lunedì, 5 Gennaio 2026
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Marco Sollazzi

Sono Marco, ricercatore e collaboratore nel campo della storia della fotografia, con una formazione che unisce analisi tecnica e approccio storico-scientifico. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria e aver seguito percorsi specialistici in storia della tecnologia, ho maturato un’esperienza decennale nell’analisi critica dei processi produttivi e delle innovazioni che hanno plasmato il mondo della fotografia. La mia passione nasce dal desiderio di svelare i retroscena tecnici degli strumenti fotografici, esaminandone il funzionamento e l’evoluzione nel tempo. Ritengo che la fotografia sia molto più di un’arte visiva: essa è il risultato di un complesso intreccio tra innovazione tecnologica, scienza dei materiali e ingegneria di precisione.Il mio percorso professionale mi ha portato a collaborare con istituzioni accademiche e centri di ricerca, partecipando a progetti che hanno approfondito l’impatto delle tecnologie fotografiche sullo sviluppo della comunicazione visiva. Mi dedico con rigore all’analisi dei dettagli costruttivi delle macchine fotografiche, studiando sia le innovazioni che le soluzioni pragmatiche adottate nel corso dei decenni. Attraverso conferenze, pubblicazioni e workshop, condivido le mie ricerche e il mio entusiasmo per un settore che si evolve continuamente, alimentato da una costante ricerca della precisione ottica e dell’affidabilità meccanica.

Fotografia a lunga esposizione

Gestione del rumore e della temperatura del sensore Uno degli aspetti più critici nella fotografia a lunga esposizione digitale è la gestione del rumore elettronico, strettamente legata alla temperatura del sensore. Durante esposizioni prolungate, il sensore accumula calore, e questo genera disturbi visivi che possono compromettere la qualità dell’immagine. Il fotografo deve conoscere i meccanismi di generazione del rumore, le tecniche di riduzione e le strategie operative per minimizzarne l’impatto. Il rumore termico è causato dall’agitazione degli elettroni nel materiale semiconduttore del sensore, che aumenta con la temperatura. Questo rumore si manifesta come grana, pixel colorati (hot pixels) o disturbo cromatico, soprattutto nelle aree scure. I sensori CMOS moderni sono più efficienti rispetto ai vecchi CCD, ma il problema persiste, soprattutto con tempi superiori ai 30 secondi. Una tecnica efficace per ridurre il rumore è la sottrazione del dark frame. Consiste nell’acquisire un’immagine nera, con lo stesso tempo di esposizione e ISO, e sottrarla all’immagine principale. Questo processo elimina i pixel caldi e parte del rumore termico, migliorando la pulizia dell’immagine. Alcune fotocamere offrono questa funzione in modo automatico, ma può essere effettuata anche manualmente in post-produzione. La temperatura ambientale influisce direttamente sulla temperatura del sensore. Fotografare in ambienti freddi, come in montagna o di notte, riduce il rumore termico. Al contrario, in ambienti caldi o umidi, il rumore aumenta. Alcuni fotografi utilizzano ventole, dissipatori o sistemi di raffreddamento attivo, soprattutto in ambito astronomico, dove le esposizioni possono durare ore. La scelta dell’ISO è fondamentale. Un ISO elevato amplifica il segnale, ma anche il rumore. In fotografia a lunga esposizione, si preferisce utilizzare ISO bassi (100–400) e compensare con tempi più lunghi. Tuttavia, in condizioni di luce estremamente scarsa, è necessario trovare un compromesso tra luminosità e rumore. Il software di post-produzione offre strumenti avanzati per la riduzione del rumore. Programmi come Topaz Denoise AI, DxO PureRAW o Adobe Lightroom utilizzano algoritmi basati su intelligenza artificiale, che analizzano la struttura dell’immagine e rimuovono il rumore preservando il dettaglio. Tuttavia, è importante non esagerare, per evitare un effetto artificiale o plastificato. Infine, la durata dell’esposizione deve essere calibrata in funzione del soggetto, della luce e della risposta del sensore. Esposizioni troppo lunghe possono generare saturazione, deriva cromatica o perdita di dettaglio. Alcuni fotografi preferiscono utilizzare esposizioni multiple brevi, poi combinate in post-produzione, per ottenere un effetto simile alla lunga esposizione, ma con meno rumore. La gestione del rumore e della temperatura del sensore è quindi una componente tecnica essenziale nella fotografia a lunga esposizione. Richiede conoscenza, esperienza e strumenti adeguati, ma permette di ottenere immagini pulite, dettagliate e visivamente potenti, anche in condizioni di luce estrema.

Fotografia newborn

Approfondimento tecnico e storico sulla fotografia newborn: origini, evoluzione, attrezzatura, illuminazione e composizione. Il testo analizza sicurezza, gestione del set e tecniche creative per ottenere immagini professionali dei primi giorni di vita del neonato.

Fotografia HDR

Esplorazione tecnica e storica della fotografia HDR, dalle origini analogiche alle applicazioni digitali moderne, con approfondimenti su acquisizione multipla, mappatura tonale, post-produzione, differenze tra HDR reale e simulato, e impieghi in paesaggio, architettura e fotografia mobile.

Fotografia notturna: la guida per fotografare stelle e città di notte

Guida tecnica e narrativa alla fotografia notturna, con approfondimenti su esposizione, ottica, sensibilità ISO, fotografia astronomica e urbana, e tecniche di post-produzione per ottimizzare la resa visiva e la qualità dell’immagine in condizioni di luce ridotta.

Zoom interno vs esterno: differenze e vantaggi

Analisi tecnica e storica delle differenze tra zoom interno ed esterno: principi meccanici, ergonomia, prestazioni ottiche e applicazioni. L’articolo esplora vantaggi, limiti e tendenze future, evidenziando come la scelta influenzi qualità, robustezza e usabilità in fotografia e video.

Fotografia naturalistica e zoologica: le origini dell’osservazione fotografica in natura

Dalle prime lastre ottocentesche alle innovazioni del Novecento, la fotografia naturalistica e zoologica documenta la fauna con tecniche sempre più raffinate. Pionieri, apparecchiature e istituzioni scientifiche trasformarono l’osservazione in natura in disciplina autonoma e fondamentale per la ricerca biologica.

Fotografia iperspettrale

La fotografia iperspettrale è una tecnica avanzata che registra centinaia di bande dello spettro elettromagnetico. Permette di rilevare dettagli invisibili all’occhio umano, utile in archeologia, diagnostica museale, agricoltura di precisione, telerilevamento e scienze ambientali.

La Fotografia chimigramma

Il chimigramma è una tecnica fotografica sperimentale che unisce fotografia e pittura. Si realizza senza macchina fotografica, agendo direttamente sulla carta fotosensibile con reagenti chimici (fissaggi, sviluppi, acidi), spesso in combinazione con mascherature e pennellate. Il risultato sono immagini astratte e irripetibili, frutto dell’interazione tra materia e luce, nate in ambito artistico e lontane dall’uso documentario tradizionale.

La Fotografia criogenica

La fotografia criogenica è una tecnica specialistica che documenta fenomeni e materiali a bassissime temperature. Permette di osservare dettagli invisibili a occhio nudo, come strutture cristalline del ghiaccio o reazioni fisiche criogeniche, utilizzando illuminazioni dedicate e apparecchiature scientifiche avanzate.

Fotografia “light field” (plenottica)

Evoluzione storica e tecnica della fotografia light field (plenottica), dalle prime teorie ottiche e la fotografia integrale di Lippmann fino ai moderni sistemi plenottici digitali applicati in microscopia, robotica e realtà immersiva.

Fotografia di relitti navali (shipwreck)

Studio approfondito sulla fotografia dei relitti navali: dalle prime immagini ottocentesche dei naufragi emersi, passando per le sperimentazioni pionieristiche subacquee e la fotografia post-bellica, fino alle tecniche digitali e fotogrammetriche contemporanee utilizzate in archeologia e ricerca scientifica.

La fotografia di giocattoli

Approfondimento storico e tecnico sulla fotografia di giocattoli, dalle prime sperimentazioni ottocentesche ai cataloghi industriali, fino alla toy photography contemporanea digitale.