Roger Fenton

Roger Fenton (Crimble Hall, Lancashire, 1819 – Londra, 1869) è il più importante fotografo britannico del XIX secolo e il pioniere assoluto della fotografia di guerra nel panorama internazionale, autore di un corpus di opere che copre ambiti diversissimi — il paesaggio, il ritratto, la natura morta, l’architettura — ma che è passato alla storia soprattutto per le trecentosessanta fotografie realizzate in Crimea nel 1855, durante la Guerra di Crimea tra il regno di Gran Bretagna, la Francia, l’Impero Ottomano e la Russia zarista. Queste fotografie, prodotte in condizioni di estrema difficoltà logistica e con la tecnologia del collodio umido su vetro, rappresentano la prima documentazione fotografica sistematica di un conflitto armato nella storia del medium e costituiscono uno dei corpus visivi più importanti e più studiati della storia della fotografia.

Fenton nasce nel 1819 a Crimble Hall, Lancashire, da una famiglia dell’alta borghesia protestante, figlio di un banchiere e parlamentare whig. Riceve un’educazione liberale di alto livello all’University College di Londra e poi all’École des Beaux-Arts di Parigi, dove studia pittura sotto la guida di Paul Delaroche — lo stesso maestro di Gustave Le Gray e di altri fotografi pionieri francesi. Il contatto con la fotografia avviene a Parigi, dove Fenton scopre le possibilità del calotipo e del collodio e decide di dedicarsi al nuovo medium con la stessa serietà con cui aveva affrontato la pittura.

Al ritorno in Inghilterra, Fenton è tra i fondatori della Royal Photographic Society nel 1853, la prima grande istituzione fotografica britannica, di cui sarà il primo segretario onorario. La RPS diventa rapidamente il punto di riferimento per la fotografia artistica e scientifica in Gran Bretagna, promuovendo esposizioni, dibattiti teorici e la diffusione delle nuove tecnologie fotografiche tra i professionisti e i dilettanti. Il ruolo di Fenton nella fondazione e nel consolidamento di questa istituzione lo pone al centro della vita fotografica britannica del suo tempo.

roger fenton
By Adam Cuerden – New York Public Library Catalogue Number b20170274, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=163054495

La Crimea e la questione della fotografia di guerra

La spedizione fotografica in Crimea del 1855 è l’impresa che rende Roger Fenton immortale nella storia della fotografia. Fenton parte per la Crimea nel febbraio 1855, sostenuto dalla commissione del rivenditore di stampe fotografiche Thomas Agnew & Sons e con il tacito appoggio del governo britannico e della famiglia reale — la Regina Vittoria e il Principe Alberto erano appassionati fotografi e sostenitori entusiasti del medium. Porta con sé uno speciale carro riadattato a laboratorio mobile, un assistente, oltre settecento lastre di vetro, una grande quantità di prodotti chimici e due macchine fotografiche di grande formato.

Le condizioni in cui Fenton lavora in Crimea sono di estrema durezza. Il caldo estivo rende il processo del collodio ancora più difficile del solito: le lastre si asciugano rapidamente sotto il sole, lasciando meno tempo per il trasporto dalla tenda-laboratorio alla macchina fotografica. Le mosche contaminano le emulsioni durante la preparazione. Il carro-laboratorio, dipinto di bianco per ridurre il calore, diventa comunque una prigione torrida. Fenton si ammala di colera, la stessa epidemia che sta decimando i soldati alleati nell’accampamento. E, soprattutto, il collodio umido richiede tempi di esposizione che rendono impossibile la fotografia di qualsiasi soggetto in movimento: non si possono fotografare battaglie.

È questa limitazione tecnica che rende le fotografie di Fenton della Crimea così particolari e così lontane da quello che noi oggi intenderemmo per fotografia di guerra. Le trecentosessanta fotografie mostrano paesaggi dell’accampamento britannico nei pressi di Sebastopoli, ritratti di ufficiali in uniforme, viste panoramiche del porto di Balaklava, vedute delle vallate e dei colli su cui si sono svolte le battaglie senza che le battaglie stesse siano visibili. La guerra di Fenton è una guerra ferma, una guerra tra un’azione e l’altra, una guerra vista dall’accampamento e non dalla prima linea.

Questa caratteristica dell’opera crimea di Fenton ha generato un dibattito storico e critico di straordinaria intensità, alimentato dall’analisi delle due versioni della sua fotografia più celebre, “La Vallée de l’Ombre de la Mort” (La Valle dell’Ombra della Morte, 1855): una versione mostra la strada costellata di palle di cannone, l’altra la mostra con le palle di cannone spostate su un lato. Il saggista e critico Errol Morris ha dedicato un intero libro, “Believe and See” (2011), alla questione dell’ordine in cui le due fotografie sono state scattate, con implicazioni profonde sulla natura della messa in scena nella fotografia documentaria e sul rapporto tra verità e costruzione nell’immagine fotografica di guerra.

Accanto alla Crimea, l’opera di Fenton comprende fotografie di grande qualità su temi molto diversi: i paesaggi del North Wales e della Scozia, realizzati con una sensibilità romantica che riflette la sua formazione pittorica; le nature morte orientaleggianti, composizioni di oggetti esotici che riflettono la fascinazione vittoriana per l’Oriente; i ritratti della famiglia reale britannica, realizzati per commissione a Windsor e a Balmoral; le fotografie architettoniche della Cattedrale di York e di altri monumenti storici inglesi. Questa versatilità testimonia la formazione eclettica e la curiosità intellettuale di un fotografo che non si è mai limitato a un solo genere o a un solo soggetto.

Queen_Victoria,_Prince_Albert_&_royal_children_at_Buckingham_Palace,_1854
By Roger Fenton – Royal Collection RCIN 2900039, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32230948

Le Opere principali

  • La Vallée de l’Ombre de la Mort (1855): La fotografia più celebre e più discussa della carriera, in due versioni con le palle di cannone in posizioni diverse. Icona della fotografia di guerra e del dibattito sulla messa in scena documentaria.
  • Fotografie della Crimea (1855): Il corpus completo di trecentosessanta fotografie, la prima documentazione fotografica sistematica di un conflitto armato.
  • Ritratti della famiglia reale britannica (1854–1860): Commissioni ufficiali per la Regina Vittoria e il Principe Alberto, conservate nelle collezioni reali.
  • Paesaggi del North Wales e della Scozia (1856–1860): Serie di paesaggi romantici, tra le opere più apprezzate sul piano estetico.
  • Nature morte orientaleggianti (1860): Composizioni fotografiche di oggetti esotici, tra le più tecnicamente raffinate della produzione.
  • Fotografie architettoniche di York e Oxford (1854–1859): Documentazione del patrimonio architettonico medievale britannico.
  • Fondazione Royal Photographic Society (1853): Il contributo istituzionale più duraturo alla storia della fotografia britannica.
  • Collezione British Museum e Victoria and Albert Museum: Le principali istituzioni britanniche che conservano stampe originali di Fenton.

Fonti

 

 

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