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Piero Gemelli

Piero Gemelli (Roma, 1952) è architetto e fotografo. Dagli anni Ottanta lavora a Milano per Vogue Italia e per grandi marchi di moda e bellezza, e affianca alla committenza una ricerca fatta di still life, sculture in filo di ferro e immagini costruite come architetture.

La Redazione di Storia della Fotografia 13 min di lettura

Fotografi Italiani I Maestri della Fotografia

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Photo by AiCanvas on Pixabay

Piero Gemelli (Roma, 29 giugno 1952) è un architetto e fotografo italiano, attivo a Milano dagli anni Ottanta. È noto soprattutto per la fotografia di moda, di bellezza e di still life, realizzata per Vogue Italia e per marchi come Tiffany, Gucci, Ferré, Lancôme, Estée Lauder, Revlon e Shiseido. Accanto al lavoro su commissione porta avanti una produzione personale fatta di fotografie, disegni e sculture in filo di ferro, in cui la formazione di architetto resta il punto di partenza.

In Sintesi

  • Nascita e formazione: nasce a Roma nel 1952 e studia architettura; con una borsa di studio frequenta lo IED, dove poi insegna fotografia.
  • Svolta professionale: dopo il workshop con Oliviero Toscani a Venezia si trasferisce a Milano e inizia a lavorare per Vogue Italia; apre il proprio studio nel 1987.
  • Clienti: Tiffany, Gucci, Ferré, Lancôme, Estée Lauder, Revlon, Shiseido, e poi Barilla, Isko, M. Astor e Lamborghini.
  • Poetica: il dualismo tra opposti come motore creativo, la bellezza intesa come equilibrio tra opposti e imperfezioni, l’immagine pensata come costruzione.
  • Libri e mostre: Fotografie 1983-1993 (1993), Fotografie e storie immaginate (2021); retrospettiva La bellezza svelata al PAN di Napoli (2021).
  • Riconoscimenti: Gold Award Epica (1990), Triangolo d’Argento dell’Art Directors Club Italiano (1995), Premio Arturo Ghergo alla carriera (2018), premio alla carriera AIF (2023).

Formazione: architettura e IED

Gemelli nasce a Roma, secondo Wikipedia il 29 giugno 1952. Il Milanese ricorda che la prima macchina fotografica arriva negli anni Sessanta, come regalo per la Prima Comunione. Nel 1972 si iscrive alla Facoltà di Architettura di Roma. Nell’intervista concessa ad Artribune nel 2023 racconta di aver usato la fotografia già durante gli studi, per i rilievi e la documentazione degli edifici.

Dalla stessa intervista risulta che un concorso gli fa vincere una borsa di studio per l’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma, dove in seguito insegna fotografia. La formazione da architetto non è per lui un dettaglio biografico. Ad Artribune dice che è «il punto fondamentale» del suo lavoro, e a Lampoon spiega: «Sono grato di aver fatto architettura, anche se non ho mai costruito niente». Aggiunge che il fotografo lavora in due dimensioni, mentre lui vede le cose in tre.

Sostiene anche che la fotografia possa funzionare come elemento architettonico: quando gli è stato chiesto di progettare ambienti, le sue immagini sono entrate a far parte dell’architettura stessa. Prima della moda, secondo Wikipedia in inglese, lavora per un periodo con immagini pubblicitarie e programmi di multivisione.

Toscani, Milano e Vogue Italia

Il Milanese colloca nel 1978 il workshop di Oliviero Toscani, tenuto nell’ambito di «Venezia ’78 la Fotografia». Ad Artribune Gemelli lo ricorda come un’esperienza di pochi giorni: alla fine restano in tre o quattro, e Toscani gli consiglia di andare a New York, a Parigi o almeno a Milano. Gemelli precisa di essere stato per lui un «gradito ospite», non un assistente.

Il trasferimento a Milano avviene all’inizio degli anni Ottanta, e le fonti non concordano sull’anno (vedi la sezione dedicata). A Vogue Italia il primo lavoro è una bottiglia di profumo, poi tre rossetti; una fotografia con uno scarabeo verde viene pubblicata. Poco dopo lo chiama Estée Lauder per una campagna e parte per New York. Il Milanese aggiunge che nei primi anni Ottanta lavora per Capital, per cui realizza la copertina con Luciano Lama, e che più avanti lavora a lungo a New York per Condé Nast America e Vogue.

Sempre secondo Il Milanese, nel marzo 1986 crea per Estée Lauder un filo di ferro che collega due prodotti. È il primo passo verso la sua cifra scultorea: «Il fil di ferro era il mio segno grafico nello spazio a tre dimensioni». La fotografia di moda italiana di quegli anni ha altri protagonisti, da Gian Paolo Barbieri in poi (si veda anche la fotografia di moda), ma Gemelli lavora soprattutto su beauty e still life, dove l’oggetto costruito conta quanto la modella. Altri autori che hanno segnato la fotografia di moda e di ritratto sono raccolti tra i protagonisti della fotografia.

Su Vogue dice di aver potuto interpretare le richieste con libertà, rispettando i parametri commerciali del cliente, della testata e dell’azienda. Alla Galleria Still ha riassunto così il rapporto con la committenza: «Ho sempre cercato un punto di equilibrio tra la libertà creativa e i limiti racchiusi nelle richieste dei clienti». A Il Fotografo dichiara di non aver mai avuto «input, condizionamenti, richieste precise».

Lo studio e la committenza

Il sito ufficiale e Wikipedia concordano sul 1987 come anno di apertura dello studio milanese. Oltre alla fotografia, Gemelli lavora come direttore artistico e come architetto nel design e nell’arredamento. Si presenta anche come scultore e regista; Wikipedia in inglese lo indica come consulente per l’allestimento di mostre e regista di video e spot.

Tra i marchi della moda e della bellezza compaiono Tiffany, Gucci, Ferré, Lancôme, Estée Lauder, Revlon e Shiseido; Il Fotografo cita anche Montblanc. Il sito ufficiale elenca poi campagne per Barilla (tramite Young & Rubicam), per Isko (la campagna Denim, nel 2010 e nel 2014), per M. Astor (con Michael Conrad & Leo Burnett) e per Lamborghini, con il progetto «With Italy, For Italy» del 2020. Il nome di Gemelli è legato anche a un volume Skira per Kartell nel 2002 (Kartell. 150 items, 150 artworks) e a quello su Lamborghini del 2020. Per il contesto del settore si può vedere la fotografia pubblicitaria.

Il sito ufficiale registra che Sotheby’s ha battuto all’asta due sue stampe, Ritratto surrealista (2002) e Harem (2004).

Metodo e poetica

La parola che ricorre nelle sue interviste è «dualismo». A Il Fotografo dice: «Il dualismo, la contrapposizione di forze, gli opposti in contrasto sono il motore della creatività». La stessa frase è riportata dalla Galleria Still per la mostra del 2016. Lavora per coppie di opposti (alto e basso, largo e stretto), un’idea che Il Milanese accosta a Bruno Munari; a Il Fotografo cita dello stesso Munari la distinzione tra fantasia, che «permette di pensare qualsiasi cosa», e creatività, «in grado di renderla concreta».

Il processo, spiega, unisce istinto emotivo e razionalità, cioè struttura e organizzazione. Ad Artribune racconta di aver smesso, dopo due anni a New York, di studiare il lavoro degli altri: «il modo migliore per me era guardarmi intorno partendo da dentro». Costruisce le immagini a partire dall’inconscio e dalla memoria, con una vicinanza al surrealismo che Artribune sottolinea. Lavora con luci, ombre e prospettive, con effetti vicini all’anamorfosi.

Sulla bellezza ha una formula ripetuta nelle presentazioni della retrospettiva napoletana: «Ritengo la bellezza l’equilibrio tra opposti ed imperfezioni». Sul rapporto con il reale: «Io non rubo l’attimo, non fotografo ciò che accade, ma ciò che vorrei accadesse». Il Milanese precisa che l’imperfezione è per lui uno strumento usato con una ragione precisa, e che fotografa spesso fiori secchi.

La Galleria Still descrive le sue immagini come sobrie ed eleganti, capaci di unire l’onirico e il reale, con soggetti che subiscono metamorfosi. Il giudizio è del testo di presentazione della mostra e non una valutazione condivisa da altre fonti. Per Natalia Aspesi, citata da arte.it, Gemelli è «più che un architetto fotografo, un architetto che ha scelto la scultura»; anche questa è una lettura critica di una singola autrice.

Oggetti, sculture e casa-studio

Il Milanese racconta due episodi che mostrano il metodo. Una bottiglia rotta viene ricostruita con plastilina e un frammento di vasetto, in un lavoro ispirato a Boccioni, e poi fotografata. Altre sculture sono costruite apposta per le immagini; alcune sono state esposte in mostre d’arte accanto alle fotografie.

A Lampoon Gemelli descrive la propria casa-studio come piena di quadri, fotografie, statue, libri, maschere africane e cuscini ricamati da persone care, «trasposizione della visione artistica di un architetto». Racconta di un busto in gesso recuperato da una gipsoteca che diventa un angelo grazie a un paio di ali in legno trovate anni dopo su una spiaggia della Corsica: «Il legno ha saputo dare un senso a quel pezzo di gesso trovato per caso». Gli oggetti che raccoglie, tra pezzi di provenienza lontana, ninnoli da mercatino e cose salvate dalla spazzatura, valgono per lui per il posto che occupano nella sua storia e non per il valore materiale; le regole di scelta sono «coerenza, correttezza e rispetto».

Alla mostra di Napoli ha riassunto la poetica così: «A me piace dare vita alle cose che non ne hanno più». Secondo Lampoon, alla lectio al MAXXI di Roma ha paragonato la creatività a uno stagno, dove la cultura accumulata si deposita sul fondo come melma e da cui emergono le idee nuove.

Libri

  • Piero Gemelli: Fotografie 1983-1993 (1993), con introduzione di Natalia Aspesi.
  • Kartell. 150 items, 150 artworks (Skira, 2002), secondo il sito ufficiale.
  • Lamborghini. With Italy, for Italy (Skira, 2020).
  • Piero Gemelli, fotografie e storie immaginate (Editori Paparo, ottobre 2021), a cura di Maria Vittoria Baravelli, con contributi di più autori; è il catalogo della retrospettiva napoletana.

Mostre

Tra le collettive, Wikipedia e il sito ufficiale elencano 20 anni di Vogue Italia 1964-1984 (Milano, 1985), À propos de la photographie italienne (Musée de l’Elysée, Losanna, 1992) e Lo sguardo italiano. Fotografie di moda dal 1951 a oggi (Rotonda della Besana, Milano, 2005). Più recenti Vedo nudo (San Benedetto del Tronto, 2019), Fotografare l’arte (Galleria Still, 2021), Volto, anima del corpo (Biella, 2022) e Il linguaggio delle immagini (Soliera, 2023-2024).

Tra le personali, il sito ufficiale cita:

  • Idea Progettata. Fotografie 1983-1993, Il Diaframma, Milano (1994);
  • Beauté, Espace Planète, Parigi (1998);
  • Galerie du Tableau, Marsiglia (2004);
  • Dettagli di moda, Villa Filippini, Besana Brianza (2009);
  • W(H)O-MAN, MyOwnGallery, Milano (2010);
  • Vintage Prints, Galleria Still, Milano (2016);
  • An Interior Life, nella casa-studio di Milano (2019);
  • La bellezza svelata, PAN Napoli (2021);
  • Storie immaginate, Galleria Frediano Farsetti, Milano (2023).

Vintage Prints (2016). Secondo arte.it la mostra, dal 16 novembre al 6 dicembre 2016 alla Galleria Still, inaugurava un ciclo dedicato alle stampe originali di grandi maestri della fotografia italiana, con Gemelli come prima tappa. Presentava 25 scatti originali che ripercorrevano le tappe principali della carriera.

La bellezza svelata (2021). Al PAN Palazzo delle Arti di Napoli, dal 9 ottobre al 10 novembre 2021, la retrospettiva a cura di Maria Savarese e Maria Vittoria Baravelli riuniva più di cento opere tra fotografie, disegni e sculture in filo di ferro. Il percorso non era cronologico: ruotava attorno ad alcuni temi, tra cui il presente che ha un volto antico, l’ibridazione delle discipline, l’ambivalenza, il passare del tempo e la memoria che modifica il ricordo. Aveva il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana. Il Fatto Quotidiano elenca tra le opere un ritratto di Roberto Bolle del 2017, un’immagine con Kasia Smutniak, un ritratto surrealista del 1989 e scatti per Vogue del 1990, e riferisce di visitatrici in fila per un selfie davanti alla fotografia di Bolle.

Premi e attività didattica

Secondo il sito ufficiale Gemelli ha ricevuto il Gold Award nella categoria Beauty alla Epica Competition in Germania (1990); il Triangolo d’Argento dell’Art Directors Club Italiano, categoria stampa specializzata, per la campagna Barilla (1995); il Premio Arturo Ghergo alla carriera a Montefano (2018); il premio alla carriera dell’AIF al 18° Photo Festival di Milano (2023).

Ha tenuto lectio magistralis a Fotografica12 per Canon (2012), alla Triennale di Milano (2016) e al MAXXI di Roma (2017). Ha insegnato fotografia allo IED, come si è visto sopra.

Date e dati discordanti nelle fonti

  • Anno del trasferimento a Milano. Il Milanese e Artribune (che parla di luglio) indicano il 1981; Wikipedia in inglese il 1982; Wikipedia in italiano e arte.it il 1983. Lampoon scrive che si è trasferito a Milano nel 1987, anno in cui le altre fonti collocano l’apertura dello studio.
  • Inizio con Vogue. Il Milanese parla di una collaborazione dal 1981; Il Fatto Quotidiano scrive che nel 1983 la rivista gli affidò una foto a piena pagina di un rossetto.
  • Workshop con Toscani. Il Milanese lo colloca nel 1978 («Venezia ’78»), mentre Artribune riporta il nome «Venezia 79» e un invito di Toscani a Roma nel 1981.
  • Insegnamento allo IED. Wikipedia in inglese dice che insegnò fino al 1982; le altre fonti non indicano date.
  • Premio degli anni Ottanta. Wikipedia in inglese cita un Merit Award for Magazine Features del 1987, che il sito ufficiale non riporta; il sito ufficiale elenca invece il Gold Award Epica del 1990.
  • Date della retrospettiva di Napoli. arte.it indica il periodo dal 9 ottobre al 10 novembre 2021; il sito ufficiale parla genericamente di ottobre-novembre.
  • Mostra del 1985. Wikipedia in inglese segnala che non è chiaro se 20 anni di Vogue Italia 1964-1984 fosse una mostra o una pubblicazione; il sito ufficiale la indica tra le collettive con la data 1984/1985.

Altri autori e autrici sono presentati nell’indice I grandi fotografi della storia.

Domande frequenti su Piero Gemelli

Chi è Piero Gemelli?

Architetto e fotografo italiano nato a Roma il 29 giugno 1952, attivo a Milano dagli anni Ottanta. È noto per la fotografia di moda, di bellezza e di still life, e affianca al lavoro su commissione fotografie, disegni e sculture in filo di ferro.

Per quali marchi e testate ha lavorato?

Per Vogue Italia e per marchi come Tiffany, Gucci, Ferré, Lancôme, Estée Lauder, Revlon e Shiseido. Il sito ufficiale elenca anche campagne per Barilla, Isko, M. Astor e Lamborghini.

Che ruolo ebbe Oliviero Toscani nella sua carriera?

Gemelli seguì un workshop di Toscani a Venezia. Ad Artribune lo ricorda come un’esperienza di pochi giorni, dopo la quale Toscani gli consigliò di andare a New York, a Parigi o almeno a Milano. Si definisce per lui un «gradito ospite», non un assistente.

Che cos’è La bellezza svelata?

È la retrospettiva che il PAN Palazzo delle Arti di Napoli ha dedicato a Gemelli dal 9 ottobre al 10 novembre 2021, a cura di Maria Savarese e Maria Vittoria Baravelli, con più di cento opere tra fotografie, disegni e sculture in filo di ferro.

Quali premi ha ricevuto?

Secondo il sito ufficiale, il Gold Award Epica (1990), il Triangolo d’Argento dell’Art Directors Club Italiano (1995), il Premio Arturo Ghergo alla carriera (2018) e il premio alla carriera dell’AIF (2023).

Fonti

Aggiornato Ottobre 2026

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