Moritz Carl Hensoldt (1821–1903) iniziò la sua attività nel 1852, con un laboratorio dedicato alla meccanica di precisione e alla realizzazione di strumenti ottici, nella città di Sonneberg. Dopo un periodo caratterizzato da apprendistati e collaborazione con altri ottieri, nel 1865 trasferì la sua officina a Wetzlar, città già rinomata per la tradizione nell’ottica di precisione. Qui, si dedicò alla produzione di microscopi, telescopi e strumenti di precisione, tessendo il suo nome nel tessuto industriale locale. La specializzazione nei prismi, studiati per inversione di immagine e massima trasmissione luminosa, gli permise di competere a livello internazionale, elevando la sua ditta a riferimento per l’ottica meccanica di alta qualità.
Nel 1896 i figli Waldemar e Carl entrarono nell’azienda, trasformandola in società collettiva (OHG), mentre nel 1922 si costituì formalmente come società per azioni, operando con il nome “M. Hensoldt & Söhne Optische Werke AG”. Fruendo di vetri ottici accuratamente selezionati, di montature in lega leggera e di prismi raffinati, l’officina di Wetzlar si fece apprezzare per strumenti robusti, nitidi e portatili. La precisione meccanica e ottica era materia viva nei laboratori, dove ogni componente veniva curato fino all’ultimo dettaglio per garantire affidabilità, centratura e prestazioni luminose, soprattutto negli strumenti prismatici.
Nel 1928, in un contesto economico difficile, la Fondazione Carl Zeiss divenne socio di maggioranza. Tuttavia il marchio Hensoldt restò in uso, segno della sua reputazione. A lungo, la sede in Gloëlstraße, realizzata a partire dal 1909, fu centro produttivo e simbolo dell’identità estetica e industriale dell’azienda. Il patrimonio di innovazione e precisione di Hensoldt veniva così preservato e integrato in un gruppo più vasto, pur mantenendo una propria impronta distintiva.
Fotografia analogica: dalla Publica ai modelli rebrandizzati
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’esigenza di diversificare la produzione spinse Hensoldt ad affrontare il mercato delle fotocamere. Nel 1946 fu immessa sul mercato la “Publica”, una fotocamera compatta con innesto a vite tipo Leica (M39), dotata di obiettivo intercambiabile Trixar 3,5/50 mm. Si trattava di un apparecchio progettato per abbinare semplicità costruttiva e compatibilità con accessori esistenti, abbattendo i costi e puntando a una produzione di serie accessibile.
In seguito, Hensoldt collaborò con l’industria fotografica italiana ISO (Industria Scientifica Ottica), importando e rimarchiando i modelli ISO come Henso Reporter e Henso Standard. Questi mantenevano l’architettura originale ISO, arricchita da ottiche tedesche, con soluzioni come la ricarica rapida e innesto Leica, esemplificando un adattamento tecnico elegante e funzionale. La Publica e i modelli Henso rappresentarono una deviazione temporanea dal core business ottico, un esperimento riuscito, ma destinato a terminare perché Leitz, detentrice del sistema Leica, ostacolò la concorrenza interna.
I modelli fotografici Hensoldt, pur rari, testimoniano l’estro tecnico dell’azienda nel ricreare schemi ottici efficienti in corpi macchina economici, con montature precise e attacco universale. In particolare, l’obiettivo Trixar 3,5/50 mm, non sofisticato ma ben centrato e progettato, conferiva alla Publica un contrasto accettabile e una resa luminosa sufficiente. La qualità dei materiali, la finitura meccanica, la precisione dell’innesto a vite e l’ottimizzazione del sistema ottico-diagnostico riflettono la cultura industriale di Hensoldt.
Ottiche militari, binocoli specializzati e trasformazioni del XX secolo
Durante e dopo la guerra, l’attività storica di Hensoldt nel settore militare—mirini, binocoli, ottiche di puntamento—conobbe una profonda evoluzione. Le produzioni di precisione furono impattate dai bombardamenti su Wetzlar, ma la ripresa fu marcata da una rapida ricostituzione produttiva. Il lavoro si focalizzò sulla produzione di binocoli “roof prism”, una tipologia di prisma che garantiva maggiore compattezza senza sacrificare la qualità ottica.
A partire dal 1964, tutta la produzione di binocoli Carl Zeiss Oberkochen fu trasferita alla fabbrica di Wetzlar. I legami tecnici tra Zeiss e Hensoldt si intensificarono, fino a che nel 1968 Hensoldt divenne totalmente parte del gruppo Carl Zeiss. Solo nel 2006 il marchio Hensoldt fu ritirato, sostituito dall’etichetta Carl Zeiss Sports Optics GmbH, che prosegue la produzione di binocoli, ottiche da mira e cannocchiali terrestri sotto gli standard tecnici consolidati nella tradizione Hensoldt.
La costruzione moderna di questi strumenti riflette criteri tecnici avanzati: vetri ED (Extra-Low Dispersion) per la correzione cromatica, rivestimenti multi-strato per trasmissione luminosa, prismi a tetto (roof prism) sviluppati secondo i precedenti progetti Hensoldt, meccanismi di focalizzazione rapidi, strutture impermeabili e meccanismi di compensazione della pressione interna, adatti alle escursioni d’altitudine. Il corpo è robusto, leggero e studiato per l’ergonomia; le superfici esterne trattate per resistere a condizioni gravose.
Nel contempo, la divisione ottica militare fu integrata nella rete Cassidian/Optronik, evolvendosi in un ramo dedicato agli strumenti optronici, visori notturni, periscopi stabilizzati, laser e sistemi completi per la difesa, in cui il patrimonio tecnico di Hensoldt resta alla base. L’orientamento tecnico è centrato sull’integrazione ottico-elettronica, su sensoristica avanzata e su meccatronica di precisione, mantenendo al centro la qualità ottica e la rigida affidabilità.

Sono Manuela, autrice e amministratrice del sito web www.storiadellafotografia.com. La mia passione per la fotografia è nata molti anni fa, e da allora ho dedicato la mia vita professionale a esplorare e condividere la sua storia affascinante.
Con una solida formazione accademica in storia dell’arte, ho sviluppato una profonda comprensione delle intersezioni tra fotografia, cultura e società. Credo fermamente che la fotografia non sia solo una forma d’arte, ma anche un potente strumento di comunicazione e un prezioso archivio della nostra memoria collettiva.
La mia esperienza si estende oltre la scrittura; curo mostre fotografiche e pubblico articoli su riviste specializzate. Ho un occhio attento ai dettagli e cerco sempre di contestualizzare le opere fotografiche all’interno delle correnti storiche e sociali.
Attraverso il mio sito, offro una panoramica completa delle tappe fondamentali della fotografia, dai primi esperimenti ottocenteschi alle tecnologie digitali contemporanee. La mia missione è educare e ispirare, sottolineando l’importanza della fotografia come linguaggio universale.
Sono anche una sostenitrice della conservazione della memoria visiva. Ritengo che le immagini abbiano il potere di raccontare storie e preservare momenti significativi. Con un approccio critico e riflessivo, invito i miei lettori a considerare il valore estetico e l’impatto culturale delle fotografie.
Oltre al mio lavoro online, sono autrice di libri dedicati alla fotografia. La mia dedizione a questo campo continua a ispirare coloro che si avvicinano a questa forma d’arte. Il mio obiettivo è presentare la fotografia in modo chiaro e professionale, dimostrando la mia passione e competenza. Cerco di mantenere un equilibrio tra un tono formale e un registro comunicativo accessibile, per coinvolgere un pubblico ampio.