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José Ortiz Echagüe

José Ortiz Echagüe è il maestro del pittorialismo fotografico spagnolo, autore dei quattro grandi album sulla Spagna tradizionale e religiosa. Le sue stampe al fresson, di qualità tecnica insuperata, costruiscono una Spagna eterna e spirituale di straordinaria forza estetica.

La Redazione di Storia della Fotografia 16 min di lettura

I Maestri della Fotografia

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José Ortiz-Echagüe
By Ortiz Echagüe family, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22531104

José Ortiz Echagüe (Guadalajara, 2 agosto 1886 – Madrid, 7 settembre 1980) è la figura più imponente e più discussa della storia della fotografia pittorialista spagnola e uno dei massimi esponenti del pittorialismo fotografico europeo del primo Novecento. La sua opera, realizzata tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta, è un corpus vastissimo di eccezionale qualità tecnica, organizzato in quattro grandi album monografici che documentano i tipi regionali, le tradizioni popolari, i paesaggi e le architetture della Spagna con una coerenza tematica e stilistica rara. Le schede più datate parlano di circa seimila fotografie; il lascito conservato a Pamplona conta oltre ventimila negativi e circa millecinquecento stampe originali al fresson.

Ingegnere militare e pioniere dell’aviazione, fondatore della CASA (Construcciones Aeronáuticas SA) e poi presidente della SEAT, Ortiz Echagüe è un caso singolare nella storia della fotografia: un dilettante nel senso più alto del termine, ovvero un uomo che pratica l’arte fotografica per passione personale, senza necessità economiche, con risorse e libertà ampie, e che raggiunge risultati tecnici ed estetici che molti professionisti non hanno eguagliato. Una rivista americana, American Photography, lo collocò nel 1935 tra i tre migliori fotografi del mondo.

In Sintesi

  • José Ortiz Echagüe (1886-1980) è stato ingegnere militare, pilota, fondatore della CASA e fotografo pittorialista tra i più noti di Spagna.
  • Il suo progetto fotografico si riassume in quattro album: España, tipos y trajes (1930), pueblos y paisajes (1939), mística (1943), castillos y alcázares (1956).
  • Stampava al carbone su carta Fresson, un procedimento al carbone con gelatina e bicromato che dà superfici simili al disegno a carboncino.
  • Le sue immagini costruiscono una Spagna eterna e tradizionale, in sintonia con la retorica del regime franchista: una lettura che la critica discute.
  • Il suo lascito, al Museo Universidad de Navarra, conserva circa 1500 stampe originali e oltre 20.000 negativi; una grande retrospettiva nel 1998 ha toccato Madrid e Parigi.
  • Il suo Marocco, fotografato tra il 1909 e il 1916 e negli anni Sessanta, è uscito solo nel 2013.

Origini e formazione

José Ortiz Echagüe nasce a Guadalajara, in Castiglia, il 2 agosto 1886 (qualche studio indica il 21 agosto) da una famiglia dell’alta borghesia. Il padre, Antonio Ortiz Puertas, è un comandante del Genio e insegna all’Accademia di ingegneria militare. La madre, Dolores Echagüe Santoyo, nata a Vitoria nel 1860, gli dà un cognome che l’artista userà sempre, nella forma doppia. Sono sette figli. Tra loro c’è il pittore Antonio, di tre anni più grande.

Nel 1889 o 1890 la famiglia si trasferisce a Logroño, in La Rioja, dove José vive quattordici anni. Il fratello Antonio gli insegna la composizione, la luce, la prospettiva; alcuni dipinti di Antonio fanno da riferimento per fotografie di José, e un suo scatto deriva da una tela intitolata Misa en Narvaja (1901). Nel 1898 i genitori rifiutano al ragazzo di fare il pittore e gli regalano una macchina Kodak 8 x 8 (altre fonti collocano il primo apparecchio nello stesso anno e lo attribuiscono a uno zio, addetto militare a Parigi). Nel 1901 lo zio Francisco Echagüe gli porta una Photosphère. Intorno al 1902 riceve una menzione d’onore a un concorso fotografico a Vitoria.

Nel 1903, a sedici anni, scatta nel villaggio di Viguera la fotografia Sermón en la aldea, che considerava il suo primo grande risultato e l’inizio della fotografia artistica. Nello stesso anno entra nell’Accademia di ingegneria militare di Guadalajara, a diciassette anni. La formazione militare e ingegneristica di primo piano prosegue poi con i viaggi, e nelle biografie più antiche si parla di soggiorni e studi in tutta Europa.

L’ingegnere, il pilota, l’industriale

La carriera fotografica di Ortiz Echagüe non si capisce senza la parte che sta fuori dalla fotografia. Ingegnere militare, nel 1909 è inviato in Africa, nella guerra del Marocco, dove scatta le prime fotografie, anche dai palloni d’osservazione. Nel 1911 fa parte del primo gruppo di cinque piloti militari spagnoli e ottiene il brevetto numero tre. Nel 1913 acquista in Francia tre monoplani Morane-Saulnier per l’esercito; il tentativo di portarne uno a Madrid finisce con un incidente nei pressi di Bordeaux, e lui ricostruisce l’aereo a Tetuán. Il 14 febbraio 1914, con Emilio Herrera, compie il primo volo attraverso lo stretto di Gibilterra, da Tetuán a Siviglia, su un Nieuport 6: il primo collegamento aereo fra Africa ed Europa.

Nel marzo 1923 fonda la CASA (Construcciones Aeronáuticas SA) per costruire velivoli Breguet su licenza francese; il primo Breguet XIX di CASA vola a Getafe nel novembre 1926 e dal 1929 a Cadice si producono idrovolanti Dornier Wal. La dirige come amministratore delegato e poi presidente fino al 1970. Nel 1980, anno della sua morte, CASA è tra le quattro aziende che formano Airbus. Nel 1950 contribuisce a fondare la SEAT, la prima casa automobilistica spagnola con catena di montaggio, della quale è il primo presidente; la 600, prodotta dal 1957, diventa l’automobile di un’intera generazione. Il 10 giugno 1959, a 72 o 73 anni secondo le fonti, vola come copilota su un F-100 e rompe il muro del suono sulla Spagna.

Perché dirlo in un profilo fotografico? Perché è il motivo per cui Ortiz Echagüe poté permettersi di essere un dilettante. Lasciato l’esercito nel 1931, con una posizione industriale solida, poteva dedicare mesi a una stampa, viaggiare per realizzare un album, pubblicare a proprie spese e distribuire i libri da sé. Una libertà che nessun fotografo di mestiere aveva.

Gli inizi fotografici e il pittorialismo

La passione per la fotografia si manifesta presto, e si approfondisce negli anni in cui il pittorialismo internazionale è al culmine, con i saloni che dibattono lo statuto artistico del medium. La sua carriera internazionale comincia nel 1907, quando sue fotografie compaiono in Photograms of the Year. Alcune biografie ricordano anche che espone al Photo-Club di Parigi dal 1909, con riconoscimenti che lo proiettano nel circuito dei grandi pittorialisti europei, e che negli anni partecipa ai saloni internazionali, con oltre duecento medaglie e premi secondo i conteggi più generosi. Fu membro onorario della Royal Photographic Society e della Photographic Society of America.

Il legame con il pittorialismo ha una particolarità. I critici lo considerano il suo rappresentante spagnolo più noto, anche se lui stesso non amava l’etichetta. Una lettura lo definisce un «tardo pittorialista», fedele fino a metà Novecento alle estetiche e alle tecniche nate cinquant’anni prima, tra cui la gomma bicromatata e il carbone. L’impressione, davanti alle sue immagini, è quella di un mondo che il tempo ha già reso leggenda mentre ancora lo si fotografa.

Le stampe al carbone e al fresson

La formazione tecnica non è un dettaglio: la precisione dell’ingegnere si trasferisce nella padronanza dei processi di stampa. Ortiz Echagüe diventa un maestro della stampa al carbone e soprattutto della stampa fresson, un procedimento al carbone diretto sulla carta Fresson. Il metodo fu inventato da Théodore-Henri Fresson (1865-1951), agronomo e fotografo, che nel 1899 a Dreux mise a punto il monocromo «charbon-satin» con la moglie e i figli. La versione a colori, a quattro passaggi con carbone ciano, giallo, magenta e nero, arriva dopo, con Pierre e Michel Fresson, negli anni Cinquanta. Le stampe di Ortiz Echagüe sono quindi in bianco e nero, o in una tonalità monocroma: una carta ricoperta di gelatina, bicromato di potassio e pigmenti di carbone, esposta alla luce a contatto con il negativo e poi lavata con acqua e segatura, che porta via la gelatina non indurita e lascia l’immagine.

Il percorso, nella descrizione del museo di Pamplona, comprende tre passaggi: dal negativo originale si ricava un interpositivo, cioè un positivo su supporto trasparente; l’interpositivo, proiettato con un ingranditore, produce un negativo su carta, spesso di grande formato; quel negativo serve a stampare il positivo finale sulla carta Fresson. Ogni passaggio perde un po’ di informazione, così il risultato non era del tutto prevedibile. Ortiz Echagüe apprezzava il controllo che il carbone gli dava su toni e ombre, e disse che con il carbone si può esercitare un certo controllo. Aggiungeva dettagli, ne toglieva altri: i fili elettrici, i cartelli stradali, che nelle sue Spagne non dovevano esserci.

Il risultato sono superfici ruvide e vellutate, vicine al disegno a carboncino o all’incisione. Queste tecniche, lunghe e complesse, richiedono mesi di lavoro per ogni stampa definitiva, e Ortiz Echagüe le padroneggia con una competenza che ancora oggi stupisce i restauratori e i conservatori che lavorano sul suo archivio. Il museo tratta ogni copia come un’opera unica, perché le tirature erano limitate e perché ogni stampa dallo stesso negativo varia per tono, carta, formato e contrasto, con figure o dettagli che altre copie omettono. Due esempi sono nel Museum of Fine Arts di Houston: Uncle’s Walking Stick (anni Dieci, stampa al carbone) e Ternura (1927, stampa fresson). Per la storia del metodo si può leggere il profilo del processo Fresson, che ricorda Ortiz Echagüe tra gli autori che ne trassero risultati notevoli, accanto a Léonard Misonne, Robert Demachy e Constant Puyo.

José Ortiz-Echagüe
By Ortiz Echagüe family, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22531104

La Spagna immobile: un progetto estetico e ideologico

La scelta tematica di Ortiz Echagüe è un progetto estetico coerente e insieme una presa di posizione ideologica che si presta a letture storicamente complesse. I quattro grandi album costruiscono una Spagna immobile, eterna, radicata nelle tradizioni contadine e religiose, nei costumi regionali, nelle architetture medievali e barocche, estranea alla modernità industriale, al conflitto di classe e alla storia politica contemporanea. È una Spagna fuori dal tempo, filtrata attraverso una luce quasi sacrale che la trasforma in un paese di leggende e di spiritualità ancestrale.

Questa visione non è politicamente neutra. Il 18 luglio 1936 Ortiz Echagüe si trova a San Sebastián, dove resta semi-nascosto fino all’arrivo dei nazionalisti; poi viene promosso tenente colonnello e posto sotto il generale Kindelán, capo dell’aviazione ribelle. È un sostenitore del regime franchista, e la sua fotografia si inserisce nella retorica nazionalista della Spagna di Franco, che celebrava le tradizioni regionali cattoliche e contadine come l’essenza autentica della hispanidad contro la corruzione del materialismo marxista e liberale. I quattro album godono di un grande successo editoriale in Spagna e all’estero, dove vengono presentati come documento autentico dell’anima spagnola: la loro diffusione contribuisce a costruire l’immagine internazionale della Spagna franchista come paese profondo, spirituale e tradizionale.

Non tutti i critici leggono la cosa così. Un commentatore ricorda che le sue scene erano messe in posa, che i modelli venivano diretti e che le immagini mancano di spontaneità, ma sostiene che vanno giudicate per i loro meriti e che Ortiz Echagüe andò più lontano dei contemporanei. La messa in scena è dichiarata: composizione, luce, costume e ambiente erano controllati da lui, e il museo ne cita esempi concreti, come due versioni di Morella, Castellón in cui il castello visibile nella prima è stato eliminato nella seconda.

I quattro album e Marocco

España, tipos y trajes nasce dal progetto di documentare i costumi e i tipi popolari prima che la modernizzazione li cambiasse. Una mostra a Berlino nel 1929 porta un editore tedesco a stamparlo con il titolo Spanische Köpfe; in Spagna esce nel 1930 (secondo il museo di Navarra, nel 1933) e le edizioni spagnole sono introdotte da un prologo di Ortega y Gasset. Fra le immagini ci sono Toreros, Julia la bailaora e Roncalesa. Secondo alcune schede si contano quindici edizioni tra il 1930 e il 1971.

España, pueblos y paisajes è dedicato ai villaggi, ai paesaggi e alle architetture della Spagna rurale; le fotografie datano dal 1934 circa e il libro esce nel 1939, con un prologo di Azorín. Le schede più antiche indicano il 1938, durante la guerra civile, e lo considerano il più esplicitamente franchista. Tra le opere ci sono Frías, Burgos e Santiago de Compostela; spesso il cielo è lasciato sfocato per far risaltare edifici e montagne. España mística (1943) è dedicato alla vita religiosa, ai monasteri, alle processioni e agli eremi, con immagini come Franciscanos orando e Ante el Cristo del Pardo; è tra le opere più ammirate sul piano estetico. España, castillos y alcázares (1956) tratta l’architettura castigliana e militare medievale, con Belmonte, Cuenca e Olite, Navarra.

Il capitolo del Marocco è stato corretto dalla ricerca recente. Un album chiamato Marruecos viene datato 1935 nelle schede più vecchie e descritto come frutto del servizio militare; in realtà le fotografie nordafricane risalgono agli anni 1909-1916, quando serve nel protettorato spagnolo, e a viaggi nel Marocco indipendente nel 1964-1966, e restano inedite in vita. Escono nel 2013 come Norte de África, a cura del Museo Universidad de Navarra e del Museu Nacional d’Art de Catalunya. Tra le immagini più note c’è Moras de Tetuán (1912 circa). Poi Fotos familiares, ritratti di famiglia mai pubblicati in volume, e l’Álbum negro, da cui viene un ritratto femminile.

Pubblica e distribuisce i libri da sé, con circa 200.000 copie vendute.

Composizione e luce

Sul piano estetico, indipendentemente dalla valutazione ideologica, le fotografie di Ortiz Echagüe sono di qualità visiva straordinaria. La composizione è meditata con cura quasi pittorica: le figure di contadini, donne in costume tradizionale, monaci e pastori si stagliano in controluce contro cieli drammaticamente nuvolosi, o si inseriscono in architetture romaniche e gotiche con una precisione che rimanda alle grandi tradizioni pittoriche spagnole, da Zurbarán a Goya. L’influenza del fratello pittore è documentata. Una delle sue prime immagini famose, Después de misa mayor (1903 circa), ha un’ironia da scena di genere, mentre Procesión en Viguera (1910 circa) usa un contrasto di luce e ombra vicino all’espressionismo.

La qualità della luce nelle stampe fresson, con la grana morbida e le sfumature di grigio di ricchezza inesauribile, trasforma ogni fotografia in un oggetto fisico di bellezza, che si percepisce come tale prima ancora di analizzarne il contenuto. Un lettore attento nota presto che qualcosa manca: la spontaneità. Nelle sue Spagne nessuno guarda in macchina per caso e nessuno si muove senza un motivo. Il controllo della scena è totale, e questo spiega sia la forza dell’insieme sia i limiti che i critici gli rimproverano.

Mostre, archivio e riscoperta

Nel 1960 il Metropolitan Museum of Art di New York gli dedica la mostra Spectacular Spain, con 80 fotografie accostate a stampe di Goya. Nel 1978 l’editore INCAFO pubblica una selezione di 48 immagini, José Ortiz Echagüe. Sus fotografías, e nel 1979 escono edizioni in inglese (Gordon Fraser), tedesco (Schirmer/Mosel) e francese (Chêne). Nel 1998 l’Università di Navarra organizza una grande retrospettiva, che passa per il MNAC di Barcellona, il Palais de Sully a Parigi, Pamplona, il Museo Reina Sofía di Madrid, con più di 150.000 visitatori, il Palacio del Infantado di Guadalajara e Logroño. Il Museo del Traje di Madrid conserva una raccolta di Tipos y trajes acquisita nel 1933.

Il suo archivio, il Legado Ortiz Echagüe, è conservato presso il Museo Universidad de Navarra e comprende circa 1500 stampe originali al fresson e oltre 20.000 negativi. È stato oggetto di un lungo lavoro di restauro e digitalizzazione che ha permesso di rivalutare l’opera nella sua piena complessità. Dal 28 ottobre 2025 all’11 ottobre 2026 il museo presenta El aura construida en la imagen de José Ortiz Echagüe, a cura di Martina Massad e Andrea Vargas, con un quaderno monografico che ricostruisce stampe, varianti e manipolazioni. Per orientarsi nel contesto, il profilo della fotografia spagnola mette Ortiz Echagüe accanto a Colom e Català-Roca.

Il lascito è ambivalente ma innegabile. Da un lato la sua opera ha costruito un canone visivo della Spagna tradizionale che ha influenzato per decenni l’immaginario internazionale del paese. Dall’altro, la qualità tecnica delle stampe e la coerenza del progetto lo rendono un riferimento obbligato per chi voglia capire la fotografia pittorialista europea del primo Novecento e la storia della fotografia spagnola.

José Ortiz-Echagüe
By Ortiz Echagüe family, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22531177

Le opere principali

Sono quattro gli album che ne fissano la reputazione. España: tipos y trajes (1930) è il primo, sui tipi regionali e sui costumi. España: pueblos y paisajes (1939; qualche scheda indica il 1938) è il secondo, sui paesaggi e i villaggi. España mística (1943) è il terzo, sulla vita religiosa, i monasteri e le processioni. España: castillos y alcázares (1956) è il quarto, sull’architettura castigliana e militare medievale.

A questi si aggiunge il materiale del Marocco, pubblicato postumo come Norte de África (2013) e indicato nelle schede più vecchie come Marruecos (1935), album sulla Spagna nordafricana ricavato dal servizio militare. Le stampe fresson originali del Museo Universidad de Navarra sono il corpus delle stampe al fresson e al carbone, conservato e restaurato dal museo universitario di Pamplona. La partecipazione ai saloni internazionali di fotografia (1909-1950) è la presenza costante nei principali saloni pittorialisti europei e americani, con oltre duecento medaglie secondo alcuni conteggi. La retrospettiva del Museo Universidad de Navarra è la raccolta più completa e meglio conservata dell’opera.

Domande frequenti

Chi era José Ortiz Echagüe?

Ingegnere militare, pilota e industriale spagnolo (1886-1980), fondatore della CASA e primo presidente della SEAT, noto come fotografo pittorialista dei tipi e dei paesaggi della Spagna.

Che cos’è la stampa fresson?

Un procedimento al carbone diretto, inventato da Théodore-Henri Fresson nel 1899, che usa carta con gelatina, bicromato di potassio e pigmenti di carbone, esposta a contatto con il negativo e sviluppata con acqua e segatura.

Quali sono i suoi quattro album?

España, tipos y trajes (1930); España, pueblos y paisajes (1939); España mística (1943); España, castillos y alcázares (1956).

Perché la sua opera è controversa?

Perché costruisce una Spagna eterna e tradizionale, in sintonia con la retorica del regime franchista, di cui l’autore era sostenitore, e perché molte immagini sono scene messe in posa e ritoccate.

Dove si trovano le sue fotografie?

Il fondo principale è al Museo Universidad de Navarra a Pamplona, con circa 1500 stampe e oltre 20.000 negativi. Sue stampe sono anche al Museum of Fine Arts di Houston e in altre collezioni.

Quando uscì il suo Marocco?

Nel 2013, con il titolo Norte de África, a cura del Museo Universidad de Navarra e del MNAC. Le fotografie risalgono al 1909-1916 e agli anni Sessanta.

Fonti

Aggiornato Ottobre 2026

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