J. Lancaster & Son fu una delle realtà industriali più influenti nella storia dell’ottica e della fotografia britannica tra il XIX e l’inizio del XX secolo. Fondata a Birmingham nel 1835 da James Lancaster come laboratorio ottico, l’azienda nacque in un’epoca in cui la fotografia, come la conosciamo oggi, non era ancora stata inventata: si dedicava infatti alla produzione di occhiali, telescopi e microscopi. Questo la colloca, insieme ad altre realtà come Voigtländer, tra le aziende ottiche nate prima dell’avvento della fotografia e poi confluite nell’industria fotografica. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento la ditta si trasformò gradualmente in uno dei maggiori produttori mondiali di fotocamere a lastra, introducendo modelli iconici come l’Instantograph e la Gem Apparatus, prima di un lungo declino conclusosi con la cessazione dell’attività nel 1955.
Indice dei Contenuti
- Origini e fondazione (1835-1870)
- L’ingresso nel mercato fotografico (1870-1890)
- Innovazioni e modelli successivi (1886-1900)
- Materiali e caratteristiche costruttive
- Crescita, apice e declino
- Eredità storica
- Fonti
Origini e fondazione (1835-1870)
James Lancaster avvia la propria attività nel 1835 in Bull Street, a Birmingham, come laboratorio ottico dedicato alla produzione di occhiali, telescopi e microscopi, realizzati inizialmente in una serie di piccole officine artigianali. Nel 1853 la sede commerciale si sposta al 37 di Colmore Row, dove rimarrà fino al 1907, mantenendo però Bull Street come stabilimento produttivo. Per oltre trent’anni l’azienda si concentra esclusivamente sulla produzione ottica tradizionale, sviluppando un know-how tecnico — nella lavorazione delle lenti, nella meccanica di precisione, nella costruzione di strumenti scientifici — che si rivelerà decisivo quando, con l’affinamento dei processi fotografici, il mercato comincerà a richiedere apparecchi per la ripresa delle immagini.
Verso il 1870 William James Lancaster, figlio del fondatore, assume la guida dell’azienda, che attorno al 1871 cambia denominazione in J. Lancaster & Son. È William James a intuire per primo il potenziale commerciale della fotografia, riorientando la produzione verso apparecchi fotografici pensati per un pubblico sempre più ampio, non solo professionale.
L’ingresso nel mercato fotografico (1870-1890)
Le prime fotocamere Lancaster compaiono sul mercato tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta dell’Ottocento: verso il 1879 l’azienda offre la Lancaster Pocket Camera, per lastre 4¼×3¼ pollici, recensita positivamente dal British Journal of Photography per praticità e qualità costruttiva, insieme a un primo modello a lastre secche. Nel 1880 arriva la Gem Apparatus, una fotocamera multi-obiettivo dotata di dodici lenti capaci di imprimere dodici piccole immagini simultanee su un’unica lastra, pensata soprattutto per gli studi di ritrattistica e per la moda dei ritratti multipli in voga all’epoca.
Il vero ingresso deciso nel mercato fotografico avviene però nel 1882, quando l’azienda presenta tre modelli di fotocamere “campagnole” — dispositivi di dimensioni ridotte rispetto alle grandi macchine da studio, pensati per l’uso in esterni: Le Merveilleux (il più economico dei tre), Le Meritoire e The Instantograph, quest’ultimo destinato a diventare il modello di maggior successo e longevità del marchio, prodotto con continue evoluzioni fino ai primi anni del Novecento. Tutti e tre erano costruiti in legno, con parti metalliche — comprese le montature degli obiettivi — in ottone, e dotati di messa a fuoco a soffietto ottenuta tramite lo scorrimento della portaottica lungo guide incorporate nella struttura portante; nei modelli più avanzati queste guide erano montate su una slitta azionata da una manopola, per una messa a fuoco più agevole e precisa, e in alcuni esemplari l’obiettivo stesso disponeva di un proprio meccanismo di messa a fuoco indipendente.
La corretta focheggiatura era verificata sul vetro smerigliato posizionato sul dorso della fotocamera, che poteva essere aperto ad antina o rimosso del tutto per consentire il caricamento dello chassis con la lastra sensibilizzata; per comporre l’immagine l’operatore doveva coprire il vetro smerigliato e la propria testa con il classico panno nero, prassi standard dell’epoca. The Instantograph, in particolare nel formato ¼ di lastra (negativo di circa 8×10,5 cm), si affermò come il modello più apprezzato sia dai professionisti sia dagli appassionati proprio per la sua maneggevolezza, qualità cruciale in un’epoca in cui la portabilità era un requisito sempre più richiesto per l’uso sul campo. Le ottiche erano prodotte internamente dall’azienda — che deteneva brevetti propri sia per gli obiettivi sia per gli otturatori — e montate con i primi sistemi di otturatore anteposto all’obiettivo, azionati manualmente o, nel caso dell’Instantograph, tramite un congegno alimentato da un elastico, soluzione che garantiva tempi di scatto più affidabili e ripetibili.
Innovazioni e modelli successivi (1886-1900)
Nel 1886 l’azienda introduce la sua creazione più curiosa: la Watch Camera, brevettata il 4 ottobre di quell’anno (brevetto britannico n. 12.571), una fotocamera camuffata da orologio da taschino, realizzata in metallo tornito e nichelato e disponibile in due formati, uno “da uomo” (negativi 2×1½ pollici) e uno “da donna”, più piccolo (1¼×1 pollice). Si trattava di un dispositivo autoerigente: aprendo l’orologio, sei tubi telescopici a molla si estendevano a formare il soffietto della macchina, dotata di un obiettivo meniscato interno e di un semplice otturatore rotativo nei modelli iniziali, poi sostituito da un otturatore a ghigliottina nelle versioni successive. Rimase in produzione fino a circa il 1900 ed è oggi considerata un precursore delle fotocamere “detective” per uso discreto.
Tra il 1890 e il 1891 l’azienda amplia la propria gamma con versioni stereoscopiche dei modelli di maggior successo — Stereo Merveilleux, Stereo Instantograph e Stereo Meritoire — capaci di produrre coppie di immagini per la visione tridimensionale su lastra, rispondendo alla crescente popolarità della fotografia stereoscopica. Seguono la Rover Magazine Camera (1892), dotata di un caricatore interno per più lastre e pensata per un uso più rapido e pratico, e la Kamret (1900), fotocamera pieghevole per lastre di formato medio che rappresenta l’ultima evoluzione significativa della linea prodotta dall’azienda.
Materiali e caratteristiche costruttive
Le fotocamere Lancaster erano costruite prevalentemente in legno di mogano stagionato, rinforzato da ferramenta in ottone nichelato, una combinazione che garantiva robustezza senza appesantire eccessivamente lo strumento. I soffietti erano realizzati in pelle rinforzata, mentre gli otturatori — in alcuni modelli a tendina, in seta trattata — permettevano tempi di esposizione relativamente rapidi per l’epoca. I mirini, a traguardo o a pozzetto, erano spesso regolabili per compensare l’errore di parallasse e migliorare la precisione compositiva. Oltre alle fotocamere, l’azienda produceva lanterne magiche e ingranditori fotografici, ampliando così la propria offerta verso il mercato fotografico amatoriale e didattico.
Crescita, apice e declino
Nel 1898 J. Lancaster & Son si autoproclamò il più grande produttore di fotocamere al mondo, sostenendo di averne vendute oltre 200.000 unità: un’affermazione che, per quanto probabilmente enfatizzata a fini commerciali, testimonia comunque le dimensioni industriali raggiunte dall’azienda. Nel 1905 la ditta si trasforma in società a responsabilità limitata, assumendo la ragione sociale J. Lancaster & Son Ltd., e nel 1907 trasferisce la propria sede in Camera Buildings, in Broad Street a Birmingham.
Con l’avvento delle fotocamere a pellicola e il rapido affermarsi di produttori tedeschi e americani più orientati all’innovazione tecnologica, l’azienda entra in un declino lento ma inarrestabile. William James Lancaster muore nel 1925, e la ditta, ormai priva della spinta innovativa che ne aveva segnato la storia, cessa definitivamente l’attività nel 1955, centoventi anni dopo la sua fondazione.
Eredità storica
La parabola di J. Lancaster & Son riassume in sé l’intera evoluzione dell’industria ottica e fotografica britannica: nata come bottega artigianale di strumenti ottici, seppe riconvertire il proprio know-how tecnico per diventare, nel giro di pochi decenni, uno dei principali produttori mondiali di fotocamere, capace di innovare tanto nella meccanica di precisione (i sistemi di messa a fuoco a slitta, i brevetti su obiettivi e otturatori) quanto nella diversificazione dei prodotti, dalle fotocamere “campagnole” alle curiosità come la Watch Camera. Oggi le fotocamere Lancaster sono ricercate dai collezionisti di tutto il mondo per la qualità della costruzione artigianale e il loro valore come testimonianza materiale della fotografia vittoriana, rappresentando un capitolo imprescindibile nella storia dell’evoluzione della fotografia e dell’industria ottica britannica.
Fonti
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