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Multiscope & Film Company

La Multiscope & Film Company è una delle aziende più interessanti e meno conosciute della fase pionieristica della fotografia e del cinema tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo. Fondata a Londra negli anni 1890, la ditta si specializzò nella produzione e nella distribuzione di lanterne da proiezione, apparecchi stereoscopici e prime cineprese. Il nome stesso, “Multiscope”, rifletteva la volontà di offrire strumenti ottici polivalenti, in grado di unire intrattenimento, divulgazione scientifica e applicazioni educative.

Il contesto in cui nacque la Multiscope & Film Company è quello del grande fervore industriale legato alla rivoluzione ottica e fotografica dell’epoca. La fotografia era già una pratica consolidata, mentre il cinema muoveva i suoi primi passi con le invenzioni dei fratelli Lumière, di Edison e dei pionieri europei come Robert W. Paul. Londra era uno dei centri mondiali della produzione di strumenti ottici, grazie a una lunga tradizione che comprendeva produttori di microscopi, telescopi e fotocamere. In questo ambiente competitivo, la Multiscope & Film Company trovò un proprio spazio proponendo prodotti che univano funzionalità tecnica e attrattiva commerciale.

I primi cataloghi dell’azienda, databili attorno al 1895-1897, offrono un panorama della produzione iniziale: lanterne magiche a doppia proiezione, sistemi stereoscopici da tavolo e visori per fotografie tridimensionali. Poco dopo, con la diffusione della pellicola perforata da 35 mm introdotta da Edison e Lumière, la Multiscope & Film Company avviò la realizzazione di cineprese a manovella e proiettori cinematografici, collocandosi tra i pionieri britannici del settore.

Attrezzature fotografiche e ottiche

Il catalogo della Multiscope & Film Company dimostra una notevole versatilità nella produzione di apparecchi fotografici e strumenti ottici, destinati tanto al mercato domestico quanto agli istituti scientifici ed educativi. Particolarmente significative erano le fotocamere stereoscopiche, costruite in legno lucidato e ottone, dotate di doppia lente per la registrazione simultanea di due immagini destinate a ricreare l’effetto tridimensionale. Questi strumenti, molto apprezzati nella borghesia urbana, permettevano di collezionare e scambiarsi vedute stereoscopiche di città, monumenti e paesaggi.

Le fotocamere a lastre fornite dalla ditta erano compatibili con lastre al collodio secco e successivamente a gelatina secca, seguendo l’evoluzione tecnica dell’epoca. La Multiscope si distingueva per la precisione nella costruzione dei meccanismi di messa a fuoco, basati su slitte micrometriche che consentivano regolazioni fini. Gli obiettivi, spesso forniti da ottici tedeschi come Voigtländer o Zeiss, erano integrati in montature in ottone con diaframmi iride, una soluzione che garantiva maggiore controllo sull’esposizione rispetto ai diaframmi a disco intercambiabile ancora diffusi.

Altro segmento importante era quello delle lanterne da proiezione. La Multiscope produceva lanterne a singolo obiettivo, ma anche sofisticati modelli a doppia proiezione, che permettevano dissolvenze incrociate e sovrapposizioni di immagini. Queste venivano alimentate dapprima con lampade a ossidrogeno (limelight), poi con lampade a incandescenza elettrica, man mano che l’elettrificazione urbana si diffondeva. L’uso delle lanterne non era limitato all’intrattenimento: scuole, università e società scientifiche le adottarono per conferenze illustrate, trasformandole in strumenti didattici di primaria importanza.

In parallelo, la ditta offriva una gamma completa di accessori da laboratorio fotografico: bacinelle smaltate, soluzioni chimiche per lo sviluppo, fissatori a base di tiosolfato, viraggi all’oro e al platino. Nei cataloghi figuravano anche visori portatili per positivi su carta e per diapositive su vetro, spesso con eleganti montature in mogano e ottone. L’approccio commerciale della Multiscope era chiaramente orientato a una clientela mista: da un lato l’appassionato dilettante, dall’altro l’istituzione scolastica e scientifica.

Proiettori cinematografici e prime cineprese

Il contributo più significativo della Multiscope & Film Company al panorama tecnologico riguarda lo sviluppo di proiettori e cineprese cinematografiche negli anni immediatamente successivi all’invenzione del cinema. Mentre i fratelli Lumière presentavano il Cinématographe a Parigi nel 1895 e Robert W. Paul sperimentava in Inghilterra con i suoi animatografi, la Multiscope si propose come produttore alternativo, introducendo apparecchi robusti, relativamente economici e facilmente trasportabili.

I primi proiettori della ditta, commercializzati intorno al 1897-1898, utilizzavano pellicola da 35 mm con perforazioni Edison, ormai standardizzata. Il meccanismo di trascinamento era basato su un sistema intermittente a croce di Malta, che garantiva lo scorrimento regolare della pellicola fotogramma per fotogramma davanti alla finestra di proiezione. La sorgente luminosa era inizialmente costituita da lampade a ossidrogeno, con condensatori ottici per concentrare la luce, mentre i modelli più avanzati adottarono lampade ad arco elettrico, più stabili e luminose.

Accanto ai proiettori, la Multiscope lanciò una serie di cineprese a manovella, anch’esse su formato 35 mm. Questi apparecchi erano dotati di caricatori a bobina capaci di contenere circa 30 metri di pellicola, sufficienti per riprese di 50-60 secondi. Il corpo macchina era realizzato in legno rinforzato con ottone, con un mirino a riflessione per l’inquadratura. Le ottiche, a focale fissa, avevano aperture intorno a f/8, adeguate alla sensibilità limitata delle emulsioni dell’epoca. La stabilità era garantita da treppiedi a gambe regolabili, mentre il meccanismo di avanzamento manuale richiedeva grande regolarità di movimento da parte dell’operatore.

La Multiscope fu anche tra le prime aziende a offrire set completi per sale di proiezione itineranti, comprensivi di proiettore, schermo arrotolabile, lampada a ossidrogeno e serie di pellicole. Questo rese possibile la diffusione di spettacoli cinematografici ambulanti nelle fiere e nei teatri di provincia, contribuendo all’espansione della cultura cinematografica in Inghilterra e oltre. Il modello commerciale prevedeva la vendita diretta degli apparecchi o il loro noleggio, con pacchetti di film già pronti per l’esibizione.

Distribuzione di pellicole e mercato internazionale

Un aspetto meno noto, ma altrettanto importante, è l’attività della Multiscope & Film Company come distributore di pellicole cinematografiche. Già alla fine degli anni 1890, la ditta non si limitava a vendere proiettori, ma proponeva anche un catalogo di film, molti dei quali prodotti da aziende francesi come Pathé Frères e Gaumont, oppure da produttori britannici emergenti. Alcuni film venivano acquistati e rimarchiati con il marchio Multiscope, mentre altri erano commissionati a operatori indipendenti.

Il catalogo filmico comprendeva vedute urbane, scene comiche, attualità e spettacoli teatrali, seguendo la tipologia in voga all’epoca. Questo collocava la Multiscope in un ruolo ibrido: non solo produttore di apparecchiature, ma anche fornitore di contenuti, anticipando un modello di integrazione verticale che avrebbe caratterizzato l’industria cinematografica nel secolo successivo.

Dal punto di vista della distribuzione, la ditta non limitava il proprio raggio d’azione al Regno Unito. Grazie ai contatti con il commercio marittimo londinese, i prodotti Multiscope venivano esportati in Europa, in India e in alcune colonie africane, dove le lanterne magiche e i proiettori cinematografici erano utilizzati sia per intrattenimento che per attività missionarie e didattiche. Non mancano tracce della presenza della ditta anche negli Stati Uniti, dove alcuni rivenditori importavano apparecchi con il marchio Multiscope & Film Company.

Declino e scomparsa della Multiscope & Film Company

Nonostante il successo iniziale, la Multiscope & Film Company entrò progressivamente in difficoltà a partire dagli anni 1910. La concorrenza di giganti come Pathé, Gaumont, Urban Bioscope e soprattutto Eastman Kodak rese difficile per una ditta di medie dimensioni mantenere una posizione stabile. L’industria cinematografica si stava rapidamente consolidando, con una crescente standardizzazione tecnica e con la nascita delle prime major che integravano produzione, distribuzione e sale di proiezione.

La Multiscope, pur tentando di aggiornarsi con modelli più moderni di proiettori elettrici e cineprese per pellicola più lunga, non riuscì a reggere il passo con l’innovazione continua. Le fonti disponibili indicano che l’azienda cessò gradualmente le attività attorno alla Prima guerra mondiale, quando le difficoltà economiche e la riconversione industriale determinarono la chiusura di molte imprese legate all’intrattenimento.

Ciò che rimane oggi della Multiscope & Film Company sono rari esemplari di apparecchiature conservati in collezioni museali e private, oltre ad alcuni cataloghi originali. Questi documenti testimoniano l’importanza della ditta come anello di transizione tra la fotografia ottica e il cinema primitivo, rappresentando una fase fondamentale della storia tecnologica europea.

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