La Dallmeyer rappresenta uno dei nomi più rilevanti e pionieristici nel campo della produzione ottica e fotografica del XIX e XX secolo. L’azienda fu fondata nel 1860 a Londra da John Henry Dallmeyer (1830–1883), un ottico di origini tedesche naturalizzato britannico. Formatasi durante il fermento tecnico-scientifico dell’epoca vittoriana, la Dallmeyer si impose immediatamente come riferimento nella produzione di obiettivi fotografici di precisione e strumentazione ottica avanzata, contribuendo in maniera sostanziale all’evoluzione delle tecnologie fotografiche e scientifiche.
John Henry Dallmeyer non era un imprenditore comune: prima di fondare la propria attività, aveva lavorato presso la casa ottica di Andrew Ross, dove aveva sposato la figlia del fondatore. In questo contesto, maturò un’eccezionale esperienza nella fabbricazione di lenti e strumenti ottici, a tal punto che al momento della fondazione della sua azienda poté iniziare la produzione con un know-how tecnico di altissimo livello. Il suo contributo alla scienza ottica fu tale che venne insignito di numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui medaglie d’oro alle esposizioni universali di Parigi (1867) e Vienna (1873).
La produzione iniziale della Dallmeyer si concentrò su obiettivi per ritrattistica, telescopi astronomici, microscopi e strumentazione telegrafica. Tuttavia, fu la specializzazione negli obiettivi fotografici a determinare il consolidamento e la fama duratura del marchio. Le ottiche Dallmeyer furono adottate sia da professionisti del ritratto sia da operatori sul campo, inclusi numerosi fotografi documentaristi e militari attivi durante la seconda metà del XIX secolo.
Evoluzione tecnica degli obiettivi Dallmeyer
Nel corso della sua storia, la Dallmeyer ha sviluppato una serie di schemi ottici originali e innovativi, molti dei quali sono ancora oggi considerati tappe fondamentali nello sviluppo della fotografia tecnica e professionale. Tra i principali contributi si ricorda la progettazione del Dallmeyer Rapid Rectilinear, una variante migliorata del celebre obiettivo Petzval, adattato per garantire minore distorsione nelle riprese architettoniche e paesaggistiche.
Uno degli sviluppi più importanti fu rappresentato dal Telephotographic Lens, introdotto nel 1891, che incorporava il concetto di sistema a lenti positive e negative separate, anticipando di fatto l’obiettivo teleobiettivo moderno. Questo progetto tecnico consentiva ingrandimenti significativi senza aumentare eccessivamente la lunghezza fisica dell’obiettivo, un vantaggio pratico che trovò immediata applicazione in fotografia naturalistica e reportage militare. L’interesse dell’esercito britannico verso questa tecnologia fu tale che la Dallmeyer ricevette numerose commissioni governative.
Dal punto di vista della progettazione ottica, gli obiettivi Dallmeyer si distinguevano per l’uso di vetri a basso indice di dispersione, l’adozione precoce di trattamenti antiriflesso, e una raffinata lavorazione meccanica delle montature in ottone, caratteristiche che li rendevano particolarmente affidabili per le lunghe esposizioni e per l’impiego in condizioni ambientali critiche. In particolare, la serie Dallmeyer Soft Focus Portrait fu apprezzata per la sua capacità di rendere immagini morbide e pittoriche, mantenendo però un controllo preciso sulla resa tonale e sul dettaglio centrale.
Importante fu anche la serie Dallmeyer Stigmatic, introdotta nei primi anni del XX secolo. Si trattava di obiettivi anastigmatici, cioè in grado di correggere le aberrazioni sferiche e cromatiche, utilizzabili su grandi formati con aperture molto elevate. L’ingegnosità del design Dallmeyer fu tale da permettere l’uso efficace di questi obiettivi anche in fotografia aerea, scientifica e topografica.
Apparati ottici e strumenti scientifici
Oltre alla produzione fotografica, la Dallmeyer eccelse nella realizzazione di strumentazione ottica ad alta precisione, destinata a laboratori, osservatori astronomici e applicazioni militari. Il contributo alla strumentazione astronomica fu considerevole: John Henry Dallmeyer realizzò telescopi rifrattori acromatici di alta qualità, spesso costruiti su commissione per università e istituti scientifici europei.
Uno degli esempi più emblematici di questa produzione fu il photoheliograph, uno strumento ottico sviluppato da Dallmeyer su richiesta della Royal Greenwich Observatory per fotografare il Sole con precisione e regolarità. Questo dispositivo, combinando ottiche a lunga focale e filtri solari specializzati, rese possibile la registrazione sistematica dell’attività solare e contribuì alla nascita della fotografia astronomica come disciplina autonoma.
Nel settore topografico, la Dallmeyer produsse strumenti per la fotogrammetria e la mappatura ottica, comprese camere aeree per palloni e dirigibili. L’adozione di ottiche anastigmatiche a copertura grandangolare rese questi strumenti fondamentali per la ricognizione durante il primo conflitto mondiale. L’uso di vetri ottici selezionati, spesso realizzati su specifica della Schott di Jena, permise alla Dallmeyer di raggiungere una resa ottica superiore alla media degli standard militari del tempo.
In ambito medico e scientifico, la Dallmeyer fornì anche microscopi composti e strumenti endoscopici ottimizzati per la resa fotografica, dimostrando una flessibilità produttiva non comune per un’azienda della sua epoca. Il controllo diretto dei processi produttivi – dalla molatura del vetro alla finitura metallica – fu un elemento chiave nella qualità finale degli apparati, che potevano raggiungere livelli di tolleranza meccanica inferiori al centesimo di millimetro.
Continuità aziendale e produzione nel XX secolo
Dopo la morte di John Henry Dallmeyer nel 1883, l’azienda venne diretta dal figlio Thomas Rudolphus Dallmeyer, che ne proseguì l’attività con spirito innovativo. A lui si deve lo sviluppo del celebre Dallmeyer-Bergheim Portrait Lens, un obiettivo a lunghezza focale variabile che prefigurava il concetto moderno di zoom. Thomas fu anche tra i primi ad adottare il vetro ottico tedesco di nuova generazione e a sperimentare soluzioni antiriflesso ancora in fase prototipale.
Durante il periodo tra le due guerre mondiali, la Dallmeyer riuscì a mantenere una produzione costante, grazie alla diversificazione tra fotografia civile, applicazioni militari e strumenti di precisione. Fu proprio durante il Secondo Conflitto Mondiale che la Dallmeyer conobbe uno dei momenti di massimo impegno industriale: l’azienda collaborò con il Ministero della Guerra britannico per la produzione di obiettivi per camere aeree, binocoli militari e periscopi sottomarini. La capacità dell’impresa di produrre strumenti robusti e otticamente precisi in tempi rapidi la rese una delle poche realtà inglesi in grado di competere con i colossi tedeschi come Zeiss o Leitz.
Nel secondo dopoguerra, l’evoluzione delle tecnologie ottiche e la crescente concorrenza da parte dei produttori giapponesi determinarono un graduale declino dell’azienda, che cercò di aggiornare la propria produzione introducendo obiettivi per cineprese e strumenti di misura industriale. Tuttavia, l’insufficienza di risorse per la ricerca e sviluppo condusse a una perdita progressiva di mercato.
Nonostante la difficoltà a competere con le nuove economie emergenti, il marchio Dallmeyer continuò a essere associato alla precisione meccanica, alla resa ottica e alla costruzione artigianale di qualità superiore. Le ottiche prodotte tra il 1860 e il 1950 sono oggi ricercatissime nel mercato del collezionismo, e numerosi fotografi contemporanei le riadattano per uso artistico su fotocamere digitali, attratti dalla resa tonale unica e dalle caratteristiche pittoriche degli obiettivi soft focus.
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