venerdì, 29 Agosto 2025
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Herold Manufacturing Company

La Herold Manufacturing Company nacque nel cuore degli Stati Uniti nel pieno fermento industriale che caratterizzò i primi decenni del XX secolo, periodo in cui la produzione meccanica stava ridefinendo le modalità con cui venivano costruite e distribuite le apparecchiature fotografiche. Attiva principalmente tra la fine degli anni ’10 e gli anni ’30, l’azienda si inseriva in un panorama già ricco di produttori di piccole e medie dimensioni, molti dei quali specializzati in fotocamere economiche o strumenti per la fotografia amatoriale. Le sue radici affondano presumibilmente nell’area del Midwest, dove era più sviluppata la produzione di articoli tecnici di precisione, anche se non sono sopravvissute molte fonti che documentino nel dettaglio i primi anni di attività dell’impresa.

La Herold Manufacturing Company non si presentava come un marchio altamente innovativo in termini di ricerca e sviluppo, ma piuttosto come una realtà che puntava alla solida manifattura e all’affidabilità dei suoi prodotti, rispondendo alla crescente domanda di fotocamere pratiche e di basso costo, ideali per l’utente medio americano. In questo contesto, l’azienda riuscì a ritagliarsi un proprio spazio, proponendo una linea di strumenti che si distinguevano per la costruzione robusta e l’economia dei materiali, senza rinunciare a una qualità fotografica accettabile, considerata la fascia di mercato.

Nonostante il nome “Herold” possa far pensare a una derivazione tedesca, non ci sono elementi che facciano pensare a una diretta connessione con la Germania, a differenza di altri marchi americani che in quel periodo cercavano di capitalizzare sulla tradizione teutonica in campo ottico. La Herold Manufacturing operava con un modello di produzione semi-standardizzato, fondato su uno schema modulare, ovvero una tecnica che permetteva di adattare le stesse componenti meccaniche a diversi modelli con minime modifiche. Questa strategia abbassava sensibilmente i costi di produzione e facilitava l’approvvigionamento dei ricambi, pur sacrificando in parte la personalizzazione.

La struttura aziendale della Herold Manufacturing non sembra aver raggiunto dimensioni molto estese. Non risultano grandi stabilimenti, né una rete di distribuzione paragonabile a quella di colossi come Kodak o Ansco. Tuttavia, il suo catalogo comprendeva un numero significativo di articoli, dai più semplici box cameras fino a modelli folding più sofisticati. Di particolare interesse è l’inclinazione dell’azienda a vendere anche in forma OEM, ovvero fabbricando per conto terzi dispositivi poi marchiati da altri distributori, una pratica assai comune per le piccole case americane del periodo.

Produzione fotografica

La linea produttiva della Herold Manufacturing Company si distingueva per una gamma piuttosto variegata di macchine fotografiche a pellicola rollfilm, adatte sia per formati 120 che 620, ma anche per alcuni più piccoli come il 127. L’azienda costruiva soprattutto box cameras e folding cameras, entrambe destinate a un pubblico amatoriale e semi-professionale.

Le box cameras Herold si presentavano come apparecchi in metallo leggero o cartone pressato con finitura finto cuoio, lente semplice menisco, otturatore a velocità singola, mirino a riflessione e supporto per pellicola formato 120. Erano dotate di uno sportellino posteriore con chiusura metallica e di un contatore meccanico a finestra rossa. Molto simili ad altri modelli entry-level di produzione americana, queste fotocamere si distinguevano per l’estrema facilità d’uso, rivolta a fotografi dilettanti senza competenze tecniche.

I modelli folding, invece, avevano strutture a soffietto con chassis in metallo nichelato e pannelli rivestiti in pelle o similpelle. Il soffietto era generalmente in tessuto cerato o pelle sottile, con meccanismo a slitta per la messa a fuoco. Il gruppo ottico-otturatore era prodotto in collaborazione con aziende specializzate, talvolta fornito da produttori terzi come Wollensak o Bausch & Lomb, e consisteva solitamente in una lente semplice o doppietta anastigmatica con otturatore centrale rotativo. La presenza di velocità multiple dell’otturatore (tipicamente 1/25, 1/50, 1/100 e B) su alcuni modelli più avanzati testimonia un tentativo dell’azienda di salire di gamma rispetto alla sola produzione entry-level.

L’ergonomia e la maneggevolezza delle macchine Herold erano in linea con i gusti americani degli anni ’20 e ’30: apparecchi leggeri, portatili, richiudibili, talvolta dotati di piccole maniglie in cuoio o metallo, adatti al trasporto in tasca o in borsa. Va notato che, a differenza dei competitor europei, la Herold evitava complicazioni meccaniche, prediligendo la semplicità funzionale.

Inoltre, l’azienda produsse alcuni accessori, come esposimetri a scala manuale, supporti per flash a lampada, e custodie in pelle o finta pelle, il tutto in linea con un’estetica sobria ma robusta. L’approccio era quello del “kit fotografico completo” per l’amatore, un pacchetto venduto spesso nei grandi magazzini o per corrispondenza.

Alcuni esemplari prodotti dalla Herold, come la Herold No. 2 Folding Camera o la Herold Junior Box, sono oggi oggetto di studio da parte dei collezionisti per le loro peculiarità meccaniche e per il fatto che, nonostante la loro semplicità, mostrano soluzioni ingegnose per contenere i costi pur garantendo funzionalità stabili.

La strategia commerciale della Herold Manufacturing Company si basava su una rete distributiva multipla: vendita diretta, grande distribuzione e soprattutto canali postali. L’azienda approfittò del boom della vendita per catalogo negli Stati Uniti, appoggiandosi a grandi nomi come Montgomery Ward, Sears Roebuck e Spiegel per inserire i propri prodotti nei cataloghi generalisti. In questi contesti, le fotocamere venivano vendute spesso in bundle con pellicole, custodie e manuali d’uso, in un’ottica promozionale orientata alla “fotografia per tutti”.

Un altro canale importante fu quello dei rivenditori locali e delle farmacie con reparto fotografico, dove le fotocamere Herold venivano offerte come alternativa economica a modelli più costosi. In alcuni casi, le stesse macchine venivano rimarchiate da distributori regionali, rendendo complessa oggi l’identificazione univoca dei modelli effettivamente prodotti da Herold.

A partire dalla fine degli anni ’30, complice la concorrenza spietata di Kodak e la progressiva standardizzazione del mercato fotografico, la Herold Manufacturing Company cominciò a perdere rilevanza. La sua incapacità di investire in tecnologie più avanzate, come le ottiche a più lenti, i sistemi di esposizione automatica o le pellicole a cartuccia, segnò il suo graduale ritiro dal mercato. Non risulta che l’azienda sia sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale come produttore attivo: le ultime tracce risalgono alla metà degli anni ’40, con inventari residuali venduti a stock.

Oggi la presenza della Herold nel mondo collezionistico è relativamente marginale, ma non assente. I modelli più ricercati sono quelli folding con otturatori multipli e, in misura minore, alcune box cameras particolari marchiate per distributori noti. La scarsità di documentazione, unita alla produzione OEM, rende complicata la classificazione dei modelli, ma anche affascinante dal punto di vista filologico. Le fotocamere Herold vengono apprezzate per la loro rappresentatività del segmento di consumo americano, più che per il valore tecnico assoluto.

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