Guia Besana è una fotografa italiana nata nel 1972 a Moncalieri, vicino Torino. La sua formazione accademica iniziale non è in ambito fotografico: ha studiato media e comunicazione a Torino, un percorso che le ha fornito una base teorica e culturale fondamentale per comprendere i meccanismi della comunicazione visiva e il ruolo sociale delle immagini. Nel 1994, all’età di 22 anni, decide di intraprendere la carriera di fotografa e si trasferisce a Parigi, dove inizia il suo percorso professionale come fotografa autodidatta.
La sua formazione fotografica si è quindi sviluppata attraverso l’esperienza diretta, il lavoro sul campo e l’immersione nel panorama internazionale della fotografia. Questo percorso atipico, che unisce studi di comunicazione e pratica fotografica autodidatta, le ha consentito di costruire un approccio originale alla fotografia, libero da canoni accademici tradizionali ma ricco di consapevolezza teorica. Nel 2005 entra nell’Anzenberger Agency e nel 2013 passa alla Gallery, confermando la sua posizione di rilievo nel panorama internazionale.
Dal 2020 è membro dell’Agence VU’, una delle agenzie fotografiche più prestigiose al mondo, con sede a Parigi. Attualmente vive e lavora tra Parigi (Francia) e Barcellona (Spagna), mantenendo forti legami con l’Italia dove continua a esporre e a partecipare a festival. La sua posizione geografica ibrida, tra Italia, Francia e Spagna, riflette la natura transnazionale del suo lavoro e la sua capacità di muoversi tra culture diverse con piena consapevolezza.
Definire Guia Besana significa riconoscerla come una delle fotografe italiane più significative della sua generazione, specializzata nella fotografia di reportage, nel ritratto contemporaneo e nella documentazione delle questioni di genere. La sua figura si colloca con naturalezza tra le fotografe italiane più famose per la qualità del suo lavoro e per i riconoscimenti internazionali ottenuti. Il suo contributo alla storia della fotografia italiana è particolarmente importante nel campo della fotografia di reportage e della documentazione delle questioni sociali, con una sensibilità particolare per le donne.
Poetica e linguaggio
La fotografia di Guia Besana si fonda su un principio di costruzione dell’immagine che unisce reportage e finzione, realtà e immaginario. La fotografa stessa ha dichiarato che trasforma la fotografia di reportage in fotografia di fiction con estrema lucidità, attingendo dall’esperienza personale. Questo approccio ibrido la distingue nettamente da molti altri fotografi contemporanei e la colloca in una posizione peculiare nel panorama della fotografia italiana contemporanea.
Uno dei nuclei più importanti della sua opera è il progetto Baby Blues, che le è valso il Premio Amilcare Ponchielli Grin 2012. Questo progetto personale esplora la depressione post-partum attraverso immagini costruite che parlano di cose reali, unendo documentazione psicologica e costruzione visiva. Il lavoro dimostra la sua capacità di trattare temi delicati e personali senza cadere nel sentimentalismo o nella registrazione superficiale, ma costruendo immagini che rivelano la complessità interiore dell’esperienza.
Un secondo asse fondamentale della sua ricerca è rappresentato dal progetto Carry On, che le è valso il Julia Margaret Cameron Award 2019 e il Prix AIAP Photography 35 2019. In questo progetto, Besana esplora la paura di volare e l’inquietudine ancestrale dell’essere al mondo, costruendo un’avventura fotografica tra immaginario e reale. La mostra Carry On, presentata a Genova nel 2019 e a Milano nel 2022 presso STILL Fotografia, ha restituito le proiezioni della fotografa come tessere di un mosaico, mostrando la sua capacità di costruire narrazioni visive complesse e stratificate.
La sua attenzione alle questioni femminili è un tratto costante della sua ricerca. Con particolare attenzione ai temi delle donne, viaggia in diversi paesi e documenta le condizioni femminili in contesti culturali diversi, mantenendo sempre una prospettiva che unisce empatia e distanza critica. Questo approccio la colloca con pieno diritto tra le pioniere della fotografia femminile della sua generazione per la capacità di rappresentare le donne come soggetti complessi e agenti della propria storia.
La sua tecnica fotografica è caratterizzata da un uso sofisticato della luce e della composizione, con una predilezione per immagini costruite che mantengono un rapporto radicale con la realtà. Il suo approccio al ritratto è inclusa nel reportage, senza separazione tra i due generi: il volto è sempre parte di un contesto sociale, psicologico e culturale più ampio. In questo senso Besana si avvicina a una tradizione del ritratto fotografico che unisce documento e intelligenza psicologica, ma la rinnova attraverso una sensibilità estetica fortemente connotata e personale.
La sua presenza sui palcoscenici editoriali internazionali è stata confermata attraverso pubblicazioni su riviste come BLINK, CNN photo blog, The New York Times, Huffington Post, Marie Claire, Vanity Fair, Le Monde, Courrier International, D di Repubblica, Esquire. Questa circolazione internazionale conferma che la fotografia di Besana parla un linguaggio universale, capace di essere compreso e riconosciuto oltre i confini nazionali e culturali.
Ricezione critica e riconoscimenti
La ricezione critica di Guia Besana è stata particolarmente positiva e internazionale, con riconoscimenti che hanno confermato il suo status di fotografa di rilievo globale. Il suo lavoro personale è stato riconosciuto da numerosi premi internazionali, tra cui Los Angeles LADCA (USA), MIFA (Russia), MarieClaire International Award, AI-AP (USA), PWP – Professional Women Photographers (USA), finalista al Julia Margaret Cameron Award (France) e finalista al Prix Leica Oskar Barnack.
Segue l’elenco dei principali riconoscimenti ottenuti:
2019: Vincitrice del Julia Margaret Cameron Award per la serie “Carry On”
2019: Vincitrice del Prix AIAP Photography 35
2016: Shortlisted per l’EPS Emerging Photographer Fund
2014: AI-AP American Photography 30 chosen picture
2012: Finalista Marie Claire Award
2011: Premio Amilcare Ponchielli 2011-GRIN per “Baby Blues”
2010: PWP – Professional Women Photographers – 3º posto People
2005: Leica Oskar Barnack – selezionata per 10 finalist run up Rencontres de la Photographie ARLES
2005: Canon Award
2004: Fnac Award – Jury Honorable Mention
La sua mostra Carry On è stata presentata in diverse sedi prestigiose: Visionquestrosso4 gallery a Genova nel 2019, STILL Fotografia a Milano nel 2022, e Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia nel 2018. La Biennale di Barcellona 2018 e il CotM Cortona On The Move in Toscana nel 2018 hanno confermato la sua presenza sui palcoscenici internazionali.
Le sue immagini sono state esposte a Los Angeles, New York, Buenos Aires, Italia, Francia, Spagna e Malesia, confermando la sua circolazione globale. Le sue opere fanno parte di collezioni permanenti come LACMA Los Angeles, FNAC Italy e SEAT Pagine Gialle, che attestano il valore artistico e documentario del suo lavoro.
Dal 2016 è Canon Ambassador, un riconoscimento che conferma il suo status di fotografa di riferimento nel panorama internazionale. La sua presenza come ospite d’onore presso l’IED Roma e come docente di workshop come “Cronache dal mare” conferma la sua volontà di trasmettere il proprio metodo alle generazioni più giovani.
Il contributo alla fotografia italiana
Il contributo di Guia Besana alla fotografia italiana è particolarmente significativo nel campo della fotografia di reportage contemporanea e del ritratto psicologico. La sua importanza risiede nella capacità di aver portato la fotografia italiana su palcoscenici globali, affermando il valore estetico ed etico del lavoro italiano nel mondo. In questo senso Besana rappresenta una figura centrale nella storia della fotografia italiana del primo ventunesimo secolo, in particolare per la fotografia al femminile.
Nel contesto della fotografia italiana al femminile, Besana ha un ruolo peculiare perché ha costruito un percorso che non si limita a documentare le donne, ma le rappresenta come soggetti complessi, dotati di agency politica e psicologica. La sua visione non è di tipo esotizzante o vittimizzante, ma riconosce la dignità e la forza delle persone ritratte, anche quando si trovano in condizioni di vulnerabilità. Questo la colloca con pieno diritto tra le fotografe italiane più famose e tra le pioniere della fotografia femminile della sua generazione.
Il suo lavoro sulla depressione post-partum, sul viaggio e sull’ansia esistenziale ha un valore specifico per la fotografia italiana contemporanea, perché amplia il campo della fotografia di reportage verso la dimensione più intima e psicologica dell’esperienza umana. Besana non si limita a fotografare dall’esterno, ma costruisce relazioni di fiducia con i soggetti fotografati, un approccio che la avvicina alle le donne che hanno rivoluzionato la fotografia per la capacità di trasformare il linguaggio fotografico in uno spazio di riconoscimento dell’altro.
Un aspetto importante del suo contributo è la capacità di coniugare reportage e finzione in modo rispettoso della realtà. La sua fotografia costruita non è manipolazione, ma costruzione narrativa che mantiene un rapporto radicale con la verità delle esperienze raccontate. Questo approccio è raro nella fotografia italiana e la rende una figura di riferimento per tutte le fotografe che vogliono coniugare impegno civile e ricerca estetica.
La sua attività formativa e la sua partecipazione a masterclass e workshop confermano la sua volontà di trasmettere il proprio metodo alle generazioni più giovani. Come fotografa e docente, ha contribuito a diffondere un’idea di fotogiornalismo fondata su ascolto, responsabilità e costruzione narrativa, che va oltre la semplice cronaca e si avvicina alla forma del racconto etico.
Le opere principali
Baby Blues: progetto personale sulla depressione post-partum, vincitore del Premio Amilcare Ponchielli Grin 2012.
Carry On: progetto sulla paura di volare e l’inquietudine esistenziale, vincitore del Julia Margaret Cameron Award 2019 e del Prix AIAP Photography 35 2019.
Mostra Carry On a Milano: allestita presso STILL Fotografia dal 11 marzo al 16 aprile 2022, curata da Clelia.
Mostra Carry On a Genova: presentata presso Visionquestrosso4 gallery nel dicembre 2019.
Fondazione Bevilacqua La Masa: mostra personale a Venezia nel dicembre 2018.
Biennial Barcelona: partecipazione alla Biennale di Barcellona nell’ottobre 2018.
Cortona On The Move: partecipazione al festival in Toscana nel luglio 2018.
Julia Margaret Cameron Award: mostra personale a Barcellona nell’ottobre 2019.
LACMA Los Angeles: collezione permanente con sue opere.
FNAC Italy: collezione permanente con sue opere.
Cronache dal mare: workshop di visual culture contemporanea curato da Guia Besana, sulla ricerca visiva e costruzione narrativa.
The New York Times: pubblicazione di suoi lavori sulla testata internazionale.
Marie Claire: pubblicazione di suoi lavori sulla rivista internazionale.
Fonti
Mi chiamo Marco Americi, ho circa 45 anni e da sempre coltivo una profonda passione per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma come testimonianza storica e culturale di straordinaria profondità. Nel corso degli anni ho studiato e collezionato fotocamere, riviste, stampe e documenti, sviluppando un forte interesse per tutto ciò che riguarda l'evoluzione tecnica e stilistica del medium fotografico. Amo scavare nel passato per riportare alla luce autori, correnti e apparecchiature spesso dimenticate, convinto che ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisca a comporre il grande mosaico della storia dell'immagine.
Su storiadellafotografia.com mi occupo dei maestri della fotografia: i grandi autori che hanno definito il linguaggio visivo della modernità, da Henri Cartier-Bresson ad Ansel Adams, da Dorothea Lange a Robert Capa, da Diane Arbus a Sebastião Salgado. Racconto le loro visioni, i loro metodi di lavoro, i contesti storici e culturali che ne hanno plasmato lo sguardo, con l'obiettivo di restituire a ciascuno la giusta profondità critica.
Mi dedico inoltre ai generi fotografici, analizzando come il ritratto, il paesaggio, il reportage, la fotografia di moda, quella documentaria e tutti gli altri filoni si siano sviluppati e trasformati nel tempo, spesso grazie proprio all'influenza dei grandi maestri. Il mio obiettivo è trasmettere il valore documentale e umano della fotografia a un pubblico curioso e appassionato, come me.


