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John J. Griffin & Sons Ltd.

La John J. Griffin & Sons Ltd. fu una delle realtà più significative del panorama britannico nell’ambito della chimica applicata alla fotografia e alla scienza sperimentale, attiva dalla prima metà dell’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento. Fondata da John Joseph Griffin (1802–1877), chimico, inventore e divulgatore scientifico, l’azienda rappresentò per decenni il principale fornitore di attrezzature di laboratorio, reagenti chimici e strumenti per esperimenti ottici e fotografici nel Regno Unito.

John Joseph Griffin fu una figura cardine della divulgazione scientifica vittoriana. Dopo aver studiato chimica in Europa, specialmente a Parigi e a Bonn, tornò in Inghilterra dove cominciò a pubblicare numerosi volumi destinati a rendere la scienza accessibile a studenti, docenti e dilettanti. Fondò così la prima forma commerciale della sua azienda negli anni Trenta del XIX secolo, sotto il nome J. J. Griffin, con sede inizialmente a Glasgow, poi spostata a London Bridge, e infine consolidata a 20 Sardinia Street, London.

L’attività di Griffin si estendeva dalla vendita di reagenti chimici puri e miscele specifiche per laboratorio, fino alla realizzazione e alla commercializzazione di apparecchiature scientifiche in vetro, metallo e porcellana, come beute, distillatori, bruciatori, termometri, bilance e, successivamente, strumenti fotografici legati alla chimica fotosensibile.

Con l’evoluzione della fotografia chimica – dapprima con il dagherrotipo, poi con il collodio umido e le lastre al bromuro – l’azienda seppe intercettare tempestivamente la richiesta emergente di sostanze affidabili e pure, fondamentali per garantire la stabilità dell’immagine. Le prime emulsioni argentiche richiedevano livelli di purezza chimica difficilmente raggiungibili dagli utenti amatoriali, ma accessibili grazie a fornitori industriali come Griffin & Sons.

L’azienda divenne dunque una colonna portante nella distribuzione di prodotti chimici per uso fotografico, fornendo nitrato d’argento, collodio, acidi, sali alogenati, tiosolfati, e tutta la gamma di reagenti per sviluppo, fissaggio, viraggio e tonificazione. I prodotti erano confezionati in contenitori di vetro scuro, con etichette stampate con formule, istruzioni d’uso, codici di purezza e marcature seriali. Questo rigore scientifico contribuì a rendere il marchio Griffin sinonimo di affidabilità tecnica nel mondo della fotografia professionale, medica e accademica.

A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, la ragione sociale divenne John J. Griffin & Sons, a seguito dell’ingresso nella società dei figli del fondatore, tra cui Charles Griffin, che contribuì anche al ramo editoriale e didattico dell’azienda. L’impresa fu tra le prime in Inghilterra a integrare editoria scientifica e fornitura di laboratorio, pubblicando cataloghi tecnici e manuali fotografici, in cui si presentavano le attrezzature e si spiegavano, in modo rigoroso ma accessibile, le metodologie chimiche più aggiornate.

Con il consolidamento della fotografia come disciplina tecnica a tutti gli effetti, John J. Griffin & Sons divenne uno dei principali fornitori per scuole tecniche, ospedali, reparti militari, università e fotografi specializzati, offrendo non solo materiali chimici, ma anche strumenti di misura, camere oscure portatili, set da campo per sviluppi rapidi e prodotti per analisi ottica.

Oltre alla fornitura chimica, John J. Griffin & Sons Ltd. mise a catalogo una vasta gamma di attrezzature fotografiche e accessori per camera oscura, in linea con l’evoluzione tecnica della fotografia tardo-vittoriana. L’azienda non costruiva fotocamere, ma collaborava con costruttori specializzati per offrire sistemi integrati, soprattutto pensati per uso scientifico, tecnico e medico.

Tra i prodotti più diffusi figuravano i kit fotografici portatili, ideati per fotografi da campo, geologi, naturalisti e medici. Questi set erano composti da obiettivi, cavalletti, vasche per lo sviluppo, pinze, carte sensibili, filtri per tonificazione, e soprattutto materiali chimici in confezioni sicure e trasportabili. I flaconi venivano custoditi in custodie in legno e metallo, pensate per resistere a trasporti su carro, treno o nave. Il successo di questi kit fu tale che vennero adottati da spedizioni scientifiche e archeologiche, tra cui missioni in Egitto, India e Sudafrica.

Molto apprezzata anche la linea di strumenti da camera oscura, che comprendeva:

  • Bruciatori a gas o spirito per riscaldare i bagni di sviluppo

  • Vasche in porcellana smaltata per sviluppi controllati

  • Contenitori graduati in vetro borosilicato, resistenti agli acidi

  • Agitatori, pipette, spatole e beute con collo lungo, tutte marchiate con logo Griffin

  • Bilance analitiche con pesi campione per miscelazioni precise di sali argentici

A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, John J. Griffin & Sons fu tra i primi a comercializzare carte fotografiche sensibilizzate su supporto albuminato o gelatino-argento, importate da Germania e Francia ma trattate e rifinite nei propri laboratori prima della vendita. Le carte venivano vendute in fogli protetti da carta nera antialo e sigillati con timbro di controllo chimico.

Notevoli anche i manuali fotografici pubblicati dalla casa, veri e propri compendi di tecnica, che istruivano il fotografo sull’uso dei materiali, sulla conservazione delle immagini, e sulla formulazione dei bagni chimici. Questi volumi, stampati con il marchio della casa editrice Griffin, costituirono una delle prime forme di divulgazione tecnica sistematica della fotografia in lingua inglese, insieme alle pubblicazioni di W. H. Burbank, Hardwich e Abney.

Nel passaggio al XX secolo, l’azienda mantenne un alto profilo, anche se il mercato andava via via concentrandosi nelle mani di grandi gruppi come Ilford, Kodak e Johnson & Sons. Nonostante ciò, Griffin mantenne il suo ruolo di fornitore specialistico per laboratori e istituti scientifici, fino a essere gradualmente assorbito da reti distributive più ampie nel primo dopoguerra.

L’importanza storica della John J. Griffin & Sons Ltd. va ben oltre il commercio chimico. Essa rappresenta una testimonianza materiale e culturale del momento in cui la fotografia si strutturava come scienza applicata, richiedendo standard chimici, protocolli ripetibili, e formazione tecnica, tutti aspetti che Griffin contribuì in modo sostanziale a plasmare in epoca vittoriana.

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