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Jonathan Fallowfield Photographic Chemical and Material warehouse

Il Jonathan Fallowfield Photographic Chemical and Material Warehouse, noto anche semplicemente come Fallowfield, fu uno dei nomi più influenti nell’ambito della fornitura fotografica professionale in Inghilterra durante il XIX e i primi decenni del XX secolo. L’azienda nacque come rivendita di prodotti chimici, vetri, cartoni e materiali tecnici destinati alla fotografia, affermandosi nel tempo come uno dei principali distributori e produttori di materiali sensibili, accessori da camera oscura, supporti ottici e attrezzature professionali per studi fotografici.

La sede storica del magazzino era ubicata a 146, Charing Cross Road, Londra, una posizione strategica nel cuore del distretto artistico e tecnico della capitale. L’azienda fu fondata da Jonathan Fallowfield, imprenditore attivo nella seconda metà dell’Ottocento, probabilmente già nel 1860, sebbene le prime menzioni pubbliche del marchio appaiano con certezza nei cataloghi del 1865. La natura iniziale dell’impresa era quella di magazzino specializzato: un punto vendita e distribuzione per chimici fotografici, lastre in vetro, carte sensibili, e attrezzature da laboratorio, rivolto a professionisti, amatori evoluti e scuole tecniche.

Il vero punto di forza della Fallowfield fu la sua capacità di integrare produzione e distribuzione, diventando nel giro di pochi anni uno dei fornitori di riferimento per l’intero Regno Unito, in un periodo in cui la fotografia stava vivendo la transizione dalle tecniche al collodio umido verso l’impiego del gelatino-bromuro d’argento. A differenza di altri operatori commerciali dell’epoca, Fallowfield offriva non solo componenti e attrezzature, ma anche un servizio di consulenza tecnica, pubblicazioni a stampa e manuali per fotografi professionisti, favorendo così la diffusione della conoscenza tecnica in un’epoca in cui la formazione fotografica era ancora priva di canali ufficiali.

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta dell’Ottocento, l’azienda era già considerata una delle più complete realtà europee nel settore del materiale fotografico, citata regolarmente sulle riviste specialistiche come The British Journal of Photography, Photographic News e Amateur Photographer. Il magazzino conteneva centinaia di articoli, tra cui obiettivi, fotocamere, stativi, fondali pittorici, lampade per camera oscura, bagni di sviluppo, prodotti chimici purificati e confezioni di carta sensibile.

Il catalogo Fallowfield, pubblicato annualmente, era una vera e propria enciclopedia fotografica commerciale, e conteneva dettagliate descrizioni dei materiali, tabelle tecniche, formule chimiche consigliate, istruzioni per l’uso dei bagni di sviluppo, e sezioni dedicate alla manutenzione dell’attrezzatura. L’azienda fu anche una delle prime nel Regno Unito a importare emulsioni secche pronte all’uso, inizialmente dalla Germania e successivamente da produttori locali, consolidando così il passaggio dalle tecniche manuali alle procedure industriali standardizzate.

Con l’espansione del mercato fotografico, Fallowfield seppe diversificare la propria offerta, introducendo nel proprio catalogo anche fotocamere complete, ottiche firmate da produttori come Dallmeyer e Ross, supporti metallici, strumenti per la riproduzione fotomeccanica, e attrezzature per la stampa a contatto e per la proiezione. Non si trattava solo di commercializzare oggetti: molti dei materiali distribuiti venivano effettivamente prodotti in proprio, o almeno confezionati e marchiati con il brand Fallowfield, in particolare le carte fotografiche, i flaconi di sviluppatore, i fissaggi e i toner chimici.

L’azienda si distinse anche per il suo rapporto privilegiato con i professionisti. Oltre a rifornire studi fotografici, collaborava attivamente con ospedali, università, studi tecnici, illustratori, laboratori litografici e istituzioni scientifiche, divenendo una presenza fissa nelle esposizioni industriali e nelle mostre fotografiche nazionali. Questo ruolo di snodo tra produzione tecnica e mondo accademico diede al marchio Fallowfield una reputazione di rigore e affidabilità, che ne garantì la sopravvivenza per oltre mezzo secolo, nonostante la concorrenza crescente di grandi marchi internazionali come Kodak o Ilford.

Il cuore pulsante della Fallowfield era rappresentato dalla sua produzione e distribuzione di materiali chimici e supporti fotografici sensibili. Le sostanze vendute dall’azienda erano confezionate in bottiglie numerate, sigillate con ceralacca, con etichette dettagliate e note d’uso tecniche. Le principali linee di prodotto includevano rivelatori al metolo, idrochinone, pirogallolo, amidolo, oltre a fissatori a base di tiosolfato di sodio, sbiancanti per bromuro d’argento, e toner al cloruro d’oro o selenio.

I chimici venivano offerti in forma solida o liquida, talvolta in confezioni multiple da laboratorio, pensate per le scuole o gli studi di grande dimensione. Molti dei composti erano formulati internamente secondo ricette proprietarie, e alcuni vennero anche brevettati. La purezza dei reagenti era uno dei principali argomenti di vendita: ogni lotto riportava un numero seriale, e i cataloghi contenevano analisi chimiche certificate, spesso comparabili con i riferimenti farmaceutici.

Parallelamente, il marchio Fallowfield produsse e commercializzò diverse varietà di carte fotografiche, tra cui le celebri “Aristo-Fallowfield”, ispirate alle carte americane Aristo-Type, ma adattate al mercato inglese. Queste carte, trattate con cloruro d’argento e montate su supporti di alta qualità, erano particolarmente apprezzate per la resa tonale calda e la stabilità nel tempo, e trovavano impiego tanto nei ritratti in studio quanto nella stampa artistica. Erano disponibili in versioni lucida, opaca, goffrata, e con supporti bianco puro, avorio o crema.

L’offerta era completata da una gamma di accessori da camera oscura, tra cui lampade a luce rossa a petrolio, timer meccanici, agitatore da sviluppo rotante, pinze in osso e bachelite, lastre in vetro piane, pennelli per il viraggio, contenitori graduati, e ingranditori da tavolo. Il magazzino conteneva anche serrature da ripresa, stativi, chassis portapiastra, e supporti mobili per fondali pittorici, realizzati in lino e tela dipinta a mano.

Tutti i prodotti venivano corredati da manuali tecnici, fogli illustrativi e istruzioni operative, spesso redatti in stile enciclopedico, con note sulle compatibilità chimiche, sulle curve caratteristiche di sviluppo, e sulle reazioni fotochimiche delle carte ai diversi tipi di illuminazione. L’impostazione educativa era evidente, e molti giovani fotografi impararono i fondamenti della tecnica proprio sfogliando i cataloghi Fallowfield.

Uno dei punti più innovativi fu l’introduzione, a partire dal 1895 circa, di kit fotografici completi, destinati ai fotografi itineranti o ai dilettanti avanzati. Questi set contenevano tutto il necessario per allestire una camera oscura portatile, inclusi teli oscuranti, prodotti chimici in miniatura, pinze, lastre, carta, e obiettivi in ottone. L’azienda anticipava in questo modo la logica del “sistema fotografico integrato”, ben prima che il concetto fosse applicato in modo industriale dai grandi marchi americani.

Molte confezioni riportavano il marchio in rilievo: “Jonathan Fallowfield, London”, inciso su cartoncini o etichette in metallo smaltato. Oggi questi oggetti rappresentano testimonianze materiali di una fase pionieristica della fotografia tecnica e commerciale, e sono ricercati dai collezionisti non solo per il loro valore estetico, ma per l’importanza storica nel delineare il passaggio dalla fotografia artigianale a quella industriale.

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