Mervyn Bishop

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Mervyn Bishop (Brewarrina, Nuovo Galles del Sud, 1945) è una delle figure più significative e più storicamente importanti della fotografia australiana contemporanea, in quanto primo fotografo professionista di origine aborigena nella storia del paese e autore di alcune delle immagini più iconiche e più storicamente importanti della storia australiana del secondo Novecento. La sua posizione nella storia della fotografia australiana è quella di un pioniere assoluto: in un paese in cui la fotografia professionale era stata per più di un secolo dominio esclusivo di fotografi bianchi, spesso usata come strumento di documentazione coloniale e di esotizzazione delle comunità indigene, Bishop si afferma come professionista di primissimo piano, documentando la propria comunità e il proprio paese dall’interno con uno sguardo che non è mai quello dell’osservatore estraneo. Questa posizione biografica interna — il fotografo indigeno che documenta la realtà indigena e la realtà australiana più ampia — conferisce alla sua opera una dimensione politica e culturale che trascende il semplice merito fotografico, per quanto considerevole.

Bishop nasce nel 1945 a Brewarrina, nel Nuovo Galles del Sud nord-occidentale, in una delle regioni dell’Australia rurale dove le comunità aborigene erano state confinate in riserve governative dopo la spoliazione delle terre tradizionali. La sua infanzia e la sua adolescenza si svolgono in questo contesto di emarginazione e di povertà, ma anche di ricchissima vita comunitaria e di forte identità culturale. La fotografia entra nella sua vita come mezzo di espressione dopo la scuola superiore, quando Bishop si trasferisce a Sydney e inizia a lavorare come assistente fotografico nel laboratorio di un fotografo commerciale. Questa esperienza pratica gli fornisce la competenza tecnica necessaria per costruire una carriera professionale, che si concretizza nel 1969 quando viene assunto dal principale quotidiano australiano, il Sydney Morning Herald, come fotografo di staff.

L’assunzione di Bishop al Sydney Morning Herald nel 1969 è un evento storico nella storia del fotogiornalismo australiano: per la prima volta un fotografo aborigeno entra a far parte dello staff di una delle principali testate giornalistiche del paese, in un periodo in cui la questione dei diritti civili degli aborigeni era al centro del dibattito politico australiano. Il referendum del 1967, con cui i cittadini australiani avevano votato per includere gli aborigeni nel censimento nazionale e per estendere i poteri del governo federale in materia di politica indigena, aveva segnato l’inizio di una fase di maggiore attenzione pubblica e politica alle condizioni di vita delle comunità indigene. Bishop si trova a documentare questa trasformazione storica dall’interno della redazione di uno dei principali organi di informazione del paese, con la responsabilità e la libertà di portare la propria prospettiva unica in un dibattito di fondamentale importanza.

Prime Minister and Gurindji: la fotografia come storia

La fotografia più celebre di Mervyn Bishop, e una delle immagini più iconiche della storia australiana del XX secolo, è quella scattata il 16 agosto 1975 a Wattie Creek nel Territorio del Nord, durante la cerimonia in cui il Primo Ministro Gough Whitlam versa la terra nelle mani dell’anziano leader Gurindji Vincent Lingiari, simbolicamente restituendo alla comunità le terre tradizionali delle quali erano stati spogliati dalle grandi stazioni pastorali nel corso del XIX e XX secolo. La lotta del popolo Gurindji per la restituzione delle proprie terre era iniziata nel 1966 con lo sciopero dei lavoratori della stazione pastorale di Wave Hill, guidato da Lingiari, ed era diventata uno dei simboli più potenti del movimento per i diritti civili e territoriali degli aborigeni australiani. La cerimonia del 1975 rappresentava un primo atto di riconoscimento legale di questi diritti, e Bishop era presente per documentarla.

La fotografia di Bishop cattura il momento preciso in cui Whitlam versa la terra dalle proprie mani a quelle di Lingiari: i due uomini sono di profilo, i volti vicini, le mani giunte in questo gesto simbolico che trasferisce non solo la terra ma il diritto alla terra, non solo la sostanza fisica ma la sovranità culturale. La composizione è di semplicità assoluta — lo sfondo è il cielo e la terra rossa del Territorio del Nord, senza altri elementi di distrazione — e questa semplicità rende il gesto il solo protagonista dell’immagine, con una forza simbolica che ha contribuito a renderla una delle fotografie più riprodotte nella storia dell’Australia. Nel 2002 l’immagine è apparsa su un francobollo australiano commemorativo, sigillo definitivo del suo statuto di icona storica nazionale.

Accanto a questa immagine fondamentale, Bishop ha prodotto nel corso di una lunga carriera un corpus fotografico di grande ricchezza che documenta la vita delle comunità aborigene australiane nel periodo della trasformazione politica e sociale successiva al 1967, la vita quotidiana nelle città e nelle comunità rurali del Nuovo Galles del Sud, e la più ampia realtà australiana nel suo insieme. Le sue fotografie per il Sydney Morning Herald e poi per altre pubblicazioni australiane mostrano una capacità di muoversi con uguale competenza tra il fotogiornalismo di news — le manifestazioni politiche, le cerimonie ufficiali, gli eventi di cronaca — e il reportage di approfondimento sulla vita delle comunità, che richiede un approccio più paziente e più relazionale.

Bishop ha ricevuto riconoscimenti importanti per il proprio lavoro, sia come fotografo sia come figura storica nella storia del fotogiornalismo australiano. Nel 2000, in occasione dei Giochi Olimpici di Sydney, è stato incaricato di fotografare la cerimonia di apertura, un riconoscimento del suo status come uno dei più importanti fotografi australiani. Le sue fotografie sono conservate nelle principali istituzioni museali e archivistiche australiane, tra cui la National Library of Australia e il National Museum of Australia, che hanno dedicato esposizioni retrospettive alla sua opera. Il suo contributo alla storia della fotografia australiana va tuttavia al di là delle singole opere: Bishop ha dimostrato con la propria carriera che la fotografia professionale non è dominio esclusivo della cultura dominante, ma che uno sguardo dall’interno delle comunità marginalizzate può produrre immagini di qualità e di importanza storica superiore a quelle dello sguardo esterno, per quanto tecnicamente esperto.

In anni più recenti, Bishop ha svolto un’attività didattica e di mentorship per le nuove generazioni di fotografi aborigeni, contribuendo a costruire quella comunità di fotografi indigeni australiani che sta producendo oggi alcune delle opere più interessanti della fotografia contemporanea del paese. La sua opera e la sua carriera rappresentano un punto di riferimento fondamentale per questa generazione, che eredita non solo la sua competenza tecnica e il suo rigore professionale ma anche la sua determinazione a documentare la realtà australiana dalla prospettiva di chi vi appartiene.

Le Opere principali

  • Prime Minister and Gurindji (1975): La fotografia più celebre, con Gough Whitlam che versa la terra nelle mani di Vincent Lingiari. Icona della storia politica australiana, stampata su francobollo nel 2002.
  • Fotografie per il Sydney Morning Herald (1969–1980): Il corpus del periodo di staff nel principale quotidiano australiano, comprendente migliaia di immagini di eventi storici e di vita quotidiana.
  • Comunità aborigene NSW (1970–1990): Il corpus documentario sulle comunità indigene del Nuovo Galles del Sud nel periodo post-1967.
  • Giochi Olimpici di Sydney 2000 – cerimonia apertura: La commissione ufficiale per la documentazione dell’evento olimpico.
  • National Museum of Australia – retrospettiva: L’esposizione istituzionale che ha celebrato l’intera carriera.
  • Collezione National Library of Australia – Bishop photographs: La principale raccolta pubblica del corpus fotografico.
  • Attività di mentorship per fotografi indigeni australiani: Il contributo alla formazione della generazione successiva.
  • Francobollo commemorativo australiano (2002): La riproduzione della fotografia Whitlam-Lingiari su francobollo nazionale.

Fonti

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