Fotografia Europea nasce nel 2006 a Reggio Emilia per iniziativa della Fondazione Palazzo Magnani e del Comune di Reggio Emilia, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, con l’ambizioso obiettivo di trasformare la città emiliana in un punto di riferimento europeo per la fotografia contemporanea. Questa scelta non è casuale: Reggio Emilia è la città natale di Luigi Ghirri, uno dei più influenti fotografi italiani del secondo Novecento, la cui lezione ha influenzato intere generazioni di fotografi italiani e internazionali. La presenza di un sucho patrimonio culturale legato alla fotografia, unita a una tradizione amministrativa attenta alla cultura e alle politiche culturali innovative, ha permesso al festival di radicarsi rapidamente nel tessuto cittadino, diventando in pochi anni un appuntamento imperdibile per appassionati, professionisti e studiosi della fotografia.
Indice dei Contenuti
- In Sintesi
- La nascita del festival: Reggio Emilia capitale della fotografia
- L’edizione 2026: “Fantasmi del quotidiano”
- Il Circuito OFF: la fotografia indipendente e le gallerie
- Il Premio Luigi Ghirri e la giovane fotografia italiana
- La curatela internazionale: Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart, Walter Guadagnini
- Le location del festival: Chiostri, palazzi e chiese
- Il programma degli eventi: talk, workshop, book fair, spettacoli
- Il festival e la città: Fotografia Europea come motore di rigenerazione urbana
- Confronto con altri festival di fotografia europei
- Il sostegno alla formazione: Photograph-ER e i progetti educativi
- Domande Frequenti su Fotografia Europea (FAQ)
- Fonti
In Sintesi
Fotografia Europea è un festival internazionale di fotografia contemporanea nato a Reggio Emilia nel 2006, promosso da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia.
L’edizione 2026, la XXI, si svolge dal 30 aprile al 14 giugno con il tema “Fantasmi del quotidiano“.
Il festival ha sede in diverse location della città: Chiostri di San Pietro, Palazzo Magnani, Palazzo dei Musei, Palazzo da Mosto e altri spazi.
Il programma include mostre di fotografi affermati ed emergenti, talk, workshop, conferenze, book fair e spettacoli.
Il Circuito OFF permette a fotografi indipendenti e gallerie di esporre durante il festival, ampliando la proposta espositiva.
Il festival include il Premio Luigi Ghirri per la giovane fotografia italiana, con mostre dedicate ai vincitori.
Fotografia Europea ha trasformato Reggio Emilia in un punto di riferimento europeo per la fotografia contemporanea.
Il festival attira ogni anno decine di migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero.
La curatela delle mostre è affidata a curatori internazionali quali Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart e Walter Guadagnini.
Il festival promuove progetti di formazione per giovani fotografi emiliano-romagnoli attraverso il programma Photograph-ER.
La nascita del festival: Reggio Emilia capitale della fotografia
La prima edizione del festival, curata da Walter Guadagnini, storico e critico della fotografia di fama internazionale, ha subito impostato un modello che sarebbe diventato caratteristico di Fotografia Europea: un approccio curatoriale rigoroso, capace di coniugare mostre di grandi autori internazionali con una forte attenzione alla produzione emergente, un programma fitto di eventi collaterali (talk, workshop, conferenze, proiezioni) e una forte integrazione con il territorio cittadino, attraverso l’uso di spazi espositivi diversificati che includono musei, chiostri storici, gallerie private e spazi pubblici all’aperto. Questo modello, mantenuto sostanzialmente invariato nel corso delle oltre venti edizioni successive, ha permesso al festival di costruire una propria identità riconoscibile e di differenziarsi da altri appuntamenti fotografici italiani e internazionali.
Nel corso degli anni, Fotografia Europea ha progressivamente ampliato la propria portata internazionale, attirando curatori, fotografi e visitatori da tutta Europa e non solo, e consolidando partnership con istituzioni quali il Victoria and Albert Museum di Londra, il MoMA di New York, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e il MAXXI di Roma. Queste collaborazioni hanno permesso al festival di portare a Reggio Emilia mostre di alto profilo internazionale, spesso in anteprima italiana o europea, e di posizionarsi come un vero e proprio hub europeo della fotografia contemporanea, capace di dialogare con i principali festival e istituzioni fotografiche del continente.
L’edizione 2026: “Fantasmi del quotidiano”
La XXI edizione di Fotografia Europea, in programma dal 30 aprile al 14 giugno 2026, ha come tema “Fantasmi del quotidiano“, un titolo che invita a riflettere sulla presenza di elementi invisibili o potenziali nella realtà quotidiana, su ciò che potrebbe accadere ma non accade, su tracce e presenze che attraversano il visibile senza fissarsi in forme definitive. Questo tema, sviluppato dai curatori Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart e Walter Guadagnini (quest’ultimo responsabile della ricognizione storica dedicata ai 200 anni dalla creazione della prima fotografia, la “Veduta dalla finestra a Le Gras” di Joseph Nicéphore Niépce), si presta a esplorazioni diversificate del medium fotografico, dalla documentazione sociale alla sperimentazione concettuale, dal ritratto al paesaggio, dall’archivio alla produzione contemporanea più recente.
Le mostre dell’edizione 2026 sono allestite in diverse location della città, tra cui i Chiostri di San Pietro, Palazzo Magnani, Palazzo dei Musei, Palazzo da Mosto, Palazzo Scaruffi e la Chiesa dei Santi Pietro e Agata, spazi che offrono al visitatore un percorso espositivo articolato e diversificato, capace di integrare la storia della fotografia con la produzione contemporanea, l’Italia con l’internazionale, gli autori affermati con gli emergenti. Questo approccio “policentrico”, tipico di Fotografia Europea fin dalle prime edizioni, permette al festival di coinvolgere l’intero tessuto cittadino, trasformando Reggio Emilia in una vera e propria “città della fotografia” per oltre un mese ogni anno.
Il programma dell’edizione 2026 include, oltre alle mostre, un fitto calendario di eventi collaterali: conferenze, incontri con gli artisti, presentazioni di libri, book signing, letture portfolio, workshop, una book fair dedicata agli editori indipendenti e spettacoli. Questi eventi, spesso gratuiti o a prezzo ridotto, contribuiscono ad ampliare la platea di pubblico raggiunta dal festival, attirando non soltanto appassionati di fotografia ma anche semplici cittadini curiosi, studenti, professionisti del settore e turisti culturali interessati a un’esperienza culturale integrata che spazia dalla fotografia alla letteratura, dalla musica alla performance.
Il Circuito OFF: la fotografia indipendente e le gallerie
Uno degli elementi distintivi di Fotografia Europea è il Circuito OFF, un programma parallelo a quello ufficiale che permette a fotografi indipendenti, gallerie, associazioni e studi fotografici di esporre durante il periodo del festival, ampliando la proposta espositiva e coinvolgendo un numero maggiore di attori del settore fotografico. Il Circuito OFF, nato nelle prime edizioni del festival per rispondere alla crescente domanda di spazi espositivi da parte di fotografi emergenti e gallerie indipendenti, è diventato nel tempo un vero e proprio festival nel festival, con una propria curatela, un proprio calendario di eventi e una propria visibilità mediatica.
Per partecipare al Circuito OFF, i fotografi e le gallerie devono inviare una proposta espositiva alla direzione del festival, che valuta la qualità dei progetti presentati e la loro coerenza con il tema dell’edizione in corso. Le proposte selezionate vengono poi inserite nel programma ufficiale del festival, con visibilità sul sito web, sui materiali promozionali e sulla mappa delle mostre, permettendo agli espositori di beneficiare del flusso di visitatori attirato dal festival ufficiale. Questo modello, che integra curatela centrale e partecipazione aperta, ha permesso a Fotografia Europea di mantenere una forte identità curatoriale senza rinunciare all’apertura verso produzioni indipendenti e sperimentali, spesso più vicine alle ricerche più innovative del settore.
Il Circuito OFF include anche gallerie e spazi espositivi di città limitrofe a Reggio Emilia, quali Modena, Parma, Bologna e Mantova, creando un vero e proprio “distretto della fotografia” che si estende per tutta l’Emilia-Romagna e oltre. Questo approccio “a rete”, che coinvolge più città e più attori del settore, riflette una visione moderna della gestione dei festival culturali, capace di coniugare la concentrazione temporale e geografica con la diffusione territoriale e la partecipazione di una pluralità di soggetti.
Il Premio Luigi Ghirri e la giovane fotografia italiana
Fotografia Europea include nel proprio programma il Premio Luigi Ghirri, riconoscimento dedicato alla giovane fotografia italiana, che consente ai vincitori di vedere le proprie opere esposte in una mostra dedicata durante il festival, secondo un meccanismo che collega premio, produzione e visibilità in un unico circuito virtuoso. Il premio, intitolato al grande fotografo reggiano Luigi Ghirri (1943-1992), figura centrale della fotografia italiana del secondo Novecento e ispiratore ideale del festival, è rivolto a fotografi under 35 residenti o domiciliati in Italia, e mira a sostenere la produzione emergente nazionale, offrendo opportunità di visibilità, formazione e inserimento nel mercato del lavoro.
La mostra dedicata al Premio Luigi Ghirri, allestita ogni anno in una delle sedi principali del festival (spesso Palazzo dei Musei o Palazzo da Mosto), presenta i lavori dei vincitori e dei finalisti, selezionati da una giuria di esperti composta da curatori, fotografi e critici di fama internazionale. Questa mostra, oltre a offrire al pubblico una panoramica delle ricerche più innovative della giovane fotografia italiana, rappresenta anche un’importante opportunità di networking per i partecipanti, che possono entrare in contatto con curatori, galleristi e editori presenti al festival, ampliando le proprie opportunità professionali.
Il Premio Luigi Ghirri si inserisce in un più ampio programma di sostegno alla giovane fotografia promosso da Fotografia Europea, che include anche il progetto Photograph-ER, dedicato a giovani fotografi tra i 18 e i 35 anni residenti o domiciliati in Emilia-Romagna. Questo programma di formazione, realizzato in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani e altri partner locali, offre ai partecipanti workshop, incontri con professionisti, letture portfolio e opportunità di esposizione, contribuendo a costruire un ecosistema favorevole alla produzione fotografica emergente nel territorio regionale.
La curatela internazionale: Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart, Walter Guadagnini
La qualità curatoriale di Fotografia Europea è garantita dalla partecipazione di curatori di fama internazionale, che ogni anno sono chiamati a sviluppare il tema dell’edizione e a selezionare le mostre del programma ufficiale. Per l’edizione 2026, la curatela è affidata a Arianna Catania (fondatrice e direttrice di Gibellina Photoroad / Open Air & Site-specific Festival), Tim Clark (curatore londinese specializzato in fotografia contemporanea), Luce Lebart (curatrice francese, esperta di fotografia europea contemporanea) e Walter Guadagnini (storico e critico della fotografia, curatore della prima edizione del festival e responsabile della ricognizione storica dedicata ai 200 anni della fotografia).
Questo team curatoriale, composto da professionisti con background e competenze diversificate, riflette la vocazione internazionale di Fotografia Europea, capace di coniugare sensibilità italiane ed europee, approcci curatoriali differenti e reti di contatti internazionali. La presenza di curatori stranieri, in particolare, ha permesso al festival di portare a Reggio Emilia mostre e progetti che altrimenti sarebbero stati difficili da realizzare, ampliando la visibilità internazionale del festival e attirando visitatori e professionisti da tutta Europa.
La curatela delle mostre di Fotografia Europea segue un approccio tematico, con ogni edizione sviluppata attorno a un concetto guida (come “Fantasmi del quotidiano” nel 2026, “Avere vent’anni” nel 2025) che funziona da filo conduttore per le mostre, gli eventi e le pubblicazioni. Questo approccio, che privilegia la costruzione di narrazioni tematiche rispetto alla semplice esposizione di autori famosi, consente al pubblico di cogliere le connessioni concettuali che attraversano le diverse mostre, creando un percorso espositivo coerente e significativo.
Le location del festival: Chiostri, palazzi e chiese
Fotografia Europea si svolge in diverse location della città di Reggio Emilia, ognuna delle quali offre caratteristiche espositive e atmosferiche differenti, contribuendo a creare un’esperienza di visita articolata e diversificata. I Chiostri di San Pietro, sede principale del festival, ospitano le mostre principali, la book fair e gran parte degli eventi collaterali (talk, workshop, conferenze). Questo spazio, con i suoi chiostri storici e le sue sale espositive moderne, offre un ambiente suggestivo e funzionale, capace di coniugare la bellezza dell’architettura storica con le esigenze tecniche delle mostre contemporanee.
Palazzo Magnani, sede della Fondazione Palazzo Magnani, ospita spesso mostre di particolare rilevanza, spesso dedicate ad autori storici o a temi specifici sviluppati in collaborazione con altre istituzioni museali. Palazzo dei Musei e Palazzo da Mosto sono invece spesso dedicati alle mostre della giovane fotografia italiana, al Premio Luigi Ghirri e alle produzioni emergenti. Palazzo Scaruffi e la Chiesa dei Santi Pietro e Agata completano il circuito espositivo, offrendo spazi più intimi e suggestivi per mostre site-specific e installazioni.
Oltre a questi spazi principali, il festival coinvolge anche gallerie private, librerie, caffè e altri spazi commerciali del centro storico, che durante il periodo del festival espongono mostre di fotografi indipendenti nel circuito OFF. Questo approccio “diffuso”, che coinvolge l’intero centro storico cittadino, trasforma Reggio Emilia in una vera e propria “città della fotografia” per oltre un mese ogni anno, con mostre visibili in ogni angolo del centro, creando un’atmosfera unica e coinvolgente per visitatori e residenti.
Il programma degli eventi: talk, workshop, book fair, spettacoli
Oltre alle mostre, Fotografia Europea offre un ricco programma di eventi collaterali che contribuiscono ad ampliare la proposta culturale del festival e ad attirare un pubblico diversificato. I talk e le conferenze, spesso tenuti da curatori, fotografi, editori e studiosi di fama internazionale, offrono al pubblico opportunità di approfondimento su temi specifici legati alla fotografia contemporanea, alla storia del medium, alle tecniche e alle pratiche professionali. Questi eventi, spesso gratuiti o a prezzo ridotto, sono aperti a tutti e rappresentano un’importante opportunità di formazione e aggiornamento per appassionati e professionisti.
I workshop, spesso della durata di uno o più giorni, offrono ai partecipanti opportunità di formazione pratica su temi quali la ripresa fotografica, la post-produzione, l’editing, la costruzione di un progetto fotografico, la promozione del proprio lavoro. Questi workshop, spesso tenuti da fotografi affermati invitati come docenti ospiti, rappresentano un’occasione preziosa di confronto diretto con professionisti attivi sulla scena internazionale, contribuendo alla crescita di una nuova generazione di fotografi italiani capaci di misurarsi con gli standard qualitativi richiesti dal mercato editoriale e artistico contemporaneo.
La book fair, dedicata agli editori indipendenti di fotografia, offre ai visitatori l’opportunità di scoprire e acquistare libri fotografici, cataloghi di mostre e pubblicazioni specializzate spesso introvabili nei circuiti commerciali tradizionali. Questo spazio, animato da talk, workshop e presentazioni di libri, rappresenta un importante punto di incontro tra editori, fotografi e appassionati, contribuendo a sostenere l’editoria fotografica indipendente e a diffondere la conoscenza della fotografia contemporanea attraverso il libro.
Gli spettacoli, spesso integrati nel programma serale del festival, includono concerti, performance, proiezioni e altre forme di intrattenimento culturale che contribuiscono ad ampliare la platea di pubblico raggiunta dal festival, attirando anche visitatori meno interessati alla fotografia ma curiosi di vivere un’esperienza culturale integrata. Questi eventi, spesso gratuiti e all’aperto, contribuiscono a creare un’atmosfera festosa e coinvolgente durante il periodo del festival, trasformando Reggio Emilia in una vera e propria “città in festa”.
Il festival e la città: Fotografia Europea come motore di rigenerazione urbana
Fotografia Europea, oltre alla sua funzione culturale e curatoriale, svolge un ruolo significativo nel processo di rigenerazione urbana e culturale che ha interessato Reggio Emilia negli ultimi due decenni. La presenza del festival, con il suo flusso di visitatori, professionisti e appassionati, ha contribuito a trasformare l’immagine della città, da centro provinciale emiliano a capitale europea della fotografia contemporanea, capace di attrarre turismo culturale, investimenti e nuove professionalità creative.
Questo fenomeno, che gli studiosi di economia della cultura definiscono spesso con il termine di “effetto vetrina culturale”, dimostra come un festival di qualità possa generare esternalità positive ben oltre il proprio perimetro culturale primario, contribuendo a innescare processi di valorizzazione immobiliare e commerciale che interessano l’intero tessuto urbano circostante. Un simile impatto, misurabile attraverso indicatori quali l’aumento dei flussi turistici, la nascita di nuove attività economiche e la rivalutazione del patrimonio immobiliare locale, rappresenta un argomento sempre più utilizzato dalle amministrazioni pubbliche per giustificare investimenti in infrastrutture culturali specializzate, anche in un contesto di risorse pubbliche limitate come quello italiano.
La programmazione del festival si intreccia inoltre con altri appuntamenti culturali cittadini, quali il Festival della Letteratura di Reggio Emilia e altre iniziative promosse dal Comune e dalla Provincia, con cui Fotografia Europea organizza spesso iniziative sinergiche capaci di ampliare l’offerta culturale complessiva della città in determinati periodi dell’anno, massimizzando l’afflusso di visitatori italiani e stranieri interessati a un’esperienza culturale integrata che spazia dalla fotografia alla letteratura, dalla musica alla performance.
Confronto con altri festival di fotografia europei
Per comprendere meglio la specificità di Fotografia Europea nel panorama dei festival di fotografia europei, può essere utile un confronto sintetico con altre istituzioni analoghe.
Questo confronto evidenzia come Fotografia Europea si collochi tra i festival di fotografia contemporanea più rilevanti in Europa, con una durata significativa (6 settimane) e un approccio curatoriale rigoroso che la differenzia dalle fiere commerciali, un modello che potrebbe essere preso a riferimento da altre città italiane interessate a valorizzare la fotografia contemporanea attraverso un festival di qualità.
Il sostegno alla formazione: Photograph-ER e i progetti educativi
Fotografia Europea svolge un ruolo significativo nella formazione di giovani fotografi attraverso progetti educativi dedicati, primo fra tutti il programma Photograph-ER, rivolto a giovani fotografi tra i 18 e i 35 anni residenti o domiciliati in Emilia-Romagna. Questo programma, realizzato in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani e altri partner locali, offre ai partecipanti workshop, incontri con professionisti, letture portfolio e opportunità di esposizione, contribuendo a costruire un ecosistema favorevole alla produzione fotografica emergente nel territorio regionale.
Il programma Photograph-ER, sviluppato nel corso di diversi mesi, include incontri di presentazione, workshop su temi quali “L’intenzione della ricerca”, “Presentare il proprio progetto” e “Le gallerie: come promuovere e vendere il proprio lavoro”, con docenti di fama internazionale quali Renata Ferri (giornalista e direttrice artistica di Cortona On The Move) e Aaron Schumann (fotografo, scrittore e curatore). Questi incontri, spesso tenuti presso gli spazi di Fondazione Palazzo Magnani, Palazzo da Mosto e SD Factory a Reggio Emilia, offrono ai partecipanti opportunità di formazione pratica e di networking con professionisti del settore.
Oltre a Photograph-ER, Fotografia Europea organizza anche progetti educativi rivolti alle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Emilia, con percorsi che spaziano dalla storia della fotografia ai fondamenti della composizione visiva, passando per laboratori pratici in cui gli studenti sperimentano direttamente tecniche di ripresa e sviluppo. Questi programmi, sviluppati in collaborazione con l’ufficio educativo del festival, mirano non soltanto a trasmettere competenze tecniche ma anche a stimolare una capacità critica di lettura dell’immagine fotografica, competenza sempre più rilevante in un’epoca caratterizzata da un consumo massiccio e spesso poco consapevole di contenuti visivi attraverso i canali digitali e i social media.
Domande Frequenti su Fotografia Europea (FAQ)
Quando si svolge Fotografia Europea?
Il festival si svolge annualmente tra aprile e giugno. L’edizione 2026 va dal 30 aprile al 14 giugno.
Dove si svolge Fotografia Europea?
Il festival si svolge in diverse location di Reggio Emilia: Chiostri di San Pietro, Palazzo Magnani, Palazzo dei Musei, Palazzo da Mosto, Palazzo Scaruffi e altri spazi del centro storico.
Chi organizza Fotografia Europea?
Il festival è promosso e organizzato da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
Qual è il tema dell’edizione 2026?
Il tema dell’edizione 2026 è “Fantasmi del quotidiano”, sviluppato dai curatori Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart e Walter Guadagnini.
Cos’è il Circuito OFF?
Il Circuito OFF è un programma parallelo che permette a fotografi indipendenti, gallerie e associazioni di esporre durante il festival, ampliando la proposta espositiva.
Cos’è il Premio Luigi Ghirri?
Il Premio Luigi Ghirri è un riconoscimento dedicato alla giovane fotografia italiana under 35, con mostra dedicata durante il festival.
Come partecipare al Circuito OFF?
I fotografi e le gallerie devono inviare una proposta espositiva alla direzione del festival, che valuta la qualità e la coerenza con il tema dell’edizione.
Quali eventi collaterali offre il festival?
Il festival offre talk, workshop, conferenze, book fair, presentazioni di libri, spettacoli, concerti e proiezioni.
Quanto costa il biglietto?
I biglietti variano a seconda delle mostre e degli eventi. Sono disponibili abbonamenti e riduzioni per giovani, studenti e gruppi.
È accessibile a persone con disabilità?
Sì, le principali sedi del festival sono accessibili a persone con disabilità. Percorsi personalizzati sono concordabili in anticipo.
Come raggiungere Reggio Emilia?
Reggio Emilia è raggiungibile in treno (stazione FS Reggio Emilia) o in auto (casello autostradale A1 Reggio Emilia). Il centro storico è facilmente percorribile a piedi.
Il festival è adatto a famiglie con bambini?
Sì, il festival offre percorsi e laboratori dedicati alle famiglie e ai bambini durante il periodo del festival.
Posso partecipare ai workshop?
Sì, i workshop sono aperti a tutti su prenotazione. I posti sono limitati, si consiglia di prenotare in anticipo.
Fonti
Sito ufficiale Fotografia Europea
Comune di Reggio Emilia, Fotografia Europea 2026
Fondazione Palazzo Magnani, Programmazione Fotografia Europea
Emilia Romagna Tourism, Fotografia Europea
Artribune, “Fotografia Europea 2026: i fantasmi del quotidiano”
Il Resto del Carlino, “Fotografia Europea compie 21 anni”
Mi chiamo Marco Americi, ho circa 45 anni e da sempre coltivo una profonda passione per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma come testimonianza storica e culturale di straordinaria profondità. Nel corso degli anni ho studiato e collezionato fotocamere, riviste, stampe e documenti, sviluppando un forte interesse per tutto ciò che riguarda l'evoluzione tecnica e stilistica del medium fotografico. Amo scavare nel passato per riportare alla luce autori, correnti e apparecchiature spesso dimenticate, convinto che ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisca a comporre il grande mosaico della storia dell'immagine.
Su storiadellafotografia.com mi occupo dei maestri della fotografia: i grandi autori che hanno definito il linguaggio visivo della modernità, da Henri Cartier-Bresson ad Ansel Adams, da Dorothea Lange a Robert Capa, da Diane Arbus a Sebastião Salgado. Racconto le loro visioni, i loro metodi di lavoro, i contesti storici e culturali che ne hanno plasmato lo sguardo, con l'obiettivo di restituire a ciascuno la giusta profondità critica.
Mi dedico inoltre ai generi fotografici, analizzando come il ritratto, il paesaggio, il reportage, la fotografia di moda, quella documentaria e tutti gli altri filoni si siano sviluppati e trasformati nel tempo, spesso grazie proprio all'influenza dei grandi maestri. Il mio obiettivo è trasmettere il valore documentale e umano della fotografia a un pubblico curioso e appassionato, come me.


