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Hugo Henneberg

Hugo Henneberg è il più raffinato tecnico della gomma bicromatata multipla nel pittorialismo europeo. Membro del Kleeblatt viennese con Kühn e Watzek, la sua opera di paesaggio austriaco porta la stampa fotografica artistica a livelli di complessità cromatica e di bellezza materiale insuperati.

La Redazione di Storia della Fotografia 22 min di lettura

I Maestri della Fotografia

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By Hugo Henneberg - http://www.luminous-lint.com/app/photographer/Hugo__Henneberg/C/, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14993317

Hugo Henneberg (Vienna, 27 luglio 1863 – Vienna, 11 luglio 1918) è uno dei più raffinati fotografi del pittorialismo europeo di fine Ottocento e inizio Novecento. Fa parte del Kleeblatt (Trifoglio, in latino Trifolium), il sodalizio fotografico viennese che forma insieme a Heinrich Kühn e a Hans Watzek nella seconda metà degli anni Novanta dell’Ottocento. Il gruppo lavora insieme fino alla morte di Watzek, nel 1903. La sua opera costituisce il contributo austriaco più originale al dibattito internazionale sulla fotografia come arte autonoma, e si distingue all’interno del gruppo per una sensibilità compositiva radicata nella tradizione pittorica europea e per una padronanza tecnica della stampa alla gomma bicromatata multipla che i contemporanei giudicarono senza rivali.

Prima di diventare fotografo Henneberg è un fisico di formazione. Studia a Vienna e a Jena, brevetta con un collega un regolatore per lampade ad arco, scrive articoli scientifici in tedesco. La fotografia arriva durante gli studi, quasi come un passatempo, e diventa nel giro di pochi anni il centro della sua vita. Quando entra nella cerchia della Secessione viennese porta con sé un metodo: misura, prova, corregge, annota. È un modo di lavorare che spiega la precisione con cui governa i toni di una stampa alla gomma e la pazienza con cui sovrappone gli strati di colore.

In Sintesi

  • Hugo Henneberg (Vienna 1863 – 1918) è fisico di formazione e fotografo pittorialista, tra i protagonisti della fotografia artistica austriaca.
  • Con Heinrich Kühn e Hans Watzek forma il Kleeblatt, che firma le stampe con un trifoglio stilizzato e le iniziali dei tre autori.
  • Nel 1902 realizza la prima stampa alla gomma a tre colori, esposta alla mostra della Secessione viennese accanto al ritratto della moglie Marie dipinto da Gustav Klimt.
  • Entra nella Linked Ring nel 1894 ed espone a Londra, Parigi, Monaco, Berlino e Dresda; nel gennaio 1906 le sue stampe compaiono su Camera Work.
  • Il suo soggetto principale è il paesaggio, costruito come atmosfera e stato d’animo più che come documento topografico.
  • La Villa Henneberg, progettata da Josef Hoffmann sulla Hohe Warte, comprendeva uno studio fotografico e una camera oscura.

Dalla fisica alla fotografia

Henneberg nasce a Vienna il 27 luglio 1863. Dai dodici anni frequenta l’istituto Salzmann di Schnepfenthal, in Turingia, un collegio dalla tradizione pedagogica illuministica, e completa poi gli studi liceali a Vienna. Dal 1882 si dedica a fisica, chimica, astronomia e matematica, prima all’Università di Vienna e poi a Jena, dove ottiene il dottorato in fisica con una tesi sulla conduzione del calore nelle miscele di alcol etilico e acqua. Le biografie datano il titolo al 1887 oppure al 1888, a seconda della fonte consultata. Un articolo sullo stesso tema esce nel 1889 sugli «Annalen der Physik».

La sua attività di giovane scienziato lascia tracce concrete. Nel 1883 deposita con Richard O. Lorenz un brevetto per lampade elettriche ad arco, e nel dicembre 1884 ottiene un brevetto berlinese per regolatori di lampade ad arco. Tra il 1888 e il 1890 viaggia in America settentrionale, in Grecia e in Egitto. Durante il soggiorno negli Stati Uniti conosce Alfred Stieglitz, con il quale intrattiene una corrispondenza che dura, secondo la biografia di riferimento, dal 1890 al 1909. Quel rapporto spiega perché, anni dopo, le sue stampe arrivino sulle pagine di Alfred Stieglitz e della sua rivista.

La passione per la fotografia nasce, a quanto raccontano le biografie, da un apparecchio costruito in casa: una prima camera ricavata da una lente di binocolo da teatro montata in una scatola di sigari. Nel 1887 Henneberg pratica già la fotografia artistica, e il passaggio dalla sperimentazione fisica a quella ottica non gli costa fatica. La fotografia gli offre gli strumenti per misurare la luce e un territorio, quello della composizione e dell’atmosfera, in cui la misura non basta più. In questo punto di incontro tra rigore scientifico e ambizione pittorica sta il tratto più riconoscibile della sua opera.

L’accostamento con la pittura di paesaggio ottocentesca resta il filo conduttore della sua poetica: Henneberg impara a guardare il paesaggio come struttura compositiva, con l’occhio di chi conosce i quadri prima delle fotografie. Quando si avvicina al medium, questo bagaglio visivo si traduce in un approccio molto lontano da quello del fotografo tecnico o del dilettante, e vicino invece a quello dell’artista che sceglie lo strumento per ciò che gli permette di esprimere.

Il Camera-Club di Vienna, la Linked Ring e le prime mostre

Nel 1891 Henneberg entra nel Club der Amateur-Photographen di Vienna, il circolo che diventerà noto come Camera-Club di Vienna, principale centro di elaborazione estetica e tecnica della fotografia artistica nella capitale austriaca. Nello stesso anno una sua veduta del Nasswald compare alla prima Esposizione internazionale di fotografia artistica allestita nel Museo delle arti applicate. È qui che incontra Watzek, già attivo nel circolo prima del 1894, e poi Kühn, che frequenta l’ambiente dal 1894.

Il contatto con Kühn, che porta nel gruppo una formazione scientifico-tecnica di grande rigore, e con Watzek, il più anziano e il più radicato nella tradizione fotografica locale (nato nel 1848 a Bílina, in Boemia), genera una complementarità produttiva che si manifesta nelle esposizioni collettive con cui i tre si presentano al pubblico europeo. Henneberg ha la mano più sicura nel governo dei toni, Kühn la curiosità più spinta per i processi, Watzek l’esperienza di chi ha visto passare la fotografia dal collodio umido alle lastre industriali.

Le tappe delle prime esposizioni si susseguono con rapidità. Nel giugno 1893 espone al circolo dei fotografi amatori di Salisburgo, nel castello di Mirabell, in quella che le fonti indicano come la sua prima mostra. Nel gennaio 1894 le sue opere figurano all’esposizione del Photo-Club de Paris alla Galerie Georges Petit. Nello stesso 1894 viene ammesso, insieme a Watzek, alla Linked Ring, la confraternita dei fotografi artistici britannici nata nel 1892 dalla rottura di Henry Peach Robinson e di altri con la Royal Photographic Society (per la figura del fondatore si veda l’articolo su Henry Peach Robinson). L’ammissione gli apre le porte delle mostre internazionali, a cominciare dalla Dudley Gallery e dall’Egyptian Hall di Londra.

Nel 1895 partecipa al Photographic Salon di Londra, e a gennaio la Società fotografica di Vienna gli assegna una medaglia d’argento per quattro paesaggi atmosferici. Nello stesso anno vede le gomme bicromatate di Robert Demachy e ne acquista una, «Rouen». Il gesto ha conseguenze importanti: Henneberg porta il procedimento all’attenzione di Kühn, e il gruppo comincia a lavorarci. Nel marzo 1896 pubblica sui «Wiener Photographische Blätter» un articolo sul processo alla gomma bicromatata, e nel gennaio 1897 traduce in tedesco per la stessa rivista un testo di Demachy. È l’inizio di una stagione in cui Vienna diventa uno dei centri europei di questa tecnica.

Il Kleeblatt con Kühn e Watzek

Il Kleeblatt, noto anche come Trifolium, nasce come sottogruppo del Camera-Club. Le fonti non concordano sulla data di formazione: le biografie parlano del 1896, del 1897 o, più raramente, di un periodo attorno al 1900, e l’opera di Henneberg viene talvolta datata a partire dal 1894 perché in quell’anno i tre cominciano a frequentarsi con continuità. A partire dal 1897 firmano le stampe con una foglia di trifoglio stilizzata accompagnata dalle iniziali di ciascuno, un marchio comune che rende riconoscibile il lavoro del trio.

I tre viaggiano insieme in Germania settentrionale e meridionale, in Italia e in Olanda, con soggiorni ripetuti a Noordwijk e a Katwijk. Il viaggio al lago di Costanza del 1897 produce una serie di fotografie di pioppi che mostra bene le differenze tra i temperamenti. Kühn lavora con un fuori fuoco estremo e un formato orizzontale. Watzek e Henneberg scelgono il formato verticale e uno spazio più profondo, con Henneberg che alza molto la linea dell’orizzonte per dare al paesaggio un’altezza quasi pittorica. È un esempio di come tre autori che condividono tecnica e soggetto riescano a mantenere voci distinte.

La critica dell’epoca, e in particolare Alfred Buschbeck, riconosce a Henneberg la capacità maggiore, all’interno del gruppo, di rendere il tono e l’atmosfera di una scena. La sua posizione sul ritocco è inoltre diversa da quella degli amici: mentre Kühn e Watzek rifuggono dall’intervento sul negativo e sulla stampa, Henneberg ritiene legittimo correggere il bilanciamento tra luci, mezzitoni e ombre per ottenere un controllo preciso dei valori tonali. Usa anche la stampa combinata, che permette di inserire in un’immagine particolari tratti da negativi diversi, per esempio le nuvole di un cielo.

Il Kleeblatt espone come gruppo in numerose sedi. Nel 1898 i tre forniscono la parte più consistente delle opere della Prima esposizione internazionale d’élite di fotografia artistica, organizzata da Fritz Matthies-Masuren nel palazzo della Secessione di Monaco. Nel 1899 partecipano alla mostra di fotografia pittorica di Berlino. Nel 1904 un’esposizione d’arte a Dresda presenta paesaggi dei tre autori, e nel 1906 Stieglitz mostra le loro stampe alla gomma alle Little Galleries della Photo-Secession di New York. Intanto una complementarità fatta di amicizia e di rivalità produttiva spinge ciascuno a spostare in avanti il limite del procedimento.

L’esperienza si interrompe con la morte di Watzek, avvenuta a Vienna il 12 maggio 1903. Alcune biografie collocano lo scioglimento del gruppo nel 1904, ed è comprensibile: il gruppo cessa di esistere come entità attiva quando uno dei tre manca, ma l’eco delle mostre si prolunga ancora per qualche anno. Kühn prosegue la ricerca verso nuovi procedimenti e verso l’autocromia, mentre Henneberg riduce progressivamente l’attività fotografica.

Per un quadro più ampio della fotografia austriaca del periodo, dal cammino tecnico iniziato con Voigtländer fino al Trifolium viennese, si può leggere l’approfondimento su la fotografia austriaca tra Impero e Secessione.

La gomma bicromatata multipla: costruzione cromatica e libertà pittorica

Il contributo tecnico più originale e riconoscibile di Hugo Henneberg alla storia della fotografia è lo sviluppo, in collaborazione con gli altri membri del Kleeblatt, della tecnica della gomma bicromatata a più colori (Mehrfarbgummidruck), portata a livelli di raffinatezza e di complessità mai raggiunti prima nella produzione fotografica internazionale. Conviene richiamare la storia del procedimento. Nel 1839 Mungo Ponton osserva che i bicromati sono sensibili alla luce. William Henry Fox Talbot scopre poco dopo che i colloidi sensibilizzati, come la gelatina e la gomma arabica, diventano insolubili in acqua dopo l’esposizione. Nel 1855 Alphonse Poitevin aggiunge un pigmento di carbone e ottiene la prima stampa al carbone. Nel 1858 John Pouncy impiega pigmenti colorati con la gomma arabica e produce le prime immagini a colori con questo sistema. Robert Demachy e Constant Puyo sono poi i protagonisti della sua rinascita come procedimento di artisti, e Henneberg conosce direttamente le loro stampe.

La gomma bicromatata è un processo di stampa che utilizza uno strato di gomma arabica sensibilizzata con un sale di bicromato di potassio come strato fotosensibile, mescolato a un pigmento. La luce indurisce lo strato di gomma nelle aree esposte. Nelle zone non colpite dalla luce il colloide resta solubile, e un lavaggio in acqua lo porta via rivelando l’immagine. Il processo permette di intervenire manualmente sullo sviluppo con pennelli e spugne, aggiungendo o togliendo materia dall’immagine con una libertà che non ha equivalenti nella fotografia convenzionale. La quantità di bicromato regola la sensibilità e il contrasto, e il tempo di esposizione e di lavaggio determina la quantità di pigmento che resta sul foglio. Per la descrizione più ampia del procedimento si può leggere l’approfondimento sul processo al bicromato di gomma.

Henneberg porta questo processo alla sua massima complessità replicandolo più volte con pigmenti di colore diverso sullo stesso foglio di carta. Ogni passaggio aggiunge uno strato di colore con una diversa gradazione, e le stampe policromatiche che ne risultano hanno una ricchezza tonale che i contemporanei ritennero straordinaria. Le descrizioni critiche ricordano una gamma cromatica fatta di ocre dorati, verdi tenui, bruni caldi, grigi azzurrati e viola brunastri. La superficie di queste stampe non è quella lucida e uniforme della fotografia convenzionale ma quella granulosa, morbida e quasi tattile di un acquerello o di un pastello. Si tramanda che ciascuna stampa richiedesse settimane o mesi di lavoro, con un controllo manuale di ogni passaggio che avvicina il fotografo al lavoro dell’incisore o del pittore più che a quello del professionista di studio.

Ogni strato richiede che il foglio ritorni nella stessa posizione sotto il negativo, con una precisione di registro che solo una mano molto esercitata riesce a mantenere. Per questo la stampa multipla alla gomma è considerata una delle prove più difficili della fotografia di fine Ottocento. Sul piano storico il passaggio decisivo avviene nel 1902, quando Henneberg realizza la prima stampa alla gomma combinata a tre colori, sviluppando il metodo a due colori già messo a punto da Watzek. La nuova stampa viene mostrata al grande pubblico per la prima volta alla mostra della Secessione viennese di quell’anno.

Il contributo di Henneberg non si limita alla pratica. Costruisce una camera per paesaggi di grande formato, in cui il negativo misura quaranta per sessanta centimetri, e scrive sul paesaggio fotografico e sulla tecnica. Le sue indicazioni pratiche, come l’uso della terra di Siena bruciata per stampare negativi molto contrastati e la raccomandazione di una soluzione di gomma e acqua in parti uguali senza conservanti, circolano tra i membri del gruppo e nelle riviste viennesi. Questo lavoro di diffusione, più che qualunque invenzione isolata, gli assicura un posto nella storia del processo. Per il confronto con le tecniche di stampa che prendono il posto della gomma negli anni successivi, a partire dall’olio e dal bromolio, si può consultare l’articolo sul processo bromoil.

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By Hugo Henneberg – http://www.luminous-lint.com/app/photographer/Hugo__Henneberg/C/, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14993320

Il paesaggio come stato d’animo

I soggetti privilegiati di Henneberg sono quelli del paesaggio agreste e del paesaggio rurale austriaco. Le descrizioni critiche ricordano campi di grano sotto cieli nuvolosi, alberi in autunno con le foglie che cadono, sentieri nella nebbia mattutina, frutteti in fiore in primavera, spazi agricoli nei dintorni di Vienna con i contadini al lavoro nei campi lontani. A questa tematica si affiancano le trasferte con il gruppo: i pioppi del lago di Costanza del 1897, i canali e le dune olandesi, le fotografie di Venezia del 1899, una villa italiana in autunno esposta al Camera-Club nel 1898, una veduta di Amburgo nota come «Katharinenfleet» (gomma bicromatata, intorno al 1900) che in realtà mostra l’antico Dovenfleet della città anseatica.

Questi soggetti, nella loro apparente semplicità, rivelano una concezione del paesaggio fotografico come spazio emotivo e meditativo piuttosto che come documento topografico. Henneberg non documenta un luogo specifico ma costruisce un’atmosfera, uno stato d’animo, una qualità della luce che trascende la specificità del soggetto e raggiunge una dimensione universale di bellezza contemplativa. Il motivo che dà il titolo a una delle sue stampe più note, «Motiv aus Pommern» (1895-96, stampata nel 1902 alla gomma bicromatata e illustrata dal Metropolitan Museum nel saggio sul pittorialismo internazionale), mostra bene questo atteggiamento: il titolo parla di un motivo, non di un luogo, e il soggetto è un frammento di paesaggio scelto per la sua struttura di toni.

La scelta del paesaggio agreste come soggetto prediletto è anche una scelta ideologica che si inserisce nel più ampio contesto della cultura mitteleuropea di fine Ottocento. In un’epoca di rapida industrializzazione e urbanizzazione, il paesaggio rurale rappresentava per molti artisti e intellettuali il luogo di una autenticità minacciata, di una relazione con la natura e con il ritmo delle stagioni che la modernità stava cancellando. Henneberg condivide questa sensibilità con i pittori del Sezessionismo viennese, con cui mantiene stretti rapporti personali e culturali.

La poetica di Henneberg si inscrive nel dibattito che attraversa tutti i circoli pittorialisti. Le società fotografiche dell’epoca si dividono tra chi cerca la descrizione dettagliata e chi cerca l’espressione impressionistica, e la questione che divide i due campi è se sia legittimo manipolare l’immagine dopo l’esposizione. Henneberg sta con decisione dalla parte di chi manipola, e il suo contributo consiste nel dimostrare che la manipolazione può essere una disciplina tanto severa quanto la fedeltà ottica. Per la prosecuzione di questo dibattito, fino alla reazione della fotografia diretta, si può leggere l’articolo sulle radici della straight photography.

Villa Henneberg, Klimt e la Secessione viennese

Il rapporto con la Secessione viennese non è soltanto una simpatia culturale, ma si traduce in una rete di relazioni e di committenze. Henneberg sposa Marie, e nel 1901-1902 Gustav Klimt dipinge il ritratto di lei, il «Bildnis Marie Henneberg», oggi conservato al Belvedere di Vienna. Il ritratto era destinato alla casa dei coniugi: Josef Hoffmann, uno dei protagonisti della Secessione, progetta tra il 1900 e il 1901 la Villa Henneberg alla Steinfeldgasse 4, sulla Hohe Warte, nell’ambito di un gruppo di residenze per artisti. Il progetto dell’atrio fu pensato in funzione del quadro di Klimt. La casa comprende uno studio fotografico e una camera oscura, e i coniugi vi si trasferiscono nel 1902.

Nel 1900 Henneberg compra, all’ottava mostra della Secessione, un armadietto da fumatore disegnato da Charles Rennie Mackintosh. Nel 1899 compie un viaggio a Venezia con Klimt, Carl Moll e gli Schindler. Sono elementi che confermano come il suo posto nella cultura viennese sia pieno: collezionista, committente, amico di artisti. La mostra della Secessione del 1902 offre il momento di massima visibilità. In quell’occasione le sue gomme bicromatate vengono presentate accanto al ritratto di Marie dipinto da Klimt, e il pubblico vede per la prima volta la gomma a tre colori. Per il Kleeblatt è l’affermazione pubblica di un’appartenenza culturale e il momento del massimo riconoscimento istituzionale.

Il legame con il mondo della rivista secessionista continua negli anni seguenti. Dal 1903 Henneberg collabora attivamente con «Ver Sacrum», il periodico dello Jugendstil viennese, e tra il 1902 e il 1905 espone alla Secessione, all’Hagenbund e alla Galerie Miethke. Nello stesso periodo si dedica anche a xilografie, acqueforti, disegni e dipinti, tra cui nudi e paesaggi, con una conversione dal mezzo fotografico a quello grafico che si fa più decisa dopo il 1903.

Riconoscimento internazionale e Camera Work

Sul piano del riconoscimento internazionale, Henneberg partecipa con grande successo alle principali esposizioni pittorialiste europee. Nel 1897 Stieglitz lo sceglie come rappresentante della fotografia artistica austriaca e pubblica una sua opera su «Camera Notes». Il 19 novembre 1897 diventa socio corrispondente della società di fotografia amatoriale di Amburgo, e il 25 gennaio 1898 viene proposto come socio onorario dall’associazione fotografica di Königsberg. Le sue stampe alla gomma multipla vengono esposte nei saloni fotografici di Londra, Parigi, Monaco, Berlino, Dresda e Amburgo, e secondo le schede biografiche anche a Bruxelles, con numerose medaglie.

La consacrazione internazionale più nota è la pubblicazione su Camera Work, la rivista di Stieglitz a New York, la pubblicazione più importante del pittorialismo internazionale. Il numero 13 del gennaio 1906 ospita le immagini di Henneberg, Kühn e Watzek insieme a un articolo di Fritz Matthies-Masuren dedicato ai tre autori. La rivista pubblica anche, nello stesso numero, un’incisione fotografica di «Sheep» di Watzek. Nel 1906 Stieglitz presenta inoltre le gomme del trio nella sua galleria. Per il contesto della Photo-Secession (1902) e della rivista (Camera Work, 1903-1917), nate per iniziativa di Stieglitz con la collaborazione di Edward Steichen, si può leggere il profilo di Edward Steichen e quello di Clarence H. White.

I critici del tempo lo riconoscono come uno dei tecnici più abili e più innovativi della stampa fotografica artistica, e le sue opere raggiungono prezzi elevati nel mercato dei collezionisti di fotografia artistica che si andava sviluppando in quegli anni in Europa e negli Stati Uniti. Nelle storie del movimento Henneberg compare di solito accanto a Kühn e a Watzek come uno dei rappresentanti austriaci del pittorialismo, e le sue stampe figurano oggi nelle collezioni di grandi musei: il Metropolitan Museum di New York ne illustra un esempio nel saggio dedicato al pittorialismo internazionale, dove il gruppo viene presentato come un’alternativa alla visione puramente tecnica della fotografia in Austria.

Gli ultimi anni e l’eredità

Con la scomparsa di Watzek nel 1903 l’interesse di Henneberg per la fotografia si attenua, e dal 1904 egli si volge con maggiore continuità alle arti grafiche e alla pittura, senza abbandonare il paesaggio come tema. Nel 1910 compie un viaggio in Wachau, nella Bassa Austria, da cui nasce il portfolio delle «Wachaublätter», una delle ultime serie fotografiche. Le biografie riportano che dopo quell’anno smette di fotografare, mentre alcune schede estendono il suo corpus di paesaggi agli anni 1912 e 1915; la differenza tra le due datazioni dipende da quali prove si considerino parte dell’opera fotografica e quali parte dell’opera grafica.

La morte di Henneberg, l’11 luglio 1918, in piena Prima guerra mondiale, avviene in un contesto storico e culturale profondamente mutato rispetto a quello in cui aveva costruito la propria opera. La Secessione viennese era entrata in crisi, il pittorialismo internazionale stava cedendo il passo alle avanguardie moderniste, e l’Austria-Ungheria si avviava a dissolversi come entità politica. La sua opera, come quella degli altri pittorialisti, verrà rivalutata solo decenni dopo, quando la storia della fotografia inizierà a riconoscere il valore e l’originalità di quella stagione di ricerca estetica intorno all’autonomia artistica del medium. Una tradizione critica attribuisce al trio un’influenza sulla generazione successiva, in particolare su Rudolf Koppitz.

Oggi la lettura di Henneberg è diversa da quella dei contemporanei. Le sue stampe a colori, con la loro grana e il loro fuori fuoco calibrato, parlano di un’idea di fotografia lontana da quella del documento, e la ricerca recente le colloca nella stessa famiglia di esperimenti che la pittura simbolista e l’arte decorativa viennese portavano avanti negli stessi anni. La parte più duratura del suo lavoro sta forse nel metodo: l’idea che una fotografia sia un oggetto costruito in più passaggi, controllato e firmato, e che la riproducibilità tecnica del medium non escluda il carattere unico della singola stampa.

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By Hugo Henneberg – http://www.luminous-lint.com/app/photographer/Hugo__Henneberg/C/, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14993317

Le opere principali

Il corpus principale dell’opera è costituito dalle stampe alla gomma bicromatata multipla, realizzate secondo la cronologia tradizionale tra il 1897 e il 1912, con paesaggi agresti austriaci in un policromatismo di grande ricchezza. Secondo le schede dell’Österreichische Nationalbibliothek, la cui sezione Bildarchiv conserva materiali di fotografi del Kleeblatt, gli esemplari sono custoditi in buona parte presso quella istituzione e in collezioni private.

La partecipazione alla Secessione viennese (1902) è l’esposizione collettiva del Kleeblatt nella mostra più importante dell’avanguardia artistica viennese, e segna il momento del massimo riconoscimento istituzionale. Le pubblicazioni su Camera Work (gennaio 1906) segnano l’inclusione delle sue stampe nella rivista di Alfred Stieglitz, un riconoscimento internazionale della qualità del lavoro. Le esposizioni del Camera-Club di Vienna (1895-1910) sono le mostre periodiche del circolo, principale vetrina per il pittorialismo austriaco.

I saloni internazionali di fotografia (1898-1912) comprendono la partecipazione alle principali esposizioni pittorialiste di Londra, Parigi, Dresda, Amburgo e Bruxelles, con numerose medaglie. La serie dei paesaggi di campagna austriaca (1897-1915) raccoglie le fotografie dei dintorni di Vienna e dell’Austria rurale in tutte le stagioni, nucleo tematico centrale dell’opera. Tra le immagini singole ricordate dalle fonti figurano «Im Hochsommer», la serie dei pioppi del lago di Costanza (1897), le fotografie di Venezia (1899), «Katharinenfleet» (intorno al 1900) e il portfolio «Wachaublätter» (1910).

La collaborazione con Kühn e Watzek, il Kleeblatt (dal 1894 al 1903 secondo la cronologia più ampia), è il periodo della massima creatività collettiva, con esposizioni firmate congiuntamente dai tre fotografi. L’Österreichische Nationalbibliothek, Bildarchiv è indicata come la principale raccolta pubblica di stampe originali di Henneberg, in parte digitalizzata e accessibile online. Fuori dall’ambito fotografico ricordiamo il ritratto di Marie Henneberg dipinto da Gustav Klimt, conservato al Belvedere, e la Villa Henneberg di Josef Hoffmann sulla Hohe Warte.

Domande frequenti

Chi era Hugo Henneberg?

Fisico di formazione e fotografo austriaco nato a Vienna il 27 luglio 1863 e morto nella stessa città l’11 luglio 1918. Fu uno dei tre componenti del Kleeblatt e uno dei maggiori interpreti europei della stampa alla gomma bicromatata.

Che cos’era il Kleeblatt?

Il Kleeblatt, o Trifolium, era il gruppo di fotografi pittorialisti viennesi formato da Henneberg, Heinrich Kühn e Hans Watzek. I tre viaggiavano e fotografavano insieme, esponevano come gruppo e firmavano le stampe con un trifoglio stilizzato e le proprie iniziali.

Che cosa rese originale la sua gomma bicromatata?

Henneberg sovrappose più strati di gomma pigmentata sullo stesso foglio, ottenendo stampe policromatiche. Nel 1902 realizzò la prima gomma a tre colori, sviluppando il metodo a due colori di Watzek, e la mostrò alla Secessione viennese.

Dove furono pubblicate le sue fotografie?

Nel 1897 Stieglitz pubblicò una sua opera su «Camera Notes», e nel gennaio 1906 le sue stampe comparvero su «Camera Work», nel numero 13 dedicato anche a Kühn e a Watzek. Scrisse inoltre articoli per i «Wiener Photographische Blätter» e collaborò a «Ver Sacrum».

Qual è il legame con Gustav Klimt e Josef Hoffmann?

Klimt dipinse nel 1901-1902 il ritratto della moglie Marie Henneberg, oggi al Belvedere. Hoffmann progettò per i coniugi la Villa Henneberg sulla Hohe Warte, con studio fotografico e camera oscura.

Altri profili di autori e autrici sono raccolti nell’indice I grandi fotografi della storia.

Fonti

Aggiornato Ottobre 2026

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