Ilaria Ferretti è nata a Fabriano nel 1980, in una regione delle Marche che ha storicamente fornito alla cultura italiana artisti e artigiani di eccellenza, dalla ceramica alla cartotecnica. Cresciuta in un contesto territoriale che ha mantenuto viva la tradizione artigianale pur aprendosi alle sperimentazioni contemporanee, la Ferretti ha sviluppato fin da giovane una sensibilità particolare per le tecniche manuali e per la ricerca estetica. Il suo percorso formativo si è svolto in due fasi distinte ma complementari: prima all’ISA Istituto Statale d’Arte E. Mannucci di Fabriano, dove ha studiato Fotografia e Grafica Pubblicitaria dal 1994 al 1999, e successivamente all’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino, dove si è diplomata in Fotografia nel 2002. Questa formazione tecnica solida, che unisce la tradizione artigianale marchigiana alla preparazione progettuale milanese-torinese, ha costituito le fondamenta per la sua successiva evoluzione come artista-fotografa concettuale.
Il trasferimento a Torino alla fine degli anni novanta ha segnato una svolta decisiva nella sua vita professionale e artistica. La città piemontese, con la sua ricca storia industriale e il suo fermento culturale, era ed è un crocevia importante per la fotografia italiana contemporanea, con gallerie, festival e istituzioni dedicate al mezzo fotografico. La Ferretti ha trascorso quasi vent’anni a Torino, dove ha insegnato Tecniche di Camera Oscura e Stampa Digitale Fine-Art presso il Dipartimento di Fotografia dell’IED dal 2005 al 2016, consolidando la sua reputazione come esperta di tecniche fotografiche analogiche e digitali. Nel 2011 ha co-fondato il PHOS Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive di Torino, collaborando con artisti, fotografi e filantropi per creare uno spazio dedicato alla promozione culturale e allo scambio artistico. Ha ricoperto il ruolo di responsabile del Laboratorio di Stampa Fine-Art del PHOS dal 2011 al 2024, dimostrando un impegno costante nella formazione delle nuove generazioni di fotografi e nella diffusione della cultura fotografica.
Ilaria Ferretti può essere definita come una delle fotografe italiane più famose della sua generazione, specializzata nella fotografia concettuale italiana che esplora la relazione tra natura, umanità e le forze invisibili che plasmano l’esistenza. Il suo lavoro si muove nello spazio tra visione e riflessione, mistero e osservazione, coniugando pratica artistica, insegnamento e impegno culturale in un percorso coerente e riconosciuto a livello nazionale e internazionale. La sua poetica, definita Punk-Romantik dal curatore e architetto Pippo Ciorra, unisce intensità espressiva e raffinatezza estetica, creando immagini che sono al contempo eteree e tangibili, mistiche e radicate nella realtà. Dopo aver trascorso quasi vent’anni a Torino, attualmente vive nelle Marche, dove continua la sua ricerca artistica, lavorando tra Torino e Ancona, mantenendo vivo il legame con entrambi i territori che hanno segnato la sua formazione e il suo sviluppo professionale.
Stile fotografico, poetica visiva e temi ricorrenti
Lo stile fotografico di Ilaria Ferretti si caratterizza per una manipolazione sensibile del colore e per la padronanza delle tecniche fotografiche analogiche e digitali, elementi che costituiscono la base tecnica della sua ricerca artistica. La sua formazione in tecniche di camera oscura e stampa fine-art si riflette in una cura meticolosa del processo produttivo, dal momento dello scatto alla stampa finale, passando per la post-produzione digitale. Le sue immagini non si limitano a documentare la realtà: la sondano, rivelando le energie e le risonanze nascoste che connettono tutti gli esseri viventi. Questo approccio trasforma il familiare in straordinario, offrendo al lettore una visione che trascende la semplice rappresentazione fotografica per diventare meditazione poetica sull’esistenza stessa.
I temi ricorrenti nel lavoro di Ilaria Ferretti ruotano attorno alla relazione tra natura, umanità e le forze invisibili che plasmano l’esistenza. Attraverso il suo obiettivo, paesaggi naturali e antropizzati, piante, animali, tracce della presenza umana e occasionalmente figure umane diventano strumenti per riflettere sulla vita, sulla morte e sulle grandi questioni dell’essere. La sua fotografia non è mai puramente descrittiva, ma carica di significati simbolici e filosofici che invitano lo spettatore a una riflessione profonda sulla condizione umana e sul suo inserimento nel mondo naturale. Questa dimensione contemplativa e meditativa del suo lavoro la colloca in una posizione particolare nella storia della fotografia italiana, distinta dal reportage documentario e dalla fotografia concettuale più intellettualistica.
La poetica visiva di Ilaria Ferretti, definita Punk-Romantik, rappresenta una sintesi originale tra due sensibilità apparentemente opposte: l’intensità espressiva e la rottura delle convenzioni tipiche dell’estetica punk, da un lato, e la raffinatezza estetica, la contemplazione della bellezza e la ricerca del sublime tipici del romanticismo, dall’altro. Questa combinazione si manifesta in immagini che possono apparire crude e delicate allo stesso tempo, che mescolano elementi naturali e antropizzati, che evocano dimensioni mistiche senza rinunciare alla concretezza della materia fotografica. La scelta di lavorare sia con tecniche analogiche sia con tecniche digitali testimonia una consapevolezza delle diverse possibilità espressive offerte dai due sistemi, e una volontà di non limitarsi a un solo approccio tecnologico.
La serie Bestiario* rappresenta uno dei capitoli più significativi della produzione di Ilaria Ferretti. Presentata ad Arte Fiera Bologna nel 2015, la serie è stata finalista al GBWA Gomma Black and White Awards 2023, uno dei premi più prestigiosi della fotografia in bianco e nero a livello internazionale. La serie è stata pubblicata in ANIMAE. The Invisible Sources of the Artworks (Vernon Press, USA, 2019), accompagnata da un’intervista approfondita, e in 2024 GBWA The Book, edizione limitata di Gomma Publishing Ltd, Londra. Il titolo Bestiario rimanda alla tradizione medievale dei bestiari, libri che descrivevano animali reali e fantastici con intento moraleggiante, ma la Ferretti reinterpreta questo genere in chiave contemporanea, utilizzando gli animali come simboli delle energie invisibili che connettono tutti gli esseri viventi. Le fotografie della serie esplorano la dimensione animale come specchio della condizione umana, rivelando le affinità nascoste tra specie diverse e le forze universali che le attraversano.
La serie Sibilla*, più recente nella produzione di Ilaria Ferretti, presenta le immagini della fotografa accompagnate dalle composizioni musicali dell’artista Paolo Mazzanti, in un lavoro interdisciplinare che unisce fotografia e musica. La serie è stata esposta in Giordania e in Italia, tra cui alla La notte della fotografia di Piacenza. Sibilla nasce da una riflessione sul divino nella natura e esplora in chiave femminile, sia estetica che concettuale, la figura della profetessa antica come mediatrice tra il mondo umano e le forze trascendenti. La sibilla, nella tradizione classica, è una figura femminile che possiede la capacità di vedere oltre il velo del visibile, di accedere a conoscenze nascoste e di comunicare con le divinità. La Ferretti reinterpreta questo archetipo in chiave contemporanea, utilizzando la fotografia come strumento per rivelare le energie invisibili che attraversano la natura e per esplorare la dimensione spirituale dell’esistenza.
Il progetto Italia in-attesa*, realizzato nel 2020 durante il primo lockdown della pandemia di COVID-19, rappresenta un momento significativo nella traiettoria professionale di Ilaria Ferretti. Invitata a partecipare insieme ad alcuni tra i più importanti fotografi contemporanei italiani, la Ferretti ha realizzato un personalissimo progetto sull’Italia chiusa e sospesa nei primi mesi del 2020. La mostra risultante, Italia in-attesa. 12 racconti fotografici, è stata esposta a Palazzo Barberini di Roma (25 febbraio – 19 settembre 2021), Villa Pignatelli di Napoli (15 luglio – 25 settembre 2022) e alla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia (15 ottobre 2022 – 8 gennaio 2023), e successivamente pubblicata nell’omonimo libro da Danilo Montanari Editore. Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura italiano e curato da Margherita Guccione, Carlo Birrozzi e Flaminia Gennari Santori, è stato concepito come mostra itinerante per raccontare il vuoto e la sospensione nella vita ordinaria in un momento straordinario come la pandemia. La Ferretti è stata selezionata dal Comitato Scientifico presieduto da Margherita Guccione (Direttore MAXXI Architettura), insieme ad altri fotografi di rilevanza internazionale come Olivo Barbieri, Antonio Biasiucci, Silvia Camporesi, Mario Cresci, Paola De Pietri, Guido Guidi, Andrea Jemolo, Francesco Jodice, Allegra Martin, Walter Niedermayr e George Tatge.
La ricezione critica del lavoro di Ilaria Ferretti è stata crescente e costante, con riconoscimenti che testimoniano la sua posizione significativa nel panorama della fotografia italiana contemporanea. La sua inclusione nella mostra Italia in-attesa accanto a fotografi di consolidata fama internazionale ha rappresentato un momento di consolidamento della sua reputazione, confermando il valore del suo contributo alla fotografia concettuale italiana. Le sue opere fanno parte della collezione nazionale dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) di Roma e di prestigiose collezioni private, garantendo la conservazione e la trasmissione del suo lavoro alle generazioni future. La collaborazione con la Ares Contemporary Gallery di Lugano (Svizzera) dal 2019, dopo essere stata precedentemente rappresentata dalla MUST GALLERY in Svizzera dal 2014 al 2018, testimonia il riconoscimento internazionale del suo lavoro e la sua presenza sul mercato dell’arte contemporanea europeo.
L’evoluzione del lavoro di Ilaria Ferretti nel tempo mostra una coerenza di fondo nella poetica e nei temi affrontati, ma anche una progressiva maturazione della sua voce fotografica e una maggiore consapevolezza delle possibilità espressive offerte dalle diverse tecniche. Dagli anni 2000, caratterizzati da una ricerca più focalizzata sulla padronanza tecnica delle tecniche analogiche e digitali, agli anni 2010 e 2020, quando la sua ricerca si è fatta più meditativa e concettuale, la Ferretti ha mantenuto fedeltà ai principi fondamentali della sua poetica: la trasformazione del familiare in straordinario, la rivelazione delle energie invisibili che connettono tutti gli esseri viventi, la meditazione poetica sull’esistenza. La sua scelta di lavorare su temi universali come la vita, la morte, il divino nella natura, senza rinunciare a una radice territoriale nelle Marche e in Piemonte, testimonia una consapevolezza del legame tra il locale e il globale, tra il particolare e l’universale.
Il contributo alla fotografia italiana
Il contributo di Ilaria Ferretti alla fotografia italiana è significativo e merita di essere collocato nel contesto più ampio della storia della fotografia italiana al femminile e della fotografia italiana contemporanea. Come una delle pioniere della fotografia femminile della sua generazione, nata nel 1980, la Ferretti rappresenta una figura di passaggio tra le pioniere della fotografia femminile italiana attive dagli anni settanta e le nuove generazioni di artiste che hanno fatto della fotografia il loro medium principale fin dall’inizio della loro carriera. La sua fedeltà alla fotografia concettuale italiana in un periodo in cui molte fotografe italiane si orientavano verso altre forme di espressione visiva ha permesso di mantenere viva una tradizione di ricerca fotografica che privilegia la dimensione contemplativa e filosofica dell’immagine.
Nel panorama delle fotografe italiane più famose, Ilaria Ferretti occupa una posizione particolare. A differenza di fotografe di generazioni precedenti come Letizia Battaglia, Paola Agosti o Giovanna Borgese, la cui associazione con il fotogiornalismo e il reportage sociale le ha rese icone del fotogiornalismo di impegno civile, la Ferretti ha costruito la sua reputazione sulla fotografia concettuale, sulla fotografia di paesaggio e sulla fotografia di natura con una dimensione spirituale e meditativa. La sua presenza nella mostra Italia in-attesa accanto a fotografi di consolidata fama internazionale come Olivo Barbieri, Mario Cresci, Guido Guidi e Francesco Jodice testimonia il riconoscimento critico del suo contributo originale, anche se il suo nome non ha ancora ricevuto la stessa attenzione pubblica di alcune colleghe di generazioni precedenti. La sua inclusione tra i 12 fotografi contemporanei appartenenti a diverse generazioni scelti dal Ministero della Cultura per rappresentare la fotografia italiana contemporanea durante la pandemia è un riconoscimento significativo della sua posizione nel panorama nazionale.
La Ferretti condivide con altre protagoniste della fotografia degli anni ’90 e 2000 alcune caratteristiche fondamentali: l’impegno nella documentazione delle trasformazioni sociali e culturali, l’attenzione alla dimensione spirituale e contemplativa dell’esistenza, la volontà di dare visibilità a soggetti e storie marginalizzati. Come Silvia Camporesi, che ha esplorato la relazione tra corpo, paesaggio e identità, o come Marcella Campagnola, nota per le sue ricerche sulla fotografia di paesaggio e sulla dimensione femminile dello sguardo, la Ferretti ha mantenuto una fede nella capacità della fotografia di testimoniare la realtà e di contribuire al cambiamento culturale attraverso la contemplazione e la riflessione. Queste donne che hanno rivoluzionato la fotografia hanno aperto la strada a generazioni successive di fotografe italiane, dimostrando che l’obiettivo femminile poteva offrire prospettive originali e necessarie sulla realtà italiana e sulla condizione umana.
Il lavoro di Ilaria Ferretti sulla relazione tra natura e umanità rappresenta un contributo unico alla fotografia di paesaggio italiana. Pochi fotografi, uomini o donne, hanno dedicato così tanta attenzione alla rivelazione delle energie invisibili che attraversano la natura e alla dimensione spirituale del mondo naturale. Questo lavoro la collega indirettamente alla tradizione del fotografismo italiano di paesaggio, da Mario Cresci a Luigi Ghirri, ma porta a questa tradizione una sensibilità particolare per la dimensione femminile e meditativa dell’esperienza naturale, evitando tanto il pittoresco sia la spettacolarizzazione del paesaggio. La sua scelta di lavorare su temi universali come la vita, la morte, il divino nella natura testimonia una consapevolezza del legame tra il particolare e l’universale, tra il locale delle Marche e il globale della condizione umana.
La collaborazione con il PHOS Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive di Torino, che ha co-fondato nel 2011, rappresenta un momento significativo nella storia della fotografia italiana contemporanea e dell’impegno culturale delle fotografe italiane. Questo progetto, che ha creato uno spazio dedicato alla promozione culturale e allo scambio artistico, ha contribuito alla formazione di nuove generazioni di fotografi e alla diffusione della cultura fotografica in Piemonte e in Italia. Il ruolo di responsabile del Laboratorio di Stampa Fine-Art del PHOS dal 2011 al 2024 testimonia l’impegno della Ferretti nella formazione e nella trasmissione delle tecniche fotografiche, un aspetto fondamentale per la conservazione e lo sviluppo della fotografia italiana.
Il progetto Italia in-attesa* durante la pandemia di COVID-19 rappresenta un contributo importante alla documentazione fotografica italiana di uno degli eventi più significativi della storia recente del paese. Le sue fotografie dell’Italia chiusa e sospesa nei primi mesi del 2020 mostrano una sensibilità particolare per la dimensione del vuoto e della sospensione, evitando tanto il catastrofismo sia la banalizzazione dell’evento. Questo approccio la collega ad altre fotografe italiane impegnate nella documentazione delle crisi e delle trasformazioni sociali, portando alla fotografia italiana contemporanea una prospettiva femminile che privilegia la dimensione contemplativa e meditativa dell’evento. La sua inclusione nella collezione nazionale dell’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma garantisce la conservazione di questo lavoro come documento storico della pandemia.
La presenza di Ilaria Ferretti nelle collezioni permanenti di istituzioni prestigiose come l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) di Roma e la collaborazione con la Ares Contemporary Gallery di Lugano (Svizzera) testimoniano il riconoscimento istituzionale e internazionale del suo contributo alla storia della fotografia italiana. Queste collezioni garantiscono la conservazione e la trasmissione del suo lavoro alle generazioni future, assicurando che il suo sguardo sulla realtà italiana continui a essere studiato e apprezzato. La sua presenza sul mercato dell’arte contemporanea europeo, attraverso la rappresentazione da parte di gallerie svizzere, sottolinea il valore del suo contributo nel contesto più ampio della fotografia contemporanea italiana e la sua capacità di dialogare con il panorama internazionale.
Il suo insegnamento presso l’IED Istituto Europeo di Design di Torino dal 2005 al 2016 e come visiting professor presso la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino (UNICAM-SAAD) nel 2019 testimonia l’impegno della Ferretti nella formazione delle nuove generazioni di fotografi e architetti. Nel 2019 ha guidato 64 studenti di architettura nello sviluppo di un progetto fotografico sull’Hotel House di Porto Recanati, successivamente pubblicato nel volume Casa Mondo. Questo impegno formativo la collega alla tradizione delle fotografe italiane che hanno dedicato parte della loro carriera all’insegnamento e alla trasmissione delle conoscenze tecniche e concettuali, contribuendo allo sviluppo della fotografia italiana futura.
Le opere principali
Le opere principali di Ilaria Ferretti possono essere raggruppate in serie fotografiche, libri fotografici, mostre significative e progetti che definiscono il suo contributo alla fotografia italiana contemporanea:
Serie fotografiche fondamentali
Bestiario* (2015) – Serie presentata ad Arte Fiera Bologna nel 2015, finalista al GBWA Gomma Black and White Awards 2023. La serie esplora la dimensione animale come simbolo delle energie invisibili che connettono tutti gli esseri viventi, reinterpretando in chiave contemporanea la tradizione medievale dei bestiari. Pubblicato in ANIMAE. The Invisible Sources of the Artworks (Vernon Press, USA, 2019) con un’intervista approfondita, e in 2024 GBWA The Book, edizione limitata di Gomma Publishing Ltd, Londra.
Sibilla* (2023-2024) – Serie più recente, che presenta le immagini della Ferretti accompagnate dalle composizioni musicali dell’artista Paolo Mazzanti, in un lavoro interdisciplinare che unisce fotografia e musica. La serie nasce da una riflessione sul divino nella natura ed esplora in chiave femminile, sia estetica che concettuale, la figura della profetessa antica come mediatrice tra il mondo umano e le forze trascendenti. Esposta in Giordania e in Italia, tra cui alla La notte della fotografia di Piacenza.
Bestiario Manuale di Cucina* – Sottoserie o variante della serie Bestiario, disponibile attraverso la Ares Contemporary Gallery di Lugano. Prezzo 850.00 CHF. Esplora la relazione tra animali, cibo e cultura.
Italia in-attesa* (2020) – Progetto realizzato durante il primo lockdown della pandemia di COVID-19, con fotografie scattate in Italia nell’aprile 2020 alla fine del primo lockdown. Il progetto racconta il vuoto e la sospensione nella vita ordinaria in un momento straordinario come la pandemia. Incluso nella mostra Italia in-attesa. 12 racconti fotografici.
Rimini / Venezia* (2020) – Serie di otto fotografie realizzate nell’aprile 2020 alla fine del primo lockdown, presentate nella mostra Italia in-attesa. Documenta le città di Rimini e Venezia durante il lockdown, con immagini che catturano la sospensione e il vuoto urbano.
Serra di Roma* (2020) – Serie fotografica di una serra ottocentesca immersa in un giardino che nessuno conosce a Roma, presentata nella mostra Italia in-attesa. Le foto di Ilaria Ferretti e Andrea Jemolo si mischiano con il paesaggio circostante, creando un’immagine del vuoto e della sospensione durante la pandemia.
Libri fotografici
Italia in-attesa. 12 racconti fotografici* (2021, Danilo Montanari Editore) – Libro fotografico che raccoglie i progetti di 12 fotografi contemporanei italiani, tra cui Ilaria Ferretti, Olivo Barbieri, Antonio Biasiucci, Silvia Camporesi, Mario Cresci, Paola De Pietri, Guido Guidi, Andrea Jemolo, Francesco Jodice, Allegra Martin, Walter Niedermayr e George Tatge. Pubblicato in occasione della mostra presso Palazzo Barberini di Roma, Villa Pignatelli di Napoli e Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia.
Casa Mondo* (2019) – Volume che raccoglie il progetto fotografico guidato da Ilaria Ferretti con 64 studenti di architettura presso la UNICAM-SAAD sull’Hotel House di Porto Recanati. Pubblicato in occasione del suo ruolo di visiting professor presso la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino.
Mostre personali significative
Leica Store di Torino* (2022) – Mostra personale presso il Leica Store di Torino, uno dei principali spazi dedicati alla fotografia di alto livello in Italia.
MUST GALLERY di Lugano* (2016) – Mostra personale presso la MUST GALLERY in Svizzera, dove la Ferretti è stata rappresentata dal 2014 al 2018.
Lavi! City a Bologna* (2017) – Mostra personale presso Lavi! City a Bologna, spazio dedicato all’arte contemporanea e alla fotografia.
Mostre collettive significative
Italia in-attesa. 12 racconti fotografici – Palazzo Barberini di Roma* (25 febbraio – 19 settembre 2021) – Mostra promossa dal Ministero della Cultura italiano, curata da Margherita Guccione, Carlo Birrozzi e Flaminia Gennari Santori, con le opere di 12 fotografi contemporanei italiani. Prima tappa della mostra itinerante.
Italia in-attesa. 12 racconti fotografici – Villa Pignatelli di Napoli* (15 luglio – 25 settembre 2022) – Seconda tappa della mostra itinerante presso la Casa della Fotografia di Napoli.
Italia in-attesa. 12 racconti fotografici – Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia* (15 ottobre 2022 – 8 gennaio 2023) – Terza tappa della mostra itinerante.
Biennale di Venezia* – La Ferretti ha esposto alla Biennale di Venezia, uno degli eventi più prestigiosi dell’arte contemporanea internazionale.
Paris Photo* – Partecipazione a Paris Photo, una delle fiere d’arte fotografica più importanti al mondo, con sede a Parigi.
Triennale di Milano* – Esposizione alla Triennale di Milano, importante istituzione culturale italiana dedicata al design e alle arti.
Rocca Roveresca di Senigallia* – Esposizione alla Rocca Roveresca di Senigallia, sede del festival fotografico Contrasti.
Arte Fiera Bologna* (2015) – Presentazione della serie Bestiario ad Arte Fiera Bologna, una delle principali fiere d’arte contemporanea in Italia.
La notte della fotografia di Piacenza* (2023-2024) – Presentazione della serie Sibilla durante La notte della fotografia di Piacenza, evento dedicato alla fotografia contemporanea.
Le fotografie di Ilaria Ferretti fanno parte della collezione nazionale dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) di Roma e di prestigiose collezioni private. Collabora con la Ares Contemporary Gallery di Lugano (Svizzera) dal 2019 ed è stata precedentemente rappresentata dalla MUST GALLERY in Svizzera dal 2014 al 2018.
Fonti
Sito ufficiale Ilaria Ferretti – Biografia completa – Biografia ufficiale, formazione, mostre e pubblicazioni della fotografa
Ministero della Cultura – Italia in-attesa mostra – Informazioni sulla mostra promossa dal MiC con 12 fotografi contemporanei
Ares Contemporary Gallery – Ilaria Ferretti – Galleria contemporanea di Lugano che rappresenta la Ferretti dal 2019
PHOS Centro per la Fotografia – Torino – Centro polifunzionale per la fotografia co-fondato da Ilaria Ferretti nel 2011
IED Istituto Europeo di Design – Dipartimento di Fotografia – Istituto dove la Ferretti ha insegnato dal 2005 al 2016
GBWA Gomma Black and White Awards – Premio internazionale dove Bestiario è stata finalista nel 2023
Vernon Press – ANIMAE pubblicazione – Editore USA che ha pubblicato la serie Bestiario nel 2019
Alberto Damian Gallery – Artisti contemporanei – Galleria che rappresenta artisti fotografici contemporanei italiani
Mi chiamo Marco Americi, ho circa 45 anni e da sempre coltivo una profonda passione per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma come testimonianza storica e culturale di straordinaria profondità. Nel corso degli anni ho studiato e collezionato fotocamere, riviste, stampe e documenti, sviluppando un forte interesse per tutto ciò che riguarda l'evoluzione tecnica e stilistica del medium fotografico. Amo scavare nel passato per riportare alla luce autori, correnti e apparecchiature spesso dimenticate, convinto che ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisca a comporre il grande mosaico della storia dell'immagine.
Su storiadellafotografia.com mi occupo dei maestri della fotografia: i grandi autori che hanno definito il linguaggio visivo della modernità, da Henri Cartier-Bresson ad Ansel Adams, da Dorothea Lange a Robert Capa, da Diane Arbus a Sebastião Salgado. Racconto le loro visioni, i loro metodi di lavoro, i contesti storici e culturali che ne hanno plasmato lo sguardo, con l'obiettivo di restituire a ciascuno la giusta profondità critica.
Mi dedico inoltre ai generi fotografici, analizzando come il ritratto, il paesaggio, il reportage, la fotografia di moda, quella documentaria e tutti gli altri filoni si siano sviluppati e trasformati nel tempo, spesso grazie proprio all'influenza dei grandi maestri. Il mio obiettivo è trasmettere il valore documentale e umano della fotografia a un pubblico curioso e appassionato, come me.
