Chen Wanli

Chen Wanli (陈万里, Suzhou, Jiangsu, Cina, 1892 – Pechino, 1969) è una delle figure più originali e più intellettualmente significative della storia della fotografia cinese del primo Novecento, medico di professione (si laurea in medicina all’Università di Pechino e pratica la medicina per tutta la vita) e fotografo per vocazione, autore di un corpus di fotografie che documenta il patrimonio architettonico e paesaggistico della Cina con una precisione, una sistematicità e una qualità visiva che non hanno precedenti nella fotografia cinese del suo tempo. Chen Wanli è anche il principale teorico della fotografia pittorialista cinese del periodo repubblicano, autore di saggi e di riflessioni sulla fotografia come arte che hanno contribuito in modo significativo alla costruzione di un discorso critico sulla fotografia in lingua cinese, e il fondatore della Guanghui Photographic Society di Pechino (1923), uno dei primissimi sodalizi fotografici artistici della Cina moderna.

Chen Wanli nasce nel 1892 a Suzhou, nell’estuario dello Yangtze, in una famiglia della classe colta tradizionale confuciana. La sua formazione è duplice e in apparenza contraddittoria: da un lato la medicina occidentale, che studia a Pechino in un’istituzione di formazione moderna; dall’altro la cultura classica cinese, che porta in sé attraverso la propria educazione familiare e che si manifesta in un interesse profondo per la storia dell’arte, dell’architettura e della letteratura cinese. Questa doppia formazione — scientifica e umanistica, moderna e tradizionale — è il contesto entro cui si sviluppa il suo interesse per la fotografia: uno strumento tecnico moderno che può essere usato per documentare e preservare la tradizione culturale cinese che la modernizzazione accelerata stava mettendo in pericolo.

La fotografia entra nella vita di Chen Wanli intorno al 1917–1918, probabilmente attraverso il contatto con la comunità di studenti e di intellettuali di Pechino che in quegli anni erano in stretto contatto con le innovazioni culturali occidentali. Chen si appassiona immediatamente al medium e in pochi anni raggiunge una padronanza tecnica di alto livello, sviluppando un proprio stile caratterizzato da una composizione attenta, da un uso della luce naturale di grande qualità e da una predilezione per i soggetti architettonici e paesaggistici che riflette la sua formazione nella tradizione culturale classica cinese.

Chen Wanli
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La documentazione del patrimonio cinese e la Società Fotografica di Pechino

Il progetto più importante e più ambizioso di Chen Wanli è la documentazione sistematica del patrimonio architettonico e paesaggistico della Cina, realizzata nel corso di decenni di viaggi e di esplorazione delle regioni storicamente più significative del paese. Chen fotografa la Grande Muraglia, i palazzi imperiali di Pechino, i templi e i monasteri buddisti delle montagne sacre, le città antiche dello Shanxi e dello Shanxi, i paesaggi dei fiumi e dei laghi dello Jiangnan, i siti paleontologici e archeologici nel corso delle spedizioni scientifiche a cui partecipa come medico di campo. Questo corpus di fotografie, realizzato nell’arco di quasi trent’anni di produzione attiva, è oggi conservato principalmente al Palace Museum di Pechino (la Città Proibita) e costituisce una fonte storica di straordinario valore per la conoscenza del patrimonio architettonico e paesaggistico cinese nei decenni precedenti alle grandi trasformazioni del periodo repubblicano e poi maoista.

La partecipazione di Chen Wanli alla spedizione scientifica in Mongolia e nel Xinjiang del 1925–1926, organizzata dal Museo di Storia Naturale Americano e guidata da Roy Chapman Andrews, è uno degli episodi più avventurosi e più fotograficamente produttivi della sua carriera. Come medico ufficiale della spedizione, Chen ha l’opportunità di fotografare paesaggi, siti paleontologici e comunità nomadi dell’Asia centrale che pochissimi fotografi cinesi avevano mai documentato. Le fotografie di questa spedizione, distribuite attraverso le pubblicazioni scientifiche della spedizione e attraverso la propria attività espositiva a Pechino, mostrano una Cina e un’Asia centrale che il grande pubblico cinese e internazionale non aveva mai visto attraverso gli occhi di un fotografo cinese.

La fondazione della Guanghui Photographic Society (光社) nel 1923, di cui Chen Wanli è tra i fondatori principali e il principale animatore intellettuale, è l’atto culturale più importante della sua carriera come promotore della fotografia artistica in Cina. La Guanghui è la prima società fotografica artistica della Cina moderna nel senso pieno del termine: non un club di appassionati ma una società che promuove esplicitamente la fotografia come forma d’arte autonoma, organizza mostre pubbliche, pubblica una rivista e cerca attivamente il dialogo con la tradizione della fotografia artistica internazionale attraverso la lettura e la discussione delle pubblicazioni europee e americane. In questo senso la Guanghui anticipa di decenni le istituzioni che nel secondo Novecento promuoveranno la fotografia come arte in Cina, e Chen Wanli è il suo intellettuale di riferimento.

Il testo teorico più importante di Chen Wanli sulla fotografia, pubblicato nella rivista della Guanghui nel 1924, articola una posizione estetica che cerca di coniugare i principi del pittorialismo fotografico internazionale (la fotografia come arte autonoma, con proprie leggi estetiche distinte dalla semplice documentazione) con i valori estetici della tradizione pittorica cinese. Per Chen Wanli, la fotografia cinese di alta qualità non deve imitare la fotografia europea ma deve trovare la propria specificità nel dialogo con la tradizione visiva cinese, producendo immagini che abbiano la stessa qualità meditativa e la stessa densità di significato culturale della grande pittura classica. Questa posizione teorica, che sarà poi sviluppata in modo più sistematico da Long Chin-San, è una delle prime formulazioni di quello che potremmo chiamare un pittorialismo fotografico cinese specifico, distinto dal pittorialismo europeo e americano nella propria base estetica e culturale.

La Rivoluzione Culturale (1966–1976) colpisce duramente Chen Wanli negli ultimi anni della sua vita: come molti intellettuali e studiosi di cultura tradizionale cinese, viene perseguitato come “nemico del popolo” e costretto a subire una serie di umiliazioni pubbliche che precedono di poco la sua morte nel 1969. La rivalutazione della sua figura e della sua opera è avvenuta dopo la fine della Rivoluzione Culturale, e le istituzioni cinesi hanno gradualmente riconosciuto il suo ruolo fondamentale nella storia della fotografia e nella promozione del patrimonio culturale cinese. Il Palace Museum di Pechino, che conserva la maggior parte del suo archivio fotografico, ha pubblicato retrospettive e studi critici che ne hanno finalmente restituito la piena importanza storica.

Le Opere principali

  • Documentazione del patrimonio architettonico cinese (1920–1950): Il corpus principale, con fotografie della Grande Muraglia, dei palazzi imperiali di Pechino, dei templi buddisti e delle città storiche. Fonte storica fondamentale per il patrimonio cinese.
  • Fotografie della spedizione Andrews in Mongolia e Xinjiang (1925–1926): Le fotografie dei paesaggi e dei siti dell’Asia centrale, tra le prime realizzate da un fotografo cinese in queste regioni.
  • Guanghui Photographic Society (1923): La fondazione del primo sodalizio fotografico artistico della Cina moderna, atto fondativo della cultura fotografica artistica cinese.
  • Rivista Guanghui e testi teorici (1923–1930): Gli scritti teorici sulla fotografia come arte e sulla specificità della fotografia cinese rispetto al pittorialismo europeo.
  • Fotografie di paesaggio dello Jiangnan (1915–1940): Il corpus di paesaggi fluviali e lacustri delle regioni orientali della Cina, in dialogo con la tradizione della pittura classica.
  • Palace Museum Beijing – Chen Wanli Archive: La principale raccolta pubblica, comprendente l’archivio fotografico e i documenti della carriera.
  • Grande Muraglia (1920–1935): La serie più ambiziosa del corpus, con decine di fotografie di diverse sezioni della Muraglia in diverse stagioni.
  • Riconoscimento postumo (dopo 1976): La rivalutazione istituzionale della figura e dell’opera avvenuta dopo la fine della Rivoluzione Culturale.

Fonti

Academia Sinica Taiwan – studi storia fotografia Cina

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Mi chiamo Marco Americi, ho circa 45 anni e da sempre coltivo una profonda passione per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma come testimonianza storica e culturale di straordinaria profondità. Nel corso degli anni ho studiato e collezionato fotocamere, riviste, stampe e documenti, sviluppando un forte interesse per tutto ciò che riguarda l'evoluzione tecnica e stilistica del medium fotografico. Amo scavare nel passato per riportare alla luce autori, correnti e apparecchiature spesso dimenticate, convinto che ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisca a comporre il grande mosaico della storia dell'immagine.
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