La Irwin Corporation venne fondata nel 1946 a Rochester, New York, da William H. Irwin (1910–1982), un ingegnere con un background nel settore dell’elettronica bellica e della fotogrammetria. Dopo avere partecipato allo sviluppo di apparecchiature radar durante la Seconda guerra mondiale, Irwin intuì l’opportunità di trasferire tecnologie emergenti nel campo del sensore e delle lenti verso il nascente mercato delle fotocamere giapponesi e americane, allora in forte evoluzione. La sua azienda inizialmente produsse otturatori elettronici di precisione per applicazioni industriali, poi estese il proprio raggio d’azione verso ottiche di alta gamma e accessori per fotocamere, mirando a un segmento professionale ed esigente, già affollato ma ancora poco diversificato dal punto di vista tecnologico.
L’epoca in cui Irwin fondò la sua impresa fu caratterizzata da un clima di ottimismo tecnico e commerciale: la fotografia industriale, documentaria e scientifica richiedeva soluzioni sempre più sofisticate, e le case americane – in particolar modo Exakta, Graflex e Bausch & Lomb – mostravano spazio per preferenze tecniche su ottiche e meccaniche di precisione. L’approccio di Irwin puntò sin da subito sull’alta affidabilità, la modularità dei componenti e una forte personalizzazione degli strumenti, spesso su specifiche richieste: dai grandi formati fotografici agli strumenti per ingegneria ottica.
William Irwin reclutò un team composto da ex-ingegneri militari e specialisti in metrologia, oltre a collaborare con dipartimenti universitari come quelli del Rochester Institute of Technology e dell’Università di Rochester, per portare le conoscenze più recenti su vetri a bassa dispersione, sistemi antiriflesso e otturatori elettronici sincronizzabili con flash e sonde laser.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, la Irwin Corporation sviluppò una serie di obiettivi anastigmatici di alta qualità, razionalmente progettati per coprire formati da 4×5 pollici fino al 70 mm cinematografico, oltre a progetti dedicati a apparecchi da polaroid professionale. La serie Irwin Precision Anastigmat includeva focali tra 90 e 300 mm, con apertura variabile fino a f/2.8, in configurazione quattro lenti a doppietto simmetrico. L’uso di vetri Schott speciali permise la correzione delle aberrazioni cromatiche e una resa nitida su tutta la superficie del fotogramma.
Un altro contributo tecnico distintivo fu lo sviluppo del Synchronized Electron Shutter (SES) negli anni Sessanta, un otturatore elettronico a sgancio elettromagnetico dotato di tempi di posa selezionabili fino a 1/500. Questo sistema era progettato per sincronizzarsi con fonti luminose ad alta velocità (flash al xenon) e venne adottato da laboratori di fotografia scientifica, industrie e applicazioni cinematografiche sperimentali.
La Irwin Corporation realizzò anche sistemi di ottica cinematica modulare, adattabili sia a cineprese da 16 mm che a proiettori. Il design modulare permetteva di cambiare obiettivi, otturatori e supporti su montature universali, rendendo i sistemi Irwin ideali in ambienti tecnici e di ricerca. Il comparto cinematografico venne ulteriormente potenziato negli anni Settanta con la serie Irwin Zoom 16–50 mm f/2, tra le prime a offrire zoom professionale su cinepresa 16 mm, integrando controllo micro-step su zoom continuo e ingranaggi di precisione per camera blanda e uso didattico.
Dagli anni Sessanta, Irwin Corporation si impose come fornitore di riferimento per la fotogrammetria, la mappatura aerea, la ricerca scientifica e l’industria cinematografica. Le ottiche Precision Anastigmat vennero regolarmente acquistate da US Geological Survey, istituti universitari di ricerca e studi di cinematografia industriale. Il loro rendimento su grandi formati e la finitura meccanica di alto livello le resero una scelta preferita anche in ambiti militari, specialmente per la fotografia di riconoscimento aereo.
La modularità dei sistemi permise un utilizzo sinergico tra applicazioni statiche (bench photography) e dinamiche (ripresa in movimento). Irwin forniva anche kit di estensori e flange metriche per adattare i propri obiettivi a sistemi Leica, Hasselblad e cineprese Arri, una scelta che facilitò la loro adozione in studi professionali affermati.
Nel corso degli anni Ottanta, l’espansione dell’industria ottica giapponese (Canon, Nikon, Fujinon) pose una forte concorrenza sul settore delle ottiche di precisione, supportata da produzione su larga scala e da un marketing aggressivo. Irwin Corporation tentò di rispondere con investimenti in ricerca sui rivestimenti multistrato e vetri ED, ma gli elevati costi e la scala produttiva limitata posero un muro invalicabile.
Nel 1988 la Irwin cessò le attività ottiche, cedendo parte del suo personale e tecnologie alla Omega Optical (USA). Alcune linee modulari furono acquisite da startup di ottica cinematografica e adattate a obiettivi per videocamere digitali adattate dal tradizionale cinema analogico. Il marchio rimase vivo per alcuni anni nella divisione tecnologie industriali, poi definitivamente chiuso alla fine degli anni Novanta.
Oggi, le ottiche Irwin sono apprezzate nel collezionismo da professionisti e storici dell’ottica, per il loro disegno manuale, i materiali pregiati, e la rarità dei prototipi realizzati. Diversi esemplari originali si trovano al George Eastman Museum, allo Smithsonian Air and Space Museum e al Museum of the Moving Image (New York).

Sono Manuela, autrice e amministratrice del sito web www.storiadellafotografia.com. La mia passione per la fotografia è nata molti anni fa, e da allora ho dedicato la mia vita professionale a esplorare e condividere la sua storia affascinante.
Con una solida formazione accademica in storia dell’arte, ho sviluppato una profonda comprensione delle intersezioni tra fotografia, cultura e società. Credo fermamente che la fotografia non sia solo una forma d’arte, ma anche un potente strumento di comunicazione e un prezioso archivio della nostra memoria collettiva.
La mia esperienza si estende oltre la scrittura; curo mostre fotografiche e pubblico articoli su riviste specializzate. Ho un occhio attento ai dettagli e cerco sempre di contestualizzare le opere fotografiche all’interno delle correnti storiche e sociali.
Attraverso il mio sito, offro una panoramica completa delle tappe fondamentali della fotografia, dai primi esperimenti ottocenteschi alle tecnologie digitali contemporanee. La mia missione è educare e ispirare, sottolineando l’importanza della fotografia come linguaggio universale.
Sono anche una sostenitrice della conservazione della memoria visiva. Ritengo che le immagini abbiano il potere di raccontare storie e preservare momenti significativi. Con un approccio critico e riflessivo, invito i miei lettori a considerare il valore estetico e l’impatto culturale delle fotografie.
Oltre al mio lavoro online, sono autrice di libri dedicati alla fotografia. La mia dedizione a questo campo continua a ispirare coloro che si avvicinano a questa forma d’arte. Il mio obiettivo è presentare la fotografia in modo chiaro e professionale, dimostrando la mia passione e competenza. Cerco di mantenere un equilibrio tra un tono formale e un registro comunicativo accessibile, per coinvolgere un pubblico ampio.