Lai Afong (Canton, Guangdong, Cina, circa 1839 – Hong Kong, circa 1890) è il fotografo cinese più importante del periodo coloniale del XIX secolo e il principale autore di un corpus fotografico che documenta la Cina del Sud, in particolare Hong Kong e la città di Canton (Guangzhou), durante il periodo di massima trasformazione seguito alle sconfitte militari nella Seconda Guerra dell’Oppio (1856–1860) e all’imposizione dei Trattati Ineguali che aprirono il paese allo sfruttamento coloniale europeo e americano. La sua opera, che si estende approssimativamente dagli anni Sessanta agli anni Ottanta del XIX secolo, costituisce uno dei corpus fotografici più ricchi e più tecnicamente raffinati prodotti in Asia nel corso del XIX secolo, e si distingue dalla produzione dei fotografi europei che operavano nello stesso territorio per la qualità dello sguardo verso la cultura e la vita quotidiana cinese: Lai Afong fotografa la propria cultura non come osservatore esoticizzante ma come qualcuno che ne fa parte, anche se il mercato a cui destina le proprie fotografie è principalmente quello dei visitatori europei e americani e della comunità coloniale di Hong Kong.
Le informazioni biografiche su Lai Afong sono parziali e in alcuni casi contraddittorie, riflettendo la difficoltà generale di ricostruire le biografie dei fotografi cinesi del XIX secolo in assenza di fonti documentarie sistematiche. Si ritiene che sia nato intorno al 1839 a Canton da una famiglia della classe commerciale del Guangdong, e che abbia imparato la fotografia probabilmente attraverso il contatto con uno dei molti fotografi europei e americani che operavano a Hong Kong e a Canton a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Il suo studio di Hong Kong, aperto probabilmente intorno al 1859–1860, diventa rapidamente uno dei più importanti e dei più frequentati dell’intera regione, producendo fotografie per la comunità coloniale britannica, per i diplomatici e i missionari europei, per i turisti di passaggio e per il mercato internazionale delle vedute fotografiche asiatiche che in quegli anni era in rapida espansione in Europa e negli Stati Uniti.
La qualità tecnica delle fotografie di Lai Afong è straordinariamente alta per il periodo, anche in confronto ai migliori fotografi europei che operavano in Asia nello stesso tempo. Lavora principalmente con il collodio umido su vetro, la tecnica dominante nella fotografia professionale degli anni Sessanta e Settanta del XIX secolo, producendo negativi di grande formato, spesso 30×40 cm, di nitidezza e di qualità tonale eccellenti. La sua padronanza dell’illuminazione (sia naturale, nei ritratti e nelle vedute en plein air, sia artificiale, nei ritratti in studio) e la sua capacità di gestire le esposizioni prolungate richieste dal collodio producono immagini di qualità visiva che pochi fotografi asiatici del periodo potevano eguagliare e che reggono il confronto con i migliori lavori europei contemporanei.

Il ritratto del mondo cinese tradizionale alla vigilia della modernizzazione
Il corpus fotografico di Lai Afong si organizza intorno a due grandi filoni complementari: il ritratto e le vedute topografiche. Nel campo del ritratto, Lai Afong produce sia ritratti della borghesia commerciale cinese di Hong Kong (i mercanti, i funzionari, le famiglie benestanti che formano la classe dirigente locale) sia ritratti di tipi cinesi, composizioni fotografiche che mostrano persone in costumi tradizionali della loro classe o professione, eseguendo attività tipiche della cultura cinese. Questi ritratti di tipo, genere molto diffuso nella fotografia coloniale del XIX secolo in tutto il mondo non europeo, hanno una duplice funzione: soddisfano la curiosità degli acquirenti europei per l’alterità culturale cinese, fornendo immagini di artigiani, mercanti, funzionari, operai e donne in costumi tradizionali; e al tempo stesso costituiscono un documento storico di primaria importanza per la conoscenza degli abiti, delle attività professionali e degli oggetti della cultura materiale della Cina meridionale prima della modernizzazione.
Le vedute topografiche di Lai Afong documentano Hong Kong in tutte le fasi della sua rapida trasformazione da piccolo porto di pescatori a metropoli coloniale britannica nel giro di pochi decenni: i cantieri di costruzione dei grandi edifici commerciali e governativi, il waterfront di Victoria Harbor con i suoi pontili e i suoi magazzini, le strade della città con i negozi e i mercati, il Peak con le ville dei coloni britannici, le spiagge e i villaggi di pescatori dei dintorni. Queste fotografie sono oggi tra le fonti visive primarie più importanti per la storia urbanistica e sociale di Hong Kong nel periodo coloniale, e vengono regolarmente utilizzate nella ricerca storica e nelle pubblicazioni sul patrimonio storico della città. La qualità delle vedute topografiche di Lai Afong è tale che diverse sue fotografie sono state a lungo attribuite erroneamente a fotografi europei di maggiore fama, in particolare a John Thomson che operò in Cina tra il 1868 e il 1872, e la correzione di queste attribuzioni ha richiesto un lavoro storico-critico paziente e sistematico.
Una caratteristica distintiva del lavoro di Lai Afong rispetto a quello dei fotografi europei suoi contemporanei che documentavano la Cina è l’attenzione alla dimensione interiore della vita cinese: dove i fotografi europei tendevano a documentare la Cina dalla prospettiva di chi osserva una cultura esotica dall’esterno, fotografando i suoi elementi più pittoreschi e più immediatamente identificabili come “cinesi” per il mercato europeo, Lai Afong porta nelle proprie fotografie una comprensione culturale che si manifesta nella scelta dei soggetti, nella qualità delle relazioni con i soggetti ritratti e nell’attenzione a aspetti della vita quotidiana che un fotografo esterno avrebbe faticato a individuare. Questa differenza di prospettiva è particolarmente evidente nei ritratti di famiglia, nei ritratti di donne cinesi e nelle fotografie degli interni domestici, dove la naturalezza dei soggetti e la qualità dell’ambiente riflettono una familiarità culturale che è impossibile fingere.
Lai Afong ha formato nel corso della propria carriera diversi fotografi cinesi che hanno continuato e sviluppato la tradizione della fotografia professionale cantonese nel periodo successivo. La sua eredità tecnica e stilistica è riconoscibile nella produzione di diversi studi fotografici di Hong Kong e del Guangdong attivi alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, che portano nelle proprie fotografie la stessa qualità tecnica e la stessa attenzione alla composizione che caratterizzano il maestro. In questo senso Lai Afong non è solo un fotografo individuale ma il fondatore di una tradizione fotografica, il primo anello di una catena di trasmissione tecnica e stilistica che ha contribuito alla formazione della fotografia professionale cinese del tardo periodo coloniale.

Il corpus fotografico di Lai Afong è conservato principalmente nelle collezioni del Hong Kong Museum of History, della Hong Kong Public Library e in diverse istituzioni museali europee e americane che hanno acquisito fotografie del Guangdong nel corso dei decenni. Il lavoro di catalogazione e di rivalutazione critica dell’opera di Lai Afong è stato condotto principalmente da storici della fotografia di Hong Kong e da ricercatori universitari anglofoni specializzati nella storia visiva dell’Asia del XIX secolo, e ha prodotto negli ultimi vent’anni una serie di pubblicazioni e di mostre che hanno finalmente collocato questo fotografo al livello di riconoscimento che merita nella storia della fotografia mondiale.
Le Opere principali
- Ritratti di tipo cinese (1860–1880): Il corpus di ritratti di persone in costumi tradizionali, documento fondamentale della cultura materiale della Cina meridionale.
- Vedute di Hong Kong (1860–1885): La documentazione sistematica della città coloniale in rapida trasformazione, fonte storica primaria per la storia urbanistica di Hong Kong.
- Vedute di Canton (Guangzhou) (1860–1875): Le fotografie della città di Canton in tutti gli aspetti, dalla vita commerciale ai templi alle strade popolari.
- Ritratti della borghesia commerciale cinese (1860–1880): I ritratti delle famiglie benestanti di Hong Kong, documenti della classe dirigente locale nel periodo coloniale.
- Album fotografici per il mercato europeo (1865–1885): Le raccolte di fotografie vendute ai turisti e ai visitatori europei, veicolo principale della distribuzione internazionale del suo lavoro.
- Hong Kong Museum of History – collezione Lai Afong: La principale raccolta pubblica di fotografie originali.
- Hong Kong Public Library – archivio fotografico storico: La seconda raccolta pubblica, con album e fotografie singole.
- Collezioni europee e americane (Victoria and Albert Museum, George Eastman Museum): Le istituzioni internazionali che conservano fotografie attribuibili a Lai Afong.
Fonti
- Hong Kong Museum of History – Lai Afong Collection
- Hong Kong Public Library – archivio fotografico storico
- Victoria and Albert Museum – fotografia coloniale Asia
- George Eastman Museum – fotografia Asia Ottocento
- Getty Museum – fotografia cinese storica
- History of Photography journal – fotografia coloniale Asia
- Chinese University of Hong Kong – storia fotografica
Mi chiamo Marco Americi, ho circa 45 anni e da sempre coltivo una profonda passione per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma come testimonianza storica e culturale di straordinaria profondità. Nel corso degli anni ho studiato e collezionato fotocamere, riviste, stampe e documenti, sviluppando un forte interesse per tutto ciò che riguarda l'evoluzione tecnica e stilistica del medium fotografico. Amo scavare nel passato per riportare alla luce autori, correnti e apparecchiature spesso dimenticate, convinto che ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisca a comporre il grande mosaico della storia dell'immagine.
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