Lola Álvarez Bravo

Lola Álvarez Bravo (Lagos de Moreno, Jalisco, Messico, 1903 – Città del Messico, 1993) è una delle figure più importanti e più a lungo trascurate della storia della fotografia messicana del XX secolo, fotografa di straordinaria qualità e di grande originalità, autrice di un corpus che documenta la vita artistica e culturale del Messico degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta con una ricchezza e una profondità che non hanno equivalenti nel panorama fotografico del periodo. La sua opera è stata a lungo oscurata dalla fama del proprio ex marito Manuel Álvarez Bravo — dal quale si separa negli anni Trenta ma il cui cognome mantiene per tutta la vita — e il processo della sua riscoperta e della sua rivalutazione critica, avvenuto principalmente a partire dagli anni Ottanta e accelerato dagli studi femministi sulla storia dell’arte e della fotografia, ha restituito alla sua opera la posizione che merita nel canone della fotografia messicana: non quella di un’appendice o di un riflesso dell’opera del marito, ma quella di una voce autonoma, originale e di grande forza.

Lola Álvarez Bravo nasce nel 1903 a Lagos de Moreno, nello stato di Jalisco, e cresce a Città del Messico, dove frequenta l’Academia Nacional de Bellas Artes e sviluppa un interesse per le arti visive che la porterà alla fotografia attraverso il contatto con Manuel Álvarez Bravo, che sposa nel 1925. I due fotografi lavorano inizialmente a stretto contatto, condividendo tecniche, soggetti e amicizie nell’ambiente artistico di Città del Messico, ma Lola sviluppa progressivamente una visione fotografica autonoma che si distingue da quella del marito per temi, per approccio e per sensibilità. La separazione dalla vita coniugale, avvenuta intorno al 1934, non interrompe la carriera fotografica di Lola ma in un certo senso la libera: è negli anni successivi alla separazione che produce le opere più originali e più personali della propria produzione.

La sua posizione nella vita culturale messicana è quella di un punto di riferimento per l’intera comunità artistica: frequenta da pari Diego Rivera, Frida Kahlo, Tina Modotti, David Alfaro Siqueiros, Carlos Mérida e tutti i protagonisti della stagione del muralismo e dell’avanguardia artistica messicana degli anni Trenta e Quaranta. Fotografa questi artisti con la familiarità di chi appartiene allo stesso mondo, producendo ritratti di grande intensità psicologica che sono al tempo stesso documenti storici fondamentali e opere fotografiche di alta qualità. La sua fotografia di Frida Kahlo — in particolare la serie di ritratti che documenta Frida nel suo studio e nella sua casa di Coyoacán — è tra le testimonianze visive più importanti della pittrice messicana e continua a circolare come riferimento iconografico primario.

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By Lola Alvarez Bravo – Original publication: UnknownImmediate source: http://www.flickriver.com/photos/dou_ble_you/sets/72157623807618038/, Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=40730080

Il fotogiornalismo culturale e la riscoperta posticipata

L’attività più importante di Lola Álvarez Bravo dal punto di vista della produzione è stata quella di fotografa del mondo culturale messicano del suo tempo: una cronista visiva instancabile della vita artistica, teatrale, letteraria e politica del Messico dalla metà degli anni Trenta fino agli anni Settanta. Fotografa le inaugurazioni delle mostre, le aperture dei teatri, le manifestazioni politiche, le cerimonie religiose, le feste tradizionali; ritrae gli artisti nei loro studi, gli scrittori nelle loro biblioteche, i politici nelle piazze, le donne nelle strade. Questo corpus documentario è di un’importanza storica che va ben al di là del suo valore fotografico intrinseco, già elevato: fornisce una documentazione visiva della vita culturale messicana di un periodo che altrimenti sarebbe documentato principalmente attraverso fonti scritte, e lo fa con una qualità di attenzione e di comprensione dei soggetti che appartiene a qualcuno che non è una testimone esterna ma una protagonista di quella stessa vita culturale.

Un aspetto fondamentale e poco conosciuto della carriera di Lola Álvarez Bravo è la sua attività come galleria d’arte: nel 1951 apre nella propria casa di Città del Messico la Galería de Arte Contemporáneo, che diventerà uno degli spazi più importanti per la promozione dell’arte messicana e latinoamericana del periodo. La galleria ospita nel 1953 la prima — e unica — mostra personale di Frida Kahlo in Messico mentre l’artista era ancora in vita: un evento storico che Lola organizza e promuove con una determinazione che riflette sia l’amicizia personale con Frida sia la convinzione della importanza del lavoro della pittrice in un momento in cui questa non era ancora universalmente riconosciuta. Questo ruolo di promotrice e di organizzatrice culturale è parte integrante dell’identità di Lola come figura della vita artistica messicana.

La produzione fotografica di Lola Álvarez Bravo si distingue da quella del marito non solo per i soggetti — più orientata verso il documentario urbano e verso il ritratto culturale — ma anche per una qualità di luce e di composizione che è propria: Lola usa il bianco e nero con una predilezione per le luci morbide e per i contrasti moderati che producono immagini di grande eleganza formale, lontane sia dal chiaroscuro drammatico di molti fotografi messicani del periodo sia dalla crudezza del fotogiornalismo politico. Questa qualità di luce è particolarmente evidente nei ritratti, dove la sua capacità di mettere il soggetto a proprio agio produce immagini di grande naturalezza psicologica e di notevole profondità caratteriale.

La riscoperta dell’opera di Lola Álvarez Bravo avviene principalmente negli anni Ottanta e Novanta, grazie a mostre retrospettive al Center for Creative Photography dell’Università dell’Arizona e al MoMA di New York, che portano la sua opera all’attenzione di un pubblico internazionale che la conosceva appena. Gli studi successivi — in particolare quelli di storia dell’arte femminista che hanno sistematicamente rivalutato le figure femminili oscurate dall’ombra di collaboratori o di partner maschili — hanno definitivamente collocato Lola nel canone della fotografia messicana del XX secolo come figura di pari dignità e di pari importanza rispetto a Manuel.

Le Opere principali

  • Ritratti di Frida Kahlo (1944–1953): Il corpus fotografico della pittrice messicana, incluse le fotografie per la prima mostra personale di Frida in Messico nel 1953.
  • Galería de Arte Contemporáneo (1951–1958): La galleria d’arte fondata nella propria casa, che ospita la prima mostra di Frida Kahlo e altri eventi fondamentali della vita artistica messicana.
  • Documentazione del muralismo messicano (1935–1955): Il corpus fotografico dei grandi artisti del muralismo — Rivera, Siqueiros, Orozco — nel loro lavoro e nella vita quotidiana.
  • Fotomontaggio (1940–1960): Una serie di fotomontaggi surrealisti che mostrano una dimensione della sua pratica meno conosciuta ma di grande originalità.
  • Vita culturale di Città del Messico (1940–1970): Il corpus documentario della vita artistica, teatrale e letteraria della capitale messicana per trent’anni.
  • Retrospettiva Center for Creative Photography (1982): La mostra che inaugura la riscoperta internazionale dell’opera.
  • Retrospettiva MoMA New York (1987): Il riconoscimento museale più importante della carriera postuma.
  • Collezione MoMA, Getty, LACMA: Le principali istituzioni internazionali che conservano le opere di Lola Álvarez Bravo.

Fonti

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Mi chiamo Marco Americi, ho circa 45 anni e da sempre coltivo una profonda passione per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma come testimonianza storica e culturale di straordinaria profondità. Nel corso degli anni ho studiato e collezionato fotocamere, riviste, stampe e documenti, sviluppando un forte interesse per tutto ciò che riguarda l'evoluzione tecnica e stilistica del medium fotografico. Amo scavare nel passato per riportare alla luce autori, correnti e apparecchiature spesso dimenticate, convinto che ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisca a comporre il grande mosaico della storia dell'immagine.
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