Pentax è uno dei marchi più longevi e influenti nella storia mondiale della fotografia. Le sue origini risalgono al novembre del 1919, quando Kumao Kajiwara fondò a Otsuka, nel sobborgo tokyoita di Toshima, la Asahi Kogaku Goshi Kaisha, una piccola società in accomandita specializzata nella lavorazione di lenti per occhiali e binocoli. Asahi, in giapponese, significa “sole nascente” e fu scelto come simbolo di speranza e rinascita; Kogaku significa “ottica”. Lontano dall’immaginare che quella bottega artigianale avrebbe un giorno prodotto alcune delle fotocamere più celebrate del Novecento, Kajiwara costruiva strumenti di precisione per un mercato locale. Nel 1938 la società cambiò la propria ragione sociale in Asahi Optical Co., Ltd. (in giapponese: Asahi Kōgaku Kōgyō Kabushiki-gaisha), estendendo la produzione alle ottiche per apparati cinematografici e, in seguito, agli strumenti militari nel periodo che precedette e accompagnò il secondo conflitto mondiale.
Il vero salto qualitativo avvenne nel dopoguerra, quando il presidente Saburo Matsumoto decise di proiettare l’azienda nel nascente mercato della fotografia 35 mm. Nel 1952 vide la luce la Asahiflex, prima reflex monobiettivo giapponese su pellicola 35 mm, che sanciva l’ingresso di Asahi nel pantheon dei costruttori di fotocamere. Ma fu il 1957 l’anno della vera svolta: l’azienda acquisì dalla VEB Zeiss Ikon della Germania Est il marchio Pentax, un nome commerciale che era stato creato dalla Zeiss stessa unendo i termini “Pentaprism” e “Contax”. Da allora il nome Pentax cercò un’etimologia alternativa nelle iniziali PENTAprism refleX, riflettendo la scelta tecnica più caratterizzante del nuovo modello: il pentaprisma fisso nel mirino.
Da quel momento in poi, la storia di Pentax coincide con alcune delle innovazioni più significative dell’industria fotografica mondiale. Il marchio si collocherà in una posizione peculiare: mai alla ricerca del posizionamento esclusivo di Leica o della leadership tecnologica assoluta di Nikon e Canon, bensì orientato a offrire strumenti di qualità professionale a prezzi accessibili, con un sistema di compatibilità ottiche senza precedenti per continuità e apertura agli standard terzi. L’attacco a vite M42, adottato da Pentax nel 1957 e trasformato grazie alla diffusione del marchio in uno standard di fatto a livello mondiale, rimane il lascito tecnico più duraturo del marchio nella storia dell’industria fotografica.

Nel 2002 la Asahi Optical Co. cambierà definitivamente la propria ragione sociale in Pentax Corporation, riconoscendo che il marchio commerciale aveva ormai superato in notorietà il nome originario. Nel 2007 Pentax fu acquisita da Hoya Corporation, e nel 2011 la divisione fotocamere passò a Ricoh, che nel 2013 la incorporò come Ricoh Imaging Company Ltd. Oggi il marchio Pentax sopravvive come brand di reflex digitali e di prodotti ottici in seno al gruppo Ricoh, con una nicchia fedele e appassionata di utenti che ne apprezzano la filosofia costruttiva, la compatibilità storica tra le ottiche e la robustezza dei corpi macchina. La divisione medica, che produce endoscopi ottici, sopravvive invece nell’orbita di Hoya con il nome Pentax Medical.
Il ruolo di Pentax nella storia della fotografia non è quello di un semplice produttore: è quello di un democratizzatore. Mentre Leica definiva lo standard del fotogiornalismo d’autore e Nikon presidiava i professionisti più esigenti, Pentax portava la reflex di qualità nelle mani di studenti, appassionati, reportagisti emergenti e artisti con budget contenuti. La serie K1000, rimasta in produzione per quasi venticinque anni e venduta in circa tre milioni di esemplari, ne è la prova più eloquente.
Dalla bottega artigianale alla reflex moderna: storia e innovazioni tecniche
Quando nel dopoguerra l’industria fotografica giapponese si rimise in moto, il panorama competitivo era già dominato da Canon e Nikon, entrambe orientate a replicare e superare il modello delle fotocamere a telemetro di tradizione europea, in particolare il paradigma delle Leica. La Asahi Optical Company fu dunque l’unica tra le grandi aziende nipponiche a scegliere deliberatamente di non imitare né le biottica Rolleiflex né i telemetri Leica, puntando invece su un concept radicalmente diverso: la reflex monobiettivo da 35 mm con specchio a ritorno istantaneo. La Asahiflex I, presentata nel 1952, fu la prima fotocamera di questa tipologia costruita in Giappone. Era un prodotto ancora imperfetto: usava un mirino a pozzetto laterale, aveva un innesto a vite anomalo da 38 mm, una gamma di velocità di otturazione ridotta e problemi con la sincronizzazione del flash. Ma la direzione era tracciata. Le ottiche montate su queste prime fotocamere portavano il nome Takumar, scelto in omaggio a Takuma Kajiwara, parente del fondatore.
Fu la Asahiflex IIB del 1954 a introdurre una delle innovazioni tecniche più importanti dell’intera storia della reflex: lo specchio a ritorno istantaneo. Prima di questa invenzione, il fotografo che aveva appena scattato rimaneva per un istante “cieco”, perché lo specchio restava sollevato dopo lo scatto e il mirino si oscurava. Asahi sviluppò e brevetò un meccanismo che riportava lo specchio in posizione di riposo immediatamente dopo ogni scatto, rendendo la fotocamera infinitamente più reattiva e intuitiva da usare. Questa soluzione fu poi adottata, con varianti, da tutti i principali costruttori. Va ricordato, per completezza storica, che la Nikon successivamente rivendicò la paternità di questo meccanismo come propria, dando vita a una delle controversie tecniche più dibattute nella storia dell’industria fotografica giapponese.
Nel 1957 arrivò la svolta definitiva con la prima fotocamera a portare il marchio Pentax: la Asahi Pentax AP. Questa fotocamera incorporava per la prima volta su un modello giapponese un pentaprisma fisso nel corpo macchina, che forniva un’immagine nel mirino corretta sia in alto-basso che in destra-sinistra, luminosa e naturale quanto quella di una fotocamera a mirino galileiano. Il pentaprisma, che aveva debuttato sulla italiana Rectaflex nel 1947 e poi sulla tedesca Contax S del 1949, diventava per la prima volta uno standard giapponese. Accanto al pentaprisma, la nuova Pentax adottava la leva di carica rapida, i microprismi sul vetrino di messa a fuoco e un’ergonomia complessiva che sarebbe diventata il modello per decenni di fotocamere reflex. L’attacco adottato per gli obiettivi fu la vite M42x1, un sistema filettato con diametro di 42 mm e passo di 1 mm, originariamente ideato da Zeiss e già in uso sulla Contax S. È in questo momento che prende avvio la vicenda che dà titolo a questa voce: grazie al successo commerciale mondiale di Pentax, la vite M42 diventerà negli anni successivi uno standard di fatto, al punto che ancora oggi molti fotografi e collezionisti la chiamano semplicemente “vite Pentax”.
La vite M42, con il suo diametro di 42 mm e passo 1 mm, era una soluzione brillante per la sua epoca: relativamente semplice da produrre, robusta, priva di accorgimenti proprietari che ne limitassero l’adozione da parte di terzi. Grazie alla diffusione capillare delle reflex Asahi Pentax nei mercati occidentali, decine di produttori giapponesi ed europei adottarono questo stesso innesto: Yashica, Ricoh, Fujica, Cosina, Chinon, Olympus, Mamiya, Zenit e moltissimi altri, dando vita a un ecosistema di ottiche intercambiabili di proporzioni inedite. Era, in sostanza, il primo grande standard aperto nella storia della reflex 35 mm. La debolezza strutturale dell’M42 stava nella sua natura “stop-down”: poiché gli obiettivi non trasmettevano al corpo macchina le informazioni sul diaframma impostato, la misurazione dell’esposizione richiedeva la chiusura manuale del diaframma, scurendo l’immagine nel mirino. Questo limite avrebbe portato, nel corso degli anni Settanta, all’abbandono progressivo della vite a favore di innesti a baionetta più sofisticati.

Nel 1964 Pentax commercializò la Spotmatic, una fotocamera destinata a diventare uno dei maggiori successi commerciali della storia della reflex. La Spotmatic era stata presentata in prototipo alla Photokina del 1960 con il nome provvisorio di “Spotmatic” proprio per un sistema di misurazione spot che nel prodotto finale non fu implementato: l’esposimetro effettivo era di tipo TTL (Through-the-Lens, attraverso l’obiettivo), con misurazione media ponderata al centro, il primo a essere commercializzato su scala mondiale dopo che la Tokyo Kogaku aveva presentato la Topcon RE Super nel 1963. La misurazione TTL rivoluzionava il modo di lavorare: il fotografo poteva leggere l’esposizione guardando direttamente attraverso lo stesso obiettivo che avrebbe formato l’immagine, senza costosi accessori aggiuntivi. La Spotmatic fu un successo globale: alla fine degli anni Sessanta, Asahi Optical produceva da sola più fotocamere reflex di Canon e Nikon messe insieme. Tra i suoi estimatori illustri, il grande fotografo di moda Richard Avedon, che con una Spotmatic SP II realizzò molti dei suoi più celebri servizi.
Nel 1971 arrivò la prima reflex con automatismo a priorità dei diaframmi, la Electro Spotmatic (ES), e contestualmente fu lanciata la gamma SMC Takumar, i primi obiettivi commerciali al mondo dotati di trattamento antiriflessi multistrato, sviluppato in collaborazione con Carl Zeiss. Il rivestimento SMC (Super-Multi-Coated) ridusse drasticamente i riflessi interni e i flare, migliorando il contrasto e la resa cromatica in modo significativo. Si trattava di un risultato tecnico di primario rilievo, paragonabile per importanza al trattamento T* di Zeiss. Nel 1975 Pentax compiì la scelta che sanciva il definitivo superamento della vite M42: fu introdotto il nuovo innesto a baionetta K, più moderno e capace di supportare la comunicazione elettronica tra corpo e obiettivo. Anche questa scelta si rivelò generosa verso il mercato: l’innesto K fu adottato da altri produttori come Ricoh, Cosina, Miranda, Chinon e Vivitar.
Con il 1976 nacque la K1000, una reflex meccanica totalmente manuale, robustissima, economica e senza alcun automatismo elettronico. Era destinata agli studenti di fotografia e ai fotografi con budget contenuto, e si rivelò uno dei prodotti più longevi nella storia dell’industria: rimase in produzione fino al 1997, con circa tre milioni di esemplari venduti, diventando un’icona della didattica fotografica nelle scuole d’arte e nelle università di tutto il mondo. Nello stesso anno, la serie M (da “miniature”) segnava una tendenza alla miniaturizzazione che avrebbe caratterizzato tutta la produzione Pentax degli anni seguenti, declinata nella MX professionale e nella ME più automatizzata.
Il 1980 vide la presentazione della Pentax LX, il modello professionale sviluppato per il sessantesimo anniversario della fondazione di Asahi, dotato per la prima volta di struttura antipolvere e antispruzzi su una reflex del marchio. La LX diventerà uno dei prodotti più apprezzati dalla critica nella storia di Pentax, un long-seller rimasto in produzione per oltre vent’anni. Con la serie Z degli anni Novanta, e in particolare con la Z-1 del 1991, Pentax introdusse sistemi autofocus evoluti con modalità espositive innovative come Hyper Program e Hyper Manual, che permettevano al fotografo di intervenire manualmente sui valori impostati dall’automatismo in modo rapido e intuitivo.
L’ingresso nell’era digitale avvenne nel 2003 con la Pentax *ist D, prima reflex digitale del marchio, dotata di sensore CCD da 6,1 megapixel. Fedele alla sua tradizione di compatibilità, Pentax garanti che la linea reflex digitale mantenesse la piena compatibilità con gli obiettivi in baionetta K, e parzialmente anche con le ottiche M42 tramite adattatore. Nel 2006 arrivarono due accordi strategici importanti: una collaborazione tecnica con Samsung Techwin, e la commercializzazione della K10D, la prima Pentax digitale tropicalizzata con stabilizzazione sul sensore. Nel 2007 Pentax Corporation fu acquisita da Hoya Corporation, che tre anni dopo cedetà la divisione fotocamere a Ricoh. Con la K-1 del 2016, Pentax fece il suo ingresso nel segmento full frame digitale, colmando un ritardo decennale rispetto a Canon e Nikon ma presentando un prodotto tecnico e concorrenziale. Nel 2024, in un gesto che riflette il rinnovato interesse per la fotografia su pellicola, Ricoh Imaging ha lanciato la Pentax 17, una compatta half-frame a pellicola, primo modello analogico del marchio in oltre vent’anni.
I Prodotti principali
La produzione di Pentax abbraccia oltre settant’anni di fotocamere reflex, ottiche, sistemi a medio formato e più recentemente reflex digitali. Di seguito si elencano i modelli e le linee di prodotto più significativi, con indicazione dell’anno di introduzione, del segmento e delle caratteristiche tecniche principali.
- Asahiflex I (1952): Prima reflex monobiettivo giapponese da 35 mm. Mirino a pozzetto laterale, innesto a vite da 38 mm. Prodotto ancora grezzo ma fondamentale nella storia del marchio per il coraggio della scelta progettuale: nessun altro costruttore giapponese aveva ancora puntato sulla reflex a specchio.
- Asahiflex IIB (1954): Prima reflex al mondo dotata di specchio a ritorno istantaneo brevettato da Asahi. Innovazione capitale che elimina l’oscuramento temporaneo del mirino dopo lo scatto e trasforma radicalmente l’usabilità della reflex. Questo meccanismo sarà adottato, in forme diverse, da tutti i principali costruttori.
- Asahi Pentax AP (1957): Prima fotocamera giapponese con pentaprisma fisso nel corpo macchina. Adotta l’attacco a vite M42x1, che diventerà uno standard mondiale. Incorpora la leva di carica rapida, microprismi di messa a fuoco e specchio a ritorno istantaneo. Segna la nascita del marchio Pentax come brand commerciale distinto da Asahi.
- Asahi Pentax Spotmatic SP (1964): La reflex che ha democratizzato la misurazione TTL. Primo modello commercializzato su larga scala con esposimetro che misura la luce attraverso l’obiettivo. Adotta l’attacco M42 con ottiche Takumar. Venduta in milioni di esemplari in tutto il mondo, diventa sinonimo di reflex affidabile e accessibile. Richard Avedon la usa per molti dei suoi più celebri servizi di moda.
- Asahi Pentax Electro Spotmatic ES (1971): Prima reflex Pentax con automatismo a priorità dei diaframmi. Presentata contestualmente alla gamma SMC Takumar, i primi obiettivi commerciali al mondo con trattamento antiriflessi multistrato (Super-Multi-Coated), sviluppato con Carl Zeiss.
- Asahi Pentax K2 / KX / KM (1975): Prime reflex Pentax con il nuovo innesto a baionetta K, che sostituisce la vite M42. La baionetta K sarà adottata anche da altri produttori ed è tuttora in uso sulle reflex digitali Pentax, garantendo una continuità di compatibilità ottiche unica nel panorama industriale.
- Pentax K1000 (1976-1997): Reflex meccanica manuale, totalmente priva di elettronica attiva (ad eccezione dell’esposimetro passivo). Progettata per il segmento entry-level, resistente, economica e didatticamente perfetta. Circa tre milioni di esemplari venduti in oltre vent’anni di produzione ininterrotta: è il modello simbolo della democratizzazione della reflex operata da Pentax.
- Pentax MX e ME (1976): La serie M (“miniature”) rappresenta la svolta verso la miniaturizzazione. La MX è una reflex meccanica professionale di dimensioni compatte; la ME è la versione elettronica per il mercato amatoriale. Accompagnate dai compattissimi obiettivi della serie M, tra cui il celebre 40 mm f/2.8 pancake.
- Pentax 6×7 (1969-1990) e Pentax 67 (1990-1999): Sistema a medio formato 6×7 cm su pellicola 120. Fotocamere dal design simile a una reflex 35 mm ingrandita, apprezzate per la qualità ottica straordinaria degli obiettivi. Impiegate da fotografi di moda, paesaggio e studio. Il modello 6×7 rimase in produzione per oltre trent’anni: uno dei long-seller più straordinari nella storia del medio formato.
- Pentax Auto 110 (1978) e Auto 110 Super (1982): Unica reflex al mondo in formato 110 (la cartuccia tascabile introdotta da Kodak) con obiettivi completamente intercambiabili. Presentata alla Photokina del 1978, ebbe un successo immediato. La sua miniaturizzazione era talmente spinta da essere utilizzata dalla NASA montata su un razzo per l’osservazione di costellazioni.
- Pentax LX (1980-2001): Modello professionale di punta, presentato per il sessantesimo anniversario di Asahi. Prima reflex Pentax con struttura antispruzzi e antipolvere. Mirino modulare con copertura del 100%. Rimasta in produzione per oltre vent’anni, è considerata il picco qualitativo dell’era meccanico-elettronica del marchio.
- Pentax SuperA / Program A (1983): Prima reflex Pentax con esposizione automatica multimodale e sistema autofocus integrato. Vincitrice del premio European Camera of the Year. Introduce il nuovo standard di innesto KA con contatti elettronici per la comunicazione tra corpo e obiettivo.
- Pentax Z-1 (1991): Reflex autofocus di alta gamma della serie Z. Introduce le modalità espositive Hyper Program e Hyper Manual, che consentono al fotografo di passare istantaneamente dal controllo automatico a quello manuale. Posizionata nel segmento professionale-avanzato, è considerata uno dei modelli più sofisticati dell’era autofocus.
- Pentax *ist D (2003): Prima reflex digitale del marchio. Sensore CCD da 6,1 megapixel. Compatta, ben costruita, pienamente compatibile con gli obiettivi in baionetta K. Segna l’ingresso di Pentax nell’era digitale con un anno di ritardo rispetto ai leader di mercato, ma con una proposta tecnica competitiva per il segmento avanzato.
- Pentax K10D (2006): Reflex digitale da 10,2 megapixel, tropicalizzata con protezione da acqua e polvere. Prima Pentax digitale con stabilizzazione dell’immagine integrata nel corpo macchina (agisce sul sensore, non sull’obiettivo). Premiata da numerose riviste internazionali come DSLR dell’anno.
- Pentax K-5 (2010): Reflex APS-C da 16,28 megapixel, erede della K-7. Struttura tropicalizzata, sensibilità fino a 51.200 ISO, costruzione di qualità professionale. Considerata dalla critica internazionale tra le migliori reflex APS-C della sua generazione.
- Pentax K-3 (2013): Reflex APS-C da 24 megapixel, vincitrice del premio TIPA 2014 come migliore reflex della categoria. Introduce la simulazione del filtro antialiasing tramite vibrazione del sensore, soluzione tecnica innovativa che consente di ottenere la massima risoluzione senza rinunciare alla possibilità di limitare il moiré.
- Pentax K-1 (2016): Prima reflex full frame del marchio, con sensore da 36 megapixel, struttura tropicalizzata con 87 punti di protezione, stabilizzazione sul sensore a 5 assi e mirino ottico con copertura al 100%. Segna il tardivo ma convincente ingresso di Pentax nel segmento full frame, apprezzato dalla comunità di utenti fedeli al marchio.
- Pentax 17 (2024): Compatta half-frame a pellicola, primo modello analogico del marchio in oltre vent’anni. Lanciata il 17 giugno 2024 in risposta al crescente interesse per la fotografia su pellicola. Segno tangibile della nuova identità di Pentax come marchio capace di guardare sia al futuro digitale sia alle radici della cultura fotografica analogica.
Fonti
- AOHC – Asahi Optical Historical Club: breve storia della Asahi Optical Corporation: https://www.aohc.it/testi.php?id_testi=50&lingua=it
- Pentax – Wikipedia (versione italiana), voce enciclopedica con apparato bibliografico: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pentax
- Innesto M42 – Wikipedia (versione italiana): https://it.wikipedia.org/wiki/Innesto_M42
- Ricoh Imaging – History of Pentax (sito istituzionale ufficiale): https://www.ricoh-imaging.co.jp/english/pentax/pentaxhistory/course/
- Pentax – Wikipedia (versione inglese), con dettaglio su acquisizioni e divisioni internazionali: https://en.wikipedia.org/wiki/Pentax
- Pentax Spotmatic – Wikipedia (versione italiana): https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pentax_Spotmatic
- Italian Film Photography – Asahi Pentax S, analisi storica e tecnica: https://www.italianfilmphotography.it/asahi-pentax-s/
- NOC Sensei – Honeywell Heiland, le Pentax americane: https://www.nocsensei.com/camera/storia/massimilianoterzi/honeywell-hailand-le-pentax-americane/
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