Tag: processi fotografici

Il Processo Fresson

Dalla presentazione del 1899 alla pratica odierna di Savigny‑sur‑Orge, il Processo Fresson evolve il carbone diretto in monocromia e quadrichromia a pigmento senza trasferimento, unendo stabilità e mattezza in una tradizione familiare segreta che ha sedotto autori e istituzioni per oltre un secolo.

Processore d’immagine: cuore della fotocamera

Il processore d’immagine si è evoluto dagli ASIC di supporto ai CCD fino agli attuali SoC con CPU, DSP e acceleratori AI, orchestrando demosaicizzazione, bilanciamento del bianco, riduzione del rumore, HDR e compressione. DIGIC, EXPEED e BIONZ hanno segnato tappe chiave, trasformando la fotocamera in un sistema ciber‑fisico capace di interpretare e ottimizzare la scena in tempo reale.

John J. Griffin & Sons Ltd.

La storia dell'azienda che sarebbe diventata John J. Griffin & Sons Ltd. inizia nel lontano 1795 a Glasgow, Scozia,...

Il Processo Dufaycolor (1932 – 1950)

Dal contesto Autochrome all’industria britannica, il Dufaycolor definì negli anni 1932–1950 il vertice dei processi additivi a schermo. Struttura, sviluppo e adozioni cinematografiche e fotografiche vengono analizzati in dettaglio, insieme alla traiettoria industriale di Dufay‑Chromex e al confronto con i sottrattivi.

Il Processo Ozobrome

Il processo Ozobrome, sviluppato tra il 1905 e il 1920, trasformava stampe al bromuro d’argento in stampe al carbone mediante ossidazione e pigmentazione diretta. Apprezzato per la qualità tonale e la durabilità, fu usato da fotografi pittorialisti e istituzioni artistiche.

Il Processo Carbro (1905 – 1960)

Dall’Ozobrome del 1905 alla rarefazione post‑1950, il processo carbro unisce chimica dei dicromati e stampa a bromuro per ottenere monocromie e tricolori di eccezionale stabilità. Tra Autotype, Outerbridge e Muray, il carbro ha segnato lo standard cromatico dell’editoria e della pubblicità pre‑cromogena.

Il Processo Lippmann (1891 – 1910)

Tra 1891 e 1910 il Processo Lippmann introdusse la fotografia a colori per interferenza, registrando in gelatina onde stazionarie che riflettono selettivamente la lunghezza d’onda. L’opera di Gabriel Lippmann (1845–1921), premiata nel 1908, raggiunse purezza spettrale unica ma declinò per complessità operativa e concorrenza Autochrome.

La Stampa Aristotipica (1860 – 1940)

La stampa aristotipica, nata nel 1860 e utilizzata fino al 1940, fu un procedimento a cloruro d’argento diretto su carta industriale. Diffusa per ritratti ed editoria, garantì stabilità e brillantezza tonale, anticipando la standardizzazione industriale della fotografia.

Il Processo per Immagini Positive Dirette di Bayard (1839 – 1850)

Il processo di Hippolyte Bayard, attivo tra il 1839 e il 1850, introdusse il primo positivo diretto su carta mediante reazioni chimiche dei sali d’argento. Tecnica fragile ma innovativa, univa ricerca estetica e sperimentazione chimica, anticipando sviluppi successivi della fotografia.

Madame Yevonde (Yevonde Cumbers Middleton)

Madame Yevonde (1893–1975), pioniera della fotografia britannica e promotrice del colore con il processo Vivex. Analisi del suo studio londinese, delle tecniche di ritratto, della serie "Goddesses" e delle sue opere di moda e celebrità, che hanno segnato la fotografia artistica e commerciale del XX secolo.

L. Gevaert & Cie

Lieven Gevaert, nato nel 1868 a Antwerp, iniziò la sua carriera come apprendista in una piccola officina di produzione...

La prima fotografia a colori della storia

La prima fotografia a colori della storia rappresenta un momento di svolta nella storia della fotografia, un punto di...