Claudio Abate (Roma, 1943 – Roma, 2017) è stato il fotografo che ha documentato l’avanguardia artistica romana dagli anni Sessanta in poi. Cresciuto in via Margutta, il quartiere degli studi d’artista, ha fotografato opere, azioni e mostre di Pino Pascali, Jannis Kounellis (ritratto a lungo anche da Aurelio Amendola), Gino De Dominicis, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Giuseppe Penone e molti altri, e per circa dieci anni, dal 1963, il teatro e il cinema di Carmelo Bene. Parallelamente ha portato avanti una ricerca personale, a partire dai «contatti con la superficie sensibile» del 1972. Dal 2010 esiste l’Archivio Claudio Abate; nel 2023 il MAXXI di Roma gli ha dedicato la mostra Superficie sensibile.
In Sintesi
- Vita: Roma 1943 – Roma 2017 (morto a 74 anni, secondo Artribune).
- Inizi: a Roma, in via Margutta; assistente di Erich Lessing, legato a Magnum, all’inizio degli anni Sessanta.
- Soggetti: Arte Povera, concettuale, minimalismo, Land Art, performance; teatro e cinema di Carmelo Bene (1963-1973).
- Ricerca personale: contatti fotografici su superficie sensibilizzata, presentati agli Incontri Internazionali d’Arte (1972); Biennale di Venezia (1993).
- Mostre chiave: retrospettiva al MART di Rovereto (2007); Bordeaux (2009); Andora (2014); Almine Rech, Londra (2019); MAXXI, Roma (2023).
Gli inizi in via Margutta
Abate nasce a Roma nel 1943 e cresce in via Margutta, allora centro della vita artistica cittadina. Le fonti non concordano sulle prime tappe. La galleria Photology racconta che a dodici anni ha la sua prima macchina fotografica, a sedici lavora per un’agenzia di stampa e a diciotto è assistente di Eric Lessing; il Palazzo delle Esposizioni parla di uno studio aperto a quattordici anni; Almine Rech scrive che comincia a quindici anni, in un laboratorio nello studio del padre; la scheda di Artribune su Photology data il primo studio al 1957, «a sedici anni», e in questo caso le due indicazioni non si accordano tra loro. Lo studio, in ogni caso, nasce molto presto, in via Margutta. Per tutte le fonti il primo maestro è Erich Lessing, fotografo austriaco legato all’agenzia Magnum, di cui è assistente all’inizio degli anni Sessanta (Almine Rech indica 1961-1963 e parla di uno dei fondatori dell’agenzia; il Palazzo delle Esposizioni scrive Lessing «membro di Magnum»). Abate non sceglie però il reportage: preferisce l’arte in movimento e si avvicina ai giovani artisti che stavano cambiando il modo di fare arte.
L’avanguardia romana
Alla fine degli anni Sessanta Abate è il fotografo di riferimento della scena romana. Dagli anni Sessanta è fotografo ufficiale della Galleria La Salita e, fino al 1977, documenta mostre e performance alla Galleria L’Attico. Le sue immagini sono spesso l’unico documento visivo autorizzato di azioni e installazioni effimere. Artribune ricorda tra i momenti documentati la performance di Robert Smithson sulla via Laurentina a Roma (1969), la mostra di Jannis Kounellis nella galleria di Sargentini (1969) con dodici cavalli vivi (uno dei quali scappato durante l’allestimento, per cui ne restarono undici, secondo Artribune; il titolo dell’opera, 12 Live Horses, riporta dodici), lo Zodiaco di Gino De Dominicis (1970). Almine Rech cita anche Scarpette e Che Fare (1968), ritratti delle opere di Marisa e Mario Merz, Black Rose (1966) per Kounellis, Rovesciare i propri occhi di Giuseppe Penone (1970) e Vedova Blu di Pino Pascali (1968).
La lista degli artisti è lunga: Photology cita Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Jan Fabre, Gilbert & George, Anselm Kiefer, Joseph Kosuth, Kounellis, Pascali, Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio; il MAXXI aggiunge Giulio Paolini, Yoko Ono, Roy Lichtenstein e altri. Per la fotografia che lavora con l’arte contemporanea si veda anche Luigi Ghirri e la storia della fotografia italiana. Altri fotografi che hanno documentato l’arte del Novecento sono raccolti tra i protagonisti della fotografia.
Carmelo Bene
Il secondo grande filone è il teatro. Le fonti divergono sulla data dell’incontro con Carmelo Bene: il Palazzo delle Esposizioni indica il 1959, la scheda della mostra di Andora il 1963. Concordano sulla collaborazione di circa dieci anni, dal 1963 al 1973, come fotografo di scena degli spettacoli e dei film di Bene (che era nato a Campi Salentina nel 1937 ed è morto a Roma nel 2002). Abate collabora anche con la rivista Sipario.
A Palazzo Tagliaferro di Andora (Savona), dal 26 luglio al 5 ottobre 2014, a cura di Nicola Davide Angerame, viene presentata una selezione di circa settanta fotografie rimaste nell’archivio per circa quarant’anni e mostrate prima una sola volta a Roma, tra dicembre 2012 e febbraio 2013. Il percorso va da Cristo ’63 a Pinocchio (1966), Arden of Feversham (1968) e al film Salomè (1972), tratto da Wilde. In quell’occasione è prevista una conversazione con l’attrice Lydia Mancinelli, protagonista di molti lavori di Bene, e il catalogo è pubblicato dall’associazione Whitelabs.
La ricerca personale
Nel 1972 Abate presenta per la prima volta una propria ricerca artistica agli Incontri Internazionali d’Arte di Palazzo Taverna, a Roma, con la cura di Achille Bonito Oliva. Sono i «contatti con la superficie sensibile»: fotografie in bianco e nero ottenute per contatto diretto con una superficie sensibilizzata alla luce. La serie originale fu acquistata per intero dalla Calcografia di Stato; nel 2014 Abate ha ristampato dieci opere di grande formato (255 × 135 cm) dalle lastre originali, in esclusiva per Photology (mostra Contatti con la superficie sensibile, Milano, 3 dicembre 2014 – 13 febbraio 2015). Tra le immagini, il ritratto di Giorgio de Chirico del 1972, ottenuto per impressione diretta su tela emulsionata.
Nel 1979 tiene la prima personale al Centro Culturale dell’Immagine Il Fotogramma di Roma (a cura di Achille Bonito Oliva), con La malattia dell’occhio; segue Progetto per un monumento al cinema (1983). Più tardi lavora con la camera oscura: Obscura (2005), The Bathroom (2008), Pesci e formiche (2009), e organizza nel 2009 una mostra con 64 artisti su una forma ovale da lui ideata. Per Artribune, la scelta del titolo Superficie sensibile segna il punto in cui Abate passa dal fotografare artisti all’essere un artista fra loro.
Gli anni Ottanta: Germania e Beuys
Negli anni Ottanta Abate lavora in Germania con la corrente dei Neue Wilden, in particolare con Markus Lüpertz e A. R. Penck (Almine Rech); collabora con il gallerista Michael Werner. Nel 1986 la vedova di Joseph Beuys lo invita a documentare le opere esposte al Landesmuseum di Darmstadt. Alla fine del decennio trasferisce studio e casa nel quartiere romano di San Lorenzo. Fa parte dei suoi lavori successivi anche una collaborazione con l’Accademia di Francia a Villa Medici, nella prima metà degli anni Novanta.
Mostre e archivio
- 1969: Septième Biennale de Paris (collettiva).
- 1993: Biennale di Venezia (Punti cardinali dell’arte).
- 2001: Vent’anni in atelier, Villa Medici, Roma.
- 2004: Meet Photography, Biennale di Venezia (Padiglione Italia).
- 2007: retrospettiva al MART di Rovereto, poi a Villa Medici e alla Base sous-marine di Bordeaux (2009).
- 2014: Andora (Bene), Milano (Photology).
- 2019: Almine Rech, Londra (28 maggio – 14 settembre), prima mostra nel Regno Unito da oltre quindici anni; prima, nel 2018, Arte Povera – Roman art scene a Bruxelles.
- 2023: Claudio Abate. Superficie sensibile, MAXXI, Roma, 3 marzo – 4 giugno, a cura di Ilaria Bernardi e Bartolomeo Pietromarchi, con l’Archivio Claudio Abate: circa duecento fotografie (Artribune scrive «oltre 150»), nove sezioni, documenti d’archivio, film e testimonianze, tra cui quelle di Achille Bonito Oliva e Piero Pizzi Cannella.
L’Archivio Abate è stato istituito nel 2010 come catalogo storico della vita artistica di Roma e internazionale. Nel 2017, anno della morte, ha partecipato a una mostra di Yoko Ono e Claire Tabouret (Almine Rech).
MAXXI 2023 e gli eventi collegati
Sul sito del MAXXI la mostra Superficie sensibile va dal 3 marzo al 2 luglio 2023: la chiusura, prevista per il 4 giugno, è stata prorogata. Sono curatori Ilaria Bernardi e Bartolomeo Pietromarchi, in collaborazione con l’Archivio Claudio Abate; l’ingresso costa cinque euro o è compreso nel biglietto del museo. La pagina parla di nove sezioni tematiche con documenti d’archivio, filmati e testimonianze d’epoca, senza indicarne i titoli. L’immagine di testata è Contatti con la superficie sensibile (Gino De Dominicis), del 1972. Il percorso comprende fotografie di opere, artisti e mostre dell’Arte Povera, la scena artistica ed espositiva in Italia e all’estero, e immagini di teatro, moda, costume e attualità; l’archivio è descritto come uno spazio «allo stesso tempo di lavoro e concettuale».
Intorno alla mostra il museo organizza una visita guidata (24 aprile), la presentazione del libro Claudio Abate. Il racconto di una vita (9 maggio) e un podcast con Achille Bonito Oliva, Daniela Lancioni, Luisa Laureati, Piero Pizzi Cannella e Fabio Sargentini. Dal 2 maggio al 4 giugno la videogalleria presenta la rassegna Dentro le immagini di Claudio Abate. Storie, leggende, protagonisti, a ingresso libero: film e documentari in cui registi, galleristi, artisti e critici raccontano i protagonisti fotografati da Abate, da Pino Pascali a Jannis Kounellis, Gino De Dominicis e Mario Schifano, la galleria L’Attico e l’Arte Povera, come una delle stagioni d’oro dell’arte italiana.
Sguardo e metodo
Il Palazzo delle Esposizioni ne riassume lo stile in poche note: percezione dello spazio, attenzione alla singola immagine, un leggero senso dell’ironia, predilezione per le inquadrature frontali, empatia verso i soggetti. Abate stesso dice, nell’occasione del MAXXI: «Bisogna entrare nelle opere, sentirle e farle proprie, anche amarle». È un metodo che spiega perché le sue fotografie siano diventate parte della memoria delle opere, e in alcuni casi la loro unica traccia.
Date e dati discordanti nelle fonti
- Primi anni: prima macchina a dodici anni, lavoro per un’agenzia a sedici e assistente di Lessing a diciotto (Photology); studio aperto a quattordici anni (Palazzo delle Esposizioni); inizio a quindici anni nel laboratorio del padre (Almine Rech); primo studio nel 1957, a sedici anni (Artribune).
- Incontro con Carmelo Bene: 1959 (Palazzo delle Esposizioni) o 1963 (scheda di Andora).
- Cavalli di Kounellis: dodici (titolo 12 Live Horses) o undici, perché uno scappò durante l’allestimento (Artribune).
- MAXXI 2023: chiusura il 4 giugno nelle fonti più vecchie, prorogata al 2 luglio sul sito del museo; fotografie «circa 200» (Finestre sull’Arte, sommario del MAXXI) o «oltre 150» (corpo della pagina del MAXXI, Artribune).
- Lessing: assistente tra il 1961 e il 1963 (Almine Rech) oppure all’inizio degli anni Sessanta senza altra data; fotografo legato a Magnum, o uno dei fondatori secondo Almine Rech, e «membro di Magnum» per il Palazzo delle Esposizioni.
Altri profili di autori e autrici sono raccolti nell’indice I grandi fotografi della storia.
Domande frequenti su Claudio Abate
Chi era Claudio Abate?
Fotografo romano (Roma, 1943 – Roma, 2017) che ha documentato l’avanguardia artistica della sua città dagli anni Sessanta in poi. È cresciuto in via Margutta, il quartiere degli studi d’artista.
Chi ha fotografato?
Artisti come Pino Pascali, Jannis Kounellis, Gino De Dominicis, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri e Giuseppe Penone. Per circa dieci anni, dal 1963 al 1973, è stato il fotografo di scena degli spettacoli e dei film di Carmelo Bene.
Che cosa sono i contatti con la superficie sensibile?
Fotografie in bianco e nero ottenute per contatto diretto con una superficie sensibilizzata alla luce. Abate le presentò nel 1972 agli Incontri Internazionali d’Arte di Palazzo Taverna a Roma, a cura di Achille Bonito Oliva. La serie originale fu acquistata per intero dalla Calcografia di Stato.
Quale mostra gli ha dedicato il MAXXI?
Claudio Abate. Superficie sensibile, dal 3 marzo al 2 luglio 2023 (la chiusura prevista per il 4 giugno fu prorogata), a cura di Ilaria Bernardi e Bartolomeo Pietromarchi con l’Archivio Claudio Abate. Il percorso ha nove sezioni tematiche.
Che cos’è l’Archivio Claudio Abate?
È stato istituito nel 2010 come catalogo storico della vita artistica di Roma e internazionale, e conserva le fotografie di opere, artisti e mostre dell’Arte Povera e della scena artistica italiana.
Fonti
- Finestre sull’Arte – Al MAXXI di Roma circa 200 fotografie di Claudio Abate – Mostra 2023
- Artribune – Cinquant’anni di fotografie di Claudio Abate in mostra a Roma – MAXXI, vita e carriera
- Artribune – Claudio Abate, Contatti con la superficie sensibile – Photology 2014-2015
- Artribune – Carmelo Bene / Claudio Abate – Andora 2014
- Artribune – Claudio Abate e Carmelo Bene, i soli del Ponente ligure – Palazzo Tagliaferro
- Palazzo delle Esposizioni – Claudio Abate, biografia – Biografia
- Almine Rech – Claudio Abate (Londra, 2019) – Biografia e opere
- Almine Rech – Claudio Abate, scheda artista – Mostre personali e collettive
- MAXXI – Claudio Abate. Superficie sensibile – Mostra, eventi e proroga
- Arte.it – Dentro le immagini di Claudio Abate (2023) – Rassegna di film e documentari
- Photology – Claudio Abate – Biografia e artisti fotografati
Aggiornato Ottobre 2026

