La celebre fotografia scattata da James W. Altgens, comunemente nota come “L’auto di Kennedy a Dallas (1963) di James W. Altgens”, rappresenta uno dei documenti visivi più significativi e controversi della storia americana moderna. Quest’immagine, che immortala il momento cruciale dell’assassinio del Presidente John F. Kennedy durante la parata a Dealey Plaza, è considerata l’unica fotografia professionale scattata durante il sorvolo dell’auto presidenziale immediatamente dopo il primo colpo di arma da fuoco.
James W. Altgens (1919–1995), noto anche come Ike Altgens, era un fotografo e giornalista dell’Associated Press di lunga esperienza, con una carriera iniziata agli inizi degli anni Quaranta e durata fino al suo ritiro nel 1979. Nato a Dallas, Texas, Altgens svolse un ruolo fondamentale nel documentare eventi storici e culturali statunitensi, tra cui l’assassinio di JFK.
Lo scatto di Altgens ha superato nel tempo la dimensione documentaria per assumere anche un ruolo iconico e simbolico, grazie alla sua capacità di catturare l’emozione, la confusione e la violenza del momento in un’unica immagine. Il suo valore storico, artistico e mediatico lo rende oggetto di continui studi e analisi nell’ambito della storia della fotografia, della comunicazione e del giornalismo investigativo.
Informazioni Base:
Fotografo: James William “Ike” Altgens (1919–1995), fotogiornalista e reporter per l’Associated Press, noto per la copertura dell’assassinio di JFK.
Fotografia: “L’auto di Kennedy a Dallas” (immagine scattata il 22 novembre 1963 durante l’assassinio del Presidente JFK).
Anno: 1963
Luogo: Dealey Plaza, Dallas, Texas, Stati Uniti
Temi chiave: documentazione dell’assassinio di JFK, fotografia come testimonianza storica, controversie sull’interpretazione delle immagini, impatto mediatico e culturale, autenticità e dibattito critico sulle foto dell’evento.
Contesto storico e politico
L’assassinio di John F. Kennedy il 22 novembre 1963 a Dallas rappresenta uno degli eventi più traumatici e decisivi della storia politica americana del XX secolo. Nel pieno della Guerra Fredda, la figura di Kennedy incarnava una visione progressista e riformista, spesso in contrasto con la tradizionale politica conservatrice statunitense e le tensioni internazionali legate alla corsa agli armamenti e ai diritti civili.
La fotografia scattata da Altgens si inserisce in un momento di enorme tensione e che avrebbe segnato irreversibilmente la percezione pubblica del potere e della sicurezza negli Stati Uniti. L’immagine di Altgens cattura non solo il momento dello sparo, ma anche il caos immediato, con la figura di Kennedy visibile dal finestrino dell’auto e la reazione di Jackie Kennedy, mostrando una scena di drammaticità e impatto emotivo intensi.
L’evento ebbe un’enorme copertura mediatica globale e alimentò fin da subito controversie, cospirazioni e teorie alternative rispetto alla versione ufficiale fornita dalla Commissione Warren, che stabilì Lee Harvey Oswald come unico assassino. Le fotografie di quel giorno divennero così strumenti chiave sia per documentare i fatti sia per alimentare un dibattito pubblico che persiste ancora oggi.
Il contesto politico e sociale del 1963, con la divisione interna rispetto ai movimenti per i diritti civili, la Guerra del Vietnam alle porte e un’America profondamente divisa, è essenziale per comprendere il ruolo e l’effetto delle immagini fotografiche di Altgens, che da testimonianza diretta si trasformarono in simboli carichi di significato politico e culturale.
Il fotografo e la sua mission
James William “Ike” Altgens nacque a Dallas nel 1919 e divenne uno dei fotogiornalisti più stimati dell’Associated Press. Con un’esperienza pluridecennale nel reportage di eventi storici, Altgens aveva sviluppato uno stile diretto e documentaristico, capace di cogliere momenti chiave con rapidità e precisione tecnica.
Il giorno dell’assassinio di JFK, Altgens non era stato assegnato ufficialmente a seguire la parata, ma scelse di recarsi volontariamente nella posizione lungo il percorso presidenziale a Dealey Plaza. Armato di una macchina fotografica reflex personale, Altgens si trovò al posto giusto e al momento giusto per immortalare uno degli istanti più drammatici della storia americana.
L’immagine scattata tra il secondo e il terzo colpo testimonia l’intuizione e la rapidità di Altgens nel reagire a un evento imprevisto. Non solo il fotografo documenta la traiettoria e l’impatto dei colpi, ma cattura anche la vulnerabilità del presidente nella sua improvvisa sofferenza, il panico e la tensione che si sprigionano in quel secondo.
Altgens rimase coinvolto anche nel successivo lavoro investigativo e testimoniale, partecipando alla Commissione Warren e rispondendo a domande sulla dinamica dell’assassinio. I suoi ricordi e le sue fotografie sono oggi considerate fondamentali per gli studi storici e per l’analisi visiva dell’evento.
La sua dedizione al reportage veritiero e alla cattura della realtà lo rende una figura centrale nella storia della fotografia giornalistica americana, dove la documentazione visiva si intreccia con il racconto politico e l’esperienza pubblica.
La genesi dello scatto
La fotografia di James W. Altgens che immortala l’auto di Kennedy a Dallas fu scattata il 22 novembre 1963, nel momento cruciale tra il secondo e il terzo colpo esploso durante l’assassinio. Altgens si trovava a pochi metri da Dealey Plaza, lungo la traiettoria della parata presidenziale, con la macchina fotografica pronta a cogliere un’istantanea di routine, che si rivelò invece di straordinaria importanza storica.
Il contesto operativo fu caotico e improvvisato: nessuno poteva prevedere l’attentato e Altgens, fotoreporter esperto, fu capace di reagire in tempo reale, scattando immagini che congelarono l’attimo drammatico con rapidità e precisione. La posizione di Altgens gli permise di catturare la limousine con Kennedy visibile attraverso il parabrezza mentre reagiva al colpo, insieme alle espressioni di Jackie Kennedy e dei membri della scorta.
L’immagine si configura come l’unica fotografia professionale che registrò l’attentato in diretta, diventando così un documento chiave per la ricostruzione degli eventi. La posizione di Altgens, vicino all’angolo di Elm Street e Houston Street, e la visibilità della Texas School Book Depository sullo sfondo sono elementi cruciali non solo per la testimonianza ma anche per il successivo utilizzo investigativo della fotografia.
L’intenso utilizzo della luce naturale e la composizione dell’immagine – con l’auto in movimento, le reazioni immediate delle persone attorno, compresi agenti della scorta che si voltano sorprendendosi – trasmettono un senso di tensione e di emergenza che va oltre la mera documentazione. Questi attributi hanno alimentato un dibattito iconografico e narrativo sulla genesi stessa dello scatto e sul ruolo del fotografo come testimone involontario di un momento storico Cruciale.
Analisi visiva e compositiva
Dal punto di vista compositivo, la fotografia di Altgens si distingue per l’equilibrio tra i molteplici elementi in scena e la capacità di trasmettere un’intensa carica emotiva in un fotogramma unico. La posizione frontale rispetto alla limousine permette di osservare il volto di Kennedy da una prospettiva nitida, anche se parzialmente celato dal parabrezza.
Notevole è il dettaglio con cui sono fotografati non solo i protagonisti della scena (John e Jackie Kennedy, il governatore del Texas John Connally), ma anche le reazioni istintive degli agenti della scorta e la folla di spettatori di Elm Street, alcuni dei quali appaiono nel momento esatto dell’impatto. La composizione è quindi ricca di piani narrativi che vanno dalla descrizione puntuale dell’evento al coinvolgimento emotivo dello spettatore.
L’effetto della luce naturale accentua il contrasto tra la tensione umana e l’ambiente urbano circostante, con un forte senso di prospettiva dinamica offerta dalla traiettoria dell’auto sulla strada, che avanza verso l’angolo dove avvenne la sparatoria. Dal punto di vista tecnico, l’uso di una macchina fotografica reflex aveva permesso ad Altgens di scattare con tempi veloci sufficienti a congelare il movimento senza sfocature, garantendo così la chiarezza dell’immagine in un momento di grande confusione e agitazione.
Gli elementi compositivi contribuiscono anche a un effetto narrativo complesso, dove il passato, il presente e il futuro convergono in un unico frame: l’auto che trasporta il presidente, la reazione immediata al colpo, il paesaggio urbano sullo sfondo e la successiva storia che queste immagini hanno generato nel dibattito pubblico e nell’interpretazione storica.
Autenticità e dibattito critico
La fotografia di Altgens ha ospitato da subito un vivace dibattito sull’autenticità e l’interpretazione dei dettagli visivi. Uno degli aspetti più discussi riguarda l’identificazione di alcune figure nella fotografia, in particolare un uomo nell’entrata della Texas School Book Depository, che alcuni hanno erroneamente scambiato per Lee Harvey Oswald. Questo dettaglio ha alimentato teorie del complotto alternative che sostengono l’esistenza di un secondo tiratore o altre forme di cospirazione.
La figura, successivamente identificata come Billy Lovelady, impiegato dell’edificio, dimostra come il dettaglio fotografico e la visibilità parziale possano facilmente generare interpretazioni errate ma persistentemente diffuse sui media alternativi e su internet. Questo fenomeno evidenzia la complessità di lavorare con immagini storiche che si situano in contesti traumatici e controversi.
L’autenticità della fotografia è stata sottoposta a verifiche forensi in relazione alla sequenza temporale degli spari e alla posizione dei soggetti nella scena. Le indagini svolte dalla Commissione Warren e, successivamente, dalla House Select Committee on Assassinations, hanno utilizzato la fotografia come importante fonte visiva tra le tante per corroborare le testimonianze e ricostruire l’esatta dinamica dell’attentato. Gli esperti forensi hanno confermato la coerenza degli elementi presenti nell’immagine con il quadro generale della sparatoria.
Il dibattito critico sull’immagine riflette anche una riflessione più ampia sulla capacità della fotografia di essere documento storico e al contempo terreno di speculazione simbolica e politica. L’immagine di Altgens simboleggia questa ambivalenza, essendo al tempo stesso prova visiva e oggetto di interpretazioni contrapposte che ne amplificano il significato culturale.
Impatto culturale e mediatico
La fotografia di James W. Altgens, immortalando l’auto di Kennedy nel momento cruciale dell’attentato a Dallas del 1963, è divenuta un emblema visivo non solo per la storia americana, ma anche per la cultura globale legata alla percezione del potere, della violenza politica e dell’iconografia del tragico. Il suo impatto mediatico fu immediato: diffusa dalla Associated Press pochi minuti dopo lo sparo, questa immagine contribuì a veicolare per la prima volta visivamente alla nazione e al mondo la realtà drammatica dell’omicidio del presidente.
L’efficacia comunicativa della fotografia risiede nella sua capacità di unire testimonianza e narrazione: cattura il momento esatto di shock, paura e confusione, mettendo in primo piano non solo Kennedy e Jackie Kennedy, ma anche la reazione immediata della sicurezza e della folla. L’immagine divenne rapidamente uno dei simboli più potenti della fine di un’epoca e della vulnerabilità della leadership americana, simboleggiando il trauma collettivo del paese.
La portata culturale dell’immagine si manifesta anche nelle numerose discussioni e interpretazioni che ha originato, diventando oggetto di mostra museale, analisi storiche e dibattiti sia accademici che popolari. Il preciso momento fotografato dall’obiettivo di Altgens è stato spesso al centro di studi per la sua capacità di concentrare in un’unica immagine la complessità e l’ambivalenza di eventi che hanno segnato profondamente la società americana.
Questa fotografia, così come l’intero corpus visivo prodotto quel giorno, ha alimentato inoltre l’ampio spettro di teorie del complotto legate all’assassinio, diventando un punto di riferimento per la costruzione di narrazioni alternative che mettono in discussione la versione ufficiale dei fatti. In particolare, l’identificazione di figure nella scena e la visibilità ambigua della Texas School Book Depository hanno stimolato interrogativi su possibili secondi tiratori e complotti.
Dal punto di vista del giornalismo e della comunicazione, l’immagine di Altgens rappresenta un momento di svolta nella fotografia di cronaca: è testimone di come la visione diretta, in tempo reale, possa rivelarsi più potente della narrazione verbale, imprimendo nella memoria collettiva un’immagine visiva indelebile e amplificandone il peso simbolico a livello mondiale. La fotografia ha contribuito a un nuovo modo di intendere il reportage visivo, fondendo documentazione, emozione e potere narrativo.
I luoghi immortalati nella fotografia, in particolare Dealey Plaza e la Texas School Book Depository, sono oggi diventati veri e propri siti di memoria storica e turismo, dove l’immagine scattata da Altgens viene continuamente richiamata come prova iconica di un evento che ha segnato la storia mondiale. Questo testimonia come la fotografia non sia solo documento ma anche artefatto culturale vivo, capace di rinnovare il suo significato attraverso la memoria collettiva e l’interpretazione storica.
Fonti
Ike Altgens’ JFK Photo The Infamous Shot That Changed History
B. Photograph Authentication – 3. Forensic Anthropological Issues (PDF)
James Altgens, Photographer at Kennedy Assassination, Dies at 76 – NYT
Mi chiamo Alessandro Druilio e da oltre trent’anni mi occupo di storia della fotografia, una passione nata durante l’adolescenza e coltivata nel tempo con studio, collezionismo e ricerca. Ho sempre creduto che la fotografia non sia soltanto un mezzo tecnico, ma uno specchio profondo della cultura, della società e dell’immaginario di ogni epoca. Su storiadellafotografia.com condivido articoli, approfondimenti e curiosità per valorizzare il patrimonio fotografico e raccontare le storie, spesso dimenticate, di autori, macchine e correnti che hanno segnato questo affascinante linguaggio visivo.


