La J. E. Mergott Camera fu una realtà industriale attiva negli Stati Uniti a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, collegata all’omonima azienda J. E. Mergott Company, con sede a Newark, New Jersey. Pur essendo principalmente conosciuta per la produzione di articoli in metallo stampato e oggetti decorativi, l’azienda si distinse brevemente nella produzione di macchine fotografiche tascabili a partire dai primi anni del Novecento, in un contesto segnato dall’esplosione della fotografia amatoriale e dal successo commerciale delle box camera di tipo Kodak.
Il fondatore, Jacob E. Mergott, fu un imprenditore e inventore tedesco naturalizzato statunitense, attivo nel settore metallurgico e meccanico già dalla fine degli anni Ottanta del XIX secolo. Con la crescita della fotografia come fenomeno di massa, Mergott individuò una nicchia tecnica nella produzione di macchine fotografiche economiche, in particolare per il pubblico dei giovani e delle famiglie, offrendo un’alternativa ai più costosi modelli in legno e pelle fabbricati da Eastman Kodak, Blair, o Seneca.
La vera novità introdotta da J. E. Mergott fu l’uso innovativo di metallo stampato e verniciato per la realizzazione della scocca delle fotocamere. In un periodo in cui la maggior parte dei costruttori impiegava legno pregiato, l’adozione della lamiera piegata consentiva costi inferiori e una produzione industriale a grande scala. I modelli più noti, spesso identificati con il solo marchio “Mergott Camera”, venivano fabbricati in grandi quantitativi, con finiture semplici, meccanismi essenziali e formati compatibili con la pellicola roll film 120, lo standard dominante del tempo.
L’azienda non operò come un classico produttore fotografico, ma piuttosto come un fabbricante meccanico versatile che si adattò temporaneamente alla domanda del mercato fotografico. I brevetti depositati da Jacob Mergott e dai suoi collaboratori negli anni 1901–1905 documentano una serie di dispositivi fotografici e di supporti ottici dal design molto funzionale. Le fotocamere prodotte dalla Mergott erano concepite per essere economiche, leggere, portatili, e accessibili a un pubblico non professionale. Nonostante questa apparente semplicità, l’azienda mise in campo soluzioni tecniche che meritarono attenzione da parte della stampa specializzata americana.
La commercializzazione delle Mergott Camera avveniva attraverso canali differenti da quelli tradizionali dei fotografi professionisti: grandi magazzini, cataloghi postali come Sears Roebuck e Montgomery Ward, e rivenditori di prodotti generici per la casa e il tempo libero. Questo posizionamento suggerisce una strategia chiara: democratizzare l’accesso alla fotografia, proponendo un prodotto funzionale, poco costoso e immediato nell’uso. Era l’epoca del concetto “you press the button, we do the rest” di Kodak, e la Mergott si inserì perfettamente in questa logica semplificata dell’esperienza fotografica.
L’attività nel campo delle fotocamere durò solo un numero limitato di anni, probabilmente tra il 1901 e il 1908, ma fu sufficiente per rendere oggi le Mergott Camera oggetti ricercati dai collezionisti, soprattutto per la rarità dei modelli e per l’uso del metallo stampato. Alcune fotocamere portano incisioni decorative o pattern in rilievo sulla scocca, a dimostrazione della provenienza industriale e della familiarità dell’azienda con le tecniche di pressatura ornamentale, impiegate anche nei suoi altri prodotti.
Dal punto di vista tecnico, le Mergott Camera si distinguono per la loro struttura in metallo leggero, con assemblaggio a cerniera e meccanismi semplificati pensati per l’uso amatoriale. I corpi macchina erano realizzati in lamiera d’acciaio piegata e rivettata, spesso verniciata in nero o marrone scuro, talvolta con motivi decorativi impressi a caldo. La forma era generalmente quella di una box camera rettangolare, con un singolo obiettivo anteriore, una leva per lo scatto e una finestrella rossa sul dorso per la lettura del numero di fotogramma.
Le Mergott Camera erano progettate per film in rullo formato 120, supporto diffuso negli Stati Uniti a partire dal 1901 grazie alla diffusione dei modelli Brownie della Kodak. Il caricamento della pellicola avveniva rimuovendo uno sportello posteriore o inferiore, in base al modello. Il percorso del film era guidato da rulli metallici interni e da un sistema di spinta a frizione. Il numero del fotogramma visibile dalla finestrella permetteva all’utente di avanzare la pellicola manualmente con precisione.
L’obiettivo era tipicamente un menisco semplice non rivestito, montato su una placca frontale fissa. La messa a fuoco era predisposta per distanze standard: da circa 2,5 metri all’infinito. Alcuni modelli includevano un mirino riflettente a specchio, molto rudimentale, oppure una semplice tacca metallica per l’inquadratura. L’otturatore era quasi sempre del tipo a scatto istantaneo, privo di tempi regolabili, con un valore fisso approssimativamente pari a 1/50 di secondo.
Il diaframma non era regolabile nei primi modelli. In alcuni esemplari successivi fu introdotto un sistema a dischi rotanti con due o tre aperture predefinite, comandabile tramite una levetta laterale. Questa era una funzione relativamente avanzata per una macchina economica, che dimostra come Mergott cercasse di offrire un minimo di controllo sull’esposizione, pur mantenendo la semplicità d’uso.
L’intera struttura era concepita per durare e resistere a un uso non delicato. Il metallo stampato rendeva queste fotocamere molto più robuste delle controparti in cartone o pelle, ed era anche meno sensibile all’umidità. Questo le rendeva ideali per attività all’aperto, viaggi e utilizzo familiare. Tuttavia, proprio il loro carattere economico e la rapidità con cui divennero obsolete hanno fatto sì che molte di esse non siano sopravvissute, rendendo gli esemplari esistenti oggi rari e preziosi per i collezionisti di fotografia primitiva americana.
In termini di estetica, le Mergott Camera si distinguevano per linee semplici ma curate, con dettagli decorativi in rilievo che ricordavano gli altri prodotti di Jacob E. Mergott, come portagioie, portapillole, contenitori ornamentali e giocattoli. In alcuni casi, il corpo macchina poteva presentare marchiature incise, come “J. E. Mergott Co.” oppure “Patented 1903”, utili per datare e attribuire correttamente il pezzo.
Nonostante la loro produzione marginale rispetto ai grandi nomi dell’industria fotografica statunitense, le Mergott Camera rappresentano un raro esempio di connessione tra industria leggera e fotografia popolare, in un periodo in cui la fotocamera stava diventando un oggetto quotidiano. Sono una testimonianza concreta del modo in cui la fotografia si stava diffondendo oltre i confini dell’élite tecnica, entrando negli spazi domestici e nel tempo libero di milioni di americani.

Sono Manuela, autrice e amministratrice del sito web www.storiadellafotografia.com. La mia passione per la fotografia è nata molti anni fa, e da allora ho dedicato la mia vita professionale a esplorare e condividere la sua storia affascinante.
Con una solida formazione accademica in storia dell’arte, ho sviluppato una profonda comprensione delle intersezioni tra fotografia, cultura e società. Credo fermamente che la fotografia non sia solo una forma d’arte, ma anche un potente strumento di comunicazione e un prezioso archivio della nostra memoria collettiva.
La mia esperienza si estende oltre la scrittura; curo mostre fotografiche e pubblico articoli su riviste specializzate. Ho un occhio attento ai dettagli e cerco sempre di contestualizzare le opere fotografiche all’interno delle correnti storiche e sociali.
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