venerdì, 29 Agosto 2025
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S. D. McKellen

Samuel Dunseith McKellen nacque nel 1836 nella Contea di Antrim, in Irlanda del Nord, da James e Margaret Dunseith McKellen. La famiglia si trasferì l’anno successivo a Manchester, in Inghilterra, dove James McKellen assunse il ruolo di Superintendente e Missionario per la Manchester and Salford Mission. La morte prematura di James nel 1843 costrinse Margaret a sostenere la famiglia ospitando studenti e boarders, una scelta che permise a Samuel e ai suoi fratelli di continuare a ricevere un’educazione regolare. Fin dalla giovane età, Samuel dimostrò una propensione per la meccanica e la precisione, qualità che lo portarono a frequentare una scuola tecnica specializzata in orologeria e gioielleria. Qui acquisì una competenza approfondita nella lavorazione dei metalli e nella costruzione di strumenti di precisione, conoscenze che in seguito si sarebbero rivelate fondamentali per la sua attività nella fotografia.

Dopo il completamento degli studi tecnici, McKellen iniziò un apprendistato presso un artigiano locale, perfezionando ulteriormente le sue capacità nella realizzazione di componenti meccanici complessi. La formazione in orologeria, con la sua attenzione alla precisione, al calibro e alla miniaturizzazione, rappresentò un terreno ideale per le future innovazioni fotografiche. Nel 1861, a venticinque anni, McKellen avviò la propria attività imprenditoriale, inizialmente concentrandosi sulla produzione e vendita di orologi e orologi da tasca, guadagnandosi una reputazione per la qualità dei suoi manufatti e la cura per i dettagli.

Fu proprio in questo periodo che McKellen iniziò a interessarsi alla fotografia, attratto dalle possibilità creative e tecniche del nuovo mezzo. I suoi primi esperimenti fotografici erano caratterizzati da un approccio artigianale e sperimentale: utilizzava materiali disponibili, come scatole di sigari per costruire i primi corpi macchina, e applicava le competenze meccaniche acquisite nella lavorazione di orologi per creare sistemi di movimento e messa a fuoco precisi. Questo approccio univa l’ingegno tecnico alla sperimentazione artistica, ponendo le basi per le sue successive invenzioni.

Il vero punto di svolta nella carriera di McKellen avvenne intorno al 1884, quando progettò la sua prima fotocamera funzionante, unendo il corpo macchina a struttura semplice a un sistema ottico innovativo. Inizialmente, il prototipo consisteva in una scatola di sigari modificata con lente, ma la collaborazione con il costruttore di fotocamere di Manchester, Joshua Billcliff, permise di realizzare un modello più sofisticato, stabile e funzionale. La fotocamera, nota come “McKellen Camera”, venne esposta presso la Photographic Society nel 1884, ricevendo una medaglia d’oro, il primo riconoscimento di questo tipo mai assegnato a una macchina fotografica. La medaglia testimonia l’eccezionale innovazione della costruzione, della leggerezza e della facilità d’uso del dispositivo.

La fotocamera McKellen si distingueva per la sua struttura semplice, leggera e compatta, capace di accogliere obiettivi di varie lunghezze focali grazie a un sistema modulare. La macchina prevedeva un movimento frontale e posteriore oscillante, che consentiva una messa a fuoco precisa senza complicazioni meccaniche eccessive. Grazie a queste caratteristiche, il design della McKellen Camera era facilmente riproducibile industrialmente, rendendola uno dei primi esempi di fotocamere pensate per la produzione in serie, pur mantenendo standard qualitativi elevati.

L’innovazione di McKellen si consolidò con l’introduzione del Treble Patent, una combinazione di tre brevetti che migliorava la funzionalità e la versatilità della fotocamera. Il Treble Patent comprendeva un sistema di messa a fuoco a doppio pignone, una base per treppiede integrata e una struttura pieghevole che rendeva la macchina facilmente trasportabile. La facilità di produzione e la versatilità d’uso resero le fotocamere McKellen estremamente popolari tra gli appassionati e i professionisti che cercavano dispositivi affidabili e pratici, capaci di adattarsi a diverse esigenze fotografiche.

La Detective Camera e le innovazioni panoramiche

Nel 1888, McKellen ampliò la gamma dei suoi prodotti introducendo la Detective Camera, concepita per l’uso discreto e portatile. Questo modello era pensato per fotografi investigativi o per chi necessitava di un apparecchio facilmente trasportabile e pronto all’uso in situazioni di emergenza. La Detective Camera conservava i principi di semplicità e leggerezza tipici delle macchine McKellen, ma integrava soluzioni pratiche per il trasporto e la discrezione dell’uso, come la compattezza e il mirino a livello dell’occhio.

Parallelamente, McKellen sviluppò miglioramenti sul modello panoramico ideato da Thomas Sutton. Aggiungendo uno shutter a rullo e uno specchio interno, la fotocamera permetteva di riflettere l’immagine su uno schermo di vetro smerigliato, facilitando l’inquadratura e la messa a fuoco. Queste innovazioni testimoniano la capacità di McKellen di osservare criticamente i dispositivi esistenti e di proporre soluzioni tecniche originali, destinate a migliorare la praticità e la precisione della fotografia.

La produzione e la commercializzazione delle fotocamere McKellen beneficiavano inoltre di collaborazioni strategiche, in particolare con Marion & Company Ltd. di Londra, che ne favorirono la diffusione su scala nazionale. La combinazione di innovazione tecnica, praticità e accessibilità economica fece delle fotocamere McKellen strumenti molto apprezzati sia dai professionisti sia dagli appassionati della fotografia amatoriale.

Le fotocamere McKellen erano caratterizzate da un approccio costruttivo che privilegiava la solidità, la precisione meccanica e la facilità d’uso. La struttura pieghevole, combinata alla possibilità di montare diverse lunghezze focali, rendeva questi strumenti adattabili a un’ampia gamma di esigenze fotografiche. La facilità di trasporto e la leggerezza favorivano l’uso in esterni, mentre la robustezza garantiva una durata superiore alla media dei prodotti contemporanei.

Sul piano storico, Samuel Dunseith McKellen si colloca tra i pionieri della fotografia meccanica industriale: le sue macchine anticipano alcuni concetti di modularità e semplicità produttiva che caratterizzeranno la fotografia di massa nel XX secolo. L’attenzione alla qualità dei materiali e alla precisione costruttiva rappresenta un ponte tra la tradizione artigianale e le esigenze di una produzione semi-industriale, posizionando McKellen come figura chiave nella diffusione e nell’evoluzione della pratica fotografica.

Oltre alla rilevanza tecnica, le fotocamere McKellen contribuiscono a comprendere la storia culturale della fotografia, testimoniando la transizione dal mezzo esclusivamente professionale a uno strumento accessibile a un pubblico più ampio. La combinazione di innovazione, praticità e produzione industriale ha permesso alla sua opera di lasciare una traccia duratura, tanto nel mercato contemporaneo quanto nel collezionismo storico.

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