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Isabella Franceschini

Isabella Franceschini è una fotografa documentarista freelance italiana con base a Bologna. Laureata in Economia e Commercio, ha conseguito un master in fotogiornalismo a Roma. Nel 2024 ha vinto il Marilyn Stafford FotoReportage Award con The Leap of Fish that Dream of Flying, sulla dismissione della centrale di Polesine Camerini nel Delta del Po, e nel 2022 lo Short Story Award del World Report Award con Becoming a Citizen.

La Redazione di Storia della Fotografia 8 min di lettura

Fotografi Italiani I Maestri della Fotografia

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Photo by AiCanvas on Pixabay

Isabella Franceschini è una fotografa documentarista freelance italiana con base a Bologna. Laureata in Economia e Commercio all’Università di Bologna, ha conseguito un master in fotogiornalismo a Roma e lavora a progetti a lungo termine su temi sociali, ambientali e di salute pubblica. Nel 2024 ha vinto il Marilyn Stafford FotoReportage Award con il racconto della dismissione della centrale di Polesine Camerini, nel Delta del Po. Collabora con l’agenzia Parallelozero ed è Lowepro Ambassador.

In Sintesi

  • Fotografa documentarista freelance con base a Bologna: laurea in Economia e Commercio e master in fotogiornalismo a Roma.
  • Lavora a progetti a lungo termine su temi sociali, ambientali e di salute pubblica, in Italia e all’estero.
  • Nel 2024 ha vinto il Marilyn Stafford FotoReportage Award con The Leap of Fish that Dream of Flying, sul Delta del Po e sulla centrale di Polesine Camerini.
  • Nel 2022 ha vinto lo Short Story Award del World Report Award (Festival della Fotografia Etica di Lodi) con Becoming a Citizen.
  • Collabora con Parallelozero, la Fondazione Telethon e STOP TB Italia ODV ed è Lowepro Ambassador.
  • I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero e pubblicati, tra gli altri, da The Washington Post (In Sight), la Repubblica e L’Espresso.

Stile fotografico, poetica visiva e temi ricorrenti

Franceschini lavora per progetti a medio-lungo termine. Nell’intervista concessa a Hundred Heroines nel 2024 spiega di essere attratta dal desiderio di conoscenza e dalla comprensione più profonda, in un’epoca in cui tutto viene consumato rapidamente, e dai racconti fotografici lunghi, che permettono di fermarsi e riflettere a fondo sul soggetto. Considera il reportage uno strumento per far riflettere il pubblico e, forse, superare l’indifferenza.

Il metodo parte dallo studio, prima ancora che dallo scatto. Per il progetto sul Delta del Po ha cominciato con testi storici, passando poi a rapporti scientifici ed economici. Un articolo accademico della prof.ssa Marina Bertoncin, dell’Università di Padova, l’ha spinta a scriverle: da quel contatto sono nate altre conoscenze decisive, come l’incontro con il presidente del Consorzio di Bonifica. Ha lavorato anche con guide specializzate per capire l’avifauna locale e dà grande peso al rapporto di amicizia con gli abitanti della zona.

Tra i fotografi che ammira e che hanno lavorato sul Delta cita Pietro Donzelli (Land without Shadow: The Po Delta in the 1950s), Luigi Ghirri (Il profilo delle nuvole) e Gianni Berengo Gardin (Polesine), insieme a Dario De Dominicis, autore di To the left of Christ, sulle trasformazioni sociali e ambientali legate allo sviluppo industriale nel porto di Rio de Janeiro. Dichiara inoltre di amare, come Marilyn Stafford, fotografare con una 35mm.

I temi ricorrenti che emergono dai suoi lavori sono le trasformazioni del territorio e il loro costo per le comunità, il rapporto tra attività umane e ambiente, la partecipazione civica dei giovani e la salute pubblica, quest’ultima grazie alle collaborazioni con la Fondazione Telethon e con STOP TB Italia ODV, per cui lavora sulla tubercolosi in Senegal.

Il contributo alla fotografia italiana

Il Delta del Po è un soggetto con una lunga storia nel reportage italiano, da Donzelli negli anni Cinquanta fino a Ghirri e Berengo Gardin. Franceschini vi aggiunge il racconto di una trasformazione recente: la dismissione della centrale termoelettrica di Polesine Camerini, descritta come la più grande d’Italia e oggi inattiva, destinata a diventare una struttura turistica ecosostenibile. Secondo la scheda dell’ISPA, il progetto riguarda un sito di circa 300 ettari nell’ambito del programma Futur-e del gruppo Enel, in un’area che dal 2015 è Riserva della Biosfera UNESCO.

Il lavoro mette a confronto le due anime del territorio, come l’allevamento delle cozze e lo sfruttamento industriale del sito, e racconta le persone che ci vivono. Il riconoscimento più importante è il Marilyn Stafford FotoReportage Award 2024, promosso da FotoDocument con il sostegno di Nikon UK: assegna ogni anno 2.500 sterline a una fotografa professionista per completare un saggio documentario su una questione sociale, ambientale, economica o culturale, locale o globale.

Con Becoming a Citizen Franceschini ha raccontato invece un caso di partecipazione civica precoce, seguendo una ragazza eletta sindaca di un Consiglio comunale dei ragazzi. Il lavoro è stato premiato a Lodi nel 2022 e ha avuto una lunga vita espositiva in Italia e all’estero.

Per inquadrare questi lavori nel contesto più ampio si possono leggere la scheda sulle fotografe italiane più famose e la storia della fotografia italiana. Tra le autrici italiane che hanno fatto del reportage sociale il centro della loro ricerca ci sono anche Letizia Battaglia e Paola Agosti.

Le opere principali

I progetti più noti di Isabella Franceschini sono lavori a lungo termine, esposti in festival e gallerie e premiati in concorsi internazionali.

Progetti documentari fondamentali

The Leap of Fish that Dream of Flying – Racconta la dismissione della centrale di Polesine Camerini, nel Delta del Po, e poi i cambiamenti sociali e ambientali dell’area e dei suoi abitanti. Il titolo è un verso di Opera sull’acqua di Erri De Luca (Einaudi), che Franceschini intende come metafora del riscatto della popolazione del Polesine, spesso spettatrice di progetti imposti dall’esterno senza il coinvolgimento della comunità locale. Ha avuto accesso alla centrale durante la pandemia, prima dello smantellamento, con casco, scarpe antinfortunistiche e giubbotto ad alta visibilità, sempre accompagnata dal personale. Finalista all’ISPA 2023, menzione d’onore ai ZEKE Awards 2024 e vincitore del Marilyn Stafford FotoReportage Award 2024, è stato esposto a Photoville (New York) e alla Bridge Gallery di Cambridge (Massachusetts).

Becoming a Citizen – Segue Michelle, eletta a dieci anni vicesindaca e nel 2019 sindaca di Castel San Pietro Terme nel Consiglio comunale dei ragazzi, uno dei Consigli nati in Italia dopo una legge del 1997. Dal 2021 Michelle fa parte dell’Assemblea Giovane Regionale dell’Emilia-Romagna, presentata dal Festival come la prima del suo genere in Italia. Il progetto ha vinto lo Short Story Award del World Report Award | Documenting Humanity 2022 ed è stato premiato con il Julia Margaret Cameron Award 2023.

The Ladies of the Camellias – Lavoro realizzato per STOP TB Italia ODV: terzo posto agli IPA 2024 nella categoria Social cause, Bronze Winner ai PX3 2024 e finalista del World Report Award 2024 nella categoria non profit. È stato esposto alla House of Lucie di Atene (Best of Show), a Napoli e, nel 2026, alla Salaborsa di Bologna.

Tra gli altri progetti ci sono Pink Hops e Cracking the Monolith, quest’ultimo vincitore del Female Bresciani Visual Art Award 2022 (primo premio Short Story) e presentato a Roma Fotografia 2023 su pannelli LED.

Mostre e festival significativi

Dalla selezione pubblicata sul sito dell’autrice:

  • 2022 – Festival della Fotografia Etica di Lodi e Bridge Gallery (Massachusetts) con Becoming a Citizen; Cracking the Monolith a Trieste, Roma, Bologna e Fotonostrum (Barcellona).
  • 2023 – Pink Hops al Festival della Fotografia Etica di Lodi; Cracking the Monolith a Roma Fotografia 2023.
  • 2024 – The Leap of Fish that Dream of Flying a Photoville Festival (New York) e alla Bridge Gallery (Cambridge, Massachusetts); The Ladies of the Camellias alla House of Lucie (Atene) e a Napoli; Becoming a Citizen al PAF Festival di Cremona e al Festival di Fotografia Etica a Biella; Pink Hops a Parma.
  • 2026 – Becoming a Citizen al Palazzo Comunale di Castel San Pietro Terme; The Ladies of the Camellias alla Salaborsa di Bologna.

Premi e riconoscimenti

Una selezione dei riconoscimenti elencati dall’autrice:

  • 2024 – Marilyn Stafford FotoReportage Award, vincitrice (The Leap of Fish that Dream of Flying); IPA, terzo posto Social cause, e PX3, Bronze Winner (The Ladies of the Camellias); ZEKE Awards, menzione d’onore.
  • 2023 – Julia Margaret Cameron Award, vincitrice (Becoming a Citizen); ISPA, finalista (The Leap of Fish that Dream of Flying).
  • 2022 – World Report Award | Documenting Humanity, Short Story Award, vincitrice (Becoming a Citizen); Female Bresciani Visual Art Award, primo premio Short Story (Cracking the Monolith).
  • 2025 – World Report Award, finalista nella Master Category.

Le sue immagini sono state pubblicate, tra gli altri, da The Royal Photographic Society Journal, Nikon Europe, ZEKE Magazine e Il Fotografo nel 2024, da la Repubblica nel 2023 e da L’Espresso, The Washington Post (In Sight) e Vanity Fair nel 2022. Nel 2024 Hundred Heroines, museo benefico con sede a Nailsworth (Inghilterra), le ha dedicato un’intervista: non è un premio, ma una pubblicazione.

Fonti

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