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Francesco Zizola

Francesco Zizola (Roma, 1962): fotoreporter, World Press Photo of the Year per le mine in Angola, cofondatore di NOOR, da Born Somewhere a Hybris.

La Redazione di Storia della Fotografia 11 min di lettura

Fotografi Italiani I Maestri della Fotografia

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Photo by AiCanvas on Pixabay

Francesco Zizola (Roma, 1962) è un fotoreporter italiano. Ha studiato antropologia, lavora come fotografo professionista dal 1981 e come fotoreporter a tempo pieno dal 1986, a partire dal settimanale L’Europeo. È noto per il World Press Photo of the Year dedicato alle vittime delle mine antiuomo in Angola, per il progetto sull’infanzia Born Somewhere e per il libro Iraq. Nel 2007 ha cofondato l’agenzia NOOR, ad Amsterdam, e a Roma ha aperto la galleria 10b Photography. Dal 2015 sviluppa Hybris, un lavoro non documentario sul rapporto tra uomo e natura.

In Sintesi

  • Chi è: fotoreporter romano, nato nel 1962; studi di antropologia; professionista dal 1981.
  • Premio principale: World Press Photo of the Year per le mine antiuomo in Angola (1996 o 1997, a seconda delle fonti).
  • Progetti: Eredi del Duemila (dal 1992), Born Somewhere (2004), Iraq (2007), In the Same Boat (2015), Hybris (dal 2015).
  • Agenzia e galleria: cofondatore di NOOR (2007); fondatore di 10b Photography a Roma (2007-2008).
  • Riconoscimenti: dieci World Press Photo e quattro Picture of the Year International (i conteggi variano); una sua foto tra le cento preferite di Henri Cartier-Bresson (2003).
  • Altre attività: direttore artistico della mostra World Press Photo a Roma e Ferrara dal 2016; cortometraggio As if we were tuna (premio SIAE 2018).

Gli inizi

Zizola nasce a Roma nel 1962 e vive ancora nella sua città. Studia antropologia e nel 1981 comincia a lavorare come fotografo professionista. Dal 1986 si dedica al fotoreportage, muovendo i primi passi nella redazione fotografica de L’Europeo e collaborando poi con Epoca, Newsweek, Stern e The European. Tra il 1989 e il 1991 realizza servizi in Albania, Corea del Nord, Romania, Germania, Kenya, Israele, Russia e Jugoslavia. Segue crisi e conflitti internazionali, spesso crisi umanitarie con poca copertura giornalistica. Con la sua fotografia ha poi scelto di spostarsi verso un lavoro più concettuale.

Eredi del Duemila e Born Somewhere

Nel 1992 avvia Eredi del Duemila, un progetto sulla condizione dell’infanzia nel mondo, con il contributo del Comitato italiano dell’UNICEF. Ne nascono Ruas (Gruppo Abele, 1994), Sei storie di bambini (Contrasto, 1997), Etats d’enfances (1999) e infine Né quelque part / Born Somewhere (Delpire, 2004), che racconta la vita dei bambini in 27 paesi (alcune fonti dicono 28). Il lavoro copre circa quindici anni (altre fonti dicono tredici) e comprende zone di guerra come Angola, Sudan, Afghanistan e Iraq, ma anche il lavoro minorile, gli orfani dell’Aids e i giovani in Giappone, New York e Los Angeles. Nel 2005 Born Somewhere viene scelto tra i migliori libri dell’anno da Photo District News.

Il tema dell’infanzia è un filo rosso. Come ha spiegato Zizola, il fondamento comune del suo lavoro è l’utopia di immaginare una diversa narrazione del mondo e di condividerla attraverso la fotografia.

World Press Photo e gli altri premi

Il riconoscimento più noto è il World Press Photo of the Year per l’immagine sulla tragedia delle mine antiuomo in Angola. L’anno è controverso: la pagina italiana di Wikipedia e LensCulture indicano il 1996, mentre la versione inglese di Wikipedia, Fotocult e la biografia di Cecilia Ortenzi indicano il 1997 (Wikipedia inglese segnala la discrepanza con il proprio elenco dei premi). Sul concorso si veda la pagina dedicata a World Press Photo.

Il numero totale dei premi cambia secondo la fonte: nove World Press Photo e quattro Picture of the Year International (scheda del Museo di Roma in Trastevere, 2013, e LensCulture), dieci e quattro (NOOR), dieci e sei (scheda di Mare Omnis, 2022). Secondo Wikipedia inglese, tra i primi premi del concorso ci sono quelli del 1995 (People in the News), 1997 (People Stories), 1998 (General News) e 2005 (Portraits Singles); tra i secondi, 1998, 2002, 2008 e 2016 (Contemporary Issues Stories, per In the Same Boat); terzo posto nel 2012 (Nature Singles). Tra gli altri riconoscimenti:

  • 1994 – migliore libro fotografico MIFAV (Ruas);
  • 1996 – Visa d’Or a Perpignan;
  • 2000 – secondo premio Eugene Smith;
  • 2004 – Special Recognition Award della Alexia Foundation;
  • 2006 – Hansel Mieth Prize e Colombe d’Oro per la Pace (Archivio Disarmo);
  • 2007 – Special Jury Prize ai Days Japan International Photojournalism Awards;
  • 2018 – POYi Environmental Vision Award (con Andrea Bruce e Kadir van Lohuizen) e premio SIAE per il talento creativo alla Mostra del Cinema di Venezia per il cortometraggio As if we were tuna.

Nel 2003 Henri Cartier-Bresson inserisce una sua fotografia tra le sue cento preferite, da cui nascono la mostra e il libro Les Choix d’Henri Cartier-Bresson (Parigi, Barcellona). Nel 2014 Zizola è stato giurato del concorso World Press Photo.

Iraq e il Mediterraneo

Il libro Iraq (Gruppo Abele / Amnesty International, 2007, prefazione di Pietro Veronese) raccoglie le immagini dei primi tre mesi della guerra del 2003. Nel 2006 la regista Liliana Ginanneschi gli dedica il documentario Occhio sensibile.

Nel 2015 Zizola documenta a bordo della Bourbon Argos le operazioni di soccorso di Medici Senza Frontiere nel Mediterraneo, con il salvataggio di oltre 3.000 migranti; il lavoro, In the Same Boat, vince il secondo premio Contemporary Issues del World Press Photo nel 2016 ed è esposto al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo. Un altro lavoro mediterraneo, As if we were tuna, racconta il rito della pesca del tonno rosso e i tonnaroti; il film è stato selezionato alle Giornate degli Autori di Venezia.

Hybris

Dopo quasi quarant’anni di fotografia figurativa, spiega Zizola, il suo interesse è nella ricerca dell’originalità e nell’uso del mezzo per la profondità del pensiero. Hybris, avviato nel 2015 e ancora in corso, è organizzato intorno ai quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco) e prende il titolo dalla incapacità degli uomini di riconoscere i propri limiti nei confronti della natura.

  • Mare Omnis (acqua): 22 fotografie di grande formato in bianco e nero, scattate da drone, delle tonnare del mare del Sulcis, in Sardegna, presso la Tonnara di Portoscuso. Le boe appaiono come punti bianchi e le cime come fili argentati: la serie, intitolata Constellations, evoca costellazioni e dream catcher. In alcune immagini Zizola ha visto un riferimento all’Angelus Novus di Paul Klee. Il lavoro contrappone la pesca manuale, locale e sostenibile a quella industriale. Mostrato alla Galleria del Cembalo di Roma dal 15 settembre al 29 ottobre 2022, ha un catalogo Foto-Forum con testo di Claudia Corrent. Foto-Forum di Bolzano ospita la mostra dal 26 ottobre al 27 novembre 2021 (inaugurazione il 23 ottobre alle 11): 22 fotografie in bianco e nero di formato 90×120, con lavoro iniziato nel 2016. Blind Magazine descrive le immagini come punti e flussi di luce bianca su fondo nero, in cui «l’immagine è piatta e la scala è affidata all’immaginazione», e legge nella serie un passaggio dalla fotografia documentaria a un linguaggio simbolico e metaforico, con al centro la «massificazione» della pesca del tonno rispetto a una pesca più sostenibile e a contatto con la natura.
  • Consequentia Mirabilis (aria): immagini di iceberg in Islanda mentre si sciolgono per l’aumento delle temperature; il titolo rimanda a un termine della logica latina e Zizola lo lega alla negazione del cambiamento climatico. Una selezione è stata esposta a 10b Photography dal 28 ottobre al 15 dicembre 2023.
  • Fuoco: il capitolo in preparazione, dedicato all’energia.

NOOR, 10b e il lavoro curatoriale

Nel 2007 Zizola fonda con alcuni colleghi l’agenzia NOOR, con sede ad Amsterdam, e nello stesso periodo apre a Roma 10b Photography, centro polifunzionale per la fotografia professionale con galleria e laboratorio digitale (le fonti indicano il 2007 o il 2008). Dal 2016 è direttore artistico della mostra World Press Photo a Roma e Ferrara; ha curato Collezione Roma 2020-21-22 per il Palazzo delle Esposizioni. Le sue opere sono in collezioni francesi come il Musée Nicéphore Niépce, la MEP di Parigi e la Bibliothèque Nationale de France.

Mostre e libri

  • 1997-98 – Eredi del Duemila/UNICEF, Milano e Roma; Etats d’enfances, Parigi.
  • 2006 – Born Somewhere, Museo di Roma in Trastevere; I cento volti dei bambini, Reggio Emilia.
  • 2010 – Shadows, MART, Trento e Rovereto.
  • 2013 – Uno sguardo inadeguato, Museo di Roma in Trastevere (16 marzo – 28 aprile), a cura di Deanna Richardson, selezione di fotografie a colori che mette in questione il ruolo del fotoreporter. Secondo Libreriamo le fotografie sono ottanta, scattate in 22 paesi negli ultimi quindici anni di carriera; Internazionale parla degli ultimi dieci anni. La mostra è prodotta da 10b Photography; il percorso offre una lettura ulteriore rispetto a quella referenziale dei soggetti e mette in discussione il modo di essere fotogiornalista di Zizola e una più ampia cultura del «fare immagine». Una didascalia citata da Internazionale mostra bambini che giocano sulle sponde di un affluente del Nilo, a Wau, in Sud Sudan (marzo 2011). In aprile il museo ospita anche la presentazione del volume su Zizola nella collana «Grandi Autori della Fotografia Contemporanea», a cura di Mario Peliti per la FIAF; The Sweet and Sour Story, Rijksmuseum, Amsterdam.
  • 2016 – In the Same Boat, Palermo; Extraordinary Visions, MAXXI, Roma.
  • 2018-22 – Mare Omnis (Ferrara 2018; Roma, Bolzano, Sharjah/Dubai 2022); Sale Sudore Sangue, Parigi, 2022; Civilisation: the way we live now, Forlì, 2022-23.

Libri: Ruas (1994), Sei storie di bambini (1997), Born Somewhere (2004), Iraq (2007), Uno sguardo inadeguato (FIAF, 2013), Le donne del cacao (Silvana, 2016), 100% Made of Italy (2017), Sale Sudore Sangue (Postcart, 2020), Aguanta (2021), Mare Omnis (Foto-Forum, 2022). Per il quadro generale si veda la storia della fotografia italiana. Altri fotoreporter che hanno fatto la storia del mestiere sono presentati tra i maestri della fotografia.

Dichiarazioni e letture critiche

Zizola dice, nel materiale della mostra di Roma, che «la peculiarità della mia posizione sta nell’essermi trovato a percorrere il crinale che separa due mondi», quello di chi guarda e quello di chi è guardato, e che il suo racconto deve includere anche chi ha guardato («la storia che ci ri-guarda»); si chiede «Dove guardo? Da dove scatto le mie fotografie?». Per Mare Omnis, nella scheda di Foto-Forum, dice che esiste «una verità estatica e poetica, misteriosa e sfuggente» e che «la fotografia ha il compito di aprire nuove possibili comprensioni della complessità del reale»; la stessa scheda cita Barthes: ciò che una foto mostra è sempre invisibile, «non è ciò che si vede». Blind Magazine e il comunicato di Uno sguardo inadeguato sono letture di critici e redazioni, non dichiarazioni dell’autore.

Date e dati discordanti nelle fonti

  • World Press Photo of the Year: 1996 (Wikipedia italiana, LensCulture) o 1997 (Wikipedia inglese, Fotocult, Ortenzi).
  • Premi: nove World Press Photo e quattro Picture of the Year (Museo di Roma in Trastevere, LensCulture, Internazionale), dieci e quattro (NOOR), dieci e sei (Mare Omnis, 2022).
  • 10b Photography: aperta nel 2007 o nel 2008 (Internazionale parla del 2008).
  • Born Somewhere: 27 o 28 paesi; circa quindici o tredici anni di lavoro.
  • Mare Omnis a Roma: 15 settembre – 29 ottobre 2022 secondo Arte.it; fino al 30 giugno 2022 secondo Blind Magazine. Foto-Forum di Bolzano lo data 2021.
  • Uno sguardo inadeguato: ottanta fotografie scattate in quindici anni (Libreriamo), ultimi dieci anni (Internazionale); un articolo di Libreriamo reca la data 13 gennaio 2020 pur parlando della mostra del 2013.

Sul versante dell’inchiesta fotografica di lungo periodo lavora anche Paolo Woods, olandese e canadese cresciuto in Italia, autore di progetti sul petrolio, sulla presenza cinese in Africa e su Haiti. Resta nel campo del documentario Martina Bacigalupo, nata a Genova nel 1978, che dal 2007 ha lavorato per circa dieci anni in Africa orientale, soprattutto dal Burundi. Un percorso diverso è quello di Cinzia Canneri, fotogiornalista laureata in psicologia, che prima della fotografia ha lavorato in progetti sociali. Altri autori e autrici sono presentati nell’indice I grandi fotografi della storia.

Domande frequenti su Francesco Zizola

Chi è Francesco Zizola?

Fotoreporter italiano nato a Roma nel 1962. Ha studiato antropologia, lavora come fotografo professionista dal 1981 e come fotoreporter a tempo pieno dal 1986, a partire da L’Europeo.

Perché è noto il suo World Press Photo of the Year?

Il premio riguarda l’immagine sulla tragedia delle mine antiuomo in Angola. L’anno è il 1996 secondo la pagina italiana di Wikipedia e LensCulture, il 1997 secondo la versione inglese di Wikipedia e altre fonti.

Che cos’è Born Somewhere?

È il libro del 2004, pubblicato da Delpire, che racconta la vita dei bambini in 27 paesi, frutto del progetto Eredi del Duemila avviato nel 1992 con il contributo del Comitato italiano dell’UNICEF.

Che cos’è NOOR?

È l’agenzia fotografica con sede ad Amsterdam che Zizola ha cofondato nel 2007 con alcuni colleghi. Nello stesso periodo ha aperto a Roma 10b Photography, con galleria e laboratorio digitale.

Di che cosa tratta Hybris?

È un lavoro non documentario avviato nel 2015 e ancora in corso, organizzato intorno ai quattro elementi. Comprende Mare Omnis sulle tonnare della Sardegna e Consequentia Mirabilis sugli iceberg dell’Islanda.

Fonti

Aggiornato Ottobre 2026

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