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Sanders & Crowhurst

La Sanders & Crowhurst fu una delle numerose aziende britanniche attive nel campo della produzione e commercializzazione di strumenti fotografici nella seconda metà del XIX secolo. Il nome rimanda ai due fondatori, George Sanders e William Crowhurst, entrambi originari di Londra, che unirono le proprie competenze per dare vita a un’impresa capace di inserirsi nel vivace panorama tecnologico della fotografia vittoriana. L’azienda vide la luce intorno al 1870, in un momento cruciale in cui le tecniche fotografiche si stavano evolvendo rapidamente, passando dalle lastre al collodio umido ai procedimenti a secco e, progressivamente, verso soluzioni più pratiche e commercialmente diffuse.

Il contesto in cui Sanders & Crowhurst operarono era caratterizzato da una forte competizione. Londra e le principali città industriali britanniche erano popolate da laboratori fotografici, rivenditori di ottiche, costruttori di fotocamere e fornitori di materiali chimici. Questo fermento tecnologico aveva creato una rete di interazioni tra artigiani, inventori e commercianti, che spesso collaboravano o si facevano concorrenza. Sanders & Crowhurst si specializzarono nella produzione e distribuzione di apparecchiature fotografiche per studi professionali, ma non trascurarono il mercato amatoriale che, in quegli anni, cominciava a crescere con l’introduzione di macchine più semplici da utilizzare.

La fondazione della società si basava sulla complementarità delle competenze dei due soci: Sanders era un tecnico con solide conoscenze di meccanica di precisione e ottica, mentre Crowhurst era un abile commerciante, capace di gestire rapporti con fornitori e clienti. L’obiettivo dichiarato della ditta era quello di offrire prodotti affidabili, robusti e competitivi rispetto alle aziende già affermate come Ross, Dallmeyer o Thornton-Pickard. Il loro catalogo iniziale comprendeva fotocamere da studio in legno lucidato con soffietto estensibile, obiettivi importati e successivamente prodotti in proprio, e accessori per lo sviluppo e la stampa.

La posizione strategica della loro bottega a Londra, in prossimità delle aree commerciali frequentate da fotografi professionisti, consentì a Sanders & Crowhurst di affermarsi rapidamente come fornitori di fiducia. La reputazione dell’azienda si consolidò grazie alla qualità costruttiva degli strumenti e a un servizio clienti considerato all’avanguardia per l’epoca, con la possibilità di personalizzare alcune parti delle fotocamere a seconda delle esigenze del fotografo.

L’inserimento di Sanders & Crowhurst nella rete commerciale della fotografia vittoriana non fu soltanto un atto imprenditoriale, ma anche un contributo significativo allo sviluppo del settore, poiché introdussero alcune innovazioni tecniche che permisero una maggiore praticità nell’uso quotidiano delle macchine fotografiche.

Produzione di fotocamere e caratteristiche tecniche

Il cuore dell’attività di Sanders & Crowhurst era la costruzione di fotocamere a soffietto per lastre fotografiche. Questi apparecchi erano realizzati in legno massello, prevalentemente mogano, lucidato e rifinito con ottone per le parti meccaniche. La scelta del mogano, comune all’epoca, garantiva stabilità strutturale e resistenza agli sbalzi di umidità, mentre le giunzioni metalliche erano lavorate con precisione artigianale. Le fotocamere prodotte dalla ditta si distinguevano per un design lineare e funzionale, pensato per i fotografi di studio che necessitavano di apparecchi solidi e durevoli.

Le prime fotocamere Sanders & Crowhurst erano destinate al formato full plate (8½ × 6½ pollici), ma la gamma si ampliò rapidamente includendo formati più piccoli, fino al quarter plate, utilizzati per ritratti cartes de visite e fotografie da album. Le macchine erano dotate di un soffietto telescopico in pelle trattata, che consentiva di estendere e regolare la distanza focale con precisione. I modelli più avanzati disponevano di un sistema di doppio tiraggio, grazie al quale il fotografo poteva lavorare con lunghezze focali diverse e ottenere maggiore versatilità.

Dal punto di vista ottico, Sanders & Crowhurst inizialmente importavano obiettivi dalla Germania, in particolare dai produttori di Jena, ma già nei primi anni Ottanta dell’Ottocento iniziarono a marchiare obiettivi propri, probabilmente prodotti in collaborazione con ottici indipendenti. Questi obiettivi erano spesso a schema Petzval, molto diffuso all’epoca per i ritratti grazie alla luminosità e alla nitidezza centrale, ma introdussero anche versioni a doppietto acromatico per applicazioni paesaggistiche. Gli obiettivi erano generalmente montati con diaframmi ad apertura variabile tramite dischi intercambiabili, che consentivano di modulare la quantità di luce e la profondità di campo.

Un elemento tecnico che rese riconoscibili le fotocamere Sanders & Crowhurst fu il meccanismo di scorrimento a cremagliera per il piano focale, che garantiva una messa a fuoco più fluida e precisa rispetto a soluzioni più rudimentali adottate da altre aziende concorrenti. Alcuni modelli da studio erano inoltre dotati di un sistema di movimenti basculanti della standarda anteriore, consentendo di correggere la prospettiva e di ottenere maggiore controllo sulla nitidezza del piano focale, anticipando soluzioni che sarebbero state perfezionate da costruttori come Thornton-Pickard e Gandolfi.

Oltre alle fotocamere, la ditta produceva chassis porta lastre a doppio lato, accessori indispensabili che permettevano al fotografo di lavorare in sequenza senza dover ricaricare l’apparecchio in camera oscura. L’attenzione alla compatibilità con i vari formati di lastre in commercio costituiva un ulteriore punto di forza, rendendo gli apparecchi Sanders & Crowhurst appetibili sia per professionisti che per dilettanti evoluti.

La produzione non si limitava alle sole fotocamere, ma includeva un’ampia gamma di accessori tecnici: stativi in legno con regolazioni multiple, visori per la messa a fuoco, tende da studio e persino mobili specifici per la disposizione delle attrezzature fotografiche. Questo approccio integrato permise all’azienda di offrire un servizio completo ai fotografi, che potevano equipaggiare interamente il proprio studio affidandosi a un unico fornitore.

Apparati chimici e materiali fotografici

Parallelamente alla produzione di fotocamere, Sanders & Crowhurst svilupparono una divisione dedicata alla fornitura di materiali fotosensibili e apparati chimici. Negli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento, il collodio umido era ancora largamente utilizzato, e la ditta si specializzò nella vendita di lastre già preparate, riducendo i tempi di lavoro dei fotografi. Le lastre al collodio fornite da Sanders & Crowhurst erano considerate affidabili per sensibilità e uniformità, grazie a un processo produttivo accurato che evitava difetti comuni come bolle o macchie.

Con la diffusione delle lastre a gelatina bromuro d’argento, introdotte sul mercato da produttori come la Eastman Dry Plate Company, Sanders & Crowhurst furono rapidi nell’adattare la propria offerta. Già a partire dal 1882 cominciarono a distribuire lastre a secco, pubblicizzandole come una soluzione più pratica e stabile rispetto al collodio. Questo ampliamento consentì loro di mantenere competitività, intercettando la domanda di una nuova generazione di fotografi che desideravano lavorare con tempi più rapidi e senza la necessità di portare con sé camere oscure portatili.

La ditta non trascurava neppure i prodotti chimici. I loro cataloghi riportavano una gamma completa di rivelatori, fissaggi e bagni di lavaggio, forniti sia in forma liquida che in polveri concentrate. Tra le soluzioni più apprezzate vi erano i rivelatori a base di pirogallico, che consentivano un buon controllo del contrasto, e i fissaggi a base di iposolfito di sodio, indispensabili per garantire la stabilità delle immagini. Non mancavano prodotti specifici per la viratura, in particolare sali d’oro e cloruro di platino, utilizzati per ottenere stampe con tonalità più calde e maggiore permanenza.

Accanto ai materiali fotosensibili e chimici, Sanders & Crowhurst fornivano anche carta albuminata e, successivamente, carte al bromuro d’argento. Le loro carte erano considerate di buona qualità e utilizzate tanto nei laboratori professionali quanto in ambito amatoriale. Alcuni documenti d’archivio testimoniano la collaborazione con tipografie londinesi per la distribuzione di album fotografici già pronti per la rilegatura delle stampe, un settore che conobbe grande diffusione in età vittoriana.

Un aspetto tecnico distintivo dell’azienda era la particolare attenzione al controllo di qualità dei materiali. I resoconti dei fotografi dell’epoca sottolineano come le lastre Sanders & Crowhurst presentassero una sensibilità più uniforme rispetto ad alcuni concorrenti, riducendo il rischio di esposizioni erratiche. Questa attenzione ai dettagli consentì loro di costruire una reputazione solida e di fidelizzare una clientela che includeva non soltanto ritrattisti di studio, ma anche fotografi itineranti e documentaristi.

Diffusione commerciale e clientela

La crescita commerciale di Sanders & Crowhurst fu favorita da una politica di cataloghi illustrati, stampati a partire dal 1875 e distribuiti non solo a Londra ma anche nelle principali città britanniche. I cataloghi non si limitavano a elencare prodotti e prezzi, ma contenevano anche spiegazioni tecniche, suggerimenti d’uso e talvolta tavole illustrate che mostravano le configurazioni possibili delle fotocamere. Questo approccio educativo costituiva una novità e contribuì a fidelizzare una clientela che trovava nei cataloghi una fonte di conoscenza oltre che un mezzo per l’acquisto.

La rete di distribuzione non si fermava al Regno Unito. Sanders & Crowhurst esportavano anche in Europa, in particolare in Francia e Germania, e stabilirono contatti con rivenditori oltreoceano, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, dove la richiesta di materiali fotografici era in forte espansione. La possibilità di fornire kit completi per studi fotografici rese l’azienda particolarmente competitiva nei mercati emergenti, dove i fotografi preferivano acquistare soluzioni già pronte piuttosto che assemblare pezzi provenienti da diversi produttori.

La clientela principale restava comunque quella dei fotografi professionisti da studio, che rappresentavano la spina dorsale del mercato fotografico vittoriano. Tuttavia, la ditta non trascurò gli amatori. Già negli anni Ottanta dell’Ottocento, Sanders & Crowhurst introdussero modelli di fotocamere più compatti e meno costosi, pensati per il pubblico dilettante che si stava avvicinando alla fotografia come passatempo. Queste fotocamere, spesso nel formato quarter plate, erano più semplici da utilizzare e meno ingombranti rispetto alle grandi macchine da studio.

L’azienda seppe inoltre sfruttare eventi espositivi per promuovere i propri prodotti. Partecipò a fiere industriali e esposizioni fotografiche, dove i loro apparecchi venivano presentati accanto a quelli di altri costruttori britannici ed europei. Questi eventi contribuivano a consolidare la reputazione del marchio e a metterlo in contatto con nuove reti di distribuzione.

Sanders & Crowhurst mantennero una presenza stabile nel mercato fino agli inizi del XX secolo, quando la concorrenza di grandi aziende come Kodak, con la loro produzione industriale su larga scala, rese più difficile la sopravvivenza delle ditte di dimensione media. Tuttavia, la loro impronta tecnica e commerciale rimase significativa, soprattutto per la fascia di mercato intermedia dei fotografi professionisti che necessitavano di apparecchi affidabili ma non potevano permettersi i modelli più costosi delle ditte di prim’ordine.

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