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Cosa racconta una fotografia di un corpo nudo? Rispondere a questa domanda significa attraversare quasi due secoli di storia della cultura visiva occidentale, confrontarsi con le grandi questioni dell'estetica e dell'etica, della libertà e della censura, del desiderio e del potere. Il Corpo e la Luce: Storia del Nudo in Fotografia compie questo percorso con rigore storico e con passione narrativa, guidando il lettore dalle prime immagini dagherrotipishe degli anni Quaranta dell'Ottocento fino alle fotografie generate dall'intelligenza artificiale dei nostri giorni.
Il volume ripercorre le tappe fondamentali di una tradizione fotografica straordinariamente ricca: il nudo accademico ottocentesco prodotto per gli artisti, il mercato clandestino della fotografia erotica che prosperò fin dagli esordi del medium, la rivoluzione pittorialista di fine Ottocento che trasformò il nudo in soggetto artistico legittimo. Poi le avanguardie del Novecento: il Bauhaus tedesco che trovò nel corpo una geometria pura, il Surrealismo parigino che ne fece materia di sogno e di inconscio, il formalismo americano di Edward Weston che cercava nella pelle la stessa perfezione visiva delle conchiglie e dei peperoni.
Ampio spazio è dedicato ai grandi protagonisti del genere: Man Ray e la sua alchimia del desiderio, Bill Brandt e le distorsioni prospettiche che trasformavano il corpo in paesaggio mentale, Robert Mapplethorpe e la sua ricerca della bellezza classica applicata a soggetti che la cultura dominante rifiutava, Nan Goldin e la cronaca intima di una generazione devastata dall'AIDS, Nobuyoshi Araki e il dialogo tra eros e morte nella tradizione giapponese. Ma anche figure meno note che meritano di essere riscoperte: Imogen Cunningham, Jo Spence, Tina Modotti, Diane Arbus — fotografe che hanno guardato il corpo con occhi diversi da quelli dominanti, producendo immagini che ancora oggi sfidano le convenzioni.
Il libro affronta con pari attenzione le dimensioni culturali e politiche della fotografia di nudo: i grandi processi per oscenità che hanno segnato la storia della libertà di espressione, il ruolo del femminismo nella ridefinizione dello sguardo sul corpo femminile, la rappresentazione del corpo nelle culture non occidentali, il rapporto tra nudità e potere politico, il mercato e il collezionismo delle stampe fotografiche, l'impatto della rivoluzione digitale e dei social media sulla produzione e distribuzione delle immagini del corpo.
Scritto nello stile divulgativo e rigoroso della migliore saggistica storica italiana — la stessa che unisce la precisione di Alessandro Barbero alla narrativa coinvolgente di Alberto Angela — Il Corpo e la Luce si rivolge a chiunque ami la fotografia e voglia capirla davvero: non solo come tecnica o come mercato, ma come forma di conoscenza del mondo e di conoscenza di sé. Perché il corpo nudo fotografato non è mai soltanto un corpo: è uno specchio della cultura che lo ha prodotto, con tutte le sue contraddizioni, le sue aspirazioni, i suoi silenzi e le sue rivelazioni.
95.000 parole. 50 capitoli. Quasi due secoli di storia.
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