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H. J. Redding & Gyles firm

Nella vivace Londra di metà Ottocento, dove l’industria ottica e fotografica cominciava a fondersi con le esigenze della nuova società borghese, nasce la H. J. Redding & Gyles, una piccola ma determinante realtà artigianale che avrebbe segnato un punto di riferimento per la produzione di lenti fotografiche, microscopi, telescopi e altri strumenti ottici. Fondata attorno agli anni 1850, questa ditta londinese si impose ben presto come nome rispettabile per la qualità dei suoi prodotti, realizzati a mano con precisione scientifica e sensibilità estetica.

Henry J. Redding e il suo socio Gyles, di cui si conosce meno dal punto di vista biografico, iniziarono la loro attività in Maddox Street, per poi spostarsi in Mortimer Street, entrambe sedi note per l’insediamento di numerosi studi e botteghe specializzate nella costruzione di strumenti scientifici. L’azienda operava all’intersezione tra ottica di precisione e fotografia nascente, offrendo soluzioni adatte sia a professionisti della scienza sia ai fotografi dell’epoca, che necessitavano di lenti di qualità sempre più alta per migliorare la resa dei dagherrotipi e delle stampe al collodio.

Una peculiarità della produzione Redding & Gyles era la loro capacità di realizzare obiettivi personalizzati, adattati ai bisogni dei committenti. Le richieste giungevano da fotografi professionisti, astronomi dilettanti e medici che cercavano soluzioni specifiche per microscopi, lanterni magici e camere ottiche. In questo senso, la ditta incarnava lo spirito della bottega scientifica, capace di declinare le competenze artigianali in forme altamente adattabili.

A differenza di colossi come Ross o Dallmeyer, che svilupparono successivamente produzioni seriali, Redding & Gyles mantenne a lungo un approccio artigianale e calibrato sul dettaglio, preferendo lavorare su piccola scala ma con altissima qualità. Il nome dell’azienda cominciò a circolare nei cataloghi specializzati e nei periodici scientifici, dove venivano menzionati strumenti prodotti con cura quasi maniacale, apprezzati sia in Gran Bretagna che in alcuni mercati d’oltremare.

Ottiche, lenti e fotocamere: la gamma di produzione

Nel cuore della loro attività si trovavano lenti fotografiche di grande apertura, realizzate per camere a soffietto e per apparecchi da studio. La H. J. Redding & Gyles produceva una gamma ristretta ma altamente sofisticata di obiettivi, molti dei quali riconducibili a design derivati dal Petzval e dal Rapid Rectilinear, con specifiche modifiche atte a migliorarne la resa nei ritratti o nelle riprese architettoniche. I vetri utilizzati erano selezionati con grande attenzione, spesso importati da fornitori tedeschi come Schott, che garantivano qualità ottica e costanza nella rifrazione.

Le lenti venivano montate in ottone brunito, seguendo gli standard dell’epoca, ma con alcune finiture riconoscibili: ghiere sottili, numerazione incisa a mano, filettature precise. Alcuni esemplari sono oggi conservati in collezioni museali o private, con incisioni come “H. J. Redding & Gyles Opticians – London”, che confermano la produzione dell’azienda in un periodo che va dagli anni 1850 fino agli anni 1870 circa. La datazione precisa è resa complessa dall’assenza di numerazione seriale continua, ma la comparazione con obiettivi coevi ne colloca la produzione in pieno periodo vittoriano.

Accanto alle ottiche fotografiche, l’azienda produsse anche microscopi ottici composti, spesso dotati di oculari intercambiabili e meccanismi di messa a fuoco finemente regolabili. Questi strumenti erano utilizzati sia in ambito medico che educativo, e si distinguevano per l’estetica sobria e la stabilità strutturale. Alcuni esemplari riportano placche identificative in smalto bianco con scritte dorate, un dettaglio raro che testimonia la cura messa in ogni parte dell’oggetto.

Non è noto se la ditta realizzasse interamente macchine fotografiche complete, ma è probabile che collaborasse con altri produttori di camere in legno per fornire l’ottica o l’insieme ottica-otturatore. Le camere dell’epoca richiedevano spesso l’adattamento delle lenti, e molte ditte più piccole si specializzavano proprio nella fornitura di componenti da montare su strutture realizzate da terzi. La Redding & Gyles sembrava avere questo tipo di orientamento collaborativo.

Collaborazioni

Durante il culmine dell’attività, la H. J. Redding & Gyles godette di una reputazione solida nel mondo scientifico e fotografico londinese, collaborando con accademie, università e anche con fotografi professionisti che operavano in studi di ritratto. L’indirizzo professionale della ditta era spesso citato in riviste come The Photographic News e The British Journal of Photography, dove si segnalavano innovazioni tecniche, disponibilità di nuovi obiettivi e miglioramenti nei sistemi di messa a fuoco.

Uno degli aspetti distintivi della ditta fu proprio la sua capacità di personalizzazione, accogliendo ordini su misura per clienti con esigenze molto specifiche. Questo modello commerciale, lontano dalla produzione di massa che cominciava a imporsi con l’industrializzazione dell’ottica, le garantì un bacino di utenti fedeli, molti dei quali provenienti dal settore medico, naturalistico e fotografico. In particolare, numerosi strumenti da laboratorio risultano etichettati dalla ditta, a dimostrazione dell’influenza che esercitava in ambito universitario e museale.

Non sono rare le testimonianze di commercianti americani che nel periodo post-bellico importavano strumentazione Redding & Gyles in piccoli lotti. Questo conferma un interesse transatlantico, pur limitato dalla capacità produttiva contenuta. Si trattava comunque di strumenti di alta gamma, e non di articoli destinati al mercato amatoriale.

È documentata anche la partecipazione indiretta a fiere internazionali, probabilmente attraverso distributori o commercianti terzi, poiché il nome dell’azienda appare in cataloghi d’esportazione insieme ad altri marchi britannici, in sezioni dedicate all’ottica scientifica. Nonostante ciò, non si hanno prove concrete di una presenza ufficiale in esposizioni come la Great Exhibition del 1851, dove dominavano nomi più consolidati nel panorama industriale.

Il mercato principale restava dunque quello londinese e britannico, incentrato su figure professionali di medio e alto profilo, con una predilezione per ambienti educativi, studi fotografici di ritrattistica e laboratori medico-scientifici. Questo posizionamento di nicchia, insieme all’alta qualità dei prodotti, garantì alla H. J. Redding & Gyles un prestigio che andò ben oltre le dimensioni dell’azienda stessa.

Il declino

Come molte aziende artigiane della metà dell’Ottocento, la H. J. Redding & Gyles subì un lento declino con l’arrivo della produzione industriale su larga scala, la standardizzazione dei componenti ottici e la crescente competizione internazionale. Intorno alla fine degli anni 1870, il nome dell’azienda comincia a scomparire dai cataloghi e dalle riviste del settore, sostituito da marchi più strutturati e meglio organizzati per la produzione in serie, come Ross, Dallmeyer, Taylor-Hobson e, più avanti, Wray e Barr & Stroud.

Non è chiaro se l’azienda venne assorbita, chiusa o trasformata. È possibile che alcuni dei suoi artigiani confluirono in altre realtà produttive o che parte dell’infrastruttura venne riconvertita. Ciò che è certo è che la produzione cessò senza particolare clamore, e la sua memoria venne conservata soltanto attraverso gli strumenti sopravvissuti e le menzioni in archivi specializzati.

Oggi, gli obiettivi e microscopi Redding & Gyles sono oggetti ricercati da collezionisti e musei, non soltanto per la loro rarità, ma per la qualità costruttiva e la testimonianza storica che rappresentano. Ogni pezzo rimasto è il risultato di una cultura tecnica di transizione, in cui il sapere manuale, la fisica ottica e l’artigianato britannico si congiungevano in un momento di straordinario fermento creativo.

Le incisioni sul corpo degli obiettivi, i diaframmi scorrevoli, le ghiere calibrate e i supporti in ottone lucido sono tutti elementi che testimoniano una cultura dell’oggetto scientifico come espressione anche estetica. In questo senso, la H. J. Redding & Gyles non fu soltanto una ditta di ottica, ma un attore discreto e prezioso nell’evoluzione delle pratiche visive e della fotografia britannica del XIX secolo.

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