Tristan Tzara

Tristan Tzara (nome originale Samuel Rosenstock; Moinești, Romania, 1896 – Parigi, 1963) è il fondatore del Dadaismo, il movimento artistico d’avanguardia che ha trasformato radicalmente la cultura europea del XX secolo attraverso la negazione di tutti i valori estetici, logici e morali della tradizione, e uno degli intellettuali che più profondamente e più duraturamente ha riflettuto sull’uso della fotografia e del fotomontaggio come strumenti di critica culturale e politica. Pur essendo noto principalmente come poeta, drammaturgo e teorico dell’avanguardia, Tzara ha avuto un rapporto profondo e significativo con la fotografia nel corso di tutta la propria vita intellettuale: ha collaborato con i principali fotografi surrealisti e dadaisti — Man Ray, Moholy-Nagy, Hannah Höch — ha teorizzato il ruolo dell’immagine fotografica nella distruzione della coerenza narrativa borghese, ha prodotto e commissionato fotomontaggi come parte integrante delle pubblicazioni dadaiste, e ha mantenuto per tutta la vita una collezione di fotografie d’artista di grande importanza.

Tzara nasce nel 1896 a Moinești, nella Romania di lingua yiddish della Moldavia, da una famiglia ebraica della classe media. Il nome originale, Samuel Rosenstock, viene abbandonato in favore del nome d’arte Tristan Tzara — di incerta etimologia ma probabilmente composto dal romeno “trist” (triste) e “țara” (paese, patria) — in quello che è già un atto dadaista ante litteram: la negazione dell’identità anagrafica, il rifiuto della continuità biografica, la costruzione di un sé artificiale e performativo. Questa scelta radicale riflette la posizione di Tzara come intellettuale ebreo nell’Europa orientale — un uomo che non appartiene completamente a nessuna cultura nazionale, che parla rumeno, yiddish e poi francese — e che trasforma questa condizione di marginalità e di pluralità culturale in una risorsa intellettuale. Si trasferisce a Zurigo nel 1916, dove trova l’ambiente adatto per sviluppare le proprie idee radicali nel contesto culturalmente eccezionale della neutralità svizzera durante la Prima guerra mondiale.

La fondazione del Cabaret Voltaire a Zurigo nel 1916, insieme a Hugo Ball, Emmy Hennings, Hans Arp, Marcel Janco e altri, è l’atto fondativo del Dadaismo come movimento artistico internazionale. Il Cabaret Voltaire è uno spazio in cui la cultura europea viene decostruita e ridicolizzata attraverso performances caotiche, poesie sonore prive di significato lessicale, collage e fotomontaggi, musica rumorista: tutto ciò che la tradizione aveva costruito come arte e come cultura viene negato, deformato, ridotto all’assurdità o all’irrilevanza. Questa operazione critica radicale risponde al trauma della Prima guerra mondiale — l’evento che aveva mostrato la complicità della “cultura” europea con la violenza, con il nazionalismo e con l’autodistruzione — con la negazione totale della cultura stessa come sistema di valori.

Tzara,_Maxy,_Vinea,_Costin_(1915)
By unknown/uncredited – The Forward, September 22, 2011. Also featured in Tom Sandqvist, Dada East. The Romanians of Cabaret Voltaire, MIT Press, Cambridge, Massachusetts & London, 2006, ISBN 0-262-19507-0. Original in the Museum of Romanian Literature archives., Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41326221

Fotomontaggio, Surrealismo e la fotografia come strumento di decostruzione

La relazione di Tristan Tzara con la fotografia si sviluppa principalmente attraverso il fotomontaggio e attraverso la collaborazione con fotografi d’avanguardia che condividono l’orientamento critico e decostruttivo del movimento dadaista. Il fotomontaggio — la tecnica di costruire immagini combinando frammenti fotografici di diverse fonti — è per Tzara e per i dadaisti lo strumento visivo per eccellenza della critica culturale: usa le stesse immagini fotografiche che la cultura borghese produce per costruire la propria narrativa — le fotografie dei giornali, le immagini pubblicitarie, i ritratti ufficiali — e le ricombina in composizioni che ne distruggono la coerenza narrativa e rivelano le contraddizioni ideologiche nascoste. Dove la narrativa fotografica convenzionale produce senso e illusione di coerenza, il fotomontaggio dadaista produce non-senso e dissonanza, rivelando che il “senso” del documento fotografico è una costruzione culturale contingente e non una proprietà intrinseca dell’immagine.

La collaborazione di Tzara con Man Ray è la più importante e la più fruttuosa dal punto di vista della produzione fotografica. Man Ray, fotografo e artista visivo americano stabilitosi a Parigi nel 1921, diventa uno dei pilastri del Surrealismo parigino e il fotografo di riferimento di Tzara e degli altri surrealisti nel corso degli anni Venti e Trenta. Man Ray realizza numerosi ritratti fotografici di Tzara — alcune delle immagini più conosciute del poeta dadaista — e collabora con lui in numerose pubblicazioni e performance. La tecnica delle rayografie — fotografie senza macchina ottenute per contatto di oggetti sulla carta sensibile — che Man Ray sviluppa a partire dal 1921 è direttamente connessa alle sperimentazioni dadaiste sulla casualità e sull’automatismo come strumenti di liberazione dall’controllo razionale, e il contesto intellettuale in cui questa tecnica emerge è quello del Dadaismo e del Surrealismo che Tzara animava.

Tzara ha anche teorizzato esplicitamente il ruolo della fotografia nella sua scrittura critica e nei manifesti dadaisti. Il fotomontaggio come “poesia visiva” — la giustapposizione di frammenti fotografici come equivalente visivo della poesia dadaista che assembla parole e suoni in sequenze non-narrative — è una delle intuizioni teoriche più originali di Tzara nel campo della critica dell’immagine, e anticipa molte delle riflessioni che la teoria della fotografia avrebbe sviluppato nel corso del Novecento sul rapporto tra immagine e linguaggio, tra il visivo e il verbale, tra il documento e la sua interpretazione. Questa dimensione teorica dell’interesse di Tzara per la fotografia lo colloca tra i pensatori che hanno contribuito in modo più originale alla costruzione di una teoria critica dell’immagine fotografica nel XX secolo.

La collezione di fotografie che Tzara aveva raccolto nel corso della propria vita — fotografie di Man Ray, di Brassaï, di André Kertész, di Lazsló Moholy-Nagy e di molti altri fotografi d’avanguardia con cui aveva avuto contatti personali e professionali — è stata in gran parte acquisita dal Musée National d’Art Moderne del Centre Pompidou di Parigi dopo la morte del poeta, e costituisce oggi una parte della collezione fotografica del museo di grande interesse storico per lo studio del Dadaismo e del Surrealismo come movimenti visivi. L’archivio Tzara conservato al Centre Pompidou comprende anche corrispondenza, manoscritti e materiali visivi che illuminano la rete di relazioni fotografiche e artistiche che il poeta aveva costruito nel corso di quasi cinquant’anni di vita intellettuale parigina.

Le Opere principali

  • Fondazione del Cabaret Voltaire (1916, Zurigo): L’atto fondativo del Dadaismo, in cui il fotomontaggio e le immagini ritagliate dai giornali sono parte integrante della pratica performativa del gruppo.
  • Manifesto Dada (1918): Il testo programmatico fondamentale del Dadaismo, che teorizza la critica totale della cultura e della logica borghese, inclusa la critica dell’immagine fotografica come documento ideologico.
  • Collaborazione con Man Ray (1921–1963): La lunga collaborazione con il fotografo surrealista, che produce ritratti di Tzara e fotografie per le pubblicazioni dadaiste e surrealiste.
  • Riviste dadaiste (“Dada”, “391”, “Littérature”): Le pubblicazioni in cui fotomontaggi e immagini fotografiche sono parte integrante del progetto visivo e critico del movimento.
  • Collezione fotografica (Centre Pompidou, Parigi): La raccolta di fotografie di Man Ray, Brassaï, Kertész e altri artisti, oggi parte della collezione del museo parigino.
  • Archivio Tzara – Centre Pompidou: Il corpus di manoscritti, corrispondenza e materiali visivi che documentano la vita intellettuale di Tzara.
  • “L’Homme Approximatif” (1931): La principale raccolta poetica, con illustrazioni fotografiche e fotomontaggi.
  • Collaborazioni con Moholy-Nagy e Höch: I rapporti con i principali fotomonteurs del Dadaismo europeo.
Tristan Tzara
By Robert Delaunay – http://www.museoreinasofia.es/sites/default/files/obras/AD00372.jpg, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38764400

 

Fonti

 

 

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