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R. & J. Beck

La storia di R. & J. Beck prende forma nella Londra ottocentesca, dove la precisione artigianale incontra la scienza moderna. Fondata formalmente nel 1865 dopo il ritiro di James Smith, l’azienda affonda le sue radici nei laboratori di James Smith, ottico che lavorò con Joseph Jackson Lister, celebre per lo sviluppo delle lenti acromatiche. È grazie al coinvolgimento dei nipoti Richard Beck (1827–1866) e Joseph Beck che prende avvio la produzione industriale di microscopi, componenti ottici e strumenti scientifici finemente meccanizzati.

Il nucleo dell’impresa era il laboratorio di Ironmonger Row, trasferito nel tempo in locali più ampi, fino allo stabilimento noto come Lister Works, dotato di torni a vapore, officine, sala lettura tecnica e biblioteca interna. Questo asset produttivo permise la realizzazione di strumenti avanzati come i microscopi composti, binocolari e telescopi, tutti caratterizzati da una lavorazione meccanica di elevato livello .

Dal punto di vista tecnico, R. & J. Beck sviluppò una gamma di modelli celebri: microscopi “Economic” economici ma performanti, strumenti professionali come il Star Model (circa 1885) con messa a fuoco micrometrica e collo rigido in ottone lucidato, fino ai modelli avanzati come l’“Improved Continental” dotato di tavolino meccanico, condensatore Abbe con diaframma ad iris e specchio girevole su braccio cardanico .

Il sistema di messa a fuoco combinava cremagliera e vite micrometrica con precisione dell’ordine di centesimo di millimetro, consentendo regolazioni accurate del tubo ottico. Il tavolino, spesso realizzato in vetro scorrevole (glide stage) su supporti metallici, permetteva movimenti con attrito minimo e stabilità ottica. I condensatori sottostage e i sistemi di illumina-zione obliqua erano progettati per massimizzare il contrasto e favorire l’osservazione di campioni microfotografici o biologici .

Parallelamente alla produzione ottica, Beck introdusse ottiche fotografiche ad alto contenuto tecnico, tra cui il famoso Beck Symmetrical Lens, noto per la riduzione delle aberrazioni sferiche e cromatiche, e il Convertible Double Aplanat, sviluppato in collaborazione con Taylor Hobson, che offriva definizione uniforme su tutto il campo visivo e diaframmi intercambiabili per controllo della profondità di campo .

All’inizio del Novecento Beck progettò anche fotocamere come la Frena e la Cornex, strumenti portatili con otturatori Celverex, tempi di scatto precisi e movimenti sul piano focale quali swing back, patrol sliding front e rising front. Queste innovazioni anticipavano quella che sarebbe stata la fotografia amatoriale su pellicola nel decennio successivo .

Durante la Prima Guerra Mondiale, gli stabilimenti Beck furono convertiti per la produzione di strumenti ottici militari: binocoli da osservazione, periscopi da trincea, visori operatori e ottiche per guide di artiglieria. La qualità costruttiva ne fece uno dei fornitori ottici della difesa britannica durante il conflitto.

Dal dopoguerra, la concorrenza si intensificò. Le industrie statunitensi ed europee introducevano filiere produttive integrate e tecnologie modulari che Beck non riuscì a replicare efficacemente. Nonostante fosse diventata società limitata nel 1895 e avesse mantenuto operatività fino agli anni ’60, la crescente pressione del mercato la portò a essere acquisita dalla Ealing Corporation degli Stati Uniti nel 1968, segnando la fine della sua indipendenza .

Ancora oggi, numerosi musei conservano strumenti originali R. & J. Beck: dal Science Museum di Londra all’Oxford Museum of the History of Science, dal National Museums of Scotland all’UNC Charlotte, dove modelli come il “Star Model” o il “No. 1 Stand” sono studiati per la loro ingegneria e performanza.

Il valore tecnico di Beck si evidenzia in vari elementi. I materiali utilizzati – ottone laccato, ghisa, vetri ottici acromatici – erano assemblati con tolleranze rigide, spesso superiori a quelle di molti concorrenti. La modularità dei componenti (naso obiettivo intercambiabile, sistema di orientamento del tubo, condensatori e diaframmi variabili) rendeva ogni strumento aggiornabile e configurabile in base all’uso (didattico, scientifico, fotografico). Il controllo qualitativo includeva test ottici, registrazione seriale, catalogazione degli accessori, manualistica tecnica (come il Treatise on the Construction… curato da Richard Beck nel 1865) .

Dal punto di vista estetico, i microscopi Beck possedevano finiture in ottone laccato dorato, curve eleganti e linee sobrie. Le custodie in mogano con incastri a tenone e mortasa custodivano lenti, oculari, pinze e accessori vari, rendendo l’esperienza utente sofisticata già alun gesto. Molti strumenti funzionano ancora oggi, grazie alla robustezza meccanica e alla qualità delle lenti .

Il percorso di R. & J. Beck, da bottega artigiana a azienda riconosciuta a livello internazionale, segue le tappe della modernità ottica: dalla microscopia alla fotografia scientifica, dallo strumento educativo all’applicazione industriale e militare. L’eredità tecnica sopravvive in collezioni e cataloghi storici, ma soprattutto nei principi di progettazione che univano precisione, modularità, affidabilità e compatibilità futura.

In sintesi, Beck fu molto più di un produttore di microscopi: fu un centro di innovazione ottica che contribuì allo sviluppo della percezione visiva moderna, della microscopia acces-sibile, delle ottiche fotografiche dedicate e della standardizzazione dei sistemi scientifici. I suoi strumenti incarnano un modello industriale che fonde disciplina ingegneristica, cultura scientifica e attenzione estetica, contribuendo a dif-fondere nel mondo la fotografia e la scienza ottica britannica.

Articolo aggiornato Luglio 2025

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