Manuela Parangelo

Sono Manuela, autrice e amministratrice del sito web www.storiadellafotografia.com. La mia passione per la fotografia è nata molti anni fa, e da allora ho dedicato la mia vita professionale a esplorare e condividere la sua storia affascinante.Con una solida formazione accademica in storia dell'arte, ho sviluppato una profonda comprensione delle intersezioni tra fotografia, cultura e società. Credo fermamente che la fotografia non sia solo una forma d'arte, ma anche un potente strumento di comunicazione e un prezioso archivio della nostra memoria collettiva.La mia esperienza si estende oltre la scrittura; curo mostre fotografiche e pubblico articoli su riviste specializzate. Ho un occhio attento ai dettagli e cerco sempre di contestualizzare le opere fotografiche all'interno delle correnti storiche e sociali.Attraverso il mio sito, offro una panoramica completa delle tappe fondamentali della fotografia, dai primi esperimenti ottocenteschi alle tecnologie digitali contemporanee. La mia missione è educare e ispirare, sottolineando l'importanza della fotografia come linguaggio universale.Sono anche una sostenitrice della conservazione della memoria visiva. Ritengo che le immagini abbiano il potere di raccontare storie e preservare momenti significativi. Con un approccio critico e riflessivo, invito i miei lettori a considerare il valore estetico e l'impatto culturale delle fotografie.Oltre al mio lavoro online, sono autrice di libri dedicati alla fotografia. La mia dedizione a questo campo continua a ispirare coloro che si avvicinano a questa forma d'arte. Il mio obiettivo è presentare la fotografia in modo chiaro e professionale, dimostrando la mia passione e competenza. Cerco di mantenere un equilibrio tra un tono formale e un registro comunicativo accessibile, per coinvolgere un pubblico ampio.

Sparatoria al Kent State (1970) — John Paul Filo

Il 4 maggio 1970 John Paul Filo, studente di fotogiornalismo ventunenne, immortalò Mary Ann Vecchio inginocchiata sopra il corpo di Jeffrey Miller, ucciso dalla Guardia Nazionale dell'Ohio durante una manifestazione contro l'invasione della Cambogia al campus della Kent State University. La fotografia, scattata con una Nikkormat e pellicola Tri-X, vinse il Premio Pulitzer 1971 e divenne simbolo universale del movimento pacifista e della violenza di Stato contro i manifestanti.

Dalí Atomicus (1948) — Philippe Halsman

Fotografia iconica del dopoguerra, Dalí Atomicus unisce sperimentazione tecnica, surrealismo e costruzione dell’immagine in studio. L’opera di Philippe Halsman rivela il dialogo tra scienza, arte e rappresentazione nel contesto culturale del 1948.

Martin Luther King alla Marcia su Washington (1963) — Bob Adelman

Bob Adelman documentò Martin Luther King durante il discorso "I Have a Dream" alla Marcia su Washington del 28 agosto 1963. Analisi tecnica e storica della fotografia iconica che testimonia il culmine del movimento per i diritti civili americano, combinando competenza fotografica e impegno politico.

Migliori plugin AI per Photoshop 2026: guida ai 8 essential

I plugin AI per Photoshop 2026 automatizzano ritocco ritrattistico, rimozione sfondi, color grading e upscaling attraverso algoritmi machine learning. Analisi tecnica di Retouch4me, Boris FX Optics, Nik Collection, Neural Filters, Remove.bg, Perfectly Clear e Infinite Color Panel con valutazione prestazioni, workflow integration e rapporto costi-benefici per fotografi professionisti.

L’uccisione di Lee Harvey Oswald (1963) — Robert H. Jackson

La fotografia di Robert H. Jackson documenta l'uccisione di Lee Harvey Oswald da parte di Jack Ruby il 24 novembre 1963 nel sotterraneo della polizia di Dallas. Scattata con Nikon S3 e pellicola Tri-X, l'immagine cattura l'istante esatto del colpo, vincendo il Premio Pulitzer 1964 e diventando icona del fotogiornalismo contemporaneo che cristallizza le contraddizioni mediatiche ed etiche nella documentazione della violenza.

1917: le fate di Cottingley e la fotografia che ingannò persino Arthur Conan Doyle

Nel 1917, le fotografie delle fate di Cottingley sfruttarono l’autorità tecnica della fotografia per trasformare un gioco infantile in prova culturale, coinvolgendo lo spiritismo britannico e ingannando persino Arthur Conan Doyle in un celebre caso di credulità visiva.

L’evacuazione di Saigon (1975) di Hubert van Es

L’immagine dell’evacuazione di Saigon fissa il collasso finale del Vietnam del Sud attraverso uno sguardo distante e rigoroso, trasformando un episodio logistico in simbolo visivo della sconfitta politica, dell’attesa e dell’abbandono occidentale.

La Biglia Blu (The Blue Marble) (1972) — Equipaggio Apollo 17

La Biglia Blu immortala la Terra completamente illuminata durante Apollo 17 nel 1972, scattata dall'equipaggio con Hasselblad. Esame tecnico indaga composizione, retroilluminazione solare e ruolo iconico nel sensibilizzare alla fragilità ecologica del pianeta.

Earthrise — La Terra che sorge (1968) — William Anders / NASA

Earthrise cattura la Terra sorgere sulla Luna durante Apollo 8 nel 1968, scattata da William Anders con Hasselblad. Analisi tecnica esplora composizione, contesto politico e impatto visivo dell'icona spaziale che rivelò la fragilità planetaria.

L’incendio del Hindenburg (1937) di Sam Shere

La fotografia di Sam Shere dell’incendio del dirigibile Hindenburg, scattata nel 1937 a Lakehurst, New Jersey, è un’icona della storia della fotografia e della cultura visiva del Novecento. L’immagine, realizzata in un attimo di drammatica intensità, documenta la fragilità della tecnologia e la vulnerabilità umana di fronte a catastrofi improvvisamente esplosive, diventando simbolo della fine di un’epoca e della rivoluzione mediatica.

Il corpo di Che Guevara a Vallegrande (1967) — Freddy Alborta

Analisi storico‑critica della fotografia di Freddy Alborta che ritrae il corpo di Che Guevara a Vallegrande nel 1967, con approfondimento del contesto politico boliviano, del ruolo della propaganda militare e della nascita dell’iconografia rivoluzionaria cristologica.

Einstein con la lingua (1951) — Arthur Sasse

Scattata nel clima teso della Guerra Fredda, la fotografia di Arthur Sasse mostra Albert Einstein in un gesto inatteso che scardina l’iconografia dello scienziato, rivelando il rapporto complesso tra individuo, media e costruzione dell’icona pubblica.