Il rapporto tra fotografia e diritto non si esaurisce con la mera tutela dell’immagine, ma si estende anche al tema della circolazione economica dei diritti. Ogni fotografia, infatti, oltre ad avere un valore artistico o documentale, è anche un bene giuridico ed economico, che può essere ceduto, licenziato o utilizzato secondo modalità specifiche stabilite dai contratti.
Conoscere le differenze tra cessione totale e licenza d’uso, saper redigere o leggere le clausole contrattuali tipiche e comprendere le regole che disciplinano i lavori su commissione o con agenzie è fondamentale per ogni fotografo professionista e per i clienti che acquistano immagini. In questo capitolo analizzeremo questi aspetti e la disciplina specifica vigente in Italia.
Differenza tra cessione totale e licenza d’uso
Uno dei primi nodi da chiarire riguarda la distinzione tra cessione dei diritti e licenza d’uso.
Cessione totale dei diritti:
L’autore trasferisce in modo permanente tutti i diritti patrimoniali legati all’opera.
Il cessionario (ad esempio un’azienda, un editore, un ente) diventa titolare esclusivo dei diritti e può sfruttare la fotografia senza limiti di tempo, spazio o modalità.
Il fotografo conserva soltanto i diritti morali (paternità dell’opera, diritto a non vederla deformata), che sono inalienabili.
È una forma radicale di trasferimento: il fotografo rinuncia a qualunque sfruttamento economico futuro.
Licenza d’uso:
L’autore mantiene la titolarità dei diritti, ma concede a terzi il diritto di utilizzare la fotografia entro limiti specifici.
Le licenze possono essere esclusive (solo il licenziatario può usare l’opera in quel contesto) o non esclusive (il fotografo può concedere la stessa foto a più soggetti).
Possono essere limitate nel tempo, nello spazio o nella finalità d’uso (es. solo per pubblicazioni editoriali, solo per campagne pubblicitarie, ecc.).
Rappresentano la soluzione più flessibile e diffusa.
Esempio pratico: un fotografo che scatta un’immagine per un marchio di moda può cederne totalmente i diritti, rinunciando a qualsiasi ulteriore utilizzo, oppure concedere una licenza d’uso limitata per la durata di una specifica campagna pubblicitaria.
Clausole contrattuali tipiche (editoriale, commerciale, personale)
Un contratto fotografico ben strutturato deve contenere clausole chiare e dettagliate, che definiscano i limiti e le condizioni d’uso delle immagini. Le più comuni sono:
1. Clausole editoriali
Consentono l’uso della fotografia in giornali, riviste, blog, notiziari.
In genere limitano l’utilizzo a scopi informativi o culturali, senza finalità commerciali dirette.
Possono prevedere l’obbligo di citare l’autore.
Durata e territorio devono essere specificati (es. pubblicazione valida solo in Italia, per 12 mesi).
2. Clausole commerciali
Riguardano l’uso delle immagini a fini pubblicitari o promozionali.
Devono precisare i canali di diffusione (stampa, TV, web, social network, affissioni, ecc.).
Spesso prevedono compensi più elevati, vista la maggiore esposizione e sfruttamento economico.
Possono includere restrizioni: ad esempio, un fotografo può vietare che le sue immagini vengano usate per prodotti legati al tabacco o ad altri settori sensibili.
3. Clausole personali
Riguardano commissioni private (matrimoni, eventi familiari, ritratti personali).
Spesso prevedono che il fotografo non possa rivendere o riutilizzare le immagini per altri fini.
Possono includere la consegna di file digitali, stampe, album e specifiche tecniche.
Clausole generali di protezione
Indipendentemente dalla tipologia, nei contratti fotografici è frequente inserire clausole riguardanti:
Attribuzione dell’autore (credit obbligatorio).
Esclusiva o non esclusiva della licenza.
Modalità di pagamento e tempi di consegna.
Limitazioni di responsabilità (es. in caso di uso illecito da parte del cliente).
Risoluzione delle controversie (giurisdizione competente, mediazione, arbitrato).
Problematiche legate al lavoro su commissione
Il lavoro su commissione rappresenta una delle situazioni più frequenti, ma anche più complesse, in ambito fotografico.
Chi è titolare dei diritti?
In linea generale, l’autore della fotografia è sempre il fotografo.
Tuttavia, quando l’incarico viene conferito da un cliente, la titolarità dei diritti patrimoniali può essere trasferita in parte o del tutto, a seconda di quanto stabilito dal contratto.
Problemi ricorrenti
Ambiguità contrattuali: se il contratto non specifica chiaramente i diritti, possono nascere contenziosi tra fotografo e cliente.
Uso non autorizzato: i clienti possono utilizzare le immagini in contesti non previsti, ad esempio una foto scattata per un catalogo che viene usata anche per campagne social.
Pagamenti e compensi: il valore dei diritti ceduti deve essere proporzionato alla portata dello sfruttamento previsto.
Esempio: un fotografo di matrimoni potrebbe includere nel contratto una clausola che vieta agli sposi di rivendere o diffondere le foto per fini commerciali, pur concedendo loro pieno uso personale.
Work for hire e agenzie fotografiche
Il concetto di work for hire (opera su commissione realizzata nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato) è molto diffuso nei paesi anglosassoni.
In questi casi, i diritti patrimoniali appartengono direttamente al datore di lavoro o all’agenzia, non al fotografo dipendente.
Il fotografo mantiene comunque i diritti morali, che non possono essere alienati.
Agenzie fotografiche
Le agenzie spesso operano come intermediari:
Raccolgono i diritti dai fotografi affiliati.
Gestiscono la vendita o la licenza delle immagini a terzi.
Trattengono una percentuale sul compenso (royalties).
Per i fotografi, aderire a un’agenzia significa rinunciare a parte della libertà gestionale, ma beneficiare di una maggiore visibilità e di una rete commerciale già strutturata.
Criticità
I contratti con le agenzie devono essere attentamente letti, poiché possono prevedere cessioni esclusive molto vincolanti.
Alcune agenzie limitano l’uso personale delle immagini da parte dello stesso autore.
Ed in Italia?
In Italia, la materia è regolata principalmente dalla Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941), dal Codice Civile e da normative europee in tema di copyright e contratti digitali.
Diritto d’autore
Il fotografo è autore e titolare dei diritti morali e patrimoniali della propria opera.
I diritti morali (paternità, integrità) sono inalienabili e imprescrittibili.
I diritti patrimoniali possono essere ceduti o concessi in licenza.
Cessione e licenza
La cessione deve essere provata per iscritto.
Le licenze possono essere esclusive o non esclusive.
In assenza di un contratto scritto, si presume che il fotografo abbia concesso solo un uso limitato e strettamente connesso all’incarico.
Lavoro su commissione
Se un fotografo realizza immagini su incarico, i diritti restano in capo all’autore salvo patto contrario.
Nei rapporti di lavoro subordinato (es. fotografo dipendente di un giornale), i diritti patrimoniali spettano al datore di lavoro, mentre i diritti morali restano al fotografo.
Agenzie fotografiche
Le agenzie devono stipulare contratti chiari e scritti con i fotografi.
In Italia, è diffuso l’uso delle royalties, con percentuali variabili a seconda della notorietà dell’autore e della forza commerciale dell’agenzia.
Giurisprudenza italiana
La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il fotografo conserva i diritti sulle proprie opere, anche se realizzate su commissione, salvo diversa pattuizione contrattuale.
Le clausole contrattuali ambigue vengono interpretate a favore del fotografo, per proteggere la sua posizione di autore.
Conclusioni
La gestione contrattuale dei diritti fotografici è un aspetto cruciale per la professionalità e la tutela economica del fotografo. La differenza tra cessione totale e licenza d’uso, le clausole specifiche per contesti editoriali, commerciali e personali, e la disciplina del lavoro su commissione devono essere conosciute e gestite con attenzione.
In Italia, la normativa è chiara nel riconoscere al fotografo la titolarità originaria dei diritti, ma la contrattualizzazione rimane lo strumento principale per definire rapporti equilibrati tra autori, clienti e agenzie. Per evitare contenziosi, è fondamentale redigere contratti scritti, dettagliati e trasparenti, che rispettino sia i diritti dell’autore sia le esigenze di utilizzo del cliente.

Sono Manuela, autrice e amministratrice del sito web www.storiadellafotografia.com. La mia passione per la fotografia è nata molti anni fa, e da allora ho dedicato la mia vita professionale a esplorare e condividere la sua storia affascinante.
Con una solida formazione accademica in storia dell’arte, ho sviluppato una profonda comprensione delle intersezioni tra fotografia, cultura e società. Credo fermamente che la fotografia non sia solo una forma d’arte, ma anche un potente strumento di comunicazione e un prezioso archivio della nostra memoria collettiva.
La mia esperienza si estende oltre la scrittura; curo mostre fotografiche e pubblico articoli su riviste specializzate. Ho un occhio attento ai dettagli e cerco sempre di contestualizzare le opere fotografiche all’interno delle correnti storiche e sociali.
Attraverso il mio sito, offro una panoramica completa delle tappe fondamentali della fotografia, dai primi esperimenti ottocenteschi alle tecnologie digitali contemporanee. La mia missione è educare e ispirare, sottolineando l’importanza della fotografia come linguaggio universale.
Sono anche una sostenitrice della conservazione della memoria visiva. Ritengo che le immagini abbiano il potere di raccontare storie e preservare momenti significativi. Con un approccio critico e riflessivo, invito i miei lettori a considerare il valore estetico e l’impatto culturale delle fotografie.
Oltre al mio lavoro online, sono autrice di libri dedicati alla fotografia. La mia dedizione a questo campo continua a ispirare coloro che si avvicinano a questa forma d’arte. Il mio obiettivo è presentare la fotografia in modo chiaro e professionale, dimostrando la mia passione e competenza. Cerco di mantenere un equilibrio tra un tono formale e un registro comunicativo accessibile, per coinvolgere un pubblico ampio.