha ottenuto una menzione d’onore agli IPA Awards, secondo il suo sito.

Fonti

Aggiornato Ottobre 2026

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