La Kern & Co., nata come Mechanische Werkstätte Jakob Kern nel 1819 ad Aarau, in Svizzera, per mano di Jakob Kern (1790–1867), si inserisce nel tessuto delle officine di precisione europee, specializzate inizialmente in strumenti da disegno tecnico come compassi e squadre. Il fondatore, cresciuto nella tradizione meccanica bavarese dopo un apprendistato a Monaco, portava con sé l’esperienza delle botteghe tedesche, caratterizzate da rigore artigianale e tolleranze meccaniche millimetriche.
a già varcato i confini nazionali, produceva teodoliti – come quello venduto al generale Dufour nel 1835 – e strumenti geodetici utilizzati per le prime triangolazioni ufficiali in Svizzera . Il 1885 segna la transizione verso la denominazione Kern & Co., con l’ingresso della seconda generazione (Adolf e Emil Kern), e il primo spostamento dell’officina al Ziegelrain di Aarau. Nel 1914, con la costituzione della forma giuridica AG, l’azienda consolida la vocazione industriale e introduce un dipartimento ottico, presieduto da Walter Zschokke dal 1919, figura chiave per lo sviluppo successivo di ottiche fotografiche.
Il passaggio alla produzione di lenti fotografiche e cine da metà anni Venti si concretizza con modelli come il Bijou, fotocamera plate, e apparecchi stereo roll-film. Kern inizia anche la realizzazione di obiettivi per cinema, collaborando con Paillard‑Bolex: storiche le serie “Switar”, “Pizar” e “Vario‑Switar” per cineprese da 8 mm, Super 8 e 16 mm. Questa fase definisce il cuore dell’esperienza tecnica Kern nei settori ottici professionali.
Negli anni Trenta, la società si rafforza grazie alla collaborazione con Heinrich Wild, che entra in azienda dopo aver lasciato Wild Heerbrugg. Con lui, Kern introduce i modelli di theodoliti DK1, DKM2, DKM3, con meccanica di precisione su doppio cerchio e micrometri di misura. Questo implica un salto qualitativo significativo, riconosciuto a livello industriale. Lo stabilimento si trasferisce nel 1920 all’area Schachen, ampliando produzione e reparto progettazione.
Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, si rafforza la collaborazione con Paillard‑Bolex. Kern progetta obiettivi di alta gamma come il mitico Switar 50 mm f/1.8 apocromatico, seguiti da Macro‑Switar e Vario‑Switar 18–86 mm f/2.5, prodotto nel 1960 e venduto in oltre un milione di unità. Questi obiettivi erano calcolati a mano, utilizzando tavole logaritmiche, e rivoluzionari per la resa cromatica e luminosità.
Nel contempo, l’azienda si orienta verso la fotogrammetria sviluppando plotter grafici (PG3, DSR1, GP1) e strumenti per survey elettronici (celled E-series, E10) a partire dagli anni Sessanta e Settanta. La produzione ottica chiaramente evoluta, unita alla progettazione meccanica d’avanguardia, definisce un ecosistema industriale di livello mondiale.
Con l’avvento del formato Super‑8, Kern realizza la linea di lenti Switar: obiettivi ad alta luminosità ideali per cine‑8, utilizzati ampiamente nei prodotti Paillard‑Bolex . Il Vario‑Switar 18–86 mm apre la strada alla produzione di zoom ottici meccanici calcolati già nel 1960. Questo zoom era il primo a essere progettato su computer (ancorché rudimentali) ed entrò in produzione su larga scala.
La presenza di Kern è così consolidata da ricevere incarichi dalla NASA: durante la missione Apollo 11 del 1969, furono impiegate lenti Kern su telecamere Maurer 16 mm, comprese focali primitive (10 mm) e telefoto 180 mm f/4.5. Quelle ottiche permisero di documentare il primo sbarco lunare, testimonianza della qualità emergente e rispetto alle rigide esigenze dello spazio.
Negli anni Settanta si amplia l’offerta con lenti per reflex 35 mm per Alpa. Nacquero focali e macro‑Switar 50 mm apocromatiche, disponibili fino al 1970, impiegate da appassionati per l’uso still analogico. Le lenti sono nate per Alpa e caratterizzate da ingegneria svizzera di precisione, diventate oggi famose tra i collezionisti per costruzione e resa ottica .
La fine del percorso produttivo avviene fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Nel 1988 Kern & Co. AG viene acquisita da Wild Heerbrugg, integrandosi nel gruppo Wild‑Leitz AG. Lo stabilimento di Aarau chiude nel 1991, dopo 172 anni di attività.
L’intero catalogo storico – compresi strumenti, documentazione e disegni tecnici – viene donato al City Museum di Aarau, che dal 2009 espone la collezione Kern: compassi, teodoliti, plotter photogrammetrici, obiettivi Switar e documenti tecnici .
Questo patrimonio è oggi considerato parte cruciale della memoria industriale svizzera, testimonianza di un’eccellenza tecnica che ha influenzato strumenti di precisione in tutto il mondo.
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