L’avvento delle piattaforme di condivisione fotografica online, come Flickr, ha aperto nuove possibilità per fotografi, ricercatori, giornalisti e creativi. Flickr, in particolare, si è distinto per l’adozione precoce delle licenze Creative Commons, consentendo agli utenti di dichiarare come le proprie immagini potessero essere utilizzate da terzi. All’interno di questa piattaforma sono disponibili milioni di fotografie etichettate come riutilizzabili, in alcuni casi persino come “pubblico dominio”.
Tuttavia, la domanda centrale è: si può davvero pubblicare in sicurezza una foto presa da Flickr etichettata come di pubblico dominio?
La risposta richiede un’analisi articolata, che tenga conto sia della validità dell’etichetta, sia della legittimità della pubblicazione in base ai diritti d’autore e ai diritti della personalità.
Pubblico dominio: significato e ambiguità
Il termine pubblico dominio indica opere che non sono più protette da diritto d’autore, generalmente perché:
- è decorso il termine di tutela (in Europa, 70 anni dopo la morte dell’autore);
- l’autore ha esplicitamente rinunciato a qualsiasi diritto;
- l’opera non soddisfa i requisiti minimi di originalità per essere protetta.
Tuttavia, la nozione di “pubblico dominio” non è univoca a livello internazionale:
- Negli USA, l’autore può utilizzare strumenti come il CC0 (Creative Commons Zero) per rinunciare volontariamente ai propri diritti.
- In Europa, la rinuncia totale al diritto d’autore è più complessa, perché alcuni diritti morali (come la paternità) sono irrinunciabili.
- In Italia, per esempio, anche se l’autore rilascia un’opera con licenza CC0, è comunque possibile rivendicare il diritto a essere riconosciuto come creatore.
Pertanto, una fotografia etichettata su Flickr come “pubblico dominio” potrebbe non esserlo davvero, oppure esserlo solo in senso relativo.
Il ruolo delle licenze su Flickr
Flickr permette agli utenti di scegliere tra diverse opzioni di licenza:
- Tutti i diritti riservati
- Creative Commons (nelle varie declinazioni: CC BY, CC BY-NC, CC BY-SA, ecc.)
- Public Domain Dedication (CC0)
- Public Domain Mark (PDM)
La distinzione è fondamentale:
- CC0: il fotografo dichiara di rinunciare a tutti i diritti patrimoniali, rendendo l’opera utilizzabile liberamente.
- PDM: non è una rinuncia, ma una dichiarazione che quell’opera si trova già nel pubblico dominio per scadenza dei diritti.
Un problema pratico nasce dal fatto che chi carica la foto potrebbe non essere il titolare dei diritti, e quindi l’etichetta potrebbe essere falsa o ingannevole.
Rischi giuridici nell’uso di immagini da Flickr
Chi utilizza una fotografia trovata su Flickr rischia diverse problematiche legali, anche quando l’immagine è etichettata come “pubblico dominio”:
a) Falsa attribuzione del pubblico dominio
Un utente può caricare fotografie non proprie e marcarle come libere, senza avere alcun diritto per farlo. In quel caso, chi le utilizza può incorrere in una violazione del copyright.
b) Diritti morali
In Italia e in altri Paesi UE, i diritti morali (paternità dell’opera, rispetto dell’integrità) non scadono e non possono essere rinunciati. Pubblicare una foto senza attribuzione, anche se marcata CC0, può quindi generare contestazioni.
c) Diritti della personalità
Anche se la foto è in pubblico dominio, se ritrae persone riconoscibili, entrano in gioco i diritti all’immagine e alla privacy:
- Non si può usare liberamente il volto di una persona senza il consenso, salvo eccezioni legate a cronaca, informazione, o notorietà del soggetto.
- Questo vale anche per immagini storiche: ad esempio, una fotografia del 1930 in pubblico dominio può comunque non essere utilizzabile in pubblicità se ritrae un individuo identificabile.
d) Diritti su beni culturali e marchi
Molte fotografie riguardano opere d’arte, monumenti, loghi o prodotti commerciali. In tali casi si applicano:
- Le normative sui beni culturali (Codice Urbani in Italia).
- Le normative su marchi registrati e design.
Quindi una foto di un’opera pubblica potrebbe essere libera, ma non necessariamente il suo utilizzo.
Esempi concreti di contenziosi
- Caso Wikimedia Commons (Italia, 2015): la Corte di Cassazione ha stabilito che le fotografie di beni culturali italiani possono essere soggette a restrizioni d’uso, anche se in pubblico dominio, se appartengono al demanio culturale.
- Caso CC0 su immagini scientifiche: in più occasioni si è discusso se la rinuncia ai diritti sia valida nei Paesi UE, mostrando la differenza tra diritto statunitense e continentale.
- Fotografie caricate da terzi: esistono casi in cui autori hanno denunciato l’uso di proprie immagini etichettate come libere su piattaforme, dimostrando che non avevano mai autorizzato quella classificazione.
Come comportarsi in pratica
Chi desidera pubblicare in sicurezza una foto presa da Flickr etichettata come pubblico dominio dovrebbe:
Verificare l’autore: controllare il profilo che ha caricato la foto e se è plausibile che sia l’autore.
Controllare i metadati: in molti casi le informazioni EXIF possono dare indizi sull’autenticità.
Preferire CC0 da autori affidabili: meglio usare foto da archivi istituzionali (biblioteche, musei, NASA, archivi governativi) piuttosto che da singoli utenti.
Evitare soggetti sensibili: persone riconoscibili, marchi, opere d’arte tutelate.
Attribuire comunque l’autore: anche quando non obbligatorio, è una buona prassi etica e riduce rischi di contestazione.
Fare screenshot della licenza: conservare la prova della licenza al momento del download, in caso di dispute future.
Differenza tra uso personale, editoriale e commerciale
- Uso personale o didattico: in genere a basso rischio, ma non sempre esente da conseguenze.
- Uso editoriale (giornali, blog, documentazione): possibile se la licenza lo consente, ma attenzione a persone e marchi.
- Uso commerciale (pubblicità, marketing): qui i rischi sono elevati. Un’immagine da Flickr, anche se marcata pubblico dominio, non dovrebbe mai essere usata in pubblicità senza ulteriori verifiche e liberatorie.
Conclusioni
In sintesi: pubblicare una foto da Flickr etichettata come di pubblico dominio non è sempre sicuro.
- Se si tratta di un’opera di un ente istituzionale (es. Library of Congress, NASA), i rischi sono minimi.
- Se si tratta di un upload di un utente privato, bisogna fare attenzione: l’etichetta potrebbe non corrispondere alla realtà.
- In Italia, per di più, la tutela dei diritti morali e dell’immagine rende più complessa l’applicazione delle licenze “libere” in senso assoluto.
Perciò, la regola prudenziale è: usare foto da Flickr solo quando si conosce l’affidabilità della fonte, conservare prove della licenza e non impiegare mai le immagini in contesti commerciali senza verifiche legali aggiuntive.

Mi chiamo Alessandro Druilio e da oltre trent’anni mi occupo di storia della fotografia, una passione nata durante l’adolescenza e coltivata nel tempo con studio, collezionismo e ricerca. Ho sempre creduto che la fotografia non sia soltanto un mezzo tecnico, ma uno specchio profondo della cultura, della società e dell’immaginario di ogni epoca. Su storiadellafotografia.com condivido articoli, approfondimenti e curiosità per valorizzare il patrimonio fotografico e raccontare le storie, spesso dimenticate, di autori, macchine e correnti che hanno segnato questo affascinante linguaggio visivo.