mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Rollei

La storia della Rollei inizia in un periodo di grande fermento e innovazione, quando il mondo della fotografia stava vivendo una trasformazione radicale. Negli anni ’30, l’industria fotografica si trovava al centro di un’evoluzione che univa la passione per l’arte all’ingegneria di precisione, e in questo scenario nasceva la Rollei, un marchio destinato a diventare sinonimo di qualità e design innovativo. In quegli anni, le aziende come Franke & Heidecke stavano rivoluzionando il settore, e la Rollei si distingue sin da subito per il suo impegno a coniugare estetica e funzionalità. Il periodo inaugurale, segnato dall’introduzione di modelli di grande impatto, rappresenta l’inizio di un percorso che avrebbe definito l’immagine di una delle fotocamere più amate e riconoscibili al mondo.

Gli albori dell’innovazione e il design compatto

Nel marzo del 1931, il panorama fotografico vide l’arrivo della Rolleiflex 4×4 tipo A, conosciuta in molti paesi come la Baby Rolleiflex. Questo modello, pur essendo una versione ridotta rispetto alla versione del 1929, presentava sostanziali innovazioni: le dimensioni contenute erano frutto dell’uso della pellicola in rullo 127 e la sua caratteristica distintiva era il manettino laterale ripiegabile per l’avanzamento della pellicola, un dettaglio che divenne presto indispensabile e che non venne più abbandonato nelle successive evoluzioni. La progettazione curata si rifletteva anche nella copertura del pozzetto per l’inquadratura e la messa a fuoco, che, grazie a una combinazione di parti mobili e fisse, offriva la possibilità di utilizzare la croce come mirino a traguardo. Inoltre, la presenza di una lente di ingrandimento facilitava la messa a fuoco su superfici smerigliate, rendendo il dispositivo estremamente pratico e versatile. Queste innovazioni di design contribuirono a rendere la Baby Rolleiflex un prodotto rivoluzionario, capace di offrire 13 fotogrammi di 4 x 4 cm e persino la possibilità di impiegare lastre di dimensioni diverse tramite accessori specifici.

Nel gennaio 1932, il mercato fu ulteriormente arricchito con il lancio del secondo modello di Rolleiflex “grande”, la Standard Alt. Questa fotocamera, capace di utilizzare pellicole in rullo di diverse dimensioni – come il B1, il 117, il 120 e persino il rullino 35 mm grazie a un adattatore chiamato Rolleikin – si distingueva per il suo design simile alla versione 4×4, mantenendo l’innovativo manettino di avanzamento e il mirino a crociera. Dal punto di vista estetico, la Standard Alt presentava modifiche che ne evidenziavano l’eleganza, pur conservando tutte le funzionalità che avevano reso la Baby Rolleiflex un modello di riferimento.

L’ascesa della Rolleicord: un nuovo paradigma fotografico

Nel novembre del 1933, la Rollei compie un ulteriore salto evolutivo con l’introduzione della Rolleicord, la prima fotocamera biottica progettata per essere un’alternativa più economica rispetto alle costose Rolleiflex. La Rolleicord si caratterizza per l’assenza del manettino laterale, sostituito da una manopola tradizionale, e per un mirino a traguardo privo della caratteristica crociera. Il suo cuore ottico è rappresentato da un obiettivo di alta qualità, il Carl Zeiss Jena Triotar 75/4.5, che, pur essendo meno performante rispetto alle ottiche utilizzate nelle Rolleiflex, garantisce risultati eccellenti con la pellicola in rullo 120, standard sia per le Rolleicord che per le Rolleiflex. Ciò che rende la Rolleicord particolarmente affascinante è la sua finitura art deco: il corpo, impreziosito da lastrine in ottone nichelate e decorate a smalto nero, la trasforma in un oggetto d’arte, capace di attirare l’attenzione non solo per le sue prestazioni ma anche per il suo aspetto estetico. La Rolleicord Deco, in particolare, diventa un simbolo nel mondo del collezionismo fotografico, in quanto la sua elegante finitura e il design raffinato continuano a farla notare anche a distanza di decenni.

L’innovazione non si ferma qui: nel corso degli anni successivi, la Rollei introduce nuove varianti della Rolleicord, tra cui la Rolleicord I, Ia e IIA, che vedono l’azienda sperimentare ulteriormente nel campo della progettazione ottica e nella riduzione dei costi, senza mai compromettere la qualità. Questi modelli sono il risultato di un intenso lavoro di ricerca e sviluppo, che ha portato alla creazione di fotocamere sempre più maneggevoli e versatili, capaci di soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione.

L’era dell’automatizzazione e l’impatto del periodo bellico

Il 1937 segna un altro punto di svolta con l’introduzione della nuova Rolleiflex Automat 1937, un modello che rivoluziona l’esperienza fotografica con soluzioni tecniche che rimarranno invariate per anni. La Automat 1937 si distingue per la revisione del pozzetto e del frontale, e per l’adozione del sistema di carica “a tasto”: una tecnologia in grado di rilevare il momento in cui la pellicola inizia a scorrere, permettendo una carica simultanea dell’otturatore. Questo sistema, abbinato a un otturatore Compur Rapid della Friedrich Deckel, consente tempi di scatto estremamente rapidi e affidabili, rendendo la fotocamera ideale per catturare soggetti in movimento, elemento fondamentale per il fotogiornalismo. Inoltre, il design della Automat 1937 è caratterizzato da un dispositivo anti-doppia esposizione e dalla possibilità di utilizzare anche rullini da 35 mm con l’adattatore Rolleikin 1, ampliando così le possibilità d’uso del prodotto.

Nel 1939, la Rollei amplia ulteriormente la propria offerta con l’introduzione di altri due modelli, la Automat 1939 e la Standard Neu, leggermente più economica. Tuttavia, il periodo bellico imminente porta a cambiamenti significativi nel mercato, e le tensioni e le difficoltà del tempo iniziano a influenzare il settore, ponendo le basi per una trasformazione radicale delle dinamiche industriali e commerciali.

L’eredità della Rollei nel mondo della fotografia

La storia della Rollei è un racconto di innovazione, design rivoluzionario e di una costante ricerca dell’eccellenza che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama fotografico mondiale. Le fotocamere Rollei non sono solo strumenti tecnici, ma veri e propri oggetti d’arte che raccontano un’epoca di grande fermento culturale e tecnologico. Dalle prime Rolleiflex e Rolleicord fino alle Automat e Standard Neu, ogni modello ha contribuito a definire lo standard della fotografia professionale e amatoriale, diventando simbolo di affidabilità e prestazioni elevate.

L’influenza della Rollei si estende ben oltre i confini della tecnologia fotografica: il marchio ha ispirato generazioni di fotografi e collezionisti, e le sue fotocamere continuano a essere ricercate per il loro valore storico e culturale. La capacità di integrare innovazioni tecniche con un design elegante e funzionale ha fatto della Rollei un’icona, un simbolo di un’epoca in cui la fotografia era un’arte raffinata e un mezzo per raccontare storie con luce e ombra.

Oggi, l’eredità della Rollei vive attraverso il ricordo di un tempo in cui ogni fotocamera era il risultato di un impegno appassionato e di una profonda dedizione al progresso tecnologico. La storia della Rollei rappresenta un invito a riscoprire un passato di creatività e innovazione, e a riconoscere l’importanza di una visione che unisce arte e tecnica. In un mondo dove la tecnologia continua a evolversi a ritmi vertiginosi, la Rollei rimane un punto di riferimento, un esempio di come il design e la qualità possano resistere alla prova del tempo.

La storia della Rollei è, in definitiva, una storia di passione, ingegno e resilienza. È il racconto di un marchio che ha saputo reinventarsi continuamente, rispondendo alle esigenze di un mercato in trasformazione, e che ha lasciato un’eredità duratura nel mondo della fotografia. Attraverso l’innovazione tecnica, la cura del dettaglio e la capacità di anticipare le tendenze, la Rollei ha plasmato il modo in cui le immagini vengono catturate, creando fotocamere che ancora oggi rappresentano il simbolo di un’epoca in cui la fotografia era un’arte e una scienza. Questa eredità continua a ispirare, ricordandoci che il potere dell’immagine risiede nella capacità di raccontare storie e di trasmettere emozioni in modo unico e indimenticabile.

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